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05/02/16

Anche noi ti amiamo Livietto...


Tuoni , fulmini e strali dai microfoni di radio Maria (ma quanto sono fortunato ad essere sordomuto),  l’ira funesta (non del Pelide Achille) ma di padre Livio Faganza unto di God si abbatte su Monica Cirinnà, “rea” di una proposta di legge a favore delle unioni civili  (per ora approvata solo in parlamento).

Come insegna il suo credo, Livio ha paragonato la signora Cirinnà alla madre delle meretrici e delle abominazioni della terra, la grande prostituta”.
Ma non contento di questa sua esternazione “d’amore”, Livietto allarga il cerchio estendendo il suo “amore” a tutte le donne con parole che gli scaturiscono direttamente dal cu(lo)re.

Come tutti gli unti di God vede ovunque il disegno occulto di quel povero diavolo di Satana, che combatte tenacemente diffondendo  odio attraverso la parola di God (molto cristiano per un omuncolo di fede):
«Le unioni gay, queste forme inventate dagli uomini, che chiamano diritti quelli che sono desideri confusi della carne, non hanno niente a che fare con la famiglia di Dio. Queste forme sono una resa, come dire c'ho una malattia e me la tengo… no, se hai una malattia guarisci». Ed ancora, riferendosi alle Famiglie arcobaleno, ha aggiunto: «Non chiamiamo ‘arcobaleno’ queste famiglie dove non si sa chi è la madre, chi è il padre e il figlio non sa da che parte girarsi. Sono famiglie groviglio, non arcobaleno, che è una parola biblica a indicare il patto di pace tra Dio e l’umanità. Quella sporcizia lì non ha niente a che fare con l’arcobaleno».

Livietto si definisce “patriota italiano”, protettore dei  veri valori della famiglia
(i preti pedofili si possono considerare famiglia?):
«Se passa la legge Cirinnà, noi chiederemo il referendum per abolirla. Se quelle sono le loro trombe, noi suoneremo le nostre campane. Siamo in democrazia, finché Dio ce lo concede. Questi sono tempi in cui siamo disposti ad andare in galera per la fede, se necessario».

Siamo in democrazia… ma se siamo in democrazia come Livietto ha ricordato a tutta Italia, come mai la democrazia si ferma davanti alle unioni civili? E da quando il vatikazzo fa parte dello stato italiano? Da quel che mi risulta vatikanopoli è uno stato ospite di uno stato laico, che ha le sue leggi e la sua costituzione e non sottostà alle leggi di God che sono carta igienica.
Livietto carissimo, se sei disposto ad andare in galera, accomodati: 
Rebibbia è pronta a riceverti, dovrai fare un po’ di piegamenti, recitare tanti rosari…
Potrai così goderti il tuo momento di gloria!


3 commenti:

Zio Scriba ha detto...

eheh... qualcuno gli spieghi che Gesù amava Giovanni ("Il discepolo che lui amava") e facciamola finita: l'omofobia è davvero la zavorra della civiltà!.

Elsa March ha detto...

Ciao bimbo,
scusa se non passo spesso da te ma cerco come vedi di fare del mio meglio.
E Livietto... l'è uno di quei personaggi tutti all'italiana, un figurino meschino che parla per dare aria al culo.
L'Italia poveraccia che arranca su diritti che in Europa sono già stai presi in considerazione (anche se in alcuni stati di strada ce n'è ancora da fare).
Ma io a questi preti gli farei una bella burla toscanaccia stile Amici Miei... oh come si riderebbe bene!
Tanti abbracci a te e Etienne!

Dumdumderum ha detto...

Nella terra dove "Soli preti qui rregneno" (la mia citazione favorita di Giuseppe Gioachino Belli...) la gente non andrà al referendum per dire un grosso NO alle porcomaialate che il presidente del CONIGLIO (sì, senza la S) sta cercando di farci penetrare senza vaselina; però correranno a frotte a dire SÌ all'abolizione della legge Cirinnà nel caso miracoloso in cui riuscisse a passare. Naaa: il pretastro in galera non finirà mai. Pessimista, dici? Qui sono proprio i preti a non rischiare nulla.