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08/11/15

I toni della depressione


Avviso: questo post contiene spoiler cinematografici. Di solito non lo faccio mai ma questa volta è necessario ai fini del post.

Finalmente ieri serata cinema (o come la chiamo io serata sottotitolo), dopo tanto tempo io e Etienne eravamo soli e potevamo vederci un film in pace.

Io volevo guardare “In ordine di sparizione” di Hans Petter Moland (perchè ovviamente non si possono guardare film dell'orrore, perchè Etienne si turba), ma Etienne attacca col solito refrain: siamo gay tesoro, perché ogni tanto non guardiamo un film gay?
Ero tentato dal rispondergli okay siamo gay però che palle fare solo cose gay, ma siccome mi guardava con un’aria da cane bastonato questa volta l'ho lasciato vincere.

E così guardiamo I toni dell’amore – Love is strange di Ira Sachs con Alfred Molina e John Lithgow.
Ira Sachs per chi non lo sa è nato in Tennessee da famiglia ebrea, è gay ed è un regista già noto per una lunga serie di film indipendenti gay trasmessi per lo più negli Stati Uniti.
Il film è stato classificato come commedia (tranne Wikipedia che questa volta merita un bell’applauso per avere indovinato il giusto genere, cioè drammatico).
Dopo avere visto il film penso che chi lo ha definito commedia deve essersi fumato un cannone oppure ha visto un altro film.


Trama: Ben e George stanno insieme da 39 anni, e dopo l'approvazione dei matrimoni gay nello stato di New York, possono finalmente sposarsi.
La notizia del loro matrimonio giunge alla scuola cattolica dove George lavora come direttore del coro e viene bruscamente licenziato, anche se tutti a scuola (docenti, alunni e genitori) sapevano che era gay e conoscevano Ben.
Come però spiega il direttore un conto è stare nell’ombra, un conto è essere sposati e dare scandalo.
Non potendosi più permettere il loro appartamento a New York City, Ben e George devono trovare una soluzione e vivere separati.
Mentre sono alla ricerca di un nuovo appartamento George va a vivere con i vicini di casa (una coppia di poliziotti gay) mentre Ben viene ospitato dal nipote Elliot, che vive a Brooklyn con la moglie Kate (una nevrotica all’ennesima potenza) e loro figlio Joey, un adolescente problematico.
I due sono costretti a vivere separati e i disagi aumentano di giorno in giorno specie quando Ben cade dalle scale (era andato sul tetto per dipingere su invito di Kate), si rompe malamente un braccio e il medico gli diagnostica anche una grave disfunzione cardiaca che dovrebbe essere celermente curata.
Quando finalmente George trova casa (attraverso un gran colpo di fortuna, ovvero un fortuito incontro a una festa con un ragazzo che deve andare a lavorare in Messico e quindi mette in affitto la sua casa) e tutto sembra mettersi a posto, ecco che Ben muore.
Il film si chiude con Joey che porta a George l’ultimo quadro incompiuto di Ben e si scusa per non essere stato presente alla funzione funebre.

Stop. Tutto qui.
E questa me la chiamano commedia.
Anzi, ho letto pure in giro commenti come questo: un vero toccasana in questo periodo storico imbevuto di catastrofi ambientali, tragedie famigliari e troppi litigi istituzionali.
Meno male che è un toccasana, altrimenti c’era da darsi mazzate sulle palle tanto per tirarsi su il morale.

A me questo film è sembrato una ripresa di due film del passato, "Cupo Tramonto" di Leo McCarey e "Buon Natale, Buon Anno" di Comencini, dove le coppie dei film sono costrette a vivere separatamente e accontentarsi di vedersi quando ne hanno l’occasione.
Il film non è un dramma, è una tragedia.
Giuro, volevo farmi una flebo di caffè per restare sveglio e non spegnere subito il lettore blu ray.

E mancavano pure dei pezzi che sono sta evidentemene tagliati (chissà perchè)!
A parte la famosa scena del trailer dove i protagonisti si danno un tenero bacio sulla scala mobile della metropolitana dopo avere incrociato un gruppo di ragazzi (nel quale c’era un’altra coppia gay), quando e come muore Ben?
Ho capito che la scena sfumata dell’ingresso della metropolitana dovrebbe suggerire che forse è morto lì, ma non si è dato spazio al momento.
Ben è morto, basta. Nessuna reazione, nemmeno da parte di George.
Un momento forte che poteva dare molto alla pellicola è stato totalmente alienato, anzi è diventato un’ellisse cinematografica.

Un appunto anche sul titolo: che cazzo c’entra con il film?
Non so, forse era meglio qualcosa del tipo Tragedia post matrimonio oppure Morte annunciata di un amore.
Così, giusto per definire meglio l’idea di pellicola che aspetta il povero spettatore.

L’unica cosa evidente è che Sachs dice la sua sulla Chiesa cattolica e non si lascia convincere dalle dichiarazioni di presunte aperture che vengono dal Vaticano (quali aperture, mi chiedo poi).
Posso dire che il momento più forte del film è forse il testo di una lettera inviata da George ai suoi ex allievi trasformando così un'opera fin troppo calma e depressiva in una sorta di mezzo j’ai accuse che ovviamente non viene gridato ma è pacato come tutto il film.

Qual è il messaggio che passa?
Come quasi tutti i film LGBT che sono delle poiane assolute (prendo in prestito questo termine dalle lesbiche, ragazze grazie per averlo coniato perché noi gayetti siamo limitati. Viene usato per indicare film a tema LGBT che finiscono malissimo e sono accompagnati da quel non so che di volutamente stronzo da parte del regista in questione) anche qui arriva un bel messaggio negativo che si può riassumere così: gay e lesbiche di tutto il mondo, non sposatevi altrimenti ve ne faranno di tutti i colori.

E meno male che Sachs è gay, altrimenti mi preoccupavo!
Figuriamoci se si poteva fare un film serio, che affronta argomenti forti ma che magari per una cazzo di volta va a finire bene.
No, certo che no.
Sei gay, sei lesbica? Allora soffri, soffri e soffri.
Ma vaffanculo!

Che poi sono state le stesse parole che ho scritto a Etienne su un bel foglio alla fine del film.
Ho preferito scriverle piuttosto che usare il LIS, così tenevo le mani impegnate perché in quel momento la voglia di tramortirlo di sberle era tanta.

E comunque la prossima volta il film lo scelgo io, Etienne, piuttosto ci vediamo il buon vecchio Boris Karloff.


13 commenti:

  1. Beh, può essere una sorta di commedia... tragica, almeno nel finale (ho letto lo spoiler)^^

    Moz-

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    1. Della commedia non ha proprio niente ma della tragedia tutto. La trama offriva molti spunti che avrebbero dovuto e potuto essere approfonditi meglio dando così al film uno spessore maggiore.

      Xav

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  2. Non posso leggere molto questo post altrimenti mi spoilero questo film che ancora non vedo, e che mi sembra meritare e non poco. :)


    Ispy

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    1. Il film merita ma alla fine hai la netta sensazione che manca qualcosa.

      Xav

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  3. Mentre leggevo la trama da te scritta, poco prima della fine ho pensato "Si, va beh, mo vedi che uno dei due muori, che rottura!" ed in effetti..
    Per essere drammatico è drammatico, non c'è che dire (hai ragione sul fatto che a volte non è umanamente spiegabile come si possa definire un film di un certo genere quando guardandolo risulta tutt'altro)..

    Quanto al messaggio mandato dal film, non posso sapere (non avendolo visto) se anche a me sarebbe arrivato lo stesso arrivato a te, o se ci avrei visto una "morale" diversa ma collegandomi al tuo posso dire che non è un mistero che il matrimonio possa finire male anche tra eterosessuali.
    Quindi la morale è: gente, non vi sposate del tutto :-P

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  4. Ciao Xav,
    il film l'ho visto anche io e conoscendo il regista non mi aspettavo niente di positivo.
    È uno fatto così, per lui essere omosessuali è per forza sinonimo di disgrazia e discriminazione.
    Il che mi riporta a un pensiero: possibile che tutte le storie LGBT si dividano in tre categorie (sesso, macchiette, disgrazie a go go) e da lì non ci si schioda?
    Non si può far vedere che anche noi siamo persone con i problemi e la vita di tutti giorni?
    Troppa fatica?
    Dimmi tu...
    Bacioni.

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    1. Mel lo sai che noi gay non abbiamo problemi... scherzi a parte, è davvero irritante vedere che questi film devono sempre proporre dolore e sofferenza... che due coglioni!

      Baciotti

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  5. Comincio a pensare di essere veramente stato sfigato a nascere etero. Mi ci immagino io solo contro tutti e vaffanculo mondo di merda. Quel regista è gay? Quel regista è stronzo. Licenziano George per essere uscito dall'angolino buio? Ripetitivo e melenso. Succede da sempre, da parte di quei sottoprodotti che considerano i gay dei malati incurabili (e che nessuno lo pronunci alla cinese che mi incazzo).
    Caro Xavier sii come sei, cioè meraviglioso e mandali tutti affanculo.

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  6. Non lo vedrò. Aspetterò che tu mi consigli un film serio che affronta le tematiche della vita con toni normali e senza cadere nel melodrammatico. Però niente Karloff sono con Etienne. Bacio ragazzo:)))

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    1. Il film in sè non brutto (forse chi lo ha definito commedia non l'ha proprio visto) ma come ho scritto nel commento di risposta a Moz proprio per la particolarità della storia andava approfondito meglio. Per Karloff vi grazio:)

      Baciotti donnina bella

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  7. Questo tuo pezzo su un film che, per culo mio, non ho visto, mi fa pensare ad alcuni films cosiddetti "impegnati" che mi sono sorbito senza alcun diletto. Sempre alla fine mi chiedo il significato di quell'aggettivo: perché impegnati? Forse perché il regista ha portato al Monte di Pietà la sua raccolta di mutande sporche per ricavarne i soldi per la gran cagata che ci ha propinato? Forse. Luoghi comune a gogò. Tanto per dirne uno: gli intellettuali sono tutti di sinistra sennò non sarebbero intellettuali. La sento da quando ero ragazzino sta stronzata. Per quanto riguarda il tuo mondo, Xavier, nessun rispetto, nessuna comprensione, nesun tentativo di osservazione introspettiva di quello che dovrebbe essere un campo illimitato di cose da scoprire. Invece quasi tutti i registi, di questa parte o di quell'altra, quando rappresentano il tuo mondo non lo fanno parlando di omosessuali, ma di froci, parola che per me non ha nessun significato, ma di cui tu senti chiaramente -e non solo tu ma anche io e quelli che la pensano come me- il tono assolutamente spregiativo. Frocio significa porcume, libidine ammalata, deviazione spirituale, quanto c'è di peggio insomma.
    Non ti incavolare, il mondo è pieno di teste di cazzo e di gente falsa, che ritiene di acquisire benemerenze ed indulgenze plenarie se dice cagate.
    Ciao Xavier.

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    Risposte
    1. Ciao Vincenzo, rispondo qui a tutti e due i tuoi commenti!
      Sì guarda, il film è stata un'autentica delusione specie perchè il regista è gay.
      Mi sa che però la sua omosessualità la vive male perchè è vero che la vita di gay e lesbiche non è sempre facile, ma non è assolutamente vero che debba diventare una tragedia senza amore nè speranza.
      Il messaggio lanciato è molto negativo e mi dispiace perchè il film sembrava interessante, invece è risultato un insieme di luoghi comuni come hai scritto anche tu.
      Poi per il resto, teste di cazzo incluse, io vado avanti a testa alta.
      Sono quel che sono e non me ne vergogno, che si vergogni certa gente di essere meschina.
      Un abbraccio!

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