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09/03/15

Ancora 8 Marzo...


Ieri è stata la Festa della donna, occasione in cui molte personalità più o meno illustri si sono espresse, dove si è usciti fuori col solito buonismo che ricorda tanto il Natale (facciamo opere di bene, dice la Lorenzin che poteva benissimo dare il buon esempio e dimettersi ieri. Giusto così comunque, a quanto pare le opere di bene si fanno solo nelle feste comandate, gli altri giorni dell’anno no) e dove è stato di rito, praticamente un obbligo, festeggiare.

Da ragazzo posso dire che non c’è niente di più triste che vedere delle donne che pur di ricordarsi di essere donne devono uscire con le amiche, bere come spugne e andare a vedere uno strip maschile.

Insomma: decenni di lotte femministe, milioni di donne che hanno combattuto per trovare uno spazio nella società dei maschi, centinaia di donne che hanno dato la propria vita per questa giusta e fondamentale causa si rivolteranno nella tomba ad assistere al penoso spettacolo di un maschilismo capovolto che la commercializzazione e banalizzazione della Festa ha prodotto.
Nell’erroneo inseguimento alle posizioni ed alle prerogative maschili le donne infatti ricercano oggi una parità che paradossalmente diviene la conferma dell’insuccesso di quelle lotte. 
Uomini e donne sono diversi ed è proprio tale diversità che va non solo preservata ma addirittura esaltata.
(l’antipaticissimo)

Parità, parliamo quindi di parità.
Se nel mondo è l’uomo che ha preso il sopravvento il motivo è uno solo e penso si possa riassumere in questa rivisitazione di una frase storica: dietro un […] uomo si nasconde una […] donna.
Ho lasciato volutamente i puntini di sospensione perché qualsiasi aggettivo può andare bene.
Proprio così, qualsiasi aggettivo.
Perché bisogna ricordarsi che anche gli uomini che oggi prevaricano le donne un tempo sono stati bambini e chi li ha cresciuti quando erano piccoli, chi ha insegnato loro che era giusto comportarsi in un “certo modo”?
Le madri, chi altri?
Soprattutto nei paesi dell’area mediterranea dove l’educazione della prole è affidata ancora al cento per cento alle madri.
Se magari al posto di osannare i figli maschi come se fossero God sceso sulla faccia della Terra e continuare a pulirgli il divino deretano anche a quarant’anni queste donne li avessero educati in modo diverso, qualcosa sarebbe già cominciato a cambiare.
Io per esempio sono stato cresciuto da due donne molto forti, che credono sul serio nella parità dei ruoli e ho imparato a rispettare tutte le persone, ho imparato che nessuno è inferiore a un altro, che tutti abbiamo pari dignità, abbiamo doveri da adempiere e diritti inalienabili, ho imparato a rifarmi il letto, a lavare i piatti e anche a pulirmi il deretano da solo.
Sono ancora vivo, non ho subito strane mutazioni genetiche.

Per questo mi chiedo: quale retaggio spinge le donne a fare sempre da scudo, da madri, da balie a quei “certi uomini” che poi fanno loro del male?
Dove sono finite le lotte delle donne che non avevano paura di scendere per strada e battersi per i loro diritti, di rischiare e perdere la vita per il mondo migliore che volevano creare?
Non posso credere che siano finite in un locale davanti a uno spogliarellista e a litri di alcolici.

Così chiedo alle donne che mi seguono: per voi ha ancora senso la Festa delle donne?
Sentite sul serio il bisogno di festeggiare questo giorno oppure vedete le cose in modo diverso?

Esprimetevi please, anche solo per dirmi che sono scemo se lo pensate.


30 commenti:

Guard. del Faro ha detto...

Sottoscrivo tutto, dalla prima all'ultima parola.
Tu sì che dici pane al pane e vino al vino!
Abbraccio ^__*

Fata Confetto ha detto...

Ciao Xavier,
provo a risponderti in modo sintetico ma non semplicistico.
premetto che, almeno da queste parti, la visione dell'8 Marzo come festa di bagordi al femminile è completamente superata, se non da poche retrograde irrecuperabili.
Buonismo e istituzionalismo sono innegabili.
Risposte
1- non si tratta di festeggiare, ma di riflettere e si dovrebbe fare sempre tutti con tutto.
2- il silenzio dà sempre spazio alla prevaricazione e all'oscurantismo.Da questo punto di vista l'8 Marzo ha ragione di essere, nella storia e nell'identità, al di fuori degli stereotipi.L'oblio è il primo passo della recessione.
Quanto alla mimosa, fiore umile e precoce, da pisana sono orgogliosa che sia stato scelto da una grande donna della Resistenza e della Costituente, che ha legato il suo nome al nostro territorio. Il consumismo faccia quel che vuole, io ci vedo i "miei" valori .
Cari saluti
Marilena

S. ha detto...

penso di essermi espressa sul mio blog, ma posso ribadirlo, i festeggiamenti, i fiori gli auguri (de che?) non hanno alcun senso. Purtroppo l'otto marzo prima dell' era berlusconiana (si c'entra ancora lui) e penso agli anni settanta per esempio, era un momento di analisi, di allegre piazze per rivendicare diritti e così via, diritti che poi hanno trovato la loro strada nella legge sull' aborto, sulla tutela della maternità per citarne due...poi la "festa" è stata fagocitata dal consumismo ed ecco tutto l'accozzaglia di regali, fiori, dolci, feste e cene a tema.
spesso con annessi comportamenti avvilenti che ci propinava la Tv commerciale..Per fortuna già dall' anno scorso, ho registrato intorno a me, la caduta di questo fenomeno, inteso come feste per sole donne con boy...tutto il resto imperversa ancora.
Invece Xavier, ritornando al discorso che, ovviamente dietro ad ogni uomo c'è una madre e dunque una donna e bla bla... non ci siamo ragazzo mio. Ricordati che veniamo fuori da retaggi patriarcali di appena 70 anni solo volendo parlare del voto alle donne, che arrivare alla consapevolezza largamente condivisa non è un processo semplice, altrimenti non si spiegherebbe perchè stiamo ancora qui a parlarne. C'è stato bisogno di portare le donne a studiare, a lavorare, ad essere indipendenti economicamente solo per fargli comprendere che ciò che da sempre "conoscevano" prima dal padre poi dal marito " avrò cura di te, perchè mi appartieni" fosse un abuso...il processo è ancora in corso.
Le donne, adesso hanno sempre maggiori consapevolezze, ma adesso abbiamo bisogno degli uomini, devono essere loro a venirci incontro, per esempio nel caso di una maternità, il congedo parentale consente anche al padre di prendersi cura del bambino entro i tre anni...
Aggiungo, per non annoiarti ulteriormente che la religione del mondo occidentale, non è che sia molto diversa da quella islamica, se la si dovesse prendere così come è scritta. Diciamo che, in questo il ruolo del papa polacco (non ricordo il nome scusa) con la sua enciclica sul ruolo di Maria e sulle donne, in parte ha dato una mano, a maggiori aperture anche cattoliche (minime) ci stà provando questo nuovo papa (furbetto). Io resto del parere che si potrà avere uguale dignità tra uomini e donne e se permetti aggiungo i gay, l transgender, lesbiche, ciechi, diversamente colorati e tante altre "minoranze" solo cominciando con l'educare sin da piccoli all' accettazione della multifattorietà delle nostre società.scusa errori et simili, ma sono a lavoro e sono un po' qua ed un po' qui ;))

Paolo nullo Pedone ha detto...

Eccoti un agréable
Ma va' a cacare, o giovane cretino che poi sarai un cretino anche da vecchio; adoprando di cose che non sai e tu ne abusi
So non mi inserirai, ma me ne frega: lo sai

Xavier Queer ha detto...

Ciao S., mi sa che sono stato frainteso.
Non volevo parlare di tutte le "minoranze" (brutta parola) del mondo ma volevo sapere come una donna vive oggi la Festa della donna, se per lei ha senso e come interpreta questo giorno.
Ti faccio un esempio: mia madre e mia nonna hanno sempre visto l'8 marzo come un momento per tirare le somme, porsi nuovi obiettivi e ricordare le loro radici di femministe.
Tutte le lotte che voi donne avete fatto sono andate a puttane, le ragazze di oggi (almeno la maggior parte) non si impegnano più per i loro diritti, per ottenere una reale parità lasciando campo libero a tanti "maschi sciacalli".

Per quanto riguarda l'educazione, mi dispiace contraddirti ma le società patriarcali sono state tali per quello che riguarda la gestione economica del regime familiare, le decisioni "politiche" (per esempio matrimoni di comodo, decidere se avviare un figlio alla carriera militare o al sacerdozio...) ma l'educazione è sempre stata ambito delle donne, che fossero le madri, le zie, le balie erano sempre donne.
L'uomo provvedeva al mantenimento e all'avviamento della vita dei figli una volta diventati adulti, ma l'educazione era campo femminile.
Anche nelle scuole (vedi Maria Montessori) i bambini piccoli venivano affidati alle donne perchè gli uomini preferivano occuparsi dell'educazione degli studenti più grandi, specie i maschi: dunque l'educazione primaria che in psicologia è quella che forma anche il carattere spettava alle donne.

Anche oggi, nonostante alcuni padri vogliano partecipare attivamente alla crescita del bambino, molti non si occupano dei figli o lo fanno in maniera marginale e comunque è sempre la donna ad avere il ruolo più rilevante.
Poi il discorso religioso non l'ho toccato perchè non mi interessa, essendo ateo per me non rientra nell'argomento.

La domanda era appunto un'altra: come si vive oggi l'8 marzo?
Se non lo sapete voi donne non posso saperlo io.
Abbraccio :)

Xavier Queer ha detto...

Mi fa piacere sapere che le cose stiano cambiando, anche perchè leggendo molti articoli sembra che sia il contrario.
Sono d'accordo sul discorso della memoria, per questo ti chiedo: ma le donne che hanno combattuto per avere la parità, vedere riconosciuti i loro diritti... cosa fanno oggi per insegnare alle ragazze a essere forti, indipendenti e non succubi?
E le ragazze di oggi riescono a capire il senso delle vostre lotte?
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Grazie Nigel, ricambio l'abbraccio :-)

Melinda Santilli ha detto...

Xav ma anche tu hai delle belle pretese.
Questo qui è un maschio (non un uomo) e quindi un essere che in natura nasce svantaggiato perchè è in grado di usare solo la parte di cervello deputata ai movimenti essenziali.
Il resto non esiste, è una camera d'aria piena di stronzate.
Mi dispiace per sua madre, partorire uno così è un disonore.

Xavier Queer ha detto...

Adoprando?
Non è utilizzando le parole del Manzoni che dai sfoggio della tua intelligenza inesistente.
Avresti potuto lasciare un commento costruttivo, anche una critica, ma siccome sei uno di quei "certi uomini" di cui ho parlato nel post non potevi fare di meglio.
Ti lascio una massima di Andrea Camilleri su cui riflettere: se nasci tondo non puoi morir quadrato, ovvero se nasci stronzo non puoi morire in intelligente.
Pensa che a quanto stai messo male!

Melinda Santilli ha detto...

Ho letto con molta attenzione il tuo post e ancora una volta devo fare solo i miei complimenti a tua madre e tua nonna per la bella educazione che ti hanno dato.
Allora, te lo dico come donna: la maggior parte delle donne e delle ragazze di ogni non ricordano/sanno un bel niente di tutte le lotte e le fatiche che sono state fatte per cercare di ottenere la parità.
Là dove per parità si intendevano cose serie come: stesso stipendio a parità di incarico e titolo di studio, diritto al divorzio, diritto alla maternità e alla paternità, rispetto...

Oggi i problemi nel mondo femminile sono tanti.
Molte donne etero sono diventate come le butch (certe lesbiche che sono maschi mancati, nel senso peggiore del termine e si contrappongono alle lipstick. Io per fortuna sono una lesbica normale, senza paranoie da camionista o da modella): arriviste, violente verso gli uomini (eh sì, anche le donne fanno violenza, in modo diverso dagli uomini ma la fanno e se ne parla poco), senza scrupoli verso le altre donne.
Niente di più vero del detto "l'amicizia fra due donne nasce a danni di una terza".
Molte ragazze sognano la vita da velina, da Kim Kardashian e tutto questo va ai danni di quelle fanciulle che invece vogliono davvero capire il lungo percorso non ancora finito che le donne vere, quelle coraggiose, hanno fatto e stanno facendo per affermarsi e ottenere rispetto da quei "certi" uomini.

Quindi cosa posso dirti?
Che la Festa della donna così com'è adesso non ha senso per niente, è diventata un'altra delle tante feste commerciali "tanto per", come San Valentino, Natale, Pasqua.
Ed è vero, niente di più squallido che vedere una donna che vuole essere un uomo.
Come diceva Mary Shelley: le donne non dovrebbero avere potere sugli uomini, bensì su se stesse.
Bacioni

Melinda Santilli ha detto...

S., guarda che in merito all'educazione della prole ha ragione Xav.
Leggi i saggi di Gisela Block che spiega bene il ruolo femminile nella famiglia.
Bacio

Xavier Queer ha detto...

Cosa potete fare e cosa possiamo fare noi uomini per ridare dignità all'otto marzo?

Paolo nullo Pedone ha detto...

http://www.etimo.it/?term=adoperare
Impàrati, o giovane fuscello che ignori e, prepotente di certezze, tu non conosci ancora ancora gli accadere

Mariella ha detto...

E' evidente che bisogna ci sia la volontà delle donne a cambiare. Fino a quando manca quella, potremo per millenni ancora riempirci la bocca di belle parole e basta.
Come la parola libertà o parità. Visto che siamo le prime a non crederci.
Io le vedo le mamme moderne ai giardinetti il sabato (quando anche io mi concedo una passeggiata) che fanno pascolare in lungo e largo i loro figli. Permettendogli qualunque cosa. Con la scusa che sono bambini per cui sì che avranno tempo di imparare ... consentiamogli di essere maleducati giusto quel poco che non guasta.
Ho fatto un esempio non esaustivo e potrei farne tanti altri. Come quello dell'amica di una mia amica che si è presa sulle spalle tutto il carico dell'educazione dei due figli perché non si fida del marito. Lo ritiene irresponsabile e immaturo. E allora i figli diventano tre.
O in ambito lavorativo donne e professioniste costrette a lavorare per tre mentre i colleghi lavorano per mezzo e prendono di più. E zitte chinare il capo e andare avanti.
Nessun progresso se gli esempi continuano ad essere questi.
Dal canto mio non mi interessano i canti e balli della giornata. Che ognuno sia libero di passare la giornata della donna come gli va. Ci mancherebbe. Per me è memoria, per quello che è stato, per le staffette della Resistenza che avevano nella mimosa il loro fiore simbolo, per quello che la donna ancora patisce per colpa della società ma soprattutto per colpa sua.
Mi spiace ma è quello che penso. E vedrò di leggere qualcosa della Block che non conosco. Mi scuso per l'ignoranza :-)

Mariella ha detto...

Cosa potete fare vuoi uomini per ridare dignità all'otto marzo?
Alcuni di voi sono già meravigliosi, partecipativi, comprensivi, maturi.
Bisognerebbe che anche tutti gli altri imparassero a farlo. E visto che la nostra società continua ad essere una società matriarcale, anche su questo punto bisogna che le donne siano le prime a darsi da fare. Affinché i figli siano non loro possesso, ma loro dono.

S. ha detto...

avevo capito, ma sono stata infelice nell'esprimermi.Certo che l'educazione è sempre stata prerogativa della donna, come quello della cura della casa e dell' assistenza, ma i dettami erano sempre improntati da un padre/marito/tutore.Compito delle nostre madri è stato quello di scardinare questi ruoli precostituiti ed atavici, ma è ancora compito nostro, ma questa volta in sintonia con gli uomini, cercare una condivisione.
Magari domani commenterò argomentando, sono cotta stasera, scusatemi.
Melinda seguirò il tuo consiglio sui saggi, grazie, buona notte a tutti e due :)

S. ha detto...

non so se ha preso il commento...accidenti!!!

S. ha detto...

condivido appieno il commento di Mariella, che esprime appieno quello che avrei aggiunto io.
(e abbrevio anche il tempo a disposizione scusami Xavier)
buon giorno a tutti :)

Xavier Queer ha detto...

Mari hai ragione, la società è ancora matriarcale (infatti l'aspetto patriarcale è solo apparente, in realtà sono le donne a comandare in casa e in famiglia) quindi come hai scritto tu siete voi donne che dovete essere le prime a cambiare.
Noto che fra voi donne c'è un'aperta ostilità in contrapposizione al cameratismo di noi uomini: vi accapigliate per niente, non siete unite, se una ragazza è appena più carina/fortunata/in carriera di voi allora sicuramente "è una che l'ha data via come se non fosse sua", ci sono madri contro figlie, madri che a 60 anni vogliono ancora essere figlie.
Non è un bel mondo quello femminile, facendovi la guerra da sole disperdete le energie e permettete a quei "certi" uomini di prevaricare.
E poi l'educazione ha la sua importanza, perchè i cattivi figli sono prodotto di una cattiva educazione e quindi di madri poco capaci e padri assenti. Da bambino per esempio mi sono preso un bel pò di punizioni quando mancavo di rispetto ai miei genitori e senza tanti giri di parole: una cosa stupida, non ho mai giocato a palla in spiaggia dove c'erano altri bagnanti e non ho mai mandato a quel paese un insegnante anche se a volte avrei tanto voluto farlo.
Non lo so, secondo me voi donne dovete rivedere un pò il vostro modo di vivere e voi stesse.
Noi uomini saremo più stupidi, come dite voi, avremo anche una marcia in meno però il nostro cameratismo è un forte collante: un uomo non fa guerra a un uomo mentre una donna (mi dispiace dirlo) fa guerra a un'altra donna.
Baci :)

Mariella ha detto...

;)

Mariella ha detto...

Xavier concordo su tutto. Soprattutto sul fattore evidente delle donne che odiano le altre donne. Fino a quando ci sarà competizione e non aggregazione (abbiamo imparato tanto da voi uomini ma sta cosa non ci entra proprio in testa) non vedo come potremo mai raggiungere dei risultati di parità. Però io non ho mai detto che voi uomini siete stupidi eh! Bacione.

Farfalla Legger@ ha detto...

"un uomo non fa guerra a un uomo mentre una donna (mi dispiace dirlo) fa guerra a un'altra donna."
Dillo caro amico, dillo anzi gridalo a gran voce: le peggior nemiche delle donne sono proprio le donne stesse, specie quelle che ascoltano i sentito dire e non hanno il coraggio di confrontarsi. Abbraccio fortissimo per aver scritto una grande verità... una vecchia femminista

Mariella ha detto...

Mi sto rotolando... Però adesso vorrei anche la pronuncia corretta dell'ultima frase. Così da poterla usare al momento giusto e fare la mia porca figura. Ahahah

Xavier Queer ha detto...

Ave Perboni, mi dispiace che tu non abbia capito che il riferimento al Manzoni era un modo per sottolineare che stavi usando il termine arcaico del verbo "adoperare": non era sbagliato, era solo desueto come te.
Ma tu facendo parte del triassico non hai afferrato il concetto e non venirmi a parlare di etimo perchè so cosa significa.
Adesso, siccome sei entrato qui con tracotanza e cafonaggine (vai a consultare etimo se non cogli il significato) e non stai partecipando in maniera costruttiva alla discussione i casi sono due: o cambi registro o la pianti di spaccarmi il regale augello.
Un altro commento come quelli che hai scritto non verrà più pubblicato.
Imparati, arbusto avvizzito, che quando si va nell'atrui dimora l'educazione è d'obbligo.
Te lo dico nella mia lingua madre: ne me casse pas les couilles .

Xavier Queer ha detto...

Lo dice anche nonna Bea e con tanta tristezza. Purtroppo voi donne dovete ancora imparare a essere solidali e la strada è molto lunga.
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Mari mai detto che tu hai detto che noi maschietti siamo stupidi, è un dato di fatto per tante donne.
Baciotto donnia
p.s. l'unico stupido oggi è blogger che mi ha incasinato la cronologia dei commenti.

Xavier Queer ha detto...

Mari appunto... Con la pronuncia non posso aiutarti perchè richiederebbe l'intervento del divino Otelma per darmi il dono dell'udito e della parola, accontentati dello scritto :-)
TVB

Mariella ha detto...

Hai ragione ragazzo mio. È che io non vedo differenze. TVB anche io.

cristiana2011 ha detto...

Ci ho fatto un post anch'io e termina così

Mi chiedo se non sarebbe il caso di sospendere la 'festa della donna' almeno fino a quando non avremo un'inversione di tendenza; oggi come oggi, l'8 marzo, mi sa, più che altro, di presa in giro.

Cristiana

RobbyRoby ha detto...

la festa della donna è diventata una festa commerciale.....mi è piaciuto questo post e condiviso qua http://haylin-robbyroby.blogspot.it/2015/03/top-of-post-16-marzo-2015.html