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17/09/14

The normal heart


Agli inizi del 1981, Ned Weeks, famoso scrittore di New York e dichiaratamente omosessuale, si reca a Fire Island Pines (Long Island), meta turistica gay, per festeggiare il compleanno dell'amico Craig Donner.
Alla festa a casa di Craig Donner sono presenti anche altri amici: Mickey Marcus e Bruce Niles, il quale ha cominciato ad uscire assieme a Craig negli ultimi mesi e che in passato aveva avuto un trascorso anche con Ned. Craig appare un ragazzo forte, sano e nel pieno della gioventù anche se, in due episodi, sembra che qualcosa lo stia lentamente consumando: in spiaggia collassa dopo una corsa e viene soccorso da Ned, Bruce e Mickey; mentre alla festa continua ripetutamente a tossire.
Tornato a New York, Ned, che durante il viaggio di ritorno aveva letto un articolo del New York Times riguardo ad "una particolare forma di cancro che aveva colpito 41 omosessuali", va a farsi visitare dalla dottoressa Emma Brookner, costretta sulla sedia a rotelle a seguito della poliomielite.
Nella sala d'attesa, Ned incontra Sanford, il quale presenta in volto le macchie del sarcoma di Kaposi. Visitato dalla Brookner, Ned non riscontra nessuno dei sintomi della malattia e intrattenendo un dialogo con la dottoressa, gli viene chiesto dalla stessa di utilizzare le sue conoscenze per sensibilizzare la comunità gay a prendere precauzioni.
La malattia infatti si sta rapidamente espandendo e la trasmissione sessuale, visto la promiscuità, li rende tutti facilmente esposti al contagio. I due si scontrano sul tema dei rapporti sessuali...
Assieme alla dottoressa Brookner, l'uomo visita alcuni pazienti, ormai allo stato terminale della malattia presso l'ospedale, rendendosi conto di quanto la gente abbia paura del contagio. È stata infatti isolata un'area solo per gli affetti da GRID: Gay-Related Immune Defiency, il nome che poi verrà mutato in AIDS.
Ned, all'università di Yale, guarda ballare coppie omosessuali di uomini e donne, finalmente liberi di esprimere la loro sessualità, cosa che quando lui era studente non aveva potuto fare. Mentre Tommy toglie varie tessere dal rolodex (tra cui quella di Bruce) e le mette nel cassetto, alcune frasi informano che il presidente Ronald Reagan fece un annuncio dichiarando il problema dell'AIDS una priorità per il governo solo nel 1985, dopo sei anni dall'esplosione della malattia.
I suoi sforzi non furono sufficienti e alla fine del 1986 le morti accertate ammontavano a 24.559. Dall'inizio dell'epidemia nel 1981, più di 36 milioni di persone sono morte di HIV/AIDS e più di 6.000 vengono infettate ogni giorno.
(dal web)


Ambientato durante i primi giorni dell'epidemia di AIDS, il film e' un racconto appassionato su Ned Weeks. Una commovente denuncia dell'ignoranza e della paura che portarono in tutto il mondo la piaga che oggi esiste.
Il film è ambientato negli anni Ottanta, quando la malattia ha iniziato a colpire pesantemente la comunita' gay di New York, citta' in cui vive il protagonista, lo scrittore/attivista Ned Weeks (incarnato da Mark Ruffalo). La Roberts invece si calera' nei panni di Emma Brookner, una dottoressa che è tra le prime a studiare attentamente quello che all'epoca veniva definito (in maniera discriminatoria) "il cancro dei gay".
Inoltre, nel cast anche Alec Baldwin,Matt Bomer e Jim Parsons.
A produrre, c'e' la Plan B di Brad Pitt.

Perché vedere The Normal Heart che andrà in onda su Sky Cinema Uno Italia (canale 301) il 22 settembre alle 21.10?
Perché no?
Non si può nel 2014 chiudere gli occhi su un problema che uccide o rovina la vita di tantissime persone in tutto il mondo.
Questo problema si chiama AIDS, colpisce indiscriminatamente persone eterosessuali e omosessuali di qualsiasi ceto sociale e paese, condizionando le loro esistenze per sempre.
Il film non solo ha un ottimo cast, ma è forte e colpisce dritto al cuore, racconta quello che è accaduto nel lontano 1981 e che si ripercuote tuttora sul nostro piccolo mondo.
Questa storia aiuta a capire meglio che cos’è l’AIDS, aiuta a non discriminare, tocca i cuori e le menti delle persone disposte ad ascoltare e imparare qualcosa.
Io l’ho già visto, perché esiste una versione sottotitolata, posso dirvi che è bellissimo e che alla fine vi ritroverete a piangere come è capitato a me (che sono un po’ di parte perché questo film mi riguarda da vicino).

Perciò scusate se stavolta faccio un po’ di propaganda stile Catone, ma anziché vedere i soliti noiosi programmi, guardate questo film.

Grazie nonna Bea 

18 commenti:

Cristiana Moro ha detto...

Lo guarderò con interesse.
Grazie della segnalazione!
Cristiana

Gianna Ferri ha detto...

Bisogna essere informati...grazie, Xavier.

Abbraccio.

Melinda Santilli ha detto...

Anche io ho trovato la versione sottotitolata ma stavolta faccio un piccolo sacrificio e aspetto di vederlo su Sky lunedì prossimo.
La storia raccontata in questo film non è solo l'intreccio di molte vite, ma come hai scritto tu è la Storia: una serie di avvenimenti che hanno portato a un mutamento radicale nel mondo e nella società.
Non so se hai letto le ultime stime della LILA ma nei paesi cosiddetti civili c'è un aumento dei casi di HIV e AIDS per sesso non protetto, per droga e a volte ancora per malasanità e i casi stanno aumentando fra gli eterosessuali (alla faccia di chi sosteneva che fossero gli omosessuali i responsabili di questa malattia) e in compenso esistono associazioni cretine che vanno dicendo che l'AIDS è una cospirazione governativa... si può essere più imbecilli?
Bacioni

Zio Scriba ha detto...

Grazie per la segnalazione, farò di tutto per riuscire a vederlo.
Quanto al ritardo nell'affrontare la malattia, credo sia proprio legato al fatto che sulle prime la si considerava "la peste degli omosessuali", e il mondo era pieno di porci che dicevano (o segretamente pensavano) "evviva, ben gli sta!". In un episodio del film Religiolus (un intelligente documentario antireligioso che a mia volta ti consiglio) si vede una giovane fanatica scrofetta innalzare un cartello con sopra scritto: "grazie dio per l'aids".
Credo che non se ne parli mai abbastanza, e non si dica mai abbastanza ai ragazzi di proteggersi.

Xavier Queer ha detto...

All'inizio questa malattia non aveva un nome ben preciso, addirittura non sapevano neppure come classificarla, succesivamente venne chiamata la "peste degli omosessuali" ma in realtà la prima contaminazione c'era stata proprio tra gli eterosessuali che facevano uso di droghe, si contaminavano scambiandosi siringhe oppure quando si prostituivano e avevano rapporti non protetti per raccimolare un pò di soldi, oppure quando andavano in ospedale a vendere il sangue (in America venivano pagati) che era infetto e quando se ne sono accorti era troppo tardi.
I gay furuno accusati di essere degli untori solo perchè in questo modo era molto più facile discriminarli socialmente e non solo.
Ma è niente è cambiato, chi è sieropositivo viene tutt'ora discriminato e io lo so bene, ci guardano sempre con quell'aria da "ti sta bene, te la sei cercata" ed evitano di istaurare qualsiasi tipo di rapporto. Anche a me è stato detto che sono stato punito da God, ma io ho risposto che God aveva altri cazzi di cui occuparsi che non punire me.
Putroppo non se ne parla abbastanza ma quello che mi spaventa maggiormente e che si stanno difondendo a macchia d'olio false informazioni che depistano i giovani che arrivano ad avere rapporti non protetti, perchè tanto gli andrà sempre bene, ma si sbagliano, devono capire che il preservativo è il loro "unico vero amico".
Grazie per la segnalazione del film, lo cercherò!

Xavier Queer ha detto...

Mel la diffusione di false informazioni c'è sempre stata ma quello che mi stupisce e la stupidità che dilaga tra i ragazzi della mia età che non ha limiti, rifiutano di informarsi, fanno sesso promiscuo senza protezione e non parliamo di alcune associazioni pro rincoglioniti o delle sentinelle in piedi convinti che la preghiera sia la panacea per tutto... meno preghiere e più informazione, che vengano messe nelle scuole macchinette per la distribuzione dei preservativi, che venga fatto un programma serio all'educazione sessuale, perchè invitare i giovani all'astinenza non serve a niente.
Baciotti

Xavier Queer ha detto...

Ma per essere informati bisogna che l'informazione non venga bloccata.
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Merita davvero.
un abbraccio

Beatris ha detto...

Un film interessante, da vedere e commentare!
Un forte abbraccio e buona serata da Beatris

BlondeGirl L ha detto...

Grazie della segnalazione, vedo che mi sono persa alcuni post in questi giorni, ma mi rifarò ;)

Stella Paola ha detto...

Pienamente d'accordo con la spiegazione portata avanti da 'Zio Scriba', nel suo commento, per quanto riguarda l'aver ignorato inizialmente questa malattia.
L'ignoranza è una brutta, bruttissima bestia, che irrigidisce il mondo e lo fa indietreggiare pericolosamente. Il film dovrebbe aprire gli occhi a tanti, spero.

Un abbraccio :)

Mariella ha detto...

Hai fatto benissimo a segnalarlo.
Io non ho potuto vederlo al cinema. Ma lo farò da casa.
Continuiamo a parlare di Aids.
Grazie.

MikiMoz ha detto...

Non lo vedrò per motivi tecnici, ma lo cercherò perché mi interessano molto gli anni '80 anche in questi frangenti negativi.

Moz-

Xavier Queer ha detto...

Grazie Beatris, un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

I post non scappano, non preoccuparti!

Xavier Queer ha detto...

Purtroppo l'ignoranza è l'inizio di tutti i mali del mondo, pensa che sarebbe bastata subito una campagna sanitaria fatta come si doveva per arginare la malattia ed evitare tante morti.
Ho scoperto che anche in Italia ci sono stati casi di AIDS a metà degli anni 80 quando ancora non era conosciuto a causa della negligenza degli allora ministri della Sanità, Poggiolini e De Lorenzo.
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Non è uscito al cinema, il film è stato fatto per la televisione, ecco perchè non hai potuto vederlo.
E continuiamo a parlare di AIDS!
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Su youtube esiste coi sottotitoli in spagnolo.
Miao!!!