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17/05/16

Giornata contro l'omofobia: festeggiare la sconfitta


Con la legge sulle unioni civili approvata l’Italia diventa il ventisettesimo Paese europeo a riconoscere legalmente le coppie dello stesso sesso.
La Cirinnà introduce per le persone omosessuali unite civilmente l’obbligo reciproco di assistenza morale e materiale e quello di contribuire ai bisogni comuni, garantisce (a discrezione di un giudice) la reversibilità della pensione ed equipara il partner dello stesso sesso al coniuge per il diritto di eredità.
Le unioni civili gay, però, non prevedono l’obbligo di fedeltà e non permettono l’adozione co-genitoriale, la cosiddetta stepchild adoption.
I partner, inoltre, potranno scegliere il cognome da portare: se tenere il proprio, assumere quello dell’altro o unire i due. Più semplici infine le procedure per sciogliere l’unione rispetto a quelle per il matrimonio. Dalla legge manca però un nome per i contraenti: non sono né coniugi, né mariti o mogli.
La Cirinnà regola poi anche diritti e doveri dei «conviventi di fatto» etero o gay uniti «stabilmente da legami affettivi di coppia». A loro vengono riconosciuti gli stessi diritti di assistenza del coniuge nel caso di carcerazione e ricovero.
E il subentro nell’affitto o il diritto a rimanere fino a 5 anni nella caso di proprietà del partner in caso del suo decesso. Più la possibilità di chiedere gli alimenti in caso di separazione.
 

A poche ore dall’approvazione delle unioni civili in Parlamento c’è già che annuncia l’intenzione di ribellarsi alla legge e non celebrare le unioni tra persone dello stesso sesso. Tra questi, dopo l’invito di Matteo Salvini, c’è il sindaco di Padova e presidente della Liga Veneta, Massimo Bitonci, che ha ribadito la propria posizione:
Da sindaco mi riserverò il diritto di obiettare e non celebrerò mai matrimoni fra persone dello stesso sesso. Ho il dovere di servire i cittadini e di promuovere la crescita della comunità padovana, ma non mi sento obbligato ad assecondare le scelte di Renzi che, differentemente da me, non è stato eletto.

All’indomani dell’approvazione del DDL Cirinnà queste sono le reazioni degli italioti: nero contro bianco, come sempre tutti divisi e mai uniti.
E quel che è peggio è che la comunità LGBT esulta, mentre le campane delle chiese italiote il giorno 14 maggio hanno suonato all’unisono in segno di protesta contro l’approvazione del decreto.

Allora, da ragazzo mezzo italiano (sfiga bestia, lo so) e mezzo francese ho il privilegio di osservare la situazione da due punti di vista.
Il punto di vista francese l’ho ribadito più volte nei miei post: dopo anni e anni di lotte (cominciate ben prima che io vedessi la luce) i cittadini francesi hanno riconosciuto le persone omosessuali addirittura dal 1791 (sì, avete letto giusto: non ho invertito nessun numero) mentre nel 1999 sono stati approvati i PACS che poi dal 2013 sono diventati matrimoni a tutti gli effetti con il diritto di fedeltà, di assistenza morale e materiale, di adozione, stepchild adoption e tutti i doveri e i diritti di un “normale” matrimonio etero.

L’Italia no.
Il risultato dell’affaire Cirinnà è stato che del vecchio DDL non è rimasto niente.
E chi spera che questo sia un passo avanti verso un altro cambiamento, magari il tanto sospirato matrimonio, si sbaglia di grosso.
I matrimoni gay non saranno mai ammessi in Italia e non varranno se contratti all’estero: questo punto è un caposaldo di questa legge anti omosessuali che di fatto mette l’Italia all’ultimo posto nel campo del riconoscimento dei diritti delle persone.
Idem per la questione figli, e anzi trovo indecente che sia un giudice a dovere stabilire se una persona omosessuale può adottare i figli del/della compagno/a e che poi questa sentenza possa essere cambiata dal giudice successivo.
Come il fatto di non vedere riconosciuto il diritto di fedeltà.
Allora mi spiegate a cosa serve questo DDL?

Tanto non cambierà nulla: questi deficienti che scendono in strada come tante pecorelle esultanti alla fine torneranno a fare ciò che hanno sempre fatto.
Si nasconderanno per evitare di farsi “riconoscere” come gay/lesbiche perché “il paese è piccolo e la gente mormora”, poi fuggiranno all’estero per sposarsi e avere figli.
E allora?

Non vedo cosa ci sia da festeggiare, mi sembra che troppi italioti omosessuali stiano accettando un contentino dato tanto per e non hanno capito di avere perso la battaglia della vita.
Perché questo decreto non è un passo avanti, è un paludamento definitivo dei diritti delle persone omosessuali.

6 commenti:

Macsi ha detto...

Mi trovo, per una volta d'accordo con Vittorio Feltri, che proprio ieri dichiarava che non cambierà niente dopo questa Legge. Come per le battaglie civili degli anni '70, divorzio e aborto, vennero indetti referendum per cancellare le Leggi approvate, il popolo rispose e le Leggi rimasero. Oggi sono la normalità (se di normalità si può parlare nel caso dell'aborto che, credo sia ben diverso dal divorzio) non c'è più scandalo, non c'è più indignazione, semplicemente fanno parte della nostra vita.
Così sarà per questa Legge, una volta assodata, assorbita, alla gente non gliene importerà più niente e, finalmente, tutti potranno viversi la propria vita.

Vincenzo Iacoponi ha detto...

Caro Xavier vi hanno fregato, ci hanno fregato. Questa tipica legge del cazzo renziana è un aborto. Vi hanno come il solito considerati cittadini di serie B e quel contaballe adesso se ne vanta pure. Hai detto bene tu: non cambia niente per voi. Per quella gente siete scarti da tener buoni, voti da acquisire e niente de più.
Sono profondamente addolorato per te.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Sono d'accordo, questa legge non ha stabilito uguaglianza di diritti.
Serena giornata.

Xavier Queer ha detto...

Queste sono le leggi barzellette dell'Italia, e mi fa incazzare da morire vedere che le comunità LGBT italiane non fanno un emerito cazzo, non lottano. Per quanto mi riguarda, la mia vita la vivo in un paese davvero civile, dove non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B quindi non essere addolorato per me :-)

Xavier Queer ha detto...

Che alla gente non importa si è visto, ma a chi invece dovrebbe importare si nasconde e non fa niente.

semper- Lola ha detto...

Il contentino, per farci stare zitti. Qualche ragazzo adesso si prende per mano, in strada e in metro. Ben venga se qualcuno si sente più accettato, ma di fatto ci hanno emarginati ancora di più.