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10/11/14

Il ballo della lavandaia

Il ballo della lavandaia è una delle più note filastrocche popolari per bambini, è un antico ballo pantomimico cantato di larga diffusione in Europa sin dal tardo Medioevo.
Citato già come “branle des lavandères” da Thoinot Arbeau nel sec. XV in Francia, questa canzone ha avuto una larga diffusione in tutto il continente dove viene anche detto anche ballo della lavandera o ballo del fazzoletto.
Esiste anche una diffusa trasformazione ludica come canto e gioco di bambini col nome di la bella lavanderina.


La canzone si ispira all’antico mestiere della lavandaia.
Prima dell’avvento della lavatrice, creata dalla Miele in America negli anni Venti del Novecento, fare il bucato era un’operazione faticosa, lunga e scomoda che richiedeva olio di gomito.
La lavandaia lavava i panni dei signori che potevano permettersi di noleggiare la lavatrice umana: la lavandaia lavava i panni nel torrente con qualsiasi tempo e temperatura, inginocchiata nell'erba.
Andava prima per famiglie a raccogliere i panni sporchi da lavare e poi si portava al torrente per iniziare la sua opera. Dopo aver finito di lavare, i panni venivano stesi sull'erba ad asciugare.
I ferri del mestiere erano la cenere del camino detta anche liscivia, l'acqua del torrente e tanta forza fisica per strofinare e sbattere sulle pietre del torrente i panni. Spesso era necessario far bollire la biancheria sporca ed a questo proposito venivano preparate le quadare dove venivano bolliti i capi più grandi e resistenti (lenzuola, tovaglie), in questo modo si otteneva la sterilizzazione del bucato e, sopratutto, l'eliminazione dei parassiti un tempo molto presenti nelle abitazioni a causa della scarsa igiene.


Nel 1897 fu costruito il primo lavatoio pubblico: si trattava di una costruzione coperta e le vasche permettevano alle donne di stare in piedi per lavare i panni.
Gli strumenti del mestiere erano tanti e tutti “nuovi”: il sapone solido a pezzi, la cenere di legna, la tavola per lavare, il colatoio, la conca.
Con i lavatoi pubblici, aumentò la mole di lavoro e con essa anche l'acqua si arricchì di microbi, diventando fonte di infezioni e di inquinamento.
Fu così che nacquero gli impianti di lavanderia meccanica, principalmente negli ospedali, in modo da cercare di limitare la diffusione di infezioni.

La bella lavanderina
che lava i fazzoletti
per i poveretti
della città.
Fai un salto.
Fanne un altro.
Fai la giravolta.
Falla un’altra volta.
Guarda in su.
Guarda in giù.
Dai un bacio a chi vuoi tu!

La bella lavanderina
che lava i fazzoletti
li mette ad asciugare
qua e là.
Fai un salto.
Fanne un altro.
Fai la riverenza.
Fai la penitenza.
Guarda in su.
Guarda in giù.
Dai un bacio a chi vuoi tu!

La bella lavanderina
che lava i fazzoletti
coglie un fiore
per il suo papà.
Fai un salto.
Fanne un altro.
Fai la giravolta.
Falla un’altra volta.
Guarda in su.
Guarda in giù.
Dai un bacio a chi vuoi tu!

4 commenti:

Melinda Santilli ha detto...

Ciao Xav, sei stato così bravo che ho deciso di condividere il tuo post che è una piccola perla di cultura. Ho visto una volta, durante una fiera, come si faceva il bucato un tempo e non invidio affatto tutte quelle povere ragazze che si sono ammalate di reumatismi e artriti per portare a casa il pane.
Meno male che poi è nata la lavatrice!
Un abbraccio

Zio Scriba ha detto...

Con questa filastrocca hai fatto riemergere un ricordo d'infanzia talmente remoto da farmi sentire addosso il peso degli anni, come se ne avessi, butto lì un numero, settecentonovanta... :-)
Ora chiudo gli occhi per provare a riprendermi, per riuscire a ricordare che a tutt'oggi io sono pur sempre... Corradino! :)
Un abbraccio.

MikiMoz ha detto...

Sai che amo molto i lavatoi pubblici??
Mi danno quel senso di un passato lontano ma ancora palpabile.

Moz-

carolina verzeletti ha detto...

A volte mi chiedo se non si stava meglio quando si stava peggio.