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08/09/15

EXPO: perché no?

Questo post è stato scritto da Melinda Santilli, collaboratrice e opinionista di questo blog.

Albero della vita

Ebbene sì, l’ho fatto anche io: finalmente sono andata all’EXPO!
Sabato 5 settembre ho preso armi e bagagli, la mia bella Frecciabianca e sono andata a Rho Fiera per visitare EXPO 2015 che è la seconda Esposizione Universale tenutasi a Milano dopo quella del 1906 (durante la quale venne inaugurato il Parco Sempione) e la prima in assoluto che per tema nutrire il pianeta, energia per la vita.

Com’è EXPO?
Devo dire che bisogna sfatare la storia delle navette.
Chiunque ha visitato il sito Milano EXPO sa che nella ricerca dei padiglioni e della mappa da stampare (se come me non ce l’avete fatta a trovarla keep calm che tanto al banco informazioni dell’ingresso Ovest -quello cui si accede dopo essere scesi dalla fermata della Metro Uno e attraversato circa 1 km di corridoio di collegamento colmo di spot Fiat- ve la danno senza problemi) viene consigliato di prendere le navette per spostarsi da un padiglione all’altro per colmare la grande distanza.
Assolutamente no!

Lasciate perdere le navette, prendete il Decumano (ah ecco, a scanso di ignoranza sappiate che il Decumano e il Cardo che corrisponde al Padiglione Italia sono un palese omaggio alla città di Roma) e andate a piedi che fare 1,5 km (lunghezza complessiva del Decumano e quindi lunghezza complessiva orizzontale dell’EXPO) non ammazza nessuno, inoltre si possono ammirare le installazioni artistiche di Dante Ferretti che omaggiano il cibo e vedere la sfilata di Foody e dei suoi amici.
Poi potete ammirare i cluster, i padiglioni e farvi un’idea di cosa visitare.
Mica male, no?

Cosa sono i cluster?
I cluster sono aree tematiche basate su cibi specifici dove sono raggruppati i paesi produttori.
Ce ne sono diversi (cacao, caffè, zone aride, biomediterraneo, riso, cereali e tuberi, spezie, isole, mare e cibo) e li ho visitati tutti scoprendo così i segreti della produzione di questi prodotti, la loro storia e anche le ricerche che si stanno facendo per cercare di combattere il problema della malnutrizione e della scarsità di cibo nelle zone meno fortunate del mondo.

cluster delle spezie

I Padiglioni invece sono le aree dedicate ai singoli paesi partecipanti all’EXPO, dove viene presentato un tema differente.
Parliamo un po’ del Padiglione Italia.
Devo dire la verità, mi aspettavo di più e di meglio.
Essendo noi il paese che ospita EXPO, avrei voluto vedere una sovrabbondanza di cibo italiano (soprattutto delle nostre eccellenze regionali) in mostra e in vendita.
Purtroppo (e questa è stata una mancanza di quasi tutti i Padiglioni) il cibo in vendita era molto poco ed è stato un vero peccato in quanto stonava con la linea guida dell’esposizione.
Stendo un velo pietoso sulla Piazzetta Piacenza: vivendo a Piacenza, speravo in una piazzetta di qualità, con i salumi e i prodotti tipici del piacentino.
Non certo la “Polla” (l’asso di denari) gigante dove farsi una fotografia e le immagini di due salami esposti nella microstanza che costituisce la Piazzetta.
Ottimo invece il mercato Coldiretti, la mostra sul latte e il Grana Padano e anche le iniziative umanitarie come la Banca del Latte della Clinica Mangiagalli o la raccolta firme per impedire che passi la norma UE secondo cui non si dovrebbe più produrre il formaggio usando il latte fresco (vogliono usare il latte in polvere, aiuto!)
Voto? 6.5 su 10.

l'infame Polla

E ora la mia personalissima classifica dei padiglioni più brutti e più belli.

-Olanda: in assoluto il più brutto, ma brutto forte. Tutto all’aperto, è formato da due micropiscine che dovrebbero rappresentare Rotterdam e l’industria ittica fluviale, più banconi che vendono birra e panini.
Tema non ben compreso. Voto: non classificabile.

-Francia: ma i nostri cugini d’Oltralpe sborroni non potevano tirarsela anche questa volta? La Francia ha regioni eccellenti: Bretagna, Marsiglia, Borgogna, Normandia, Loira, l’area Parigina, Guascogna (e altre che non sto a elencare) con prodotti davvero gustosi.
Ovviamente niente assaggi e il tema qual è? Il riciclo.
Ma fanculè (Xavier perdono, so che sei mezzo francese ma qui ci vuole).
Voto: 2

la vache francese

-Germania: ho capito che leccare il deretano della Merkel è il secondo sport nazionale degli italiani (dopo il calcio, si intende) ma il padiglione Germania non è assolutamente all’altezza delle aspettative.
Anche qui birra, poche spiegazioni e niente di suggestivo.
Voto: parimerito con la Francia, 2

-Moldova: bello il tentativo di valorizzare con le danze questo piccolo paese semi sconosciuto.
Voto: 4 per lo sforzo.

-Messico: il paese del mais, almeno così si presentava. Mais non ce ne era (specie quello blu, dov’era?), però c’erano bellissime ossidiane in mostra (peccato non portarle via) e delle installazioni artistiche interessanti che accompagnavano la storia alimentare del paese.
Voto: 6, per l’assenza del signor Mais.

Messico

-Cina: è la prima volta che il paese del Dragone si presenta all’EXPO, quindi di strada ne ha ancora da fare.
Ottimo il pianterreno dove si racconta la storia del paese, del cibo e dell’arte.
Peccato per il piano superiore dove non si può vedere lo spettacolo teatrale per difficoltà tecniche non ben specificate.
Voto: 6.5

Ombrellini cinesi

-Belgio: benedette siano le patatine fritte belga, il secondo cibo edibile di tutto l’EXPO per chi come me è celiaco (questo ve la spiego dopo).
Il padiglione non è male, presenta anche la storia del cioccolato e le innovative culture idroponiche che servono a creare nuove piante senza inquinamento e con l’ausilio dei pesci (se volete sapere come funziona andate anche voi all’EXPO).
Voto:  7,5

la cultura idroponica

-Regno Unito: e bravi gli inglesi! Hanno presentato un progetto innovativo e molto utile per il pianeta: la salvaguardia e la cura delle api.
Costruito come un vero alveare e connesso wi fi all’alveare Reale di Nottingham, il padiglione spiega perché è essenziale preservare le api e inquinare di meno il pianeta.
Come diceva Einstein: se muoiono le api, sopravviveremo solo quattro anni.
Voto: 8

particolare dell'alveare

-Israele: mi è piaciuto proprio tanto. Raccontando la storia dell’Esodo, della Diaspora e anche della Shoah, il padiglione spiega la varietà di cibi della cultura israelita e anche le innovazioni nel campo della ricerca.
Voto: 9

-Thailandia: e solo per questo padiglione EXPO merita una visita.
La Thailandia è un padiglione bellissimo, ben costruito (l’unico che peraltro alla fine della visita vende i suoi prodotti alimentari) che racconta la storia del paese, del cibo e i progetti in corso.
Si viene così a sapere che nel 1961 questo paese era non solo succube della Cina, ma anche malato di obesità e improduttività.
Il Re però decise di cambiare le cose e dopo essersi liberato della Cina operò una politica lungimirante basata su: occupazione, agricoltura, crescita, innovazione, terziario, scienza, educazione, salute.
Il Re investì nel futuro.
Tuttora esistono 4900 progetti in corso per migliorare il paese e la salute dei suoi abitanti.
Pensate che la Thailandia è il paese più longevo, salutare e produttivo del mondo (dal 1980 si conta un aumento del 30% dell’occupazione, sempre in crescita), ha vinto un sacco di premi (Nobel compreso) e ama anche gli animali.
Qui ai bambini non si regala la Playstation, in Thailandia il primo giorno di scuola il Re affida loro un cucciolo di cui occuparsi per imparare a responsabilizzarsi.
Mica male!
Secondo me la Thailandia ha centrato in pieno tutti gli obiettivi EXPO, per questo è il solo padiglione che merita 10 e lode.

Naga, il drago della fertilità Thai

E ora le ultime impressioni.
Inutile qualsiasi campagna contro McDonald’s: esiste un’area dove mangiare i suoi prodotti, ma ce ne sono tante altre di multinazionli diverse che sponsorizzano EXPO (e che vendono schifezze pari a quelle di McDonald’s).
Ingiustificati quindi tutti i post che ho letto in giro dove si spara a zero senza cognizione di causa accusando Ronald McDonald di tutti i mali del mondo.

Peccato per il gluten free.
Non c’è niente che offra cibo senza glutine, eccetto le patatine fritte belga e un piccolo chioschetto che sta accanto al Brasile e che offre pochissimo.
Si poteva, anzi si doveva fare di più dal momento che la celiachia è la prima forma di allergia alimentare presente nel mondo.

Conclusioni: se volete visitare EXPO sentitevi liberissimi di farlo.
Prendetelo come una bella giornata spensierata per scoprire il mondo del cibo e rilassarvi un po’.
E ricordatevi: a fare gli intellettuali e sputare su EXPO non ci guadagnate niente, perché è un evento che non tornerà prima di un altro secolo.

Siate “frivoli” e divertitevi!

Particolare di un'installazione
di Dante Ferretti

15 commenti:

  1. Per chi non è andato come me, sei riuscita a rendere quasi "reale" anche la nostra visita attraverso la tua relazione e descrizione. Concordo che un atteggiamento un po' più sensibile se non concreto verso "il senza glutine" sarebbe stato molto gradito e utile, soprattutto perché la celiachia è in aumento ed è una condizione che sta raggiungendo proporzioni molto ampie.
    Per quanto riguarda EXPO in generale però ho un mio punto di vista ben preciso e non condivido molti aspetti e organizzazioni...ma sarebbe troppo lungo affrontare qui la disquisizione e si cadrebbe anche inevitabilmente su aspetti "politici" che preferisco sempre tenere fuori.

    Bel post comunque Melinda. Diverso in effetti da alcuni che ho letto in giro...

    Un abbraccio.
    Ciao.
    p.s. mi scuso se non ci siamo più scritti...tra vacanze, impegni di lavoro ecc...e sono contento di aver avuto quest'occasione e che ce ne saranno altre grazie a questa tua collaborazione con Xavier

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    1. PINO!!!!!
      Ciao amico, finalmente ti rileggo, mi sei mancato tantissimo!
      Non scusarti, adesso avremo occasione di risentirci via mail e via blog, come vedi Xav è stato gentilissimo a offrirmi il posto di opinionista :-)
      Grazie per il tuo commento e sì, anche io mi sono trattenuta su certi aspetti politici.
      Volevo una sorta di post guida leggero e sono contenta che tu ne abbia colto il senso.
      Un abbraccio gigante!!!

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  2. Bellissimo post, vedo che anche qualcun altro ha apprezzato la Thailandia: io e Anna ci sentivamo mosche bianche!
    Belle anche le fotografie, io sono imbranatissima con la fotocamera.
    E per EXPO: insomma, è come Carnaby Street a Londra, ci si va per divertirsi.
    Un abbraccio a tutto lo staff!

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    1. Grazie Elsa, concordo con la tua opinione.
      Un giro a EXPO è come un sabato in centro a Milano, sicuro non vai per essere "culturale": ogni tanto un po' di leggerezza ci vuole.
      Ancora auguri a te e Anna per la vostra bambina!

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  3. ciao
    devo dire che l' Expo mi incuriosisce sempre di più.

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  4. ciao! Volevo dirti che dopo un bel po' di tempo sono tornata a scrivere sul mio blog e che mi farebbe molto piacere che tu gli dessi un'occhiata...
    Ho voluto dargli una nuova veste! A presto! :)
    LoStraordinarioMondoDiUnaStudentessaSottoEsameDiLuisaNapolitano

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    1. Passerò a guardarlo anche io.
      Un abbraccio, Mel

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  5. bellissimo reportage....sono stata pure io a maggio ....il mio post è linkato nella colonna del blog a destra se ti va di curiosare o forse lo avevi già letto....

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    1. Ciao Fiore, in effetti non ho letto il tuo post e lo farò volentieri.
      Un abbraccio a te e ai tuoi pelosi,
      Mel

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  6. Sarà anche un evento mondiale che non ci ricapiterà più (e meno male, per quello che ci è costato, e non me ne può fregar di meno del turismo di Milano) però dalla tua recensione, beh... sinceramente non credo ne valga la pena, a parte alcuni padiglioni. Mi sarei aspettata più sguardi sulle allergie alimentari e su forme alternative di cucina e approfondimenti su spezie, farine, e altro. L'hai omesso oppure non c'è niente di tutto questo? Il cibo è storia, il cibo è cultura... io ci ho soltanto visto soltanto tanta pubblicità sulla bellezza degli stand e basta. Ma magari ci andrò, e vi dirò la mia ;-) saluti dalla Lola

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    1. Lola, ti faccio una domanda: ma tu l'hai letto sul serio il mio post o ti sei fermata alla seconda riga?

      Costi... beh, l'EXPO è costato quanto costerà al governo il Giubileo con il Sinodo della famiglia che parte a Ottobre ma non mi sembra che i bravi cattolici italiani se ne stiano lamentando.
      Mi sembra invece che si stia facendo una crociata immotivata alle intenzioni lamentandosi senza cognizione di un evento positivo come EXPO.

      Turismo a Milano... beh, mi sento in dovere di dirti che i milioni (milioni, mica due) turisti stranieri venuti a EXPO sono anche andati a Firenze, Roma, Napoli, Venezia, Torino e tante altre città... direi che è un guadagno nazionale.

      Approfondimenti... ho cercato di fare una sorta di mini guida e una top ten simpatica, ma spoiler non ne faccio.
      Mi stanno sulle scatole quelli che ti anticipano tutto: se vuoi scoprire una cosa, la vai a vedere.

      Allergie alimentari: se avessi letto fino alla fine (perchè secondo me tu non lo hai fatto) c'è un piccolo paragrafo dal titolo "Peccato per il gluten free".
      Io sono celiaca e ho detto chiaro e tondo che una pecca dell'EXPO è quella di non offrire varietà di cibo gluten free.
      A casa mia la celiachia è un'allergia alimentare molto grave, non certo uno sport.

      Pubblicità sugli stand? Magari hai letto altri post e poi sei passata a commentare qui.

      Fai una cosa, prima di dire la tua vai a EXPO.
      Non si sputa nel piatto se prima non hai assaggiato almeno un boccone.

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    2. L'ho letto il tuo post, l'ho letto, fino alla fine mia cara, e infatti la mia non era una critica a te, se hai la coda di paglia no problem. Volevi soltanto applausi per caso? Mi sono basata tu tanti e tanti racconti dell'expo e ho detto la mia,non mi sembra che per parlare della guerra in Siria si debba andare per forza in Siria, in ogni caso. Ti consiglierei di essere meno arrogante e più argomentativa, in fondo ho anche criticato le stesse cose che hai criticato tu, soltanto che io non le ho viste come delle piccolezze ma come delle gravi omissioni. Da fuori mi da' l'impressione di uno show mediocre e le cose sono proprio come appaiono: un film fa flop perché non piace, e perché non piace? Se andassero tutti a vederlo prima di giudicarlo, avrebbe comunque fatto bei incassi al botteghino. C'è il passaparola, come su tutto. Ah, e sul Giubileo non me ne può fregar di meno, non è che se tutti si buttano dal balcone devo farlo anche io e applaudire al riciclaggio di denaro sporco. Perché è anche questo EXPO, non dimentichiamo. Per quanto possa essere anche educativo o "bello". Io però se voglio divertirmi vado al parco giochi. E scusami se ti ho dato l'impressione di non aver letto tutto il tuo post, perché è soltanto questo che sembra preoccuparti più di tutto.

      Saluti.

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    3. Allora se hai sul serio letto il post avrai anche letto che a un certo punto mi sono rammaricata dicendo che ci potevano essere più approfondimenti...
      ma al di là di questo, io personalmente ritengo che se si vuole parlare di una cosa bisogna essere realmente ben informati o quanto meno averla sperimentata.
      No, non mi preoccupa che tu abbia o meno letto il post, adesso ti ho inquadrata: sei il genere di persona che non mi piace, che va avanti solo per sentito dire e per passaparola.
      "Armiamoci e partite", se intendi.

      Ma fa niente, non è ancora questo il punto.
      Il punto è: questo blog non è mio nè tanto meno tuo.
      Dunque non ti sembra un po' cafoncello entrare qui dentro e attaccare, insultare e provare ad accendere inutili flame?
      Personalmente non ti scriverò più perchè rovinare la bella atmosfera di questo blog è l'ultimo dei miei desideri.
      Saluti a te.

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  7. Ciao Melinda e Lola, ho letto quello che avete scritto e francamente posso dire che il vostro è un battibecco tra "sordi". entrambe dite le stesse cose usando parole diverse.
    Chiunque può scrivere nel mio blog ma siccome non sto passando un bel periodo vi prego di evitare discussioni inutili.
    Un abbraccio a tutte due!

    p.s. Lola ben tornata tra noi!

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