Followers

22/09/14

L'incommensurabile e l'immenso...
il tempo!!!

Penso che sul tempo si sia detto e scritto di tutto, ma oggi voglio scrivere anche io su questo argomento.
Perché?
Perché un mio amico mi ha scritto in una mail “non mi piacciono i cambiamenti, penso che quando uno invecchia vuole la sua propria vita”.
Cosa significa esattamente volere la sua propria vita e quando uno invecchia?

Seneca scriveva: in tre fasi si divide la vita; ciò che fu, ciò che è, ciò che sarà.
Di queste, quella che viviamo è breve, quella che vivremo è dubbia, quella che vivemmo è sicura.
Questa infatti è quella sulla quale la fortuna ha perduto ogni suo diritto e che non può essere ridotta all'arbitrio di nessuno.

Sant’Agostino invece sosteneva che il tempo non esiste, è solo una dimensione dell'anima.
Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro.

Shakespeare diceva che il tempo è un tiranno.

Isaac Newton pensava al tempo come ad un fiume che scorre ovunque con la stessa portata.

Einstein cambiò questa visione unificando spazio e tempo in un’unica entità in quattro dimensioni, ma anch’egli fallì nel tentativo di contrastare la visione del tempo come unità di misura delle trasformazioni del mondo che ci circonda. 

Carlo Borelli e John Barbour, professori di Fisica, sostengono che a  livello fondamentale il tempo non c’è, non esiste.

Chi ha ragione, chi torto?
Io sono del parere che il tempo è un’invenzione degli esseri umani per dare una misura a quello che fanno: secondi, minuti, ore, giorni servono per dare l’illusione di un ordine preciso delle cose che accadono e che facciamo.
Un po’ come i numeri in matematica, servono per non esprimerci come dei selvaggi con versi gutturali (grazie nonna Bea, se non c’eri tu col cavolo che potevo usare questo esempio!) e cercare di stabilire delle quantità.
Ma il tempo nelle nostre vite che funzione ha, ci rende più autentici?
Ammetto di non avere mai pensato a un me stesso vecchio, anzi non penso mai al futuro a lungo termine perché per me il futuro non esiste, così come non esiste nemmeno il tempo passato.
Io sono ciò che faccio in questo momento, quello che sono ora non era lo stesso Xavier di un minuto fa e non sarà lo stesso Xavier del prossimo minuto.

Cosa mi rende autentico, allora?
Il tempo no di certo, per quel che ne so potrei anche morire domani mattina o fra dieci minuti quindi il tempo non mi sembra una buona cosa su cui fare affidamento.
Quello che mi rende autentico sono i miei pensieri, le mie azioni, me stesso.
Certo, sono sempre in cambiamento ma è questo che mi fa sentire vivo, che determina la misura in cui esisto.
Perciò, pensando alle parole che il mio amico ha scritto nella mail che mi ha spedito, mi sono sentito un po’ triste per lui.
Ho pensato: accidenti, ma lui si sentirà vivo solo quando avrà 90 anni?
Cosa accadrà, si alzerà dal letto e dirà: ehi, ma io non ho vissuto in passato perché non ero vecchio, ora che sono vecchio devo riavere la mia vita?!
Che vita grama e triste avrà avuto.

E un astronomo disse:
Maestro Parlaci del Tempo.
E lui rispose:
vorreste misurare il tempo,
l'incommensurabile e l'immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento
e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni.
Del tempo vorreste fare un fiume
per sostate presso la sua riva e
vederlo fluire.

Ma l'eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo
e sa che l'oggi non è che il ricordo di ieri,
e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione
dimora quieto entro i confini di quel primo attimo
in cui le stelle furono disseminate nello spazio.

Chi di voi non sente
che la sua forza d'amore è sconfinata?
E chi non sente che questo autentico amore,
benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere,
e non passa da pensiero d'amore a pensiero d'amore,
né da atto d'amore ad atto d'amore?
E non è forse il tempo, così come l'amore, indiviso e immoto?

Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni,
fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,
e che il presente abbracci il passato con il ricordo,
e il futuro con l'attesa.
Kahlil Gibran





13 commenti:

Zio Scriba ha detto...

Mi viene da affrontare l'argomento su due piani diversi: il tempo assoluto in senso fisico e/o filosofico, che probabilmente non esiste, ed è solo un ingannevole figlio dello spazio e del movimento; e il tempo concreto (qualunque cosa esso sia o non sia) delle nostre vite, che è sicuramente diventato la più grande e rara ricchezza, e la più desiderata fonte di libertà (o schiavitù) che si possa immaginare... Mostrami un miliardario senza tempo libero e ti mostrerò un miserabile poveraccio...

Ciao! :)

MikiMoz ha detto...

La coerenza, anche nei cambiamenti, è la cosa che ci rende autentici.
Buon autunno!! :)

Moz-

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Bisogna vivere ogni istante della nostra breve esistenza e senza fare troppi calcoli.
Saluti a presto

maris ha detto...

Xavier, un post molto bello e interessante per me perchè il tema del tempo mi ha sempre affascinato.
Vorrei riuscire a scriverti il mio pensiero a riguardo, ma non è semplice esprimermi a parole, mi ci vorrebbe più calma e tempo (!!) di quelli di cui dispongo in questo periodo. E infatti avrai notato che qui da te ma anche altrove sto commentando poco, mi dispiace.
Però ci tenevo a dirti qualcosa almeno: io sono purtroppo una persona che vive molto, troppo ancorata al passato, devo confessarlo. Per me il futuro è difficile da immaginare e il presente a volte è difficile da vivere o comunque ha per me un valore che riesco a quantificare solo se lo rapporto al passato.
Non so perchè mi succede....ma è così.
Non è una cosa molto allegra, ti assicuro. Ma è più forte di me. Al contrario di ciò che forse può sembrare io sono una persona estremamente malinconica e anche un bel pò pessimista di fondo, irrazionalmente. Poi faccio leva sulla razionalità che comunque posseggo e cerco di affrontare la vita e il presente meglio possibile, perchè è giusto così.
E' una faccenda complicata, mi sono un pò incartata mi sa, scusa :-)
Ciò che hai scritto tu: "Quello che mi rende autentico sono i miei pensieri, le mie azioni, me stesso", mi piace.
Ti abbraccio, ciao.

Guard. del Faro ha detto...

Ciao Xavier,
le riflessioni sul tempo che hai ripreso sono molto interessanti, le tue personali davvero rimarchevoli, come sempre del resto.
Credo però che con la frase: " Non mi piacciono i cambiamenti, penso che quando uno invecchia vuole la sua propria vita” il tuo amico si riferisca alla diminuita elasticità mentale che contraddistingue le persone anziane, scarsamente inclini alle novità e, soprattutto, poco disposte a "mettersi in gioco".
Spesso tali soggetti sono assaliti da timori ingiustificati ed apatia, che li spinge a coltivare soltanto il proprio orticello.
Un abbraccio.

Melinda Santilli ha detto...

Ciao Xav, mi dispiace tanto per il tuo amico perchè non ha capito che la vita si spreca continuando a pensare solo al futuro e a quello che potrà essere: se solo, come diceva Orazione, cogliesse l'attimo allora vivrebbe meglio la sua vita e non agognerebbe la vecchiaia!
Il mio pensiero sul tempo?
Il tempo non c'è, è un flusso mentale che la nostra mente crea per cercare di dare un ordine alle cose, ma in realtà esiste solo il presente.
Bacioni

°°valeria°° ha detto...

caro Xavier, mi piace molto aver letto le tue riflessioni sulla vita e sul tempo, penso che sei un grande uomo
io invece sono una debole Xavier porto nei miei ricordi di tutti i giorni il passato, lo vivo con malinconia, rendendo invivibile il mio presente, ma non penso mai al futuro perchè lo temo
non so vivere le mie giornate senza programmare qualcosa
ma alla fine della mia giornata spero di essere in pace con me stessa
buona giornata Valeria

BlondeGirl L ha detto...

Credo nei cambiamenti non come stravolgimento ma come evoluzioni.

Brucerei ogni singolo orologio su questa terra, ogni singolo luogo comune delle tappe e del tempo che passa.
Io mi sento viva da due anni, prima non ho mai vissuto.

Bel post ^^

Vincenzo Iacoponi ha detto...

Al tempo non ho pensato e non penso mai, casomai quando devo prendere un treno o un aereo, ma quello è solamente orario, battito di minuti, scandire di secondi, di ore e poi si capisce anche di giorni, e facendo una proiezione lineare anche di anni. Dicono che ne siano passati più di ottanta dal giorno in cui mi hanno estirpato a viva forza dall'utero di mia madre. E allora? Vuol forse dire che non ho fatto niente in tutto questo tempo, perché io mi ritrovo a non far niente mentre gli altri sembrano fare qualche cosa, qualsiasi cosa, tante cose e si affaticano perché "non hanno più tanto tempo" dicono. E io allora? Io penso -ammesso che stia pensando in questo lasso di...tempo- che il tempo sia una continua imbonitura che ci creiamo per nostra comodità. Il futuro esiste e come, è quello che mi sta continuamente davanti da mane a sera. Che poi io riesca a sfruttarlo o meno sono cavoli miei, ma il mio futuro è sempre là davanti e siccome nessuno sa quando finirà il mio futuro io dico che è inalterabilmente intatto davanti a me. Il passato prossimo me lo ricordo: questa mattina ho riassettato la mia stanza. Mancava un sacco di roba. Il passato remoto non credo che sia mai esistito perché me ne ricordo poco assai. Il presente vuoi sapere? Non ce la faccio a parlartene perché è sempre via velocissimo, come adesso. Penso che io non abbia proprio il presente, è quello che mi manca, per questo sono così incazzato.
Ciao Xavier, bacioni.

Stefyp. ha detto...

Bello e affascinante questo tuo argomento sul tempo ...io credo che il tempo davvero non esista ,ma è solo una definizione che usa l'uomo per dare una spiegazione a quello che accade attorno a lui. Vivere nell'attesa del futuro, fa perdere di vista il presente....invece è proprio l'attimo presente quello che conta, del resto non abbiamo nessuna certezza..... Un abbraccione a te, Stefania

Beatris ha detto...

Cogli l'attimo...
Un abbraccio e buona giornata da Beatris

pinkg ha detto...

Ciao Xav! Un post...icino come sempre strabordante di spunti di riflessione!
Interessante la tesi secondo la quale il tempo è un'invenzione dell'uomo...eppure...eppure...
Eppure mi chiedo: se sapessi per certo di vivere per i prossimi 200 anni cambierebbe la visione della mia vita? Mi rispondo e il tempo diventa tangibile quanto la mia vita.
Un abbraccio <3

silvia ha detto...

Il mio rapporto con il tempo?
Credo di essere sempre alla ricerca del mio tempo perduto :)
Come maris stellina.
Penso che i momenti più felici sono quelli in cui perdi la cognizione del tempo.
Da piccola giocando fino all'imbrunire
Da giovinetta passando ore in cortile dopo cena a fantasticare di ragazzi
Da mamma a guardare i figli piccoli mentre dormono o mentre giocano sul tappeto