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28/02/15

Crede in Dio e rifiuta di visitare una bimba di pochi giorni perchè figlia di due donne...

La piccola Bay e le sue mamme

Non posso visitare vostra figlia, ma ho pregato a lungo per voi”. Una pediatra in Michigan ha rifiutato di prendere in cura una bimba di sei giorni.

Leggo questa notizia sull’Huffington Post e non ci credo.
O meglio ci credo ma una parte del mio cervello si rifiuta di crederci, così procedo con la lettura.

A motivare la scelta della dottoressa il fatto che la piccola fosse figlia di una coppia di madri lesbiche.
Jami e Krista Contreras aspettavano la dottoressa Vesna Roi, incontrata qualche tempo prima durante un appuntamento prenatale, per far visitare loro figlia Bay.
Ma ad accoglierli presso la clinica Roseville è stato invece un altro medico, che ha comunicato alle madri che la dottoressa non si sarebbe più occupata della piccola perché “pregava per loro e non era in grado di prendersi cura di Bay”.
“Ero completamente sbalordita”, ha detto Krista, madre biologica della bambina, “ho guardato il dottore e ho chiesto:‘abbiamo sentito bene?”. “È stato umiliante”, ha aggiunto la moglie Jami, “Siamo genitori da poco e stiamo solo cercando di proteggere nostra figlia. Conosciamo le difficoltà che saremo costrette ad affrontare in questo mondo, ma eravamo impreparate a trovarcele di fronte in un ospedale, dove eravamo giunti per far curare una bambina di appena sei giorni”.

La consulenza della dottoressa Roy era stata consigliata loro dalla levatrice.ù Al primo appuntamento il medico non sapeva che avrebbe dovuto trattare con una coppia gay e sul momento non aveva manifestato alcun segno di disappunto. “Eravamo rimaste molto soddisfatte dopo la prima visita”, ha detto Krista, “La dottoressa si era mostrata gentile e disponibile. Non sembrava in difficoltà a trattare con noi”.
La dottoressa ha scritto una lettera di scuse alla coppia nella quale ha motivato le ragioni della sua scelta: “Dopo aver a lungo pregato per voi, dopo la visita prenatale, ho capito che non sarei stata in grado di sviluppare un adeguato rapporto medico paziente, come faccio di solito”. E ancora: “Io credo che Dio ci dia il libero arbitrio e non giudicherei mai nessuno in base alle proprie scelte. Anche in questo caso sono molto dispiaciuta per le reazioni di rabbia e dispiacere che si sono generate in seguito alla mia decisione. Mi auguro accettiate le mie scuse”.
In America la sua scelta non è considerata illegale. In 22 Stati è vietato ai medici discriminare i pazienti in base al proprio orientamento sessuale, ma non in Michigan.
La coppia sa bene che la decisione della dottoressa non è giuridicamente attaccabile, ma ha deciso comunque di rendere nota la propria storia, per denunciarla ai media: “Vogliamo che le persone sappiano che questo è quanto può accadere a una famiglia. Discriminare un bambino è semplicemente sbagliato”.

Purtroppo è così, l’America che si vanta di essere un paese libero dove tutti i diritti dovrebbero essere garantiti a chiunque (usiamo il condizionale, perché come mi ha spiegato mia sorella che vive negli States ed è medico, è il tempo verbale corretto) permette a una pediatra di rifiutarsi di curare una bambina solo perché figlia di due donne, di una coppia omosessuale.

In Europa non sarebbe stato possibile perché l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea riconosce il diritto di non essere vittima di discriminazione, inclusa qualsiasi forma di discriminazione fondata sul sesso, l’orientamento sessuale, la razza o l’origine etnica e la religione o le convinzioni personali.
L’articolo 35 garantisce il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche allecondizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali.
(qui il link, se volete saperne di più) 

In America non esiste questo genere di tutela e purtroppo medici come Vesna Roi se ne fregano anche del Giuramento di Ippocrate che dice fra le altre cose:
-giuro di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; 
-giuro di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
-giuro di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona non utilizzerò mai le mie conoscenze.

Giuro, là dove giurare significa promettere di fare ciò che si è stabilito sempre e comunque, persino in punto di morte.
Rifiutando di curare questa bambina Vesna Roi è venuta meno a tutti e tre i punti sopra citati, perché se non c’era un altro pediatra la piccola Bay avrebbe anche potuto rischiare la vita.

Io aggiungerei anche che è venuta meno al secondo articolo della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo che dice:
ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

Le parole di Jami sono tristemente vere, Bay è già stata discriminata, “rea” di essere figlia di due donne che si amano e che hanno desiderato diventare genitori (come succede a quasi tutte le persone in questo mondo).
Sono indignato e incazzato, mi chiedo se è questo il mondo che sognava chi ha scritto la Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo.

Forse, come dice Jean Paul Malfatti, siamo arrivati a questo punto: amore, il più potente antidoto contro l'odio e il rifiuto dell'altro. Ciò nonostante, purtroppo, si è dimostrato quasi sempre inefficace nel caso di pazienti cronici affetti da omofobia, razzismo, sessismo e altre malattie del genere.

Vesna Roi, omofoba e seguace della Chiesa Born Again Christians


24 commenti:

franco battaglia ha detto...

Bè - tanto per riallacciarmi al titolo del post -, non che se una crede in Dio, viene automaticamente esentata dall'essere una gran cogliona...

cristiana2011 ha detto...

Chi ha scritto la Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo era senza dubbio in buona fede,
Sapeva anche che molti si sarebbero chiamati fuori con scuse meschine, dettate dai loro meschini cervelli.
Cr istiana.

Giovy ha detto...

Se questa notizia è veritiera ( a volte i mass media esagerano) è di una gravità inaudita!
Ciao Xavier, un abbraccio.

Zio Scriba ha detto...

Io mi sarei stupito molto di più (anzi, non avrei proprio creduto alla notizia!) se la dottoressa fosse stata Atea o Agnostica. Se pensi che da noi uno psicologo può apertamente dichiarare che i non eterosessuali sono malati di mente senza venire radiato dall'albo...
Forse la vera malattia è proprio la religione...

Un abbraccio!

Fiorella ha detto...

Scusami Xavier, solo due parole...schifosa bigotta!
Non scrivo altro perché, andrei monologo fuori dal consentito.
Un abbraccio caro.

maris ha detto...

E' semplicemente assurdo. Un medico che viene meno al giuramento di Ippocrate non è un vero medico. E non è neppure una persona degna di alcuna stima, al di là della professione.
La discriminazione va condannata. Sempre!

Un abbraccio, Xavi.

Claudia♥ ha detto...

Ciao Xavier!
Qui rimango davvero senza parole,ho solo parolacce...
Abbraccione

Mariella ha detto...

Mi viene sono una parola per definirla.

RobbyRoby ha detto...

questa dottoressa si è comportata malissimo. Una persona va curata senza fare differenze. Certe persone proprio non le capisco.

Old man ha detto...

E' una triste storia, ma devo dire mi scandalizza molto meno di altre. Anche perché, almeno ufficialmente, il motivo per cui la dottoressa ha "declinato" di diventare la pediatra della bambina non è nota, e lei stessa ammette di aver sbagliato nel non comunicare direttamente alle mamme la sua decisione, invece di farle indirizzare ad un sostituto.

D'altronde, da genitore, mai affiderei un figlio ad un medico che non si sente " in grado di sviluppare un adeguato rapporto medico paziente", e se c'è questo pericolo preferirei saperlo piuttosto che ignorarlo.

Non sto dicendo che il comportamento della dottoressa sia da ammirare, sia chiaro!

quelladella- Lola ha detto...

La brutalità umana è ancora dura a morire, e forse morirà soltanto con la scomparsa della razza umana, ahimé. Un medico è una figura professionale, e dovrebbe lasciare da parte religione, credo, omofobia, razzismo, per occuparsi soltanto dei propri pazienti...

Xavier Queer ha detto...

Il virus della coglionaggine non risparmia neppure i seguaci di God!

Xavier Queer ha detto...

E molti continueranno a chiamarsi fuori.

Xavier Queer ha detto...

Purtroppo la notizia è vera!
ricambio l'abbraccio :-)

Xavier Queer ha detto...

Ormai comincio a non stupirmi più di niente... Hai ragione la religione è davvero una terribile malattia!
Ti abbraccio :-)

Xavier Queer ha detto...

In due parole hai detto tutto!
Ricambio l'abbraccio

Xavier Queer ha detto...

È assurdo ma in Michigan è permesso.
Ti abbraccio, un baciotto ai monelli :-)

Xavier Queer ha detto...

Ti capisco!
Abbraccio :-)

Xavier Queer ha detto...

Solo una parola? Puoi osare di più.

Xavier Queer ha detto...

Neppure io le capisco.

Xavier Queer ha detto...

Ho capito il tuo pensiero, neppure io vorrei per medico una persona incapace di sviluppare un rapporto col paziente, perchè sarebbe deleterio.
Il motivo per cui non ha voluto visitare la neonata è molto semplice: il suo credo le vieta di curare persone omosessuali e la neonata in questione è figlia di due donne, ma non è tutto, in Michigan un medico può rifiutarsi di visitare e curare un paziente se non vuole, può discriminarlo tranquillamente anche senza un particolare motivo. Solo in 22 Stati è vietato rifutare le cure a un paziente... 22 su 50 è davvero poco.

Xavier Queer ha detto...

Hai detto bene, DOVREBBE!

Mariella ha detto...

Una che ne dà il quadro completo. Fidati ;)

Jean-Paul Malfatti ha detto...

Fino a quando ci saranno genitori, educatori, docenti, leader religiosi, credenti, medici e politici omofobi, razzisti o semplicemente bigotti, ci saranno discriminazioni, pregiudizi e altre imbecillità del genere.

Perché? Perché i pregiudizi ed i preconcetti sono figli dell'ignoranza e nipoti della stupidità, dunque, sono mostri che crescono e si ingigantiscono nella mente degli individui predisposti a queste malattie incurabili e difficilmente guaribili.

Jean-Paul Malfatti, scrittore e poeta (in erba) italo-americano.

http://tinyurl.com/JeanPaulMalfatti