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25/04/16

La scarpetta di cemento...


Me ne sto lì seduto assente con un cappello sulla fronte, le cose strane che mi passan per la mente.

Così inizia Sognando di Don Backy, un bellissimo testo che credo tutti voi conosciate perché (scusate l’insolenza) ha più o meno la vostra età che è quella del T-Rex!
Ciò detto anche io me stavo seduto e assente con un cappello sulla fronte cercando di pensare da che parte affrontare l’ennesimo troll di turno che ha commentato ultimamente nel mio blog e che ha continuato a lasciare commenti che mi sono rifiutato di pubblicare per non offendere la vostra intelligenza.
Sapete come sono fatto: buono sì ma non coglione. Non posso starmene tranquillo e farla passare liscia a chi pensa di potere allegramente entrare in casa mia e trollarmi le palle.

Perciò in questi giorni che ho avuto un po’ di tempo ho sul serio cercato di capire meglio chi sia questa Lily che è piovuta come una merda di piccione dal cielo sul mio blog.
Lei si definisce scrittrice.
Un momento, lo dico ai miei amici che scrivono sul serio: non offendetevi perché so di averla spara grossa.
Lily non è in realtà una scrittrice. Rubo la frase a Zio Scriba: Lily scrive coprofagia e questo dà la misura del suo incommensurabile non talento.
Ma che vi aspettate da una che porta come cavallo di battaglia un epub dal titolo “Finalmente donna”?
Ho capito che il bastone attira sempre però dopo Cinquanta sfumature di minchia sembra che nessuna uoman etero sulla faccia della terra abbia mai visto un cazzo!
Faccio fatica a crederci.

Ma non è di donne e cazzi (beh quelli sì, ma metaforicamente) che voglio parlare.
Siccome sono stronzo, ma tanto tanto (chiedetelo a Etienne, lui ne sa qualcosa), ho letto uno degli pseudoracconti di Lily (che sono scaricabilissimi su qualsiasi sito di download non a pagamento, anche se ve lo sconsiglio per la vostra sanità mentale).
Il racconto fa parte di una raccolta che rivisita le fiabe classiche in versione gay.
Allora, rivisitare le fiabe è qualcosa di difficile perché non bisogna essere banali e perché bisogna fare i conti con chi si è già cimentato in questo genere letterario e parlo di nome importanti come Bruno Munari, Roberto Vecchioni, Italo Calvino…
Insomma, gente che sa (o sapeva) il fatto suo.

Titolo del racconto: “La scarpetta di cristallo”.
Banalità incredibile perché così già svela la fiaba d’origine: Perrault si rivolterà nella tomba.
I protagonisti della storia sono il principe Edward (ih che palle, dopo Twilight tutti Edoardi sono!) e lo schiavo/scudiero Gunter (credevo Jacob, ma va beh. Gunter fa schifo ma almeno non è il solito nome. Gunter…).
Scenografia: immaginario regno con un castello che sorge sulla collina più alta, dopodiché si estende un’immensa prateria rigogliosa (ben sapendo che, salvo le foreste tropicali che sono classificate come “terreni simili a praterie”, generalmente le praterie sono luoghi secchi come le pampas, la taiga…) che si estende fino a un bosco.
Erano terre piene di attrattiva” (a parte che forse era meglio concordare il numero: se sono terre, esse sono piene di attrattive): cos’è, Cannes? Rimini-Riccione?
No, è il regno di Edoardo.

Che fa tutto il dì? Un cazzo.
No, meglio, fa questo: il giovane, disteso con gli arti divaricati, sembrava una stella marina lasciata sulla spiaggia dalla marea. I suoi vestiti erano rifiniti con cura e il suo profilo aveva un’aria fiera, con il piccolo naso arricciato verso l’alto e morbide ciocche castane a incorniciargli i lineamenti delicati del viso.
Adesso, gli arti divaricati… ma chi cazzo è, uno che deve essere operato di emorroidi? Sta subendo una visita rettale?!
Una stella marina? Ma Lily ne ha mai vista una? Mi sa di no.
E poi il piccolo naso arricciato verso l’alto, una chicca. Ora, essendo il cretino steso sulla schiena è ovvio che il naso è già rivolto verso il cielo a meno che Edoardo non sia un formichiere.
Arricciato… ragazzi io non me lo figuro, come è un naso arricciato?
Donne, che voi sappiate quel ferro malefico per farsi i capelli va bene anche per il naso?

Arriva Gunter ma siccome Edoardo si annoia (la vita del Michelasso annoia alla lunga) dopo una chiacchierata propone di sgranchirsi con la spada.
Sgranchire di solito richiama movimenti del corpo atti a sciogliere le membra stanche o affaticate: ma con la spada come ci si sgranchisce?
Andiamo oltre, a un certo punto Gunter e Edoardo si avviano verso una cascata (comparsa dal nulla) di altezza dieci metri che termina in una pozza.
Praticamente è come saltare da un trampolino di 50 metri e centrare un bicchiere, chi non l’ha mai fatto? Io giusto ieri.
Siccome Edoardo è un po’ cacasotto oltre che checca (sì, perché Lily ha fatto di Edoardo una checca isterica, questo è il suo prototipo di vedere i gay: macho vs checca. Ihhhh che palle!), Gunter si lancia a volo d’angelo in questi dieci metri di vuoto per atterrare nella pozza e dopo che Edoardo si prende un infarto ecco...

Edward sospirò: il viso dell’amico era splendido, lo vedeva chiaramente anche da lì. Un sorriso accattivante dalla dentatura perfetta, gli occhi contornati dalle ciglia bagnate e i lineamenti armoniosi. Un quadro che lo commosse.
A me non commuove il quadro, semmai mi perplessa!
Okay che sono miope, ma io nemmeno con gli occhiali vedo le ciglia di qualcuno a dieci metri di distanza. Come cazzo fa questa trollona a descrivere una scena simile pensando che possa essere vicina alla realtà?

Per farla breve, Edoardo si getta a sua volta in acqua (ma da un’altezza minore da brava checca fifona) e io passo tra frasi che toccano l’acume dello schifo letterario, un roito di bruttezza e ve ne mostro alcune:

-i polmoni cominciavano a procurargli un dolore pungente al petto, mentre il fiato graffiava per scappargli dalla gola. (chiamate il dottor Shepard, resuscitatelo e poi portatelo da me che so io cosa farne…)

-Anziché rispondere, Edward continuò a fissarlo, inebetito, come per imparare a memoria ogni centimetro dei suoi tratti somatici. (CSI insegna)

Tento di riprendermi da questa merdaccia scritta, quando ecco che arriva Rudolph che non è la renna dal naso rosso ma il padre di Edoardo.
Randolfo (dai è più bello!) dice al figlio che dovrà sposarsi e Edoardo da brava checca non fa coming out dicendo al padre guarda che mi piace lo spadone di Gunter.
No, manco nelle fiabe si fa coming out!
Che fa il coglione? Piange e si dispera, partecipa al ballo cercando la disgraziata da sposare cui poi metterà le corna con Gunter lucidandogli lo spadone (ma prima si toglie l’intero gabbione!) e ne trova una in effetti che a mezzanotte scappa e perde la scarpetta di cristallo.

Adesso, non per essere stronzi ma per essere bastardi: ma non poteva Edoardo essere Cenerentolo, partecipare al ballo del principe Gunter, perdere lo stivale di cristallo etc...
No, certo che no.
E allora che razza di fiaba gay è questa?

Morale: alla fine Gunter distrugge la scarpetta perché Edoardo checca isterica piange fra le sue braccia e rischia di svenire per lo shock da pissera (passatemela e comunque per molti gay riconoscere l’esistenza dell’universo femminile è uno shock).
Scarpetta distrutta, sparano a Randolfo una palla colossale dicendo che Edoardo sposerà solo la tipa della scarpetta che ovviamente non si trova più e così...

Era un bacio che racchiudeva la promessa di un amore eterno. Le loro mani stringevano il corpo dell’altro, nel tentativo di donarsi una reciproca appartenenza. Potevano sfidare le convenzioni senza scappare, e prendendosi cura di quel sentimento così prezioso, proteggendolo dal mondo intero. Non era una cosa che riguardasse la corte o il re, ma solo loro. Insieme avrebbero affrontato le avversità, man mano che si sarebbero presentate sulla loro strada, magari gettando le basi per un futuro senza pregiudizi.
Vissero così felici e contenti, correndo di volta in volta ai ripari per arginare la minaccia di solerti fate madrine decise ad aiutare giovani dame di belle speranze.

Fine della storia.
Storia dove comunque nessuno sa che Gunter e Edoardo sono gay e questi due ricorrono per tutta la vita a espedienti assurdi per far sì che Edoardo resti single.
Ecco, sulla Terra questi gay che non fanno coming out si chiamano velate e a volte giocano nei due campi per destare meno sospetti.
Morale?
Fa schifo, non mi sento di dire altro.
È impossibile scrivere qualcosa di positivo in merito a questo spreco di inchiostro on line.
La sola cosa realmente positiva è che se il racconto fosse stato pubblicato su carta poteva essere usato per accendere il camino.


E ora Lily, questo è per te:


4 commenti:

S. ha detto...

be' e perché non ci metti il link di questa lily?cosi che tutti possiamo commentare da lei?
facce divertì no?

Dumdumderum ha detto...

Dai retta a uno che è solo di poco più giovane di un trilobite :D : questa gente campa del vecchio detto "Bene o male purché se ne parli". Non darle visibilità, nemmeno per stroncarla, lasciala marcire nel dimenticatoio. Vedrai che è decisamente meglio.

Elsa March ha detto...

'Tte tu sei toscano nell'animo, non ne fai passare nemmeno una e fai bene!
Però do ragione al signore che ha postato prima di me: se dai cassa a codesta imbecille (altro che lavare li panni in Arno, ci si dovrebbe affogare per come scrive male) diventa più visibile.
Lasciala perdere, tanto dopo un giusto mostrare quanto lavora a merda chi vuoi che compri le sue operacce?
Baci!

Antonio C. ha detto...

arti divaricati! polmoni che fanno male! imparare a memoria i tratti somatici! naso arricciato! ma tutte in un solo racconto? :-)