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20/02/15

Amarsi oltre la morte!


Chi ha mai sentito parlare di Walter ed Emanuel?
Penso che questi nomi non dicano niente alla maggior parte degli italioti ma per Queer per sociale e per molte altre persone fra cui la giornalista Nina Palmieri (che fa parte del programma Le Iene) dicono molto.
La loro storia mi ha colpito particolarmente perché come sapete sto combattendo contro una leucemia dove le cure non riescono a fare molto.
Prima di raccontare la storia di Walter ed Emanuel lascio la parola a Nina:

Più o meno due settimane fa sono piombata nella vita di due fidanzati, Walter ed Emanuel, insieme da 13 anni. Tutto è cominciato da questa mail:
Sono Walter e sono ricoverato ad Aviano per un linfoma che mi sta separando dal mio compagno…Non abbiamo tutele se non il cuore enorme di mio papà… Se la malattia e voi me ne date il coraggio, vorrei far capire che amore è amore, assistenza è assistenza, diritto è diritto e una lacrima è una lacrima.”


24 ore dopo ero da loro. Quando sono tornata a casa, dopo due giorni pienissimi di tutte le emozioni che vi possono venire in mente ho scritto questo:
“Faccio un lavoro stupido e bellissimo. Faccio un lavoro che si prende tutto di me, che mi ruba il tempo, che mi fa dire parolacce e piangere e ridere come "si deve".
Faccio un lavoro che oggi mi ha portato da Walter e dai suoi due uomini, Emanuel, il suo compagno e Piero, il suo incredibile eppure normalissimo papà. Faccio un lavoro che ha regalato a Walter un sorriso che spero duri ancora per molto, nonostante la cattiveria della vita che con lui è stata proprio stronzissima. Faccio un lavoro che stasera mi mette a letto con la testa piena di pensieri "pensierosi" e il cuore che vorrebbe nascondersi e godersi questo tumulto. Forza Walter. Non sai quanto mi hai fatto sentire fortunata.”
Neanche 10 giorni dopo il nostro incontro Walter se ne è andato.
Ho fatto in tempo a volergli bene, ad appassionarmi a lui, a sentire mie le sue preoccupazioni.
Stasera la storia di Walter e della sua famiglia potrete vederla aLe Iene. E io vi consiglio di seguirla con attenzione perché il problema di questo ragazzo era ed è il problema di tanti: il suo messaggio è un messaggio che riguarda molti di voi, voi che vi amate ma magari non siete sposati… E riguarda anche me. Walter vi parlerà di libertà e di rispetto dei diritti di TUTTI, a prescindere dalla propria sessualità. Viviamo in un paese dove spesso questo concetto si schianta contro muri di ignoranza e di egoismo, alimentati da dogmi e leggi che non vogliono vedere, guardare alla realtà. Per fortuna però, si stanno aprendo dei varchi.
A cominciare dal “contratto di convivenza” che tutela e riconosce dei diritti fondamentali alle coppie di fatto cioè a tutte quelle coppie composte da PERSONE (donna/uomo, donna/donna, uomo/uomo) che convivono e che si sono scelte per la vita, ma che non hanno la possibilità di “unirsi in matrimonio”.
Il contratto, di cui stranamente quasi nessuno parla, si fa dal notaio: non è la legge, non si sostituisce alla legge, ma è un primo, piccolo, importante passo.
Walter non ha fatto in tempo a “contrattualizzare” il suo amore, ma ha comunque trovato una soluzione per tutelare il futuro di Emanuel: si è dovuto ingegnare -e sarebbe bello non doverlo fare soprattutto quando si sta lottando contro una malattia e magari si hanno pochi giorni di vita- ma ce l’ha fatta. La sua e la nostra speranza è che presto, molto presto, si possa contare su una legge per far rispettare le proprie volontà, per vivere e, perché no, “morire tranquilli” .
Ieri al funerale di Walter il suo papà, Piero, ha detto a me e ad Alessandro, mio collega e amico: “Grazie per averlo ascoltato: ci teneva tanto e gli avete regalato il suo ultimo sorriso. Per lui è stato il giorno più bello.”
Ciao Walter. Sono certa che il tuo messaggio arriverà forte e chiaro anche al cuore di chi non vuole vedere.
Nina
(Lezpop.it)

Tutto inizia il 6 febbraio, con una mail di Walter di cui il compagno Emanuel e il padre Piero non erano al corrente.
Nina prende il coraggio a due mani e decide di girare insieme alle Iene un servizio per raccontare l’amore che lega Walter ed Emanuel e per denunciare il fatto che l’Italia non riconosce nessun diritto alle coppie omosessuali.
Ecco come sono andate le cose.

Emanuel e Walter, fidanzati da 13 anni e conviventi da pochi anni nella casa di proprietà del papaà di Walter. Come tante famiglie italiane l’omosessualità di Walter ha creato silenzi e distanze con suo padre, ma purtroppo una brutta malattia li ha portati di fronte ad una sfida ben più grande ed incomprensibile: la morte di un figlio a poco più di 30 anni.
A Walter infatti è stato diagnosticato un brutto tumore e da allora la situazione è peggiorata tanto da dover iniziare a pensare a come tutelare l’uomo che lo ha accompagnato tutta la vita. Walter ha allora trovato il modo di garantire la proprietà della loro casa ad Emanuel e anche parte dei suoi averi. 
Questo solo grazie alla lungimiranza di papà Enzo che dopo le difficoltà e ritrosie iniziali, dopo aver perso una moglie una figlia e ora un figlio, ha deciso di aprire il suo cuori di fronte a quello che è un amore come gli altri.
(Lezpop.it)

Non è un problema solo di Walter, non è un problema solo degli omosessuali, ma è un problema che Walter ha raccontato al cuore appassionato della Palmieri quello di non poter essere assistito dal suo uomo nel momento in cui era in fin di vita.
La storia straziante e libera di Walter ed Emanuel ha dato lo spunto per parlare di unioni di fatto e dell’esistenza pressoché sconosciuta del “contratto di convivenza” che tutela e riconosce alcuni diritti fondamentali a chi si è scelto per la vita ma non vuole sposarsi. Il contratto di convivenza si sottoscrive dal notaio. Walter non ha fatto in tempo a “contrattualizzare” il suo amore ma è comunque riuscito a rendere eterno, anche in nome della legge, il suo sentimento che è sopravvissuto a tutto, anche a lui.
(melty.it)

Walter è morto, come sua madre e sua sorella prima di lui.
Nessun quotidiano italiano (eccezion fatta per il sito delle Iene, di Lezpop, di Queerblog.it, di Gayburg e Melty) ne ha parlato.
Sono rimasti Piero ed Emanuel, al quale la legge italiana non garantisce nulla ma papà Piero ha giurato al figlio morente che per lui Emanuel sarà come un secondo figlio e che non dovrà mai e poi mai lasciare la casa in cui hanno vissuto e anzi aveva consigliato a Walter il solo modo possibile per tutelare Emanuel in questo paese: includerlo nel testamento.
In mancanza di matrimonio, di pacs, di legal partnership, di qualsiasi altra tutela vi venga in mente, il testamento è uno dei due appigli che rimane a due persone omosessuali per tutelarsi: davvero molto poco.
L’altro appiglio esiste da un anno e non ne parla nessuno: è il contratto di convivenza.
Se volete saperne di più cliccate sul link che ho creato sopra oppure visitate il sito delle Iene.

E intanto le notizie che arrivano da Roma sono queste:
su richiesta del senatore Carlo Giovanardi, la Commissione Giustizia al Senato ha dedicato una sessione di lavoro all'ascolto delle argomentazioni sostenute dalle varie associazioni che si oppongono al riconoscimento delle unioni gay (alcune delle quale fondate solo pochi mesi fa ed aventi come unico obiettivo il contrasto della norma in discussione). L'audizione era inclusa nel dibattito riguardante la proposta di legge che dovrà regolamentare le unioni civili ed ha visto la partecipazione di realtà come il Moige, la Manif Pour Touis Italia e i Comitati Sì alla Famiglia.
C'è da chiedersi se ci sia una totale assenza di motivazioni o se ci sia un perverso piacere nel lanciarsi in offese gratuite, ma di certo durante quella seduta si è sentito di tutto fuorché una qualche osservazione degna di attenzione.
La dottoressa Dina Nerozzi (medico psichiatra del comitato Articolo 26) si è lanciata nel sostenere: «Va chiarito che cos'è "vincolo affettivo". Io ho affetto per il mio cane ma che significa?».
(te lo dico io cosa significa, che sei una troia con le piattole e che dai pure il resto)
Federica Bonomi (del comitato Di mamma ce n'è una sola) ha dichiarato che «Con questa logica non c'è ragione per non riconoscere unioni multiple o fra specie diverse» mentre ha preferito sostenere che l'utero in affitto rende la donna un contenitore, che non tutto ciò che è possibile è accettabile e che il ddl rischia di essere discriminatorio verso coppie sposate.
Ha anche precisato che la fede non c'entra dato che anche i laici concordano con lei (e che cazzo sono i laici? Sono credenti non praticanti!) ma l'importante è che non vengano tolte risorse alle famiglie per essere dati ad altri tipi di unione.
La Manif Pour Tous Italia ha puntato sul sostenere che il disegno di legge Cirinnà «è incostituzionale e che ogni bambino ha bisogno di una mamma e di un papà, e chiunque dica che la scienza ha dimostrato che non è vero dice una sciocchezza».
(piuttosto che avere genitori dell’associazione Manif Pour Tous avrei preferito essere abortito)
Non è chiaro se a sostegno di questa tesi abbiano portato lo screditatissimo studio Sullins, così come il riferimento alle adozioni pare volto a sostenere che un bambino che vive con due papà o due mamme non debba poter essere riconosciuto in modo da diventare orfano se succedesse qualcosa al genitore biologico (insomma, cattiveria vera e propria giocata sulla pelle dei minori e delle coppie omosessuali).
Il senatore Sergio lo Giudice e la senatrice Monica Cirinnà hanno abbandonato l'aula dopo l'inaccettabile paragone fra il partner di una coppia di fatto ed un cane.
La settimana prossima il testo Cirinnà sarà votato e avrà inizio la fase emendativa, probabilmente la più pericolosa dato che gli estremisti cattolici potrebbero tentare il tutto per tutto pur di affossare o stravolgere il testo.
(Gayburg.blogspot.it)

Che qualcuno vada adesso a dire a tutti i Walter ed Emanuel, a tutte le coppie omosessuali che hanno dovuto affrontare o stanno vivendo (come succede a me e Etienne, so che questo tumore mi ucciderà prima o poi, ne sono consapevole, è solo questione di tempo) il calvario di una malattia come il cancro che il loro amore non conta un cazzo, che è pari all’affetto verso un cane, che non devono avere diritti.
Forza, andate in ospedale e ditelo, ditelo mentre li guardate negli occhi respirando la puzza del disinfettante, vedendo le flebo, i medicinali, la morte e il dolore.
Ditelo mentre vomitano, perdono i capelli, non si reggono in piedi, ditelo quando la morfina non fa più effetto.

DITELO E VERGOGNATEVI, BASTARDI!

Intanto vi lascio il link del video di Nina, Walter, Emanuel e Piero.
Guardatelo fino in fondo e alla fine chiedetevi una cosa: vorreste che i vostri figli o le vostre figlie subissero questo stesso calvario?
Se la risposta è no allora fatevi un’altra domanda: perché volete questa sorte per i genitori dei figli omosessuali?
Se trovate una risposta scrivetela pure nei commenti.
E intanto pensate che Walter potrebbe essere vostro figlio.


27 commenti:

Melinda Santilli ha detto...

Xav ho condiviso subito il tuo post, anche sul mio blog.
Sai benissimo cosa penso di questo paese, penso che sia incivile, irrispettoso, disumano e omofobo.
Penso che come persona non mi sento rappresentata da chi dice che non devo avere diritti, che sono malata, che sono un abominio peccaminoso.
Penso che la dottoressa Nerozzi si sia sbagliata: io la vorrei una donna che mi amasse come i miei cani.
Non vorrei una troia come lei, invece.
Baci

ps: Cristo santo, se non batti la LEU... non farmi aggiungere niente. Ti voglio bene, fratellino virtuale.

S. ha detto...

xavier scriverò qualcosa anche sul mio blog e metterò il tuo post con tutti i link.
e ti abbraccio, augurandoVI che il vostro amore possa avere moltissimi anni ancora da viversi :)

Stella Paola ha detto...

Io l'ho visto il servizio e mi ha fatto tanto commuovere. Sia immaginare la sensazione che diceva di provare lui, di star aspettando ma non sapere cosa, sia immaginare la 'responsabilità' che si deve esser sentito gravare addosso; quella di lasciare un dolore così forte a chi resta. Una cosa indescrivibile, davvero. Fa riflettere e soprattutto fa pensare a come l'amore sia sempre amore, anche tra omosessuali ed è giusto si possa vivere liberamente e..fino alla fine.

Guard. del Faro ha detto...

Ciao Xavier,
capisco che la mia affermazione potrà sembrare sintetica e troppo banale, ma condivido ogni parola di questo importantissimo post.
Abbraccio.

Beatris ha detto...

Ho seguito la storia di Walter ed Emanuel in televisione, raccontato dalla brava e sensibile giornalista Nina Palmieri e sinceramente mi ha toccato il cuore, mi sono commossa dal tanto amore!
Il vero amore fa fare grandi cose!
Un abbraccio da Beatris

Fioredicollina ha detto...

Ho visto il servizio ieri sera a Le Iene , mi è piaciuto molto. Ciao.

Zio Scriba ha detto...

Quando penso che agli italioti sono bastate (e non gli pareva vero!!) le malefatte di quattro hooligans teppisti pezzi di merda del Feyenoord per mettersi a ragliare razzismi antinordici e per dire che "loro" lassù sono barbari e che la vera millenaria civiltà è la nostra stavo per svenire dalla rabbia. A noi italiani (mi ci metto anch'io!) la parola "civiltà" dovrebbe essere proibito pronunciarla e anche solo pensarla. Dovremmo solo vergognarci per l'omofobia che gronda merda su tutta la penisola, altro che sentirci superiori agli Olandesi per colpa di quattro bacate merde violente!.

Xavier Queer ha detto...

Deve far riflettere non piacere!
Ciao

Xavier Queer ha detto...

Mel ti ho scritto una mail, leggila.
La dottoressa Nerozzi è una psichiatra... io mi chiedo come possa aiutare chi ha problemi una come lei? Per quello che ha detto dovrebbe essere radiata dall'Albo degli psichiatri.
Bacio

Xavier Queer ha detto...

Grazie, dopo passo da te!

Xavier Queer ha detto...

Hai detto bene, l'amore è sempre amore...
Conosco bene la sensazione di star aspettando qualcosa senza sapere davvero cosa, e la responsabilità del dolore che si lascerà agli altri, come so bene che in Italia grazie a persone che pensano di essere superiori Etienne non potrebbe starmi vicino. L'Italia non è un paese civile!

Xavier Queer ha detto...

Grazie Nigel!
Ricambio l'abbraccio.

Xavier Queer ha detto...

Il vero amore fa grandi cose ma i diritti non sono per tutti, non in Italia!
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Ciao Zio, sono incazzato come un puma, è molto meglio meglio dare spazio a quattro coglioni che per una partita del cazzo hanno fatto quello che fanno sempre...
Civiltà? Il significato di questa non lo conosce quasi nessuno e tu sei tra i pochi che sa cosa significa quindi non metterti tra quelli che devono veramente vergognarsi. L'Italia è un paese strano, si premiamo premier ladri, disonesti, che fanno festini a base di droga e puttane, si da spazio a chi incita all'odio, si fanno trasmissioni dove se rispondi a domande idiote prendi tanti soldi. Questo è il paese dell'ipocrisia... Ma io chiedo: tolgo qualcosa a qualcuno amando una persona del mio stesso sesso? NO, ma è quello che invece vogliono far credere.
Ciao

°°valeria°° ha detto...

a volte una malattia può unire le persone, può creare un unione che va oltre i pregiudizi e gli schemi
ammiro molto questo papà un grande papà a qui va la mia stima
hai ragione Xavier...
un abbraccio da chi ha cambiato opinione sulle persone gay e che ha trovato un amico anche se virtuale, molto speciale
VAleria

Mariella ha detto...

Io mi vergogno di essere italiana. Nina la conosco da tempo. Ho seguito i suoi viaggi con interesse e stima. E' una giornalista coraggiosa ed intraprendente. Non si è mai lasciata condizionare da nessuno; ha iniziato in piccole realtà ed ora è arrivata ad un programma dove potrà continuare a parlare di tutto quello che la gente "comune" considera scomodo.
Ho letto il tuo post ragazzo bello e sono incazzata nera. Ma ne verremo mai fuori dalla melma dell'ipocrisia? Vorrei aver potuto stringere Walter ed Emanuel forte, quando erano insieme. Lo faccio ora con dolore.
Invece a te dico: dovesse volerci un po' di tempo ma torno in Francia. Fosse solo per abbracciarti e per abbracciarvi.
Tanto mi aspetti.

Saesa Canta ha detto...

Ciao Xavier, io adoro le iene!!
come sempre anche l'altra sera ho guardato la puntata ....quando hanno parlato della storia di Walter e Emanuel, mi sono commossa....una grande e bellissima storia di amore sincero, amore vero....Nina è stata grandiosa....è stata davvero un emozione grandissima vedere questo servizio....solo che la gente bigotta esiste ed è anche più stronza ( si puo' dire vero? ) di quanto si pensi....

ti abbraccio tesoro e spero con tutto il cuore che questo , come tante altre storie facciano aprire la mente a coloro che pensano che essere gay è una malattia da guarire...haimè!! come vorrei in questi casi, che nella loro famiglia cè ne fosse uno....e poi vorrei vedere cosa fanno!!

un abbraccione

Xavier Queer ha detto...

Io ricambio l'abbraccio con altrettanto affetto :-)
Grazie per le belle parole!

Xavier Queer ha detto...

No Mari, non devi vergognarti di essere italiana perchè fai parte di quegli italiani che hanno ancora degli ideali e che combattono contro le ingiustizie... Sei parte dell'Italia bella!
La storia di Emanuel e Walter può essere la storia di tutti noi ed è triste che in un paese che si definisce civile, che pretende di esportare la democrazia in paesi che ritiene "incivili" neghi i diritti a quei cittadini considerati meno di un cane, che invece la Costituzione (almeno sulla carta) garatisce a TUTTI INDISTINTAMENTE.

Facciamo così, se io ed Etienne arriveremo a sposarci tu sarai invitata quindi conserva l'abbraccio per quel giorno.

Ciao donnina dai tacchi a spillo :-)

Xavier Queer ha detto...

Ciao Sa, anche tu fai parte dell'Italia bella, sei una grande persona.
Un abbraccio a tutta la famiglia SA&SA!

ellie ha detto...

Quanto mi sento male a leggere certe dichiarazioni... la mentalità medioevale dilaga, il cattolicesimo regna ancora, ma forse non hanno ancora capito che è una religione, non un partito politico, e che possono credere in quel che vogliono (non sono assolutamente contro la fede in sè), ma non devono tentare di distruggere il prossimo (anzi, se ricordo bene le lezioni di catechismo dovrebbero amarlo a prescindere).
Non conoscevo assolutamente il contratto di convivenza, ma figurati se diffondono cose che possono dare un barlume di speranza, che portano sulla via della libertà e dell'uguaglianza...
Speriamo vincano I DIRITTI DELLE PERSONE.
Un abbraccio forte

Cavaliere oscuro del web ha detto...

In Italia i diritti e la dignità umana vengono calpestati ogni giorno, ma molti continuano a fare finta di niente.
Saluti a presto.

Mariella ha detto...

Forse avrei dovuto specificare italiana per quelli che dall'esterno ci vedono tutti sullo stesso piano. E quando sono all'estero un po' di più. Non potrò mai dimenticare una brutta discussione che ebbi a Londra con il maitre di Fortnum & Mason che voleva trattarci di merda perché gli "italiani" sono come il loro primo ministro, ai tempi Berlusconi. Se lo rimangio' nonostante il mio pessimo inglese. Tanto per fare un semplice esempio. E ti risparmio quello che avviene ogni volta che arriviamo a Parigi. Li' ci sentiamo degli appestati. Costretti dai pregiudizi a lottare anche per avere semplicemente una camera decente. E con questi "passi avanti" agli occhi del mondo la tua "Italia bella" retrocede sempre più. Una minoranza che lotta con una fatica ogni giorno maggiore. Ma non si arrende. Guarda al matrimonio ci vengo. Ma magari riesco ad abbracciarvi pure prima. Chissà ;) buona domenica ragazzo bello!

La lanterna dei sogni ha detto...

Molto commovente la storia di questa grande famiglia.
L'amore e diritti per tutti dovrebbero andare oltre questi stupidi pregiudizi.
Un abbraccio!

Fiorella ha detto...

La "nostra Italia", paese di poeti, santi e navigatori...e....di stronzi....scusa, ma, fino a quando questi "cattolici" o "pensatori" senza cervello, pensano che la "famiglia sana" sia costruita da un uomo ed una donna, che le coppie omosessuali siano di serie z, che non possono sposarsi, e se convivono, non hanno come una "normale" coppia, qualche diritto, cioe' adottare un bimbo, o avere nessun potere di condivisione, e parola, se il compagno ha una malattia, mi sembra che siamo un popolo di grandi ipocriti!
E di quelli che credono in Dio, si dovrebbero solo vergognarsi e nascondersi dietro il vestito talare dei preti.
Da una cattolica incazzata!
Un bacio, caro Xavier.

maris ha detto...

Ho potuto vedere solo ora con calma il video. Grazie Xavier per avermelo fatto conoscere, non seguo di solito Le iene e me lo sarei perso. E avrei perso un momento intenso di emozione e di riflessione.

Non so se davvero cambieranno le cose in questo nostro Paese, ma lo spero perchè nessuno dovrebbe vivere (e morire) sopportando il peso di una situazione come quella di Walter ed Emanuel...

E gente come quella dottoressa che citi dovrebbe solo andarsi a nascondere, è davveroassurdo che si possano fare affermazioni come la sua!

Un abbraccio, Xavi.

carolina verzeletti ha detto...

Vedi un vecchio anarchico tanti anni fa disse che se fra le persone non doveva esservi disuguaglianza a nessuno doveva essere dato il potere.
La storia invece dimostra come da sempre le persone hanno delegato "piccoli uomini dal grande ego" a prendersi cura di loro.Sono nate le leggi,sono nate le regole ma nulla di esse corrisponde mai davvero alla realtà umana,hai suoi bisogni,a quello che è amorevole e cura per davvero..Uomini come donne che non sono saggi illuminati ma come tutti sono pieni di conflitti,paure,debolezze...a cui è stato dato il potere di decidere cosa è giusto e sbagliato.Questo deve cambiare,non il circo dei partiti che si succedono di volta in volta,non le religioni ottuse e prigioniere del loro stesso potere.Gli uomini devono cambiare.
Sono certa che con il tempo le cose cambieranno,e dispiaciuta per chi debba superare ora questi momenti, sembra molto stupido,superficiale dire che però è grazie alla storia e all'esempio di queste persone che le cose cambieranno.Ma la strada la vedo davvero lungo.
Un saluto
Per questo parlarne è importante.