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20/04/16

Arrivano le "uomen"




Dopo millenni di involuzione sono arrivate le uomen.
Tranquilli amici, l’inglese lo leggo e lo capisco benissimo e so come si scrive “women”.

Io parlo della nuova razza che si aggira nelle famiglie e nel web da qualche anno a questa parte, le uomen.
Qui sotto la definizione scientifica:
-uoman: essere semi web e semi umano di genere femminile della specie Homo Frustratus. Si distingue dalla femmina di specie Homo Sapiens Sapiens definita invece donna.

Ma chi sono queste uomen?
Facciamo un ritratto medio della uoman. Di giorno è simile alla donna: si alza, fa colazione, accompagna i figli a scuola (se li ha), lavora (se ha un lavoro) o si occupa della casa.
La sera invece avviene in lei il fenomeno peculiare causato dalla degenerazione della ventiquattresima coppia di cromosomi (la specie Homo Frustratus ha una coppia di cromosomi in più) che la porta a trasformarsi in una creatura assatanata di...

Di cosa, mi chiederete voi, di sangue? Di cioccolata? Di film strappalacrime?
Della carta di credito del povero marito?
Peggio.
Di storie M/M altresì definite storie gay maschili.

Il primo fenomeno di questo tipo fu rilevato a Toronto, nel 2002, durante le riprese di una nota serie televisiva LGBT: Queer as Folk USA.
Randy Harrison (Justin Taylor nella serie) durante un’intervista affermò di essere molto perplesso, se non sconvolto, dal fatto che QaF fosse seguita al 90% da un pubblico eterosessuale femminile che (badate bene perché qui sta la mutazione) non era interessato alla coppia lesbica della serie bensì ai rapporti sessuali delle coppie gay all’interno della serie (il che spiegò le lettere di minaccia che giunsero alla casa produttrice quando decise di diminuire le scene di sesso in favore dello sviluppo di una trama più convincente e profonda).

Ora, a quattordici anni dalla prima osservazione, il fenomeno è dilagato.
Ogni giorno gli scienziati scoprono decine di uomen che fanno del sesso gay (o M/M come lo chiamano loro) la propria ragione di vita.
Queste donne amano il sesso gay perché conferma la loro stessa confusione sessuale, ovvero: vorrebbero essere come noi gay ma siccome non lo sono e sono delle grandissime frustrate, allora si lanciano nella lettura di questi porno racconti.
Le uomen non sono più femminili: sono delle specie mutanti, né maschio né femmina.

Andiamo, ma chi la sera vicino al proprio marito anziché rendere la situazione piccante preferisce prendere una tazza di cioccolata, mettersi la copertina nonnarinco sulle ginocchia ed eccitarsi leggendo un porno racconto simil gay?

Simile, perché è ora di sfatare un mito: noi gay non siamo come veniamo dipinti nei porno racconti (o in certe serie tv degradanti dove ci riducono a macchiette).
Scopare non è il nostro obiettivo primario (anche se è favoloso e quando si può non ci rifiutiamo mai!), non viviamo in funzione di un bastone giorno e notte.
Soprattutto non siamo divisi in strafighi palestrati vs ragazzetto effeminato con ruoli predefiniti.

E poi basta: il mondo gay è diverso dal mondo lesbico che a loro volta sono diversi sia dal mondo bisex che da quello etero.
La sola cosa che può accomunarci è il desiderio di essere felici, ma questa è tutta un’altra storia.

Ps: per fortuna non esistono solo porno racconti LGBT. Ci sono anche libri bellissimi, con un trama interessante e un certo spessore, ci sono saggi e ci sono storie di vita vera.
Ma questo genere di libri viene letto solo da persone intelligenti, non dalle uomen.

2 commenti:

  1. È il troiaio di ormoni moderno.
    Le donne non vogliono più essere donne, prendono il peggio del maschio e cercano di essere come lui e il risultato è questo.
    Come se essere femminili e non vivere di solo sesso sminuisca noi sposine, maremma!
    E poi per favore, basta parlare sempre e solo di sesso: il sesso è scoperto ma l’amore l’è andato in Arno!
    Baci bimbo :-)

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