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24/08/14

L'attore

Vivi come un fantasma
tra corpi in carne e ossa,
le ferite della vita
ti hanno consumato:
sei diventato attore
per amore di chi
ti raccontava storie;
hai vissuto innumerevoli  vite,
ma nessuna ti ha reso felice.

Come un attore consumato
reciti a soggetto,
non ricordi più il copione
e la platea applaude,
quando si chiude il sipario
come una marionetta rotta
ti lasci cadere a terra
chiedendoti se
il senso  della vita
sia racchiuso
in un applauso.

Ti guardi allo specchio
e non ti riconosci:
chi è mai l'uomo che hai di fronte?
Siete così diversi tu e il tuo riflesso.

Mentre una sigaretta
brucia postumi ricordi,
aspetti l’illusione
che ti sveglierà all’alba.
(Xavier 2014)

Immagine dal web

25 commenti:

maris ha detto...

Caro Xavier, quanta amarezza in questi tuoi versi.... Ma sono molto veri, amaramente veri, appunto.
Indossare una maschera o comunque recitare una parte che alla fine non sentiamo mai veramente nostra capita a tutti nella vita, credo. Ma c'è che resta intrappolato in questo "ruolo" magari cucitogli addosso da altri e finisce, proprio come tu scrivi, per non riconoscere il proprio riflesso nello specchio.

Niente penso sia più triste del non riuscire ad essere se stessi, semplicemente.

Ciao, giovane poeta.

Cristiana Moro ha detto...

Ciò che più mi colpisce in te è la poliedricità ; tu spazi, letteralmente.
Bentornato!
Cristiana

Guard. del Faro ha detto...

Versi spontanei, sentiti, molto probabilmente autobiografici, che trattano l'antico e sofferto tema del rapporto tra uomo e maschera.
Sorprende che un autore così giovane sia in grado di riflessioni tanto mature.
Davvero una bella prova...complimenti!

Fioredicollina ha detto...

Bentornato! ! Bella qst poesia ...chi più chi meno siamo attori della ns vita .mi piace molto il tuo scritto.
il gioco libro riprende a settembre :-)
A presto carissimo

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Versi di grande riflessione.
Serena giornata.

Claudia ha detto...

Bentornato Xavier!!
A volte indossiamo maschere per apparire agli occhi degli altri come piace a loro, solo chi ci conosce profondamente legge nei nostri occhi come realmente siamo, nonostante l'impegno messo per risultare differenti
La poesia è una meraviglia indescrivibile
Ti abbraccio forte

Gianna Ferri ha detto...

Amara riflessione...

Ti abbraccio, Xavier.

Anna Maria ha detto...

A ben pensarci siamo tutti attori su un palcoscenico che si chiama vita. C'è chi raggiunge la quasi perfezione di recitazione e chi no...Chissà chi sono i migliori fra le due categorie? Io preferisco i secondi...
♥♥♥

Mariella ha detto...

Xavier.
I tuoi versi mi sono sembrati così tristi. E tu cosi spossato. Dagli eventi, dalla malattia, dalla stessa vita. Se ti avessi vicino ti abbraccerei forte.
Lo faccio anche da qui.
Bacio.

Pino ha detto...

Una introspezione così analitica, lucida e ferma dà cenno di profonda maturità (o sconforto?). È però certamente sinonimo di obiettività esistenziale. Quante volte bisogna recitare, a volte anche con sé stessi, ma (purtroppo) non lo si fa sempre per un applauso. E sono sicuro Xavier che tu non te lo chieda nemmeno se il senso della vita sia racchiuso in un applauso...ne conosci già la risposta.

Un abbraccio ...e lascia scivolare la "stanchezza"...se ti è possibile.
Ciao Xavier.

Xavier Queer ha detto...

Grazie Fiore!

Xavier Queer ha detto...

Grazie!

Xavier Queer ha detto...

C'è molto su cui riflettere!
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Dipende dal copione che si segue...
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

A volte le maschere si indossano solo per proteggersi!
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Grazie Cri!
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Alcune volte indossare una maschera diventa necessario per nascondere il dolore.
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Ciao Nigel, è vero l'attore sono io, io indosso la maschera per non lasciar trasparire la sofferenza e la paura!
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Ciao Mari, sono molto stanco anche perchè il buio invece di dissiparsi diventa sempre più scuro. Tra poco dovrò affrontare una situazione davvero spiacevole per me, un incubo che avrei evitato volentieri.
Grazie dell'abbbraccio, ricambio!
Baci baci

Xavier Queer ha detto...

Ciao Pino, ormai non mi chiedo più niente, ultimamente sono demotivato e stanco non fisicamente, ma mentalmente. Questa vita mi sta togliendo tutto... (so che non dovrei lamentarmi perchè c'è chi sta peggio) ma vorrei vedere almeno una volta l'arcobaleno nel mio cielo.
Ricambio l'abbraccio!

adriana ha detto...

è vero la maschera si porta anche per dolore, la sto portando in questi giorni per non far vedere la pena a chi nè deve sopportare tanta (mio fratello), è un dolore che la debba portare tu, ma io spero che presto tu possa vedere l'arcobaleno nel tuo cielo, un grande grande abbraccio tvb

Seddy ha detto...

Ciao Xavier, bentornato!
Che piacevole lettura, è meraviglioso poter leggere versi pieni di autentica sensibilità.
Mascherare porta inevitabilmente a soffrire di più, per chi si conosce bene dentro, il proprio riflesso non è essenziale, può addirittura passare inosservato.
Complimenti, bravissimo!
Un abbraccio, a presto

maris ha detto...

Lo so, Xavier. Il fatto che sia triste non riuscire (o non potere) essere se stessi fino in fondo, indossando una maschera, non significa che a volte ciò sia necessario.
Ma resta una cosa molto triste.
Ho letto in una tua risposta più giù che tra poco dovrai fare qualcosa che hai definito "incubo".....mi dispiace tantissimo, sono lontana e non ci conosciamo dipresona, ma ti assicuro che col pensiero ti abbraccio forte!

Stella Paola ha detto...

Magnifica la metafora. La amo e vedo la scena, perché in fondo tutti hanno, tutta la vita o per poco tempo, recitato una parte che non era la propria.
Tutti hanno una maschera (chi per difendersi, chi perché non ha di meglio da mostrare, chi la indossa solo perché gliel'hanno imposta gli altri...), ma quando si gira la chiave, quando sei di fronte allo specchio...se lì non ti riconosci, se lì non cade la maschera..c'è da rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro.

Lascia la maschera, avrai un viso bellissimo.

Bentornato Xavier, bene le vacanze?
Ps. Assolutamente l'immagine che hai adesso sul blog è la mia preferita tra tutte *.*

pinkg ha detto...

Ciao Xavier, la tua poesia e straordinaria, bellissima, amara come il fiele e delicata come una farfalla nera! Ti conosco da poco, non so molto di te e di cosa prosciuga la tua energia (che a me sembra tuttavia esserci tutta e tanta nei tuoi post). Non posso disegnare l'arcobaleno che tu vorresti ma posso regalarti un premio: quando vuoi ti aspetta qui:
http://pinkgok.blogspot.it/2014/08/tempo-di-imparare_28.html
Un abbraccio <3