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22/02/16

Siamo in guerra ma abbiamo bisogno di pace!


Siamo in guerra
l'idrovora ignoranza pericolosamente risucchia tutto quello che si frappone sul suo cammino.
Il libro degli stereotipi e delle maldicenze è stampato in tutte le lingue del mondo.
Le vittime sono trasparenti, rifiuto di una società malata di ignoranza e ipocrisia pelosa, che sguazza nel letamaio di una falsa morale, che si nutre di dolore e odio, un mostruoso cane a tre teste convinto di essere un cane sano.

Siamo in guerra
apparteniamo alle minoranze, quella parte di società che non ha diritto a niente, che deve vivere nell’ombra e nel silenzio, quella parte che non può chiedere, che non può desiderare… che termine..."minoranze",
di "minor" c'è solo il cervello minorato di chi legge il libro degli stereotipi, di chi si nasconde dietro a un dito e mentre con una mano lancia il sasso per colpire con l’altra si fa il segno della croce.

Siamo in guerra
è ora di reagire, abbiate il coraggio di pensare con la vostra testa, di andare controcorrente, di fare la cosa giusta, anche quando verrete fortemente osteggiati dai cani a tre teste.
Liberate il flusso, siate pura energia fate che la vostra voce si trasformi in un’onda gigantesca.
Dite no alla discriminazione, smettete di indossare maschere, siate protagonisti e non semplici comparse, non siate omertosi.

Siamo in guerra
il mondo intero deve capire che siamo persone e che due mani che si stringono, due volti che si avvicinano sono amore.

E chissà forse la guerra si trasformerà finalmente in pace!

8 commenti:

  1. non so se la guerra è la metafora migliore. capisco la frustrazione, la delusione, il dolore credo anche... ma non è una guerra. non qui. in altri paesi, forse, dove certe scelte si pagano in termini legali con il carcere o la vita...
    più che "guerra" io penso a un'onda. perché in fondo è come essere la cresta dell'onda, come essere parte di ciò che avanza veloce.
    perché in fondo la questione è questa: i diritti civili non puoi fermarli. sono battaglie di retroguardia quelle contro i diritti civili, sempre. e quelli che il giorno prima erano la minoranza negletta, il giorno dopo diventano una nuova normalità. è così dalla fine del XIX secolo nel mondo occidentale.
    la sfiga vera è vivere nel paese dove ha sede la chiesa cattolica. vuol dire che l'onda qui arriva, ma 10/20/50 anni dopo il resto del mondo occidentale. è una sfiga, non proprio una guerra. una gran bella sfiga, questo sì.

    ;-)


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    1. Ciao kovalski,
      se hai letto le notizie di oggi capirai bene che la guerra c'è e non si può non dire che non esiste solo perchè non si imbraccia un fucile.
      Oggi on line girano notizie dove Alfano (dopo aver parlato direttamente con dio) propone di cambiare l'articolo 3 della Costituzione per escludere apertamente da ogni diritto i cittadini LGBT.
      Inoltre il ddl Cirinnà secondo Alfano dovrebbe essere stravolto con queste nuove voci: no al matrimonio ma nemmeno ai DICO, no alle adozioni e alle stepchild adotion, no all'utero in affitto (ma chi l'ha mai chiesto) che diventerà crimine universale (e qui Alfano ha superato se stesso perchè adesso vuole persino legiferare negli altri stati del mondo. Lui è come Berlusconi, si sente dio).

      La sfiga non è solo vivere in un paese che ospita il Vaticano.
      La sfiga è vivere in un paese dove la maggior parte dei cittadini è menefreghista e fa lo struzzo, perchè è facile dire "ah, siccome non ammazziamo i cittadini LGBT allora siamo civili".
      L'Italia non è civile, l'Italia è ipocrita e la maggior parte degli italioti è razzista, omofiba e ipocrita e soprattutto non pensa che i diritti che vengono negati ai loro connazionali LGBT un domani potrebbero essere negati anche a loro.

      Non puoi capire la frustrazione, la delusione e il dolore se non li provi sulla tua pelle.
      Io sono costretto a vivere lontano dal mio paese e dalla mia famiglia perchè se resto in Italia io ed Etienne dovremmo subire la stessa sorte che tutti i miei concittadini italiani LGBT che non hanno "la fortuna" di scappare dall'Italia devono subire ogni giorno.
      Un realtà fatta di odio, pregiudizi, violenza e discriminazione.

      E questa non è guerra?
      Ah, per inciso, fra politici, chiesa e italioti struzzi si sta facendo di tutto per fermare i diritti civili.

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    2. è l'onda, Xavier. è solo questione di tempo. anche in un paese di retrogrado sui diritti civili per estremo bigottismo , è solo questione di tempo.

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    3. Adesso è il tempo di agire e muoversi, dopo sarà troppo tardi!

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    4. vabbè, capisco che non ti convincerò mai :-)

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    5. Convincermi di cosa? Convincermi che senza diritti si vive meglio, convincermi che essere cittadini di serie C (quelli di serie B sono gli immigarati) è meglio, convincermi che in Italia le cose cambieranno prima o poi e se è poi è meglio...
      Mi chiedo invece se sei tu che vuoi convincerti che l'Italia è un paese civile?

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    6. ahahahha maddai!
      convincerti che non si può bloccare l'avanzata dei diritti civili, e che a breve usciremo da novero delle nazioni arretrate, almeno sul versante diritti lgbt

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    7. Ma li hai letti i giornali oggi?

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