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19/07/15

Essere o non essere gay?

Amici lettori, il post di oggi non l’ho scritto io.
Nasce da uno scambio di mail fra me e la mia amica Melinda, che ho invitato a scrivere per parlare di un argomento che sta a tutti e due molto a cuore.
Buona lettura!
(come sempre astenersi omofobi e rompicoglioni)

Ciao Xav,
grazie per questo spazio, sono contenta di poter parlare del problema dell’omofobia e del vivere l’omosessualità in Italia.
In particolare ti parlerò della città in cui vivo, Piacenza.

Cosa significa essere omosessuali a Piacenza?
Le persone omosessuali a Piacenza non esistono, o meglio ci sono ma si nascondono perché “il paese è piccolo e la gente mormora” e i piacentini ci tengono moltissimo alle apparenze.
Ci sono gay e lesbiche che vivono vite etero e che poi vanno a Milano o Bologna per tornare a essere se stessi.
Chi, come me, vive alla luce del sole è malvisto e si tira addosso le voci della comari di paese.


Esiste un’associazione LGBT?
Sì, ma è come se non ci fosse.
L’associazione si chiama L’A.T.Omo (nome idiota, me ne rendo conto) e non appartiene all’Arcigay anche se usa il nome liberamente per farsi pubblicità (come ammesso dal “presidente” stesso).
Da dieci anni, anzi undici, vanta gli stessi membri del consiglio (sempre tre) e non sono mai state fatte votazioni. Nessun registro, niente fatture (però i soci pagano), niente trasparenza e nemmeno una sede (si sposta là dove viene ospitata gratis).
Cosa fa?
Niente.
Si riunisce da ottobre/novembre fino a maggio/giugno (magari c’è una seratina estiva) una volta ogni settimana (ma anche ogni quindici giorni, una volta al mese… dipende dall’estro del “presidente”) e stanno lì a parlare i soliti tre del consiglio e una/due persone in più se tutto va bene.
Nessuna proposta concreta, niente manifestazioni, niente centri di ascolto, niente di niente.
E poi nessuna unione di squadra, perché a Piacenza i gay stanno coi gay e le lesbiche con le lesbiche, come stupidi bambini dell’asilo.
Come lo so?
Come sai, Xav, ho fatto parte dell’associazione per un bel po’ di anni pensando di cambiare le cose ma non c’è stato niente da fare.
Appena cerchi di essere propositivo ti sbattono fuori senza tanti complimenti.

Sai cos’è successo qualche giorno fa, Xav?
Leggi qui:
un consigliere della nostra associazione, Davide Bombini, ci ha riferito che nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 luglio 2015 sì è consumato, nella provincia di Piacenza, un atto di omofobia nei suoi confronti. Davide si trovava con alcuni amici al festival Orzorock, che ospita concerti rock dal 1994 a Gragnano Trebbiense.
Sul finale di serata si era seduto a chiacchierare con amici e con alcuni giovani del posto.
Uno di questi, appreso l’orientamento sessuale del nostro consigliere,  si sarebbe lasciato andare a frasi ingiuriose nei suoi confronti, come “fr*cio di mer*a”, “dovete morire tutti”, “vi odio a voi fr*ci”, “vattene da casa mia”.
A quel punto Davide avrebbe cercato di rispondere in maniera ironica, per smorzare i toni, a differenza di un suo amico che  avrebbe manifestato tutto il suo sdegno per le frasi omofobe.
Ne sarebbe nata un’animata discussione, che avrebbe coinvolto altri amici del giovane gragnanese: uno di questi avrebbe spinto a terra Davide, e l’aggressione da verbale si sarebbe trasformata in fisica.
In pochi istanti 4 o 5 ragazzi avrebbero provato a colpire a calci e pugni Davide e i suoi amici che, dal canto loro, non avrebbero risposto alla violenza con la violenza.
Dopo alcuni minuti gli aggressori si sarebbero ritirati e fortunatamente non ci sarebbero stati feriti.

Ti sei accorto che ci sono troppi condizionali in questa storia?
Anche io, infatti dopo un po’ di ricerche è emerso che l’aggressione fisica non c’è mai stata (per fortuna) e che forse sono volati soltanto degli insulti.
Ma capirai, la sera tardi tutti ubriachi persi e senza nessun testimone esterno alla faccenda è tutto nebuloso.
Al più che non ci sono state nemmeno delle denunce.
Il massimo dei fatti è stato questo (il testo proviene sempre dall’articolo che ti ho citato sopra):
L.’A.T.Omo esprime la propria vicinanza a Davide e il proprio rammarico per quanto accaduto, condannando l’aggressione.
Chiediamo alle amministrazioni di Piacenza, della provincia di Piacenza e del Comune di Gragnano di esprimersi sull’accaduto e di valutare l’ipotesi di cercare degli strumenti che possano essere utilizzati per sensibilizzare al rispetto delle persone, a prescindere dal sesso, dell’orientamento sessuale, di genere e identità di genere.  

Sai cosa mi fa ridere?
Le richieste fatte da L’A.T.Omo.
Perché?
Semplice, perché L’A.T.Omo a Piacenza è famosa per una cosa: parlare e non fare un cazzo.
Tanto è che quando era venuto il momento, dopo tanta lotta, di spingere per firmare l’approvazione delle unioni civili, l’associazione ha fatto marcia indietro perché “Piacenza non è pronta” e perché “non potevano certo turbare l’assessore”.
Una volta ho provato a proporre di fare un mini Pride anche a Piacenza, mi hanno risposto “scherzi, a Piacenza? No!”.
Quindi come avrai ben capito, il rammarico e le proposte sono solo parole campate per aria.

Hanno detto che Piacenza non è omofoba, non è razzista e nemmeno indifferente.
Tutte balle.
Io ti dico che Piacenza è arretrata, omofoba, razzista, bigotta, indifferente e pure struzza perché è troppo facile essere omosessuali fuori da casa propria e nascondersi quando si cammina fra le strade della propria città.

Ti lascio una bella frase di Jim Morrison: meglio essere odiati per ciò che siamo che essere amati per la maschera che portiamo.


15 commenti:

franco battaglia ha detto...

Purtroppo viviamo nell'ignoranza, nella cattiveria e nell'imbecillità.. e la semplice solidarietà inizia a non bastare contro l'idiozia diffusa.. e stiamo parlando di Piacenza!... pensa in certo sud come stanno...un abbraccio forte!

cristiana2011 ha detto...

" L'apertura mentale non è una frattura del cranio". Però è più rara delle fratture e delle lesioni mentali.
Cristiana

Xavier Queer ha detto...

Franco, io conosco dei ragazzi napoletani e sinceramente vivono una situazione migliore di quella che Mel vive a Piacenza.
C'è un'associazione LGBT molto attiva, fanno spettacoli, mostre, ci sono centri di ascolto e aiuto comunali.
Non si nascondono, come fanno a Piacenza.
Un abbraccio!

Melinda Santilli ha detto...

Grazie Xav per questo spazio, sei stato davvero gentile.

@Franco: purtroppo posso confermare che la realtà di Piacenza è esattamente come l'ho descritta.
Un brutto teatrino colmo di ipocrisia dove gay e lesbiche si nascondono, emergono rare volte se e quando gli fa comodo ma in realtà sono i primi a vergognarsi di essere omosessuali.
E questo non solo mi schifa ma mi fa anche intristire perchè è uno spaccato della situazione LGBT in Italia.
Se non combattiamo noi per primi, chi ci aiuterà?

Mariella ha detto...

Grazie Xavier. il Sud e' davvero bacino di luoghi comuni.

quelladella- Lola ha detto...

Capisco benissimo Melinda. Dove abito io è uguale, un piccolo paesino di provincia dove bisogna far finta di essere tutti etero, altrimenti ti additano e ti insultano. Mentre leggevo il tuo post mi sono chiesta "ma quanti omosessuali ci saranno qui dove abito?" la risposta beh, non posso dartela però con rammarico posso immaginare che la risposta è negli occhi tristi delle persone che devono nascondersi. Nessun pride, nessuna associazione LGBT. E non è che più vai al Nord più la situazione migliora, no. E la mentalità di Paese che è fatta così. E' l'italiano medio che è omofobo. Un abbraccio Xav

Xavier Queer ha detto...

L'apertura mentale è come i Dinosauri... ESTINTA!
Ciao :-)

Melinda Santilli ha detto...

È praticamente impossibile da trovare, soprattutto in Italia.
Ciao Cristiana, grazie per il commento!

Xavier Queer ha detto...

Mari, chi pensa che il sud sia fermo ai tempi del Mesozoico e meglio che si ricreda alla svelta e poi la merda è ovunque.
Un abbraccio donnia dai tacchi a spillo :-)

Melinda Santilli ha detto...

Ciao Lola, hai detto esattamente quello che io e Xavier (spesso ci scriviamo parlando della situazione LGBT in Italia) pensiamo da un sacco di tempo.
Il Nord e il Sud non sono importanti, il punto è la mentalità dell'italiano medio che preferisce nascondersi dietro una morale ipocrita fatta di religione distorta e quindi discriminare chi viene ritenuto "diverso", piuttosto che uscire allo scoperto e vivere senza pregiudizi.
Un abbraccio!

Melinda Santilli ha detto...

Ciao Mariella, Sud e Nord sono bacini di luoghi comuni in molti sensi purtroppo.
Magari se tutta questa gente scema che vive di luoghi comuni si togliesse il prosciutto dagli occhi, qualcosa inizierebbe a cambiare.
Baci!

Xavier Queer ha detto...

Grazie a te Mel... per quanto riguarda lo strupo del condizionale mio padre ama spesso ripetermi queste parole: "se, ma e forse eran tre fessi".
Baciotti

Xavier Queer ha detto...

È davvero triste vivere in un paese dove sono tutti bravi a riempirsi la bocca di paroloni come "DEMOCRAZIA, DIRITTI, UGUAGLIANZA..." quando poi la realtà è ben diversa, democrazia, uguaglianza e diritti sì ma solo per alcuni.
Un abbraccio bella

Dream Teller ha detto...

Anche nella mia città non c'è molto spazio né tolleranza in questo senso purtroppo, Anche qui tutti cercano di salvare le apparenze, le apparenze considerate "giuste" dalla società purtroppo.
Purtroppo di questi tempi essere sé stessi, seguire ciò che sentiamo di essere è un lusso.
Buona giornata e a presto .. Dream Teller ^^

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Purtroppo ribadisco ancora una volta, che l'Italia è ricca d'ignoranza e intolleranza. Molti parlano di cambiamenti, ma bisogna iniziare dagli elementari diritti umani, visto che nel belpaese latitano.
Saluti a presto.