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19/01/15

Ancora una triste storia da raccontare!



"La vita è corta, è troppo corta per odiare gli altri, amate le altre persone, state vicino a chi ne ha bisogno, non abbandonate le persone, perche da un giorno all'altro potrebbero scomparire sotto i vostri occhi"

Questo è il messaggio di Federico, un ragazzo gay che convive con un grande dolore: la morte del compagno. Leggete la sua testimonianza!



Io, gay, ho perso il mio ragazzo

Un anno fa, il 25 aprile, uscii per la prima volta con un ragazzo che mi aveva presentato il mio migliore amico settimane prima. Fu uno dei giorni più belli della mia vita perché mi sentivo tranquillo, felice e compreso. Purtroppo sono una persona eccessivamente timida, introversa, ed allora ero ossessionato dai miei genitori, i quali mi spiavano con ogni mezzo e non approvavano molto che uscissi con dei ragazzi, tutto questo aggravato dalla mia paura di essere aggredito o picchiato per strada (nonostante viva in una città universitaria abbastanza moderna e aperta).

Per questo futile motivo non riuscivo a dimostrare il mio affetto al ragazzo che mi piaceva, non riuscivo a tenerlo per mano a stargli vicino in pubblico, solo raramente trovavo il coraggio di baciarlo per strada, andavamo sempre in un bellissimo parco, quasi sempre deserto, ma io provavo timore, vergogna e paura anche solo di tenerci per mano. Mi vergognavo ad uscire con lui quando erano presenti le sue amiche o i suoi amici, anche se loro erano felici di vedermi o addirittura curiosi. Ho fatto tantissime figure di merda e tantissime scenate, lui ci rimaneva male, ma la cosa che mi distruggeva era che lui mi perdonava sempre...

Siamo stati insieme tre mesi, nonostante le mie paranoie sono stati i mesi più belli e ricchi della mia vita, io cercavo di migliorarmi ma non ci riuscivo molto, ero molto legato a lui e lui mi voleva bene e comprendeva le mie paure, lui appariva così solare come se non gli interessassero le opinioni degli altri.

Ma scoprii presto che lui se la passava peggio di me, che la situazione nella sua casa non era delle migliori a causa del suo orientamento: anche se i suoi non lo hanno mai trattato male mi disse che non mi avrebbero mai voluto accettare, perché ero più grande di lui (di soli tre anni), ed anche perché ero un ragazzo. Mi confessò di essere depresso. Era molto misterioso, sempre arrabbiato, io non c'entravo nulla, ma sicuramente non ho migliorato le cose con la mia insicurezza.

Mi lasciò dopo tre mesi e mezzo di relazione e non voleva più parlarmi, era strano, con tutti. Sono stato male per lui per tutta l'estate e continuavo a cercarlo nonostante non volesse più parlare con me. Mi disperava l'idea che il tutto potesse essere colpa mia. Lo rividi un'ultima volta, in inverno, ma era scontroso un po' con tutti e si arrabbiava per nulla, come se fosse stato molto stressato. Non voleva parlare ed io avevo tanto bisogno di lui.

Quel pomeriggio il mio migliore amico mi telefonò e mi disse di restare calmo e di ascoltare quello che aveva da dire. Cercò di spiegarmi che il mio ex ragazzo si era impiccato il giorno prima e che ora si trovava in ospedale. Io non riuscivo a capire cosa avrei dovuto rispondere, neppure riuscii a pensare in quel momento, nella mia mente c'era solo il vuoto più totale, era come se il terreno mi fosse crollato sotto i piedi. Sono partito per l'ospedale, ci sono stato un pomeriggio, poi sono tornato a casa, pensai di tornarci ancora dopo pochi giorni ma fu troppo tardi.

La mattina del suo funerale ero troppo sconvolto e persi quel maledetto treno, non potei neppure salutarlo per un ultima volta. Ma qualche tempo più tardi realizzai che non avrei mai potuto reggere se ci fossi andato. Ero prosciugato, totalmente, in me non c'era un grammo di voglia di vivere. Solo due persone conoscono la mia esperienza: non i miei genitori, non i parenti o gli amici, neppure i suoi genitori sanno chi sono stato per lui... io sono stato il suo primo ragazzo e lui lo è stato per me: il suo ed il mio primo bacio e non sono riuscito a dirlo a nessuno.

All'inizio fu terribile, Le mie intere giornate ruotavano attorno a lui, non riuscivo a passare un minuto senza sentire il vuoto che aveva lasciato. Era la mia ombra che mi tormentava, avevo attacchi di panico continui, non mangiavo, non dormivo, non studiavo, non riuscivo più ad uscire.

Con il tempo sono riuscito a trasformare questa cosa in un dono: il dono di avere sempre vicina la persona che ho amato, a cui ho voluto tanto bene, tramite i ricordi e le emozioni. Visito continuamente i posti dove andavamo insieme, lo immagino vicino a me nella panchina del parco dove sedevamo sempre, vado spesso a trovarlo e sto ore a sedere parlando con lui di mille ricordi. Ora è diventata la mia luce, che mi segue ovunque vado, è la mia ispirazione, la mia ragione di vita. Prima quando sentivo parlare di episodi di omofobia avevo paura, terrore, vivevo nel silenzio, nell'imbarazzo, nella vergogna. Prima non sarei mai riuscito a reagire in alcun modo, adesso ho la forza di reagire, per qualsiasi cosa penso a lui, alla sua dolcezza e alla sua testardaggine, lui mi spingeva a reagire, e mi spinge a reagire e a lottare anche ora.

Infatti sto iniziando a parlare di me ad altre persone, amici, e mi sento sempre più libero; ma la mia esperienza la riesco a condividere con pochi perché molto seria e molto personale... scusate la lunghezza di questa mia lettera ma per me era importante condividerla con qualcuno. Grazie.

Vorrei aggiungere che quello che ho raccontato è strettamente personale e il mio scopo è quello di trasmettere la tolleranza verso le persone e non l'odio, non voglio una vendetta insensata, perchè il problema da risolvere è un altro, è l'odio tra gli abitanti di questo pianeta e non voglio che persone sconosciute vengano offese, perchè nè io nè gli altri sappiamo davvero come sono andate le cose. L'unica cosa certa è che in questo mondo esiste un confitto tra quello che siamo e quello che vogliono gli altri, il mio obbiettivo è far capire che se una persona è eterosessuale, omosessuale, bisessuale, transessuale, donna, mancina, nera o asiatica non va contro i diritti di nessun'altro e che voler cambiare la vita di qualcuno per farlo diventare un'altra persona, per motivi religiosi o nascondendosi dietro un'opinione è inutile e pericoloso e lede il diritto alla felicità, al benessere e alla vita stessa di un individuo.

La vita è corta, è troppo corta per odiare gli altri, amate le altre persone, state vicino a chi ne ha bisogno, non abbandonate le persone, perche da un giorno all'altro potrebbero scomparire sotto i vostri occhi.

9 commenti:

  1. Una storia che sembra non abbia speranza ma alla fine la riacciuffa.
    Ci vedo un messaggio molto molto più profondo e universale, al di là delle intolleranze... Ci vedo una storia sul coraggio, sul conoscere gli altri e se stessi, sulle situazioni della vita.

    Moz-

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  2. E' tutto vero quello che hai scritto. Ho perso una carissima persona da un giorno all'altro, l'anno nuovo è iniziato così.... Mio figlio è svenuto a casa di amici, io non sto bene, e tu come stai? Dobbiamo star vicino ai familiari, agli amici, a chi amiamo. Un grande abbraccio Xavier, buona settimana.

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  3. Storia (purtroppo vera) molto struggente Xavier!

    La non accettazione di quello che si è o, addirittura l'imposizione ad essere quello che non si è! (o meglio ancora "CHI") ...può essere tremendamente pericoloso o comunque dannoso!

    Un abbraccio.

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  4. Una lettera davvero toccante .. è sempre un dispiacere venire a sapere di certi avvenimenti.
    Tutto ciò che mi sento di dire è che mi dispiace .. Un abbraccio e a presto ... Dream Teller

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  5. Ho letto tutto e tutto d'un fiato.
    Federico ha ragione, la vita è corta, troppo per essere stupidi.
    Sono felice che abbia reagito in questo modo...che il suo amore sia ora la dua forza e la sua luce.
    Un abbraccio Federico a te ed al tuo dono !

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  6. cosa ho letto io caro Xavier...una bellissima storia d'amore
    non vedo diversità tra me e questo ragazzo, non vedo le diversità legate al omosessualità, ma vedo solo due persone che hanno vissuto insieme un magico momento d'amore
    non vedo diversità tra me e questo ragazzo, anche io vado al cimitero, mi soffermo sulla tomba e comincio a parlare a raccontare quello che mi è accaduto
    non vedo diversità tra me e questo ragazzo che parla di amare gli altri prima che il tempo sia troppo veloce da portarceli via
    siamo forse diversi io e questo ragazzo?
    forse agli occhi della gente si ma abbiamo gli stessi pensieri
    cia Xavier Valeria

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  7. Xavier, da persona omosessuale posso dirti che non capisco il motivo di tutto questo odio che alcuni individui hanno nei nostri confronti.
    È proprio vero che homo homini lupus.
    Sono d'accordo con il toccante messaggio di Federico: dobbiamo vivere, essere felici e camminare sempre a testa alta.
    A presto,
    Catone Recensore.

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  8. Si e' troppo corta, ma e' sempre troppo lunga per quelle persone che ancora non riescono a capire cosa e' l'amore. C'è troppa gente che ancora vede l'amore in un solo senso, l'amore e' amore, con tanti colori e visi.
    Profondamente colpita da questa lettera, da questo amore infinito, e finito per cause non dell'amore ma della non tolleranza, odio e stupidita' altrui.
    Ti abbraccio.

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  9. Storia toccante con un messaggio che porta tutti quanti ad una profonda riflessione!
    Un forte abbraccio da Beatris

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