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03/02/16

A piccoli passi verso la giusta direzione... forse!


Finalmente arriva il primo sì.
Un sì sofferto, discusso e osteggiato fino ai limiti dell’intolleranza omofoba, ma pur sempre un sì.
Uno spiraglio di luce nell’oscurità di questa Italia arretrata ed eterocentrista.

Il punto più ostico rimane sempre quello dei figli, dove Monica Cirinnà dice:

Il punto è uno – spiega Cirinnà – il nostro ordinamento non ammette discriminazioni tra i figli basate sulla cornice giuridica del rapporto tra i loro genitori e non ammette la discriminazione tra eterosessuali ed omosessuali in relazione alla valutazione della loro capacità di essere genitori né ammette discriminazioni tra figli in ragione del modo in cui sono venuti al mondo. E’ evidente che deve sempre prevalere l’interesse del bambino alla stabilità e alla continuità degli affetti”. 

E come al solito ci sono gli imbecilli che aprono bocca solo per immettere più ossigeno nella loro scatola cranica vuota, come per esempio Alfano:

“Il Pd ci rifletta bene perché è un’ottima occasione anche per questo partito, nel senso che si può approvare una legge importante senza dividere il Paese. Togliamo di mezzo queste adozioni. L’80% del popolo è contrario. La gente non le accetta, quando c’è invece un certo ‘sì a maggiori diritti per i soggetti che compongono una coppia anche omosessuale”.
(stesso link riportato sopra)

A me personalmente è piaciuta una cosa, il fatto che per la prima volta si sia affermato in Parlamento che impedire l’approvazione della legge Cirinnà e impedire il riconoscimento delle unioni omosessuali e della stepchild adotion sia pregiudizievole contro la Costituzione.
Specie contro l’articolo 3, che ho spesso citato per ribadire che tutti i cittadini hanno gli stessi diritti ricevendo insulti a non finire (gli ultimi dei quali mi sono stato “gentilmente” appioppato dall’omofobo intollerante che gira per Gplus facendosi chiamare Jan Quarius).

È ancora presto per gridare vittoria, certo, perché bisogna superare l’ostacolo senatoriale e l’ottusità di Alfano e compagnia, ma almeno un piccolo passo avanti è stato fatto.

E per chiudere, voglio riportare le parole di Maria Sole Tognazzi che sono un esempio di come in questa Italia ancora medievale esistano sempre più persone coscienti dell’importanza di essere cittadini consapevoli e intelligenti:

“Mi auguro che da oggi le molte Federica e Marina italiane (là dove Federica e Marina possono anche essere Marco e Carlo, è un modo per parlare di tutte le coppie omosessuali italiani, nda) possano vedere finalmente riconosciuto il loro amore non solo dagli amici e dalle famiglie ma anche dallo Stato in cui vivono, lavorano e pagano le tasse.
Spero che il ddl Cirinnà raccolga un’ampia maggioranza perché in un paese civile i diritti civili non possono non essere una priorità. Il tempo è scaduto ed è ora di cambiare”.





5 commenti:

  1. Gira e rigira, tutti i post scritti sull'argomento (compreso il mio) si potrebbero riassumere con questa accorata (e un po' scoraggiata) esortazione da rivolgere alla nostra brava vatikalia-lobotomitaly: S V E G L I A !!!!!!!!
    Un abbraccio affettuso, mon ami!

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  2. UN punto è stato segnato. Ma siamo sicuri che passi in Senato? Comunque il problema grave è la minaccia di referendum abrogativo. Ho paura dello strapotere del Vatikano e che vecchi imbecilli e baciapile posssano decidere su una questione di tale portata.

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  3. ciao nipote
    anche se assente, sono presente come un'ombra...ti seguo silente
    t voglio bene
    nonna-bis

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  4. Sembrerebbe che la signora Cirinnà sia stata (e neanche tanto velatamente) minacciata di morte dal "direttore" (virgolette d'obbligo) della radio di stato del vaticancro. Questa società succube dei preti per ogni passo avanti ne fa uno indietro, tre di lato e svariate piroette.

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  5. Non mi fido per niente dei nostri politici, ma spero vivamente che qualcosa si smuova, è pure ora! È arrivato davvero il momento di usare questa Costituzione

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