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11/11/15

La linea dell'orizzonte


Lacrime sugli argini
delle palpebre,
dense di nebbia e silenzio,
fredde torri
restano orfane.

All’eterno ritorno
lascio il tempo
del calmo vivere,
dove il silenzio
non si racconta,
nel suo vivido pulsare
riempie lo spazio.

Non attendo inerme
la linea dell’orizzonte,
il cielo terso dopo la pioggia,
improvviso allucinante abbaglio.

Divento respiro,
il vento tra le labbra
immobile pazzia
inquieto vorticare
impudico dono
di eccitati sensi
che oscura la ragione.

(Xavier Queer 2015)

9 commenti:

  1. Complimenti per i versi.
    Saluti a presto.

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  2. So che le interpretazioni possono sempre essere molte e diverse e anzi sicuramente non sarà quella che tu intendi trasmettere.
    "...Non attendo inerme la linea dell’orizzonte,..." è una frase splendida (dentro una magnifica poesia!) che è aperta a quelle moltissime e diverse interpretazioni.
    Io ci leggo: vivo e affronto la vita con piglio e consapevolezza. Non mi lascio trasportare dagli eventi, dalle mode, abitudini, ma IO interpreto da protagonista la mia vita. La vivo fino in fondo finché l'orizzonte non sia, ma sicuramente non sarà un orizzonte "atteso inerme"!
    ...ma, come ho scritto all'inizio, non sarà certamente questo il tuo significato...
    ...ma, quando i versi aprono a mille considerazioni, sono versi che emozionano e fanno emozionare cento e mille persone "diverse".

    Bella Xavier, mancava da un po' "la tua poesia".
    Ciao ragazzo.

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  3. Con le tue parole tu, sulla linea del mio orizzonte, riesci sempre a far tramontare, lentamente, in dolce esitazione, una meravigliosa lacrima.

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  4. Incipit grandioso, lasciatelo dire: "lacrime sugli argini/delle palpebre" ! Straordinario, avrei voluto averla io una simile immagine da scrivere su un foglio.
    Bella la poesia. Solo un rimprovero, da poeta che ti vuole un sacco di bene e non te la prendere:
    se scrivi dei versi sublimi come "divento respiro/il vento tra le labbra/immobile pazzia" basta, fermati, hai detto tutto, non aggiungere nemmeno una virgola, non distruggere l'incantesimo che hai creato con quell'immagine grandiosa.
    Fortunato te che sei sordo e puoi scandirti nella testa questi versi senza nesun rumore di fondo a disturbare.
    Un grande abbraccio.

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  5. Che bello, 'tte tu sei anche poeta!
    La tua poesia l'è bellina, ci ha fatto tanto commuovere.
    Cerca di non strafare, bellino, che ti vogliamo ritrovare in forze al nostro ritorno.
    Etienne ha il compito di vegliare su di te.
    Baci!

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  6. Ciao Xavier,
    veramente interessante questo brano poetico.
    Spero vivamente che stia bene.
    Un abbraccio.

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  7. Xavier stai bene?? Tu e la tua famiglia come state tutto bene? siete al sicuro anche Etienne??Sono preoccupata,!! Un bacio Paola

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  8. ciao
    non so la tua email. Volevo dirti che ti sono vicina, ho visto quello che è successo a Parigi......tutto terribile.

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  9. E' la prima volta che entro in questo blog, mi piace molto. Bellissima anche la poesia!!!

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