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14/04/16

Farsi una pirofila di cazzi propri non guasta mai


Scusate la mia troppo prolungata assenza, è passato un mese e nemmeno me ne sono accorto!
La verità? Dovevo chiudere con due esami mostruosi!
Ma ora eccomi qui tornato in formato irriverente, acido come solo un gay sa esserlo!
Peggio del limone con l’aceto, tanto per dirne una.
Leggere per credere.

“La parola voyeurismo è spesso associata al “guardone” in ambito sessuale.
È un voyeur colui che guarda altri durante un’attività sessuale. E magari si masturba. In questo, la pornografia rappresenta il più grande esempio. Ma in generale, si può chiamare con questo nome qualunque attività passiva, consistente nel guardare altri che fanno cose, per dirla semplicemente. Possiamo dire che l’insieme del porno interseca un insieme ben più vasto: quello del voyeurismo informatico.
Onore e merito ad internet, straordinaria invenzione paragonabile ad altre del passato che hanno modificato usi e costumi: penso alla radio, alla lavatrice, alla televisione ad esempio. Ma ogni grande invenzione porta con sé un dazio da pagare, così come spesso a una grande luce corrisponde una grande ombra. Il prezzo è la virtualità delle relazioni e il voyeurismo informatico.

I social network sono il Grande Fratello di internet, così amato, così odiato.
Gare per far lievitare il numero delle amicizie, il più delle volte semplici numeri, specchio nel quale vomitare al mondo difficoltà, amori e rancori. Ma soprattutto strumento di spionaggio. Facebook l’esempio più eclatante e sotto gli occhi di tutti. Un semplice click e sei sul profilo dell’amico-finto amico pronto a spulciarne i dettagli, a captarne i perché dei suoi atteggiamenti, ad ammirarne od odiarne i modi di fare.
Ecco, è il voyeurismo informatico l’hobby più praticato del tempo, se si riuscisse a cronometrare il tempo medio di sbirciamento sui fatti altrui.
Ci vorrebbero chissà quanti post per parlare dei social network, delle cause che ci hanno portato fin qui. Magari li faremo. Rimane il fatto dello spiare, che è un gesto miserevole, fin da bambini ci hanno insegnato che “non si fa la spia”. Mi viene in mente ad esempio il film Le vite degli altri e le intercettazioni della Stasi nella Berlino dell’Est.
Così noi, intercettati per coprire solitudini, vuoti interiori, nutrire rancori e invidie, colmarci di ammirazione; tutto fruibile semplicemente spostando la freccetta del mouse e sfruttandone il tasto sinistro. Un’abitudine lugubre, figlia di tempi vuoti e virtuali ma significativi, dai quali evincere qualcosa di più, in base a piccole sfumature, su una persona che altrimenti manterrebbe la maschera, e di conseguenza scegliere.
Controllare passivamente le altre persone non è altro che esibizionismo represso, falsa indifferenza che non genera mai niente di buono se non freddo distacco, è l’altra faccia della medaglia di chi monopolizza la bacheca di un social network con le sue continue esternazioni, commenti o video. Gli estremi, la storia del mondo ci insegna, non vanno mai bene.
In fondo, tra voyeurismo informatico e pornografia non c’è grande differenza: si guardano gli altri e si prova un’eccitazione di qualche tipo.”
(Postpopuli)

L’altro giorno mi è capitato di leggere via mail gli sfoghi della ragazza di Marcel, che in questo momento sta facendo un Erasmus in Spagna.
Charlotte sta su facciadalibro, come credo 6,99 miliardi di persone su 7 al mondo (esclusi forse i defunti, ma non si sa mai).
Lei scrive saggi, visto che studia Arte, e alcuni deve anche pubblicarli.
Fin qui bene.
Non va bene quando però su facciadalibro diventa bersaglio di persone ignote che cominciano a romperle il cazzo.
Chi sei, dove abiti, ma sei davvero tu, fammi vedere la foto, perché non interagisci con noi, ma per accertarci che sei tu dovremo incontrarci…
Charlotte era disperata.
A me invece leggendo la sua mail è scattata l’ora del porcatrofia che è diventata porcatrofiasuprema quando le mie spie su fb mi hanno messo al corrente di quanta altra merda c'è in circolo (eh già, non sto su facciadalibro ma ho lo stesso occhi e orecchie –specie quelle- in giro).
Da qui il postare quel fantastico articolo.

Dai, diciamola tutta, quanta gente c’è che sta sui social giusto per rompere i coglioni?
Tanta, troppa.
Le comari del paesino di De André sono diventate una megalopoli di gente sfraccapalle che pensa bene di vivere facendosi i cazzi altrui.
Ci incontriamo, ci vediamo, dammi i tuoi documenti?
Ti do una mazza chiodata sui denti, ecco cosa ti do!

E tutto ciò mi porta a una domanda semplice: ma la privacy è mai esistita?
Allora, un tempo c’erano le caverne e tutti si facevano i cazzi di tutti dipingendo sulle pareti (altro che battute di caccia, quelli erano messaggi cifrati), poi c’è stata l’agorà (Socrate ne sa qualcosa), poi i Rostri (e lì qualcuno ci ha rimesso mani e testa), poi la pubblica piazza del dileggio, poi le vicine di casa affacciate alle finestre dei condomini e ora i social network che sono l’apoteosi del “facciamoci i cazzi degli altri”.

E così voglio condividere con voi la geniale rivoluzione scientifica che ha condotto alla classificazione di questa specie, gli Sfraccapalle altrui:

Il nome scientifico della specie deriva dal greco antico ςηαςε, letteralmente "Ma non c'hai una minchia di meglio da fare che impicciarti dei fatti miei?". Il termine "gente che non si fa mai i cazzi suoi" deriva molto probabilmente dalla traduzione tardo latina.
Le dita di questi esseri sono munite di unghie retrattili, fatta eccezione per il mignolo delle zampe superiori che è modificato a mo' di pettine per la toeletta e serve per additare o pulirsi le orecchie.
I grandi occhi possiedono uno strato riflettente full-optional per la visione notturna: si pensa che "la gente che non si fa mai i cazzi propri" abbia una, seppur limitata, visione a colori, anche se per orientarsi si affida principalmente al sentito dire.
Nonostante il fatto che secondo la tassonomia si tratti di un primate, la sua dieta è essenzialmente quella di un erbivoro: le Simiae insapiens, altro nome della specie, presentano infatti sia l'alluce che il pollice opponibile per una migliore presa dei rotocalchi rosa, loro principale riserva alimentare.
Tecnicamente però l'essere in questione è onnivoro, potendo accompagnare i propri pasti anche con uova alla coque, insetti, sventure altrui, Chi l'ha visto? e occasionalmente carogne di zebrallo.
Il vivere in un ambiente ostile alla loro alimentazione ha fatto sì che sviluppassero la capacità di muovere le orecchie durante la masticazione, il sonno e l'accoppiamento pur di procacciarsi il cibo che appunto assumono principalmente tramite l'apparato auricolare.
Degno di nota il rischio estinzione, provocato da una bassa frequenza di accoppiamenti dovuta a una ossessione maniaco-compulsiva delle femmine della specie, le quali passano il tempo cercando di farsi i cazzi altrui, ma non alla lettera, invece di farsi i cazzi propri. Alla lettera si intende.
La specie oggetto della nostra analisi condivide l'habitat dei comuni esseri umani, ma tende a concentrare le sue azioni vitali in spazi quali balconi, saloni di parrucchieri, veglie funebri,Facebook e luoghi in cui solitamente gli altri vanno per lavorare.
Potrà sembrare curioso ma questi individui necessitano di altri appartenenti alla loro specie per poter ottemperare pienamente ai loro diktat biologici; in caso di assenza dei loro simili sono capaci di indurre mutazioni genetiche transitorie in comuni esseri umani pur di soddisfare la propria natura.
A questo proposito si segnala ai lettori la pericolosità del sopraccitato Facebook: pare che chiunque cada nelle maglie del social network in questione, diventi automaticamente "gente che non si fa i cazzi suoi".

Io, I’irriverente Queer dottore in Farsi una pirofila di cazzi propri non guasta mai con un master in Due cazzi propri sono meglio di uno, figuriamoci dieci propongo una cura universale che funziona sempre contro questo genere di persone disponibile in diversi colori e modelli.
Soddisfazione garantita.


18 commenti:

Patalice ha detto...

io non sono gay ma sono tremendamente acida.... quindi...

Dumdumderum ha detto...

La teNNologia ci sta frullando i neuroni? Una volta i ςηαςε per esercitare la loro, ahem, "professione" avevano bisogno di una parete per disegnarci sopra, di un'agorà, di interagire con un vicinato di altri ςηαςε, insomma dovevano compiere un piccolo sforzo; adesso, tutto troppo facile. Una connessione sul Tomo delle Facce di Merda e zak, via a rovinare la vita ad altra gente. Ribadisco quello che ho già detto in parecchi miei post: diventassi improvvisamente proprietario del Tomo delle Facce di Merda (tsè, come sempre, nei miei sogni...) il mio primo atto sarebbe chiuderlo all'istante.

Lily Carpenetti ha detto...

Quando sei sul Facebook ti esponi spontaneamente al pubblico. Altrimenti, ti fai il profilo blindato e accetti solo amici verificati. Lo fanno in molti.
Detto questo, spero che tu non faccia la fine del povero Catone, sacrificato per la causa, ma hai dato prova di essere l'ennesimo alter ego di autrice, Traduttore, Blogger... Chissà quante altre professioni.
Ciao

Zio Scriba ha detto...

Tutto vero. Comunque, da odiatore di Fessobukko che su Fessobukko è sbarcato per motivi promozionali (con ottimi risultati, devo dire, superiori alle aspettative: le nuove meravigliose persone abbracciate al Book Pride di Milano per la presentazione del mio nuovo Corradino provenivano metà dall'area blog e metà dall'area Fb!) devo dire che sul social i meccanismi di difesa privacy funzionano piuttosto bene: se commetti l'errore di dare "amicizia" a molestatori o teste di pisello, ti basta un clic non solo per cancellarli, ma pure per impedir loro per sempre di vedere le tue pagine, più tutta una serie di altri rimedi anche più drastici.
Bentornato, amico mio! :)
Un abbraccio.

Xavier Queer ha detto...

Oddio, ma chi sei?
Allora, Lily, tanto per cominciare non te l'hanno insegnato che quando si portano le chiappe in casa altrui ci si toglie le scarpe e ci si presenta? No? Male, perché ora sono cazzi tuoi e anche amari.
Sai, io sono un grande bastardo e chi frequenta il mio blog lo sa (perché spesso lo ha imparato a sue spese): chi mi rompe le palle senza motivo la sconta. Sono uno che fa i compiti a casa e li fa bene.
Ho spulciato tutto quello che hai postato in giro per il web, cara Lily, Lucia, Calloflife o come preferisci farti chiamare (non me ne frega niente). I libri di cui tu parli e scrivi (ti rimando al primo post dove hai commentato) NON sono libri: sono PORNOMERDA.
Hai presente il porno, che volendo può essere anche divertente?
Ecco scritto in versione gay da donne eterofrustratedelcazzo che non raggiungono un orgasmo dall'età di Yoda e per farlo hanno bisogno di scrivere o leggere di due uomini che scopano FA CAGARE, è patetico.
E quindi tu, Miss Caccola (Claudia Milani, credo sia una tua amica), Martina Nealli, Francesca Giraudo e tutte le "pseudo"autrici o autori americani o irlandesi tipo Erin Keller o Patricia Logan o Max Vos (quelli della Triskell o Dreamspinner, là dove anche tu bazzichi come una figlia di madre dubbia) siete veramente patetici.

Detto questo, ma il tuo commento cosa c’entra con un post che parla di privacy?
Allora, io su facciadalibro detto face book non ci sono e ne ho sempre fatto un vanto in quanto reputo che non esistere su fb sia un onore e anche un segno distintivo di intelligenza.
Specie perché non ho mai capito cosa ci sia di divertente nel mostrare quanti peli del sedere ha una persona postando stupide foto.
(ah ho visto anche la tua pagina Twitter, la foto col cappello natalizio è oscena però si addice alla tua faccia quindi tutto sommato sei in tema: fa sempre schifo).

E passiamo alla seconda parte del tuo commento: ma di chi cazzo stai parlando?
Ma ti sei fumata l’intera piantagione di marja che coltivano in Pakistan? (che poi si scrive con la k, ignorante, dicasi lo stesso per pakistani. Capra analfabeta. E già che ci siamo, i piedi non volano sull’erba: si sono staccati dal corpo? E se per caso devi scrivere un racconto, piantala di scopiazzarli da EFP perché poi hanno ragione di fare il culo a quelle come te. Sii originale e autonoma se ti riesce).
I miei follower sanno chi sono: mi chiamo Xavier, non sono su nessun social a parte questo blog, studio, cerco casa col mio ragazzo, mi diverto a stanare i topi di fogna che bazzicano in rete e basta.
Problemi?
Vuoi un consiglio?
Vai a fanculandia con un biglietto di sola andata e non presentarti più sul mio blog, ho già sprecato troppo tempo a darti retta.

Ps: io godo dell’amicizia e della stima di scrittori seri come Nicola Pezzoli, Pino Palumbo, Vincenzo Iacoponi e tanti altri. Gente che sa scrivere.

Xavier Queer ha detto...

Tu non sei gay, ma hai l'anima gaya :-)

Xavier Queer ha detto...

Ti faccio un applauso e condivido tutto quanto e spero anzi che la capra analfabeta che ha commentato qui sotto (quella che scrive Pakistani col "ch") magari legga il tuo commento e lo capisca.
So che in teoria leggendo si capisce, ma con certa gente le due operazioni non sono sempre connesse.

Xavier Queer ha detto...

Ma Zio, la tua è stata una scelta editoriale e quindi professionale.
Io parlo di cretini tipo quella che ha commentato prima di te (Lily di sti coglioni), che passano tutto il giorno a farsi i cazzi degli altri perché non hanno niente da fare (e meno male che dovrebbe lavorare).
Marcel comunque ha già provveduto a sistemare la situazione.
Un abbraccio!

Xavier Queer ha detto...

Lily capra ignorante si scrive "su facebook" e non sul facebook.

Vincenzo Iacoponi ha detto...

Xavier, amico mio, sei giovane ma hai dovuto già imparare che il mondo è in balia delle teste di cazzo che guardano sempre e solo nel culo altrui e mai nel proprio.
Aspettavo con ansia un tuo post. È arrivato, mordace e acido come piace a me -devo essere gay pure io in fondo, ma non credo che sia questa la conditio sine qua non, così si nasce-e aspettavo che qualcuno o qualcuna incautamente venisse a scassarti i coglioni per leggere appassionatamente una delle tue filippiche. Sei bravissimo.
Grazie per la citazione e grazie dell'onore di pormi accanto a Nick e a Pino Palumbo.
Un bacione Xavier.

Mariella ha detto...

Io non sono su FB. Uno dei motivi per cui mi tengo ben alla larga è proprio questo rimestare nel torbido e il non avere il minimo rispetto per gli altri. Diciamo che facciadilibro ha sostituito le comari che alla sera prendevano le sedie e si riunivano fuori dalla porta di casa per sparlare di chiunque passava e pure di chi non passava. Adesso lo fanno e non ci mettono nemmeno la faccia a volte. Migliaia di profili anonimi o finti per rimestare meglio la merda.
Io la mia vita la occupo molto meglio, altro che passare la giornata a cliccare mi piace tanto per, senza capire un cazzo. O a disquisire del nulla.
Bacio ragazzo bello, sempre un piacere ritrovarti. Incazzato così poi, è una goduria.

Mariella ha detto...

Nick, che c'entra la tua scelta. Dai qui si parla di gente che non ha un cazzo da fare e si occupa di quelli degli altri.

Mariella ha detto...

Ecco, appunto Xavier. Ti adoro.

Elsa March ha detto...

Ciao bimbo, bentornato!
Il post mi ha fatto morire dal ridere, sono ancora qui che mi spancio.
Da brava fiorentina, come non posso non apprezzare il fioretto dell’ironia?
Beh non so se te l’ho mai detto ma per me fb l’è un troiaio, non ci sono e nemmeno la mia piccola azienda ci sta.
Non vogliamo rovinarci con certa plebaglia merdaiola che non sa farsi un Arno di cazzi propri.

E ora scusa, ma come si permette codesta sconosciuta di prenderti a male parole senza presentarsi?
Ma ‘tte tu sai chi è?
Guarda, siccome le toscane son stronze sono andata su Amazon… e sta tizia mi scrive di donne che son felici solo se pigliano carotoni.
Insomma, cinquanta sfumature di carote!
E che schifo, come se noi donzelle (etero e non) vivessimo in funzione di una carota.
Hai fatto bene a mandarla a quel paese, fossi in te la segnalerei per trollaggio.

Bacioni!

Xavier Queer ha detto...

Un grazie a te, sapevo che avresti apprezzato!
Un bacione mon ami :)

Xavier Queer ha detto...

Come diceva il grande Faber "ma le comari di un paesino non brillano certo di iniziativa..."
Anch'io occupo il mio tempo e la mia vita in modi migliori, i social non mi piacciono e poi lo sai che per me già essere in due è una folla e che farmi i cazzi degli altri non rientra nel milione di cose da fare prima dei miei 30 anni.
Bacioni donnina bella :)

Xavier Queer ha detto...

Ciao Elsa, bentornata:)

Miss faccia di culo non la conosco, mi piomba nel blog farneticando e sproloquiando come una fattona... questo ha risvegliato il mio lato bastardo che mi ha spinto a fare una ricerca per capire chi cazzo era (anche gli italo francesi sono stronzi) e ho scoperto che è una che scrive pseudo libri gay... pseudo perchè in realtà sono scopalibri. Codesta "signora" appartiene al genere del mieccitosoloseleggoovedodueuominiscopare, molto probabilmente in casa sua non prende pesci.
Che è un troll è chiaro, poveretta con la vita di merda che ha le resta solo questo.

Bacissimi!

Anna Di Maria ha detto...

Urka che post! Innanzittutto un bentornato. Ne sono più che contenta perchè leggerti mi fa un immenso piacere.
Riguardo al tuo post devo confessare candidamente che io sono su FB, su Twitter, su Google+ ma non mi faccio i cazzi degli altri, come, spero, che anche gli altri non si facciano i cazzi miei.
Detto fra noi perderebbero anche il loro tempo perchè io non scrivo cose mie personali ma li uso solo per confrontarmi (diciamo velocemente) su avvenimenti che succedono. Per esempio, ultimamente ho scritto una mia riflessione sul viaggio del Papa a Lesbo e del suo ritorno al Vaticano con una scorta di siriani. Mi sono chiesta che parametri avrà usato il Pontefice nella sua scelta. E da qui è sorta una piccola discussione in cui io ho concluso che il vescovo di Roma ha fatto una grande cazzata. O li salvata tutti (visto che la possibilità ce l'ha, sia in soldi, sia in case, sia in Bertone) o non ne salvava nessuno. Invece guarda caso ha salvato siriani che in quanto tali non sarebbero stati respinti. Propaganda vaticana, come al solito.
Ti ho raccontato questo episodio per farti capire che non sono i socials ad essere strumenti sbagliati ma l'uso che si fa di loro. Giustamente come dici tu.
Ci sono persone che pubblicano foto dei figli senza sapere dove finiscono poi quelle foto... Capisci a me.
Oppure scrivono che vanno in vacanza e i loro spostamenti e al loro ritorno si trovano la casa un pò in disordine.
Purtroppo esiste in alcuni questa imbecillità ma basta scansarli. La tizia Lily sui social è bloccabile facilmente, basta un semplice click anche se devo ammettere che ha ragione quando afferma "accetti solo amici verificati", cosa che io faccio perchè i miei fallowers (si chiamano così vero?) sono amici di blogger o di wordpress che frequento da tempo quindi non sconosciuti.
Concludo dicendo che approvo il tuo post in toto anche se sinceramente non mi sento nè di essere una troia, una merda, una guardona solo perchè frequento i socials.
Abbraccio sempre per te.
PS come sono andati gli esami? Sono curiosa lo so... ma non mandarmi a fanculo ti prego... Baciobacio <3