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23/06/14

Le fatiche di un giovane diplomando

Mentre attendo il voto del mio Bac (parte seconda, così finalmente potrò andare alla Grand Ecole!) ho pensato bene di condividere con voi la mia tesi che ho discusso (cioè le mie mani hanno discusso) qualche giorno fa con la commissione esterna.
Non posso riportarvela per intero perché è comunque un documento soggetto a tutta una serie di noiose normative, però posso farvi un riassunto che dividerò in due post, sperando che possa essere interessante.
Ecco quindi la prima parte della mia tesi!

Il tema è il complotto.
Il complotto è, per definizione, una congiura, un intrigo, una cospirazione ai danni di qualcuno o di qualcosa.
Uno dei complotti più famosi nella storia della filosofia è quello indetto dal governo della città di Atene contro il filosofo Socrate.
Chi era Socrate?
Socrate era un filosofo, passato alla storia per avere rivoluzionato il modo di fare filosofia e fra le altre cose anche per la teoria della maieutica, per la famosa sentenza so di non sapere e per il suo amore con Alcibiade (noto generale ateniese) che per secoli è stato confutato dai critici cristiani che cercarono di cancellare ogni traccia di questa unione dai documenti di Platone, il discepolo di Socrate che per primo raccontò nelle sue opere della vita del maestro in quanto Socrate non ha mai lasciato documenti scritti.
Nel 399 a. C. Socrate deve affrontare un difficile processo, a seguito dell’accusa di empietà presentata contro di lui da alcuni suoi concittadini.
L’accusa di empietà era molto pericolosa perché, non corrispondendo a un preciso reato definito dalle leggi ateniesi, era rimessa alla definizione e al riconoscimento da parte dei giudici popolari, tra i quali c’erano persone che ammiravano e rispettavano Socrate ma anche e soprattutto persone che non lo sopportavano per il suo modo molto diretto di denunciare le ingiustizie sociali e per il desiderio di affidare il governo della città a una classe aristocratica piuttosto che a un manipolo di inesperti cittadini.
L’accusa era articolata in tre punti:
-Socrate non crede alle divinità della tradizione;
-Socrate cerca di introdurre in Atene nuove divinità;
-Socrate corrompe i giovani.
In un processo chi presentava una denuncia del genere si assumeva anche il compito di proporre ai giudici, nella denuncia stessa, la pena e gli accusatori di Socrate proponevano per lui la morte.
Il processo è una battaglia fra Socrate e Meleto, la voce dell’accusa, più volte il filosofo smonta le accuse dimostrandone l’assurdità ma alla fine ecco che scatta il complotto: al momento di votare i membri del tribunale devono scrivere se Socrate deve vivere o morire su degli ostrakon (pezzi di vaso di terracotta), al primo spoglio i voti sono contro la morte di Socrate ma quando Meleto si riunisce con gli altri avvocati del tribunale per ricontrollare gli ostrakon, ecco che la condanna viene sancita.
Improvvisamente tutti i voti sono a sfavore di Socrate, che deve morire e come racconta Platone nella sua opera Fedone lo fa in modo coraggioso, bevendo la cicuta e incoraggiando i suoi allievi a non abbandonare mai la strada della libertà.

Un’altra morte celebre su cui non è ancora stata fatta luce riguarda un faro della letteratura francese, un autore che trovo ancora molto attuale: Emile Zola.
Zola è autore di molti libri come Il paradiso delle signore o Dietro la facciata, è un intellettuale molto attivo nel panorama francese a cavallo fra Ottocento e Novecento ed è molto interessato alle vicende sociali e politiche del suo paese.
Quando la mattina del 29 settembre del 1902 venne trovato morto asfissiato nella sua camera da letto dall’ossido di carbonio, un'inchiesta ufficiale svolta sbrigativamente accreditò la tesi dell'incidente provocato dal cattivo funzionamento del camino della stanza.
Quella spiegazione venne accettata da tutti: dalla moglie scampata alla morte, dai figli e dagli amici, che volevano evitare nuovi scandali e polemiche.
Con il passare degli anni tuttavia questa ipotesi è apparsa sempre meno convincente ed stata rimessa in discussione, al punto che oggi non ci crede quasi più nessuno.
In compenso, sono in molti a pensare a un atto criminoso, legato alle violente polemiche suscitate dall'affaire Dreyfus.
Chi era Dreyfus?
La drammatica vicenda del capitano d'artiglieria dell'esercito francese, Alfred Dreyfus, ebbe inizio nel 1894, con la scoperta di un biglietto anonimo e non datato (bordereau) in cui un ufficiale di stato maggiore francese comunicava a M. von Schwartzkoppen, addetto militare dell'ambasciata tedesca di Parigi, un elenco di documenti da inviare, relativi all'organizzazione militare francese.
L'elenco era stato trovato, in mille pezzi, dentro il cestino della carta straccia da Marie Bastian, una donna delle pulizie in servizio presso l'ambasciata tedesca che in realtà era un’agente del controspionaggio francese.
La donna fece pervenire il biglietto al maggiore H.J. Henry e il 13 ottobre 1894 fu arrestato il trentacinquenne Dreyfus. Sembrava una comune vicenda di spionaggio ma in realtà la vicenda sarebbe durata dodici lunghi anni per tre motivi: Dreyfus era ebreo, di sinistra e soprattutto omosessuale (ci mancava che fosse pure di colore e aveva fatto l’en plein, piccola considerazione personale), tre cose che il governo di destra, antisemita e omofobo di allora non poteva assolutamente tollerare.
Una svolta improvvisa per la destra fu causata dal pamphlet J'accuse di Emile Zola. 
Fu la sfrontatezza del processo a spingerlo nella decisione d'inviare il 13 gennaio 1898 a L'Aurore (il giornale di Clemenceau) una lettera aperta al Presidente della Repubblica, al fine di dimostrare l'innocenza di Dreyfus.
Il J'accuse rimase un pamphlet unico in tutta la letteratura del XIX secolo: non si era mai visto un coraggio del genere, l'affaire Dreyfus nasceva praticamente con quell'articolo.
Nello stesso giorno Jaurès, convintosi dell'innocenza di Dreyfus, aveva pronunciato in Parlamento un atto di accusa contro il governo. 
Sarà soltanto nel 1906 che Dreyfus verrà riconosciuto innocente e reintegrato nell’esercito.
Tornando a Zola, che oggi è considerato uno dei monumenti della letteratura francese, si fa fatica ad immaginare quanto egli fosse odiato dall'estrema destra.
Per gli ultrà del nazionalismo antisemita, lo scrittore era un vero e proprio bersaglio da abbattere. In quegli anni, ricevette centinaia di lettere minatorie piene d'insulti e un giorno davanti a casa sua fu persino sistemata una bomba artigianale.
Come disse il presidente Mitterand nel 2002: è indubbio che Zola sia stato assassinato. Mai, durante le ricostruzioni fatte per le indagini, sono state ricreate le condizioni nelle quali è morto lo scrittore.
Il fatto è che quelle condizioni erano cambiate. Il camino era stato volontariamente ostruito e poi riaperto.
La confessione d' Henri Buronfosse e le rivelazioni di Pierre Hacquin, sostengono con forza eccezionale l'ipotesi criminale che fa di Zola un membro della schiera dei martiri del Diritto e della Giustizia.

Per quanto riguarda la Storia, il complotto che ho scelto per la tesi è quello fra la mafia e lo Stato italiano, chiamato anche la trattativa.
Il tema è difficile da trattare perché su questa pagina nera della storia italiana che non si è ancora chiusa è stato steso un velo che nessuno vuole sollevare, un po’ per vigliaccheria e un po’ per comodo.
Per risalire alle origini di questo complotto bisogna fare un salto indietro nel tempo ai lontani anni Settanta, gli anni del terrorismo e della DC guidata da Giulio Andreotti.
Sono anni difficili, anni in cui lo Stato italiano si lega con un nodo scorsoio a persone come Totò Riina, Vito Ciancimino, i cugini Salvo, Tommaso Buscetta, Matteo Messina Denaro, Leoluca Bagarella, la famiglia Corleone, Gaetano Badalamenti...
La storia di trascina per vent’anni, portando morte e corruzione in Italia.
Sono tante, troppe le persone che perdono la vita per cercare di fermare questa trattativa, per scoprire la verità e fare giustizia, sono persone illustri e persone comuni, sono uomini e donne che non si fermano davanti a niente e nemmeno dopo la loro morte il ricordo scompare, anzi diventa un motivo in più per continuare la guerra contro la mafia.
La prima vittima risale addirittura al 1893 ed è Emanuele Notarbartolo, sindaco di Palermo “reo” di non volersi piegare alla politica dei boss locali, viene freddato con 27 colpi di pugnale sul tremo diretto a Termini Imerese e lo Stato italiano non gli renderà mai giustizia, nonostante tutti sapevano che si trattava di un omicidio politico e avessero anche i nomi dei mandanti.
Da qui un lunghissimo elenco di vittime, al punto che si è arrivato a chiamare quel periodo mattanza, fra cui è doveroso ricordare almeno le più note: Peppino Impastato, Pier Paolo Pasolini (il suo omicidio politico è in qualche modo legato anche al complotto Stato mafia), Aldo Moro, Giorgio Ambrosoli, Piersanti Mattarella, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro, Rocco Chinnici, Antonino Scopelliti, Giancarlo Siani, Rita Atria, Libero Grassi, Giovanni Falcone (e la sua scorta), Francesca Morvillo, Paolo Borsellino (e la sua scorta).
Quella che è oggetto dell’inchiesta giudiziaria più esplosiva della nostra storia repubblicana è un complotto che ha minato nelle sue fondamenta lo Stato democratico e che ha visto in questi anni una destrutturazione profonda della democrazia italiana e del suo modello sociale.
Non si può attribuire un diverso nome da quello di complotto dal momento che un pezzo rilevantissimo dello Stato italiano ha scelto di sacrificare la vita di tantissime persone per i suoi interessi e per quelli della mafia.
Il complotto deve essere svelato in ogni sua piega: bisogna sapere perché la trattativa fu avviata e perché come disse Totò Riina è riduttivo chiamarla trattativa: non c'è stato un accordo soltanto sul 41 bis. Cosa nostra e politica hanno un dialogo continuo, sono soci.

E così finisce la prima parte del mio riassunto, immaginate… a bientot!





24 commenti:

Melinda Santilli ha detto...

Per la miseria, tenendo conto che è solo un riassunto resto incantata dalla tua bravura.
L'idea del complotto non solo devia dalle solite cretinate che molti scelgono per le tesi liceali (che qui in Italia chiamano tesine, manco fosse roba da bambini dell'asilo deficienti) ma apre nuovi orizzonti che tu hai reso decisamente interessanti.
Spero tu abbia citato, oltre a Fedone, anche il Critone dove Platone racconta il processo a Socrate per filo e per segno mostrando a tutti il reale complotto.
E complimenti per l'approfondimento su Emile Zola che sta alla Francia un pò come Antinoo sta all'Italia: è vergognoso che i paesi dove queste persone sono vissute non conoscano niente di loro per mera ignoranza.
Ottimo anche l'approfondimento sulla mafia, scommetto che avrai scritto fiumi di pagine: hai anche approfondito la parte della camorra e della 'ndrangheta o hai scelto solo cosa nostra che già è un casino di per sè?
Bacissimi!!!

Guard. del Faro ha detto...

Pur non nutrendo dubbi sulla tua maturità, in generale, mi sorprende che, alla tua giovane età, abbia le idee così chiare sui fatti della storia remota e recente.
Attendo la seconda parte della tesi, perché sono curioso di sapere come hai collegato le restanti materie ;-)
Intanto, ti faccio i miei più vivi complimenti per il traguardo raggiunto.
A presto!

cristiana2011-2 ha detto...

Hai spaziato nella storia scegliendo tre emblematici esempi di complotto.
Aspetto il seguito.
Cristiana

Stella Paola ha detto...

Interessante...e come mai hai scelto di trattare proprio questo tema?

MikiMoz ha detto...

Insomma, caro gattaccio... hai portato un argomento niente male!
E lo hai fatto attraversando i secoli, davvero interessante.

Moz-

Xavier Queer ha detto...

Ciao Mel, gli approfondimenti sono stati molto corposi, l'argomento stesso non poteva restare superficiale e anch'io mi stupisco dell'ignoranza che dilaga su certi argomenti e personaggi (nemo profeta in patria). Per tutto il resto aspetta domani!
Bacio :)

Xavier Queer ha detto...

Le idee chiare uno se le fa approfondendo gli argomenti. Su questa tesi ho lavorato due anni, mi sono documentato in vari modi, ho consultato molti testi. Sono soddisfatto dei risultati ottenuti.
Grazie :) a domani con la seconda parte!

Xavier Queer ha detto...

Erano secondo me quelli più noti ma anche i più insabbiati, dove si è scritto e detto tutto e il contrario di tutto, volevo approfondire per giungere a una mia verità dei fatti. Domani il seguito :)
Abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Perchè è un argomento mai trattato in una tesi scolastica, perchè offriva e offre molti spunti di riflessione e diverse chiavi di lettura e non meno importante l'argomento mi intrigava molto.
A domani con la seconda parte :)

Xavier Queer ha detto...

Moz ultimamente i tuoi commenti sono molto stringati... puoi fare di meglio, osa Moz osa!!!
Miaoo

Cavaliere oscuro del web ha detto...

I miei complimenti per l'argomento trattato.
Saluti a presto.

Beatris ha detto...

I miei più sinceri complimenti, per la tua bravura, per la tua maturità, sei davvero un ragazzo in gamba!
Un forte abbraccio e auguri per tutto!
Beatris

sinforosa c ha detto...

Ma sei davvero bravissimo, complimenti. Non solo sai descrivere bene ma sai anche sintetizzare. Che dirti... 10 e lode.
Un abbraccio
sinforosa

Gianna Ferri ha detto...

Caro Xavier, io resto sempre affascinata dai tuoi post, così profondi e dettagliati.
Anch'io ti dissi una volta che per la tua giovane età sei particolarmente maturo ed enciclopedico.

Complimenti!

Anna-Marina ha detto...

Scusa se non mi sono fatta più sentire, ma non tutti i giorni sono "belli". Bel lavoro, grande impegno! Se questo è un riassunto (e della prima parte!) posso immaginare il testo al completo! Tanto per dire la mia: mi viene in mente "le idi di Marzo" di Manfredi...romanzo molto bello da leggere.

quid76 ha detto...

Bell'argomento, bravo.
Attendo prossimo post.
Abbracci

maria antonietta Sechi ha detto...

carissimo
ho letto e riletto la tua "sintesi tesina"
BRAVO, CORAGGIOSO e INFORMATISSIMO....soprattutto per aver affrontato la terza parte...MAFIA-POLITICA...le cui ragnatele ancora legano potere-economia
Affrontare il caso ..Socrate-omosessualità - ostrakon e l'affaire Drayfus-Zola dimostrano la tua voglia di conoscere la realtà attuale, quella del tuo presente scavando fino alle radici più nascoste, quelle marce, tuttora purulenti.
Ti invidio , hai potuto trattare argomenti che, ai miei tempi, si potevano discutere solo a bassa voce. Non a caso Socrate, Zola li ricordavo perfettamente e sono ,fin d'allora, d'accordo con te
Nel 1969 quando mi maturai decisi che avrei scelto da svolgere una tematica che non mi compromettesse. Proprio quell'anno avevo fatto un casino con un tema . Era l'anno che avevano "preso " il bandito sardo Mesina. Il prof. arrivò in classe con il giornale che ,a tutta pagina, "presa la belva umana"...Durante la sua latitanza aveva accettato d'esser intervistato da un giornalista-scrittore (attualmente mi sfugge il nome) Mesina raccontò tutta la sua storia, il giornalista bubblicò la biografia in un libro che io comprai e lessi di nascosto dei miei.
Mesina era un ragazzo intelligente e creativo , educato da una cultura sociale dove,spesso, le normative non coincidono con quelle legali. Io non volevo giustificare Mesina ma spiegare quali forti condizionamenti sociali avessero formato il giovane...da lì a chiamare un giovane di 24 anni "bestia"..dietro c'è tutta una serie di responsabilità che io sviscerai ad una,ad una.
15 giorni dopo il prof. entra in classe e consegna i compiti corretti. Il mio...10 x la forma e 2 x il contenuto.
commento: Si chiede che la sig.na Sechi sia richiamata dal preside alla presenza dei suoi genitori.
Ti giuro ,mi sentii morire, piansi di rabbia....non ti racconto le scuse umilianti...mi serviva il diploma...dovevo aspettare la maggiore età....me ne andai di casa...con il mio moroso. Attuale mio marito. Insieme da 42 anni. Con la nascita dei figli, dopo qualche anno, mi riappacificai con i miei genitori....non ci chiarimmo mai, però mia madre osservava il mio comportamento materno ...aperto, attento, disponibile, chiaro...con i miei figli. Tanto diverso dal suo e tanto aperto al perdono...l'ho assistita fino alla morte e così mio padre...scusami...mi hai riportata indietro nel tempo...un mondo di bene ,ti voglio, ...buon proseguimento cucciolo

Xavier Queer ha detto...

Grazie :)

Xavier Queer ha detto...

Grazie Beatris :)

Xavier Queer ha detto...

Mi hai promosso a pieni voti... Grazie :)
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Grazie Gianna :)

Xavier Queer ha detto...

Non preoccuparti, ti capisco. Ho letto il libro di Manfredi e anche li i complotti non mancavano.
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Grazie :)
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Grazie nonna bis per il tuo accurato e bel commento, sono contento di sapere che il post ti ha colpita!
Ho potuto scrivere di Zola e Socrate solo, triste a dirsi, perchè non frequento la scuola italiana: i miei professori francesi mi hanno molto incoraggiato dopo avergli esposto una bozza della tesi.
Ed è anche triste a dirsi che in Italia si conosce poco e niente degli argomenti di cui parlo, specie quello che riguarda il complotto Stato-mafia.
Ci tenevo a scrivere di questo argomento soprattutto per il lavoro che fa mio padre che si batte in prima linea contro la mafia a rischio della sua vita.
Leggere la tua storia mi ha colpito, tu sei come tante altre persone (mi vengono in mente, per esempio, Rita Atria, chi denuncia il pizzo, tutte quelle persone che non stanno zitte e non si fanno vincere dalla paura) che in un altro Stato verrebbero considerati eroi ma qui invece sono denigrati, umiliati e spesso devono vivere nascosti.
Trovo vergognoso il comportamento dei tuoi professori che invece di sostenerti ed elogiarti per il tuo coraggio ti hanno denigrata e mi dispiace che i tuoi genitori non ti abbiano sostenuta.
Di storie come la tua questo paese ne è pieno, purtroppo, se non cambiano atteggiamento il paese non potrà mai cambiare.
Ricambio tutto il bene che mi vuoi, un abbraccio!