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04/07/14

C'è un sipario che s'alza c'è un sipario che cala...

grazie a nonna Bea per l’aiuto
Non posso dire di conoscere tutta la carriera di Giorgio Faletti , sono troppo giovane.
L’ho scoperto attraverso alcuni testi di canzoni che aveva scritto per Angelo Branduardi, testi che ho trovato molto interessanti, non banali e anche poetici.
Poi l’ho incontrato ancora nel film Cemento Armato, una parte decisamente difficile la sua, dove interpretava un mafioso spietato e in una sua intervista commentava una scena in particolare del film, quella dove lui e il suo tirapiedi dovevano violentare la giovane cameriera di un ristorante.
Come lessi su quel giornale, si era sentito decisamente una merda e aveva pianto mentre giravano quella scena, perciò aveva dovuto replicarla più volte perché nella sua mente era inaccettabile un’azione del genere e chiese scusa anche all’attrice Carolina Crescentini.
Mi colpì tantissimo quel commento, in quelle parole c’era tutta la sua essenza di persona e di artista e da lì ho iniziato a cercare di conoscerlo meglio, anche attraverso i suoi libri...
Ma poi, come ho letto stamattina, la morte ha deciso di portarlo vie, crudele come sempre.
Buon viaggio Giorgio!

C'è un sipario che s'alza c'è un sipario che cala
si consuma la corda e la tela
se per noi vecchi attori e per voi vecchie attrici
i ricordi si fan cicatrici
non è il senno di poi che ci aiuta a correggere
con il tempo ogni errore che nel tempo si fa
mentre ancora chi guarda nel silenzio allibito
già sussurra l'artista è impazzito.
Come i gatti di notte sotto stelle sbiadite
crede forse di aver sette vite
quando invece col dito indicare la luna
vuole dir non averne nessuna.
C'è una sedia da sempre nella fila davanti
riservata per noi commedianti
perché mai la fortuna ch'è distratta e furtiva
ha avvertito la sera che arriva.
Nella cinta se mai altri buchi da stringere
e allargare un sorriso se è così che si fa
con la luce che scende col sipario che cala
si consuma la corda e la tela.
Si divide d'un tratto da chi ha solo assistito
chi indicava la luna col dito
e ogni volta lo sciocco che di vite ne ha una
guarda il dito e non guarda la luna
guarda il dito e non guarda la luna.



7 commenti:

  1. Ci mancherà, caro Xavier...

    Grande personalità.

    Ti abbraccio.

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  2. Mi associo a te, caro Xavier, Giorgio ora ci sorride da lassù.
    Un abbraccio
    sinforosa

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  3. Non sapevo di quello che era successo mentre girava Cemento armato...
    Buon viaggio Giorgio!

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  4. Ho seguito la sua carriera dagli esordi e mi è sempre piaciuto sia come autore, comico, attore e scrittore (ho scoperto che dipingeva anche ...mica male) e mi dispiace molto.
    un abbraccio

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  5. A me è piaciuto fin dagli esordi, con quel suo schach quasi banale, stupido, ma a me faceva ridere un sacco, con il materasso in ...non ricordo più precisamente quale fosse la trasmissione... credo fosse drive in! Poi quasi stupito e incredulo, lessi io uccido...stupendo! ...e quasi non mi ricordavo più di quel Giorgio Faletti che entrava in scena con un materasso...
    Ciao Giorgio!

    Una buona serata Xavier.

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  6. Ciao Xavier, sono rimasta molto colpita dall'aneddoto che hai riportato sulla scena della violenza che Faletti si è sentito male a girare. Come tu dici ciò dimostra che persona era.
    Avevo già in animo di leggere i suoi libri, ho rimandato troppo però...adesso lo farò con un velo di tristezza sul cuore :(

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  7. Ho sentito la notizia ieri e mi è dispiaciuto tanto. Faletti è stato anche scrittore, sceneggiatore, pittore, comico, sceneggiatore....Tutto in un'unica grande persona, sensibile come chi ama veramente l'arte.

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