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30/05/14

Ma io non vivo su quel ramo del lago di Como!

Vi ricordate la discussione nata sul libro della Mazzucco? Se non ve la ricordate è ora di prendere qualcosa che aiuti la memoria (personalmente vi consiglio di mangiare tanto pesce azzurro).
Commentando un post di Moz avevo scritto che i libri come i Promessi Sposi sono un tantino triassici e anacronistici e li avrei mandati in pensione.
Moz invece non li avrebbe mandati in pensione ma gli avrebbe tenuti affiancandogli dei testi più attuali (meno sumeri), così ho provato a comparare dei libri... non garantisco il risultato anche perchè sono abbastanza rincoglionito da una settimana di test e potrei aver scritto un mare di cazzate... mi direte!

Prima cerchiamo di capire cosa è letteratura e cosa no.
Per farlo riprendo la risposta che la mia amica Melinda, che si è prestata volentieri a fare l’opinionista sul mio blog, ha lasciato in un commento:
cosa distingue la letteratura dalla non letteratura?
Tantissime cose, primo fra tutti il tempo che passa: più passa il tempo e più tutti i testi, anche i più brutti, entrano iure de facto a far parte del mitico mondo della letteratura e quello che un tempo faceva gridare a Cicerone “Oh tempora! Oh mores” oggi fa dire “un vero capolavoro della cultura”.
D'altra parte, come insegna Andy Warhol, tutto è arte e si lasci a chi ha tempo da perdere in sterili critiche la voglia di criticare.




Cosa quindi è degno di essere letto in una scuola e cosa no?
Basta la datazione di un libro, basta il nome dell’autore, basta che non abbia determinate scene?
E quali sono queste determinate scene, scene di sesso?
Beh, cattobigottini miei, allora censurate tutto e quando dico tutto intendo tutto: ogni libro, canzone, pubblicità, film, serie, immagine, opera d’arte e discorso che alluda in qualche modo al sesso.
Che vi resta?
Aria fritta.
Come disse il mitico Brian Kinney in Queer as Folk (se non lo conoscete perdete punti) a due bigotti che volevano censurare una pubblicità dove compariva un ragazzo nel pieno vigore... nel pieno vigore del suo turgore (la parola giusta sarebbe erezione): che vi piaccia o no signori, mettetevi bene in testa che la sola cosa che ha sempre fatto e sempre farà girare il mondo è una sola, il sesso.
Non ditemi che non è così altrimenti vi cresce il naso lungo come quello di Pinocchio.

Così ho pensato di comparare tre testi, un classico e due casi letterari contemporanei, per far capire cosa davvero colpisce e interessa il mondo di noi ragazzi oggi.

I libri che confronto sono:
-I promessi sposi di Alessandro Manzoni
-3 metri sopra il cielo di Federico Moccia (di questo testo non mi assumo nessuna responsabilità, nuoce gravemente alla salute)
-Noi siamo infinito di Stephen Chbosky.

Analizziamo un po’ le trame:

I promessi sposi: Renzo e Lucia sono due ragazzi del vicinissimo 1600 che vivono da qualche parte sul Lago di Como e lavorano in filanda.
Don Rodrigo, il figaccione di turno, desidera Lucia ma lei gli dice no perché preferisce sposare Renzo povero in canna e anche un po’ scemo.
Così don Rodrigo scatena l’inferno, i due giovani scappano e dopo una serie di vicissitudini degne di una soap opera dove interviene persino la Peste alla fine si sposano.
Niente baci, niente sesso, tanta Provvidenza, miracoli on the road, rivolte per il pane, redenzioni dell’ultimo minuto.
Classico esempio di gioventù contemporanea.



3 metri sopra il cielo: sullo sfondo di una frenetica vita di clan, di banda, Step e Babi si incontrano.
Babi è un’ottima studentessa, Step (Stefano) è un violento, un picchiatore, uno che passa i pomeriggi in piazza davanti al bar con gli amici o in palestra e la sera sulla moto o nella bisca dove si gioca a biliardo e l'unico neurone disponibile si è suicidato.
Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. 
Babi sembra irriconoscibile agli occhi dei genitori, Step rivela aspetti che ben poco collimano con la sua immagine da superduro.
E in effetti muscoli, palestra e violenza nascondono un trauma, un nodo irrisolto che getta un’ombra scura sulla vita familiare di Step e sulla tormentata love story con Babi.



Noi siamo infinito: intorno ai protagonisti Charlie, Patrick e Sam girano una miriade di personaggi vivi e non vivi che sono il ritratto di una società moderna, inquieta, in continuo cambiamento.
Ci si muove fra ricordi oscuri, un disperato bisogno di evolversi e autoaffermazione, la ricerca di se stessi fuori dalle convenzioni sociali e così si toccano temi molto forti: amicizia, sesso, amore, omofobia e omosessualità, abusi, lutto, suicidio...
(se volete saperne di più leggete questo post)



Ora prendete l’adolescente medio, uno della mia età o anche più giovane che non necessariamente deve essere un nerds alieno come me che ama lo studio, che ama leggere libri dalla mattina alla sera.
Prendete un ragazzo normale che ama divertirsi, beve, va in discoteca, fa sesso, fuma spinelli, studia per il minimo sindacale.
Secondo voi a scuola cosa potrebbe attirare la sua attenzione?
Un libro sumero ma tanto bello perché l’ha scritto il Manzoni (che due palle, io penso che sia meglio La colonna infame e come mi ha detto nonna Bea il trio Marchesini, Lopez e Solenghi ne hanno fatto una versione migliore… qualcuno sa chi sono?) o due libri che magari non sono perle della letteratura classica ma che si avvicinano in maniera esponenziale alla realtà dei ragazzi di questo nuovo millennio?

Ma come facciamo noi giovani a rispecchiarci in Lucia che a sedici anni non pensa ai ragazzi (tenendo conto che non è lesbica, oggi una ragazza così è anacronistica, anche se non fa sesso ci pensa, eccome se ci pensa!), che fa voto di castità (ma stiamo scherzando?! Se le mie compagne di classe l’hanno già data o non vedono l’ora di darla via perché secondo loro essere ancora vergini a 18 anni è da sfigate) e in Renzo che dovrebbe essere il ritratto dello studente medio etero?
Prima di tutto lo studente di oggi nelle mente ha una cosa sola: il triangolo rosa (a meno che non sia gay), in secondo luogo per dar sfogo al bicipite da Hulk avrebbe gonfiato di botte don Rodrigo perché non si pascola nei recinti degli altri e se Lucia non gliela da va a cercarne un’altra.
Il ragazzo di oggi vive di pane e ormoni, della filanda non gliene frega un cazzo.

E’ ovvio che ci ritroviamo di più in personaggi come Babi, Step, Patick, Sam, Charlie e tanti altri ragazzi come noi: tormentati, non ascoltati, alle prese con una società che esige troppo e basa tutto su falsi valori, non capiti e spesso giudicati male. Insomma, proprio come voi quando avevate la nostra età, più o meno quando ancora i dinosauri muovevano i primi passi e l'uomo moderno viveva sugli alberi e aveva la coda... dai i tempi di Peace adn Love, delle comuni, del 68, delle rivoluzioni studentesche... i tempi di nonna Bea.

Quindi tornando alla comparazione letteraria, cosa impedisce a un testo di essere letto?
Volete il Manzoni perché sia mai che la Provvidenza ci abbandoni?
Va bene, d’accordo, ma accostiamolo a qualche altro testo più vicino a noi perché noi ragazzi non siamo dei Renzo e Lucia, la cultura è ok ma deve essere on the road... al passo coi tempi!




19 commenti:

Mariella ha detto...

Xavier, voi pensate di essere diversi. Da come eravamo noi qualche generazione fa. Invece io mi sorprendo a pensare che non lo siamo affatto, così lontani. Ho sopportato a stento durante il Liceo,quel tomo immenso dei Promessi Sposi. Ma mi toccava leggerlo, dovevo farlo. Gli unici personaggi interessanti erano la Monaca di Monza e L'Innominato. Per dire. E anche noi ci sentivamo sbagliati, in un mondo troppo diverso da come eravamo, a sedici anni volevamo fare solo sesso, che già allora aveva la sua importanza. C'era droga, alcol e rock.
E il libro della nostra generazione era Cristiana F. Noi ragazzi dello Zoo di Berlino. Lo hai mai letto?
Ecco, a volte penso che le distanze siano davvero molto più corte di quello che pensiamo oggi.
Ti abbraccio.
PS1: non ho letto il romanzo ma il film "Noi siamo infinito" l'ho trovato davvero bello. E loro, bravissimi.
PS2: vedevo Queer as Folk qualche anno fa. E Brian me lo ricordo :-)

adriana ha detto...

Purtroppo ho letto (anzi studiato) solo il Manzoni (imparando anche a memoria ...Quel ramo del lago di Como...) e devo dire che l'ho trovato noiso, pesante e anacronistico già io...gli altri non li ho letti...non ho mai capito però perchè gli autori del Giurassico devono essere i tenutari della...Letteratura, in fondo il mondo, la vita si evolvono e così è giusto che si evolva anche l'idea della letteratura, non solo ma è anche giusto che gli argomenti siano più vicini al mondo odierno, al mondo che esiste adesso, ai bisogni e ai problemi odierni e poi vogliamo interesare le nuove giovinezze?
un abbraccio

Stella Paola ha detto...

E' ovvio che I Promessi Sposi siano molto meno associabili a noi ragazzi rispetto a qualsiasi altra opera moderna. Tuttavia, e spero il mio commento non sia frainteso, a scuola lo studente ci va per apprendere, per studiare le materie base.
Capisco perfettamente quello che dici tu; che NON va bene la censura ingiustificata, men che mai il bigottismo o la chiusura mentale, però a scuola obiettivamente non puoi mica proporre un'opera di Moccia al posto di Manzoni solo perché allo studente piace/interessa di più. (Se lo avessero fatto quando ero io alle superiori mi sarei alzata e me ne sarei andata proprio xD)
Allora, come ben dici, potrebbe essere accostata qualche opera un po' più moderna però sarei dubbiosa anche su quello. Siamo sicuri che integrare le due cose sia produttivo?Ossia, gli altri studenti sarebbero tutti entusiasti di dedicare il proprio tempo a 'due studi paralleli'?Non si corre il rischio di fare male entrambe le cose?
E' molto bello però, concludendo, il tuo interessamento alla cosa; la tua voglia di apprendere e far in modo che anche gli altri tuoi coetanei ne abbiano più piacere a farlo.
Un abbraccio :)

Melinda Santilli ha detto...

Ciao bello, da dove cominciare?
Allora, facciamo un'analisi del concetto medio di scuola: molti pensano che la scuola non sia una "scuola di vita" dove ragazzi e insegnanti crescono insieme traendo spunto dalla realtà che li circonda e usando i programmi di studio come un punto di partenza, purtroppo il 99% delle persone è convinto che la scuola sia un "generatore di tradizioni antiche", che i programmi così come sono siano un punto d'arrivo e soprattutto che il docente è qualcosa di sacro (come la mummia di Ramses II, per intenderci) che non deve mai e poi mettersi al livello dei ragazzi e soprattutto imparare qualcosa di nuovo.
C'è da stupirsi che questo pregiudizio, unito agli altri problemi che affliggono la scuola, non facciano progredire il concetto di scuola e insegnamento?
Ci sono molte più cose, più idee valide di quelle vecchie che ci vengono proposte e questo non significa far sparire la tradizione ma darle un peso diverso: si può tenere la tradizione nella scuola primaria (le elementari) e poi proseguire in modo da arrivare a studiare la nostra contemporaneità attraverso libri, con la Storia, i media...
E per fare questo bisogna cambiare tutto: strutture, docenti, testa delle persone.
Dici che ci riusciremo?
Bacioni!!!

Zio Scriba ha detto...

Be’, diciamo che ti sei salvato in corner dicendo che moccia nuoce gravemente alla salute… :)
In teoria sarei anch’io per de-manzonizzare, e più in generale per togliere un po’ di polvere e muffa dai nostri programmi ministeriali (anche se poi, che te ne fai di tutti quegli insegnanti pigri che non hanno mai affrontato altro?). Ma se al suo posto devi metterci la sciatta banalità della scrittura di moccia & company, mi tengo I promessi sposi tutta la vita (e non faccio certo parte di quei tromboni eruditozzi da due soldi secondo i quali “Letteratura” è quella cosa in cui si scrive “Egli” al posto di “Lui”). Il fatto è che partendo dai Promessi sposi (che sono comunque scritti “da dio”) puoi sempre poi evolvere verso temi più attuali e verso un linguaggio più moderno, ma di livello sempre elevato. (La noia per quel romanzo potrebbe ispirarti già sui banchi del liceo delle feroci, esilaranti, geniali parodie: Renzo e Lucia rivisitati da Zucker, Abrahms e Woody Allen… :D) Mentre partendo da 3 metri rasoterra puoi solo evolvere verso un rap di scorregge sincopate su cippicippi o uazzàpp… Se “i tempi” sono stupidi, banali, conformisti, modajoli, omologati, vacui, palestrati, tecnoglioniti, intrisi di una sessualità caricaturale tutta prestazionalità e niente erotismo, la cultura deve avere l’orgoglio di essere tutto TRANNE che (troppo) al passo coi tempi. Piuttosto anticiparne di nuovi, se non si vuol essere nostalgici dei vecchi, ma glissare sull’oggi stendendoci sopra un peto veloso! Come diceva Sciascia, l’Italiano è il ragionamento. Come dico io, il linguaggio è l’intelligenza. Se l’ora d’Italiano a scuola deve celebrarne il funerale, tanto varrebbe abolirla.

p.s. e poi, scusa, vabbè che oggi certi cominciano a scopare in culla, o nell'incubatrice, ma non è che al posto di Biologia ci puoi mettere youporn... :-))

Un abbraccio grandissimo!

quid76 ha detto...

Quanta saggezza!
Un abraccio e ciliegie.

MikiMoz ha detto...

Xavi, grazie per avermi citato.
Per inciso, hai anche parlato di un'opera davvero davvero bella, ossia il romanzo da cui hanno tratto lo stupendo film Noi siamo infinito (amo questi generi, dovresti leggere e vedere -in primis- Stand by me)

Torniamo a noi: ti dissi che non eliminerei Manzoni, ad esempio da un istituto Classico, perché appunto... classico. Diciamo che sono un tipo che a queste cose un po' ci tiene, forse più per forma che per sostanza. Ma ovviamente rivedrei completamente tutto il sistema.
Voglio dire: ricordo lezioni interminabili sui Promessi Sposi (è vero, il trio comico ne ha fatto una versione bellissima che ogni tanto puoi beccare sui canali Rai del Digitale^^), sembravano campate in aria, come a non voler sintetizzare qualcosa. Analizzare il testo, boh... secondo me bisognerebbe trovare un modo migliore e più veloce (e meno vetusto) di approcciarsi all'opera del Manzoni.
E ribadisco: poi affiancherei altro. Ecco, ad esempio un laboratorio dove poter inserire anche Noi Siamo Infinito. Un libro al mese, o anche ogni due mesi. 4 libri moderni l'anno (penso al Giovane Holden, Pinocchio, ecc)
Però, ovviamente, sono sempre per avere anche Dante e i classici latini e greci :)

Moz-

Xavier Queer ha detto...

Ho letto il libro di Cristiane F., l'ho trovato molto più interessante del Manzoni e non solo, infatti mi chiedo perchè anche un libro di quel tipo non sia inserito in un programma di letteratura.
Non è che noi pensiamo di essere diversi, è che purtroppo tanti adulti si dimenticano di come erano quando avevano la nostra età ma io trovo poco credibile che uno di 40 anni mi viene a dire "oh che figata i Promessi Sposi"... dai, se a scuola te li fanno studiare mille volte nello stesso noioso modo non sono una figata.
Concordo sia su Noi siamo infinito e sul fatto che Brian si fa ricordare :)
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Adriana, hai detto tutto, sono d'accordissimo col tuo pensiero: personalmente non butterei via i classici, ma piuttosto lasciamoli al primo periodo di scuola, le famose elementari, per poi fare evolvere anche la Letteratura e questo dovrebbe valere per tutte le materie.
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

C'è modo e modo di presentare le materie base, non vedo evoluzione e competizione nella scuola se ha lo stesso programma dei tempi di Benedetto Croce, specie perchè poi il Ministero dell'Istruzione si lamenta dei ragazzi dicendo che sono svogliati e ignoranti: per certi versi lo sono ma non per colpa loro, proprio perchè la scuola non è propositiva.
Gli studenti italiani sono il fanalino di cosa dell'UE, ma se tu sapessi che aria diversa si respira qui in Francia a livello di istruzione!
Sai, io sono un pò un ragazzo fuori dagli schemi, ho una curiosità pazzesca e amo imparare, ho letto anche libri più pesanti dei Promessi sposi, però penso a tanti miei coetanei che si rompono le palle e piuttosto che saperli a cazzeggiare tutto il giorno vorrei che magari la scuola catturasse il loro interesse, in questo modo passerebbero meno ore su fb o a fare "il branco".
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Mel ti sei risposta da sola, nelle nostre mail abbiamo eviscerato mille volte questo argomento... e per l'Italia non vedo soluzioni, proprio come te.
Non ci sono porte aperte.
Bacio

Xavier Queer ha detto...

Zio frena, io Moccia non l'ho letto e non lo leggerò mai, l'ho solo nominato perchè cercando "libri che piacciono ai giovani" è saltato fuori il figuro, tutto qui.
Chi siano Babi e Step non lo so e non mi interessa.

I Promessi sposi nemmeno per nonna Bea sono scritti da dio e nonna Bea è un pò triassica, fidati. Non ci vedo uno come Woody Allen alle prese col Manzoni proprio perchè per primo non lo troverebbe un soggetto stimolante: i suoi film (che ho visto tutti sottotitolati perchè mi piace molto come regista) sono comunque contemporanei e trattano problemi moderni, dell'epoca in cui è stato girato il film.
Che se ne fa un Woody Allen di un Manzoni?

Poi sai, a me Moccia non interessa, io leggo altri libri però dico: non sottovalutiamolo solo perchè è un Moccia.
Mi spiego meglio: il mio compagno di classe, Andrè, non potrebbe mai rispecchiarsi in Renzo che aveva il problema della filanda e di Lucia che non gliela dava. Il problema di Andrè è la moto che non va, i suoi che hanno divorziato e il padre che sta con una che ha meno anni di lui, il pc andato a puttane perciò niente fb, la figa della classe che non lo caga... e dove ritrova tutto questo? In Moccia (che hanno tradotto persino in francese, io non ci credevo ma la sfiga è arrivata anche qui) che legge da matti e quando gli ho detto che potrebbe leggere anche Hugo e Zola mi ha mostrato il dito medio che è un gesto universale.

Parlando di sesso... sì, è triste ma vero, tanti ragazzini/e di dieci anni hanno già fatto sesso, si diventa genitori a 14 anni... non è questione di youporn però usare libri a scuola dove c'è del sesso (non cazzate come 50 sfumature o Schiava felice, quelli sono libri da casalinghe disperate di Stepford) e poi parlare anche dell'argomento non mi sembra un inno al porno :) e poi se anche una cagata come questo youporn aiuta... oh perchè no, magari imparano a mettersi un preservativo!

Mi hai citato Sciascia, quanto lo adoro... perchè non si può leggere lui, Pasolini, Stern, Guareschi... ma perchè in Italia ho fatto lo stesso programma scolastico di mia nonna, mio padre, i miei fratelli?
E' un incubo, perchè i programmi scolastici terminano tutti allo stesso punto?
Andare avanti mai?
Prendi Storia, siamo andati oltre il 1945, il mondo è cambiato ma la scuola no!
E poi sai dove manderei quegli insegnanti che non hanno voglia di evolversi?
In filanda a far compagnia a Renzo e Lucia!
Un abrbaccio grande

Xavier Queer ha detto...

Grazie anche per ciliegie! :)

Xavier Queer ha detto...

Mozzaccio,
lo conosco a menadito Stand by me e ho anche visto il film, infatti quando ho letto che sei un eterno dodicenne mi hai subito richiamato il finale del libro :)
Sono d'accordo con te, un libro, anche 2/3 al mese di cui uno classico e uno contemporaneo che magari hanno più o meno un tema simile così si può fare un bel paragone.
Che so, scusa, per esempio mettere Dante col film "Al di là dei sogni" no?
La parola d'ordine deve essere svecchiamento, i docenti devono in parte andare in pensione e in parte venire fuori dalla bambagia su cui si sono adagiati con programmi che sanno a memoria solo perchè non hanno voglia di rimettersi in gioco.
Miao!

Zio Scriba ha detto...

Avevo capito che non leggi moccia, ci mancherebbe… :-)
Io sono per la modernità quanto te, ma il problema è che, se la materia è Italiano ,di nuovi scrittori italiani, grazie alla nostra editoRAGLIA, o non ce ne sono o bisogna saperli scovare presso editori piccoli e poco conosciuti… Resto dell’idea che se la scelta è fra moccia (et similia) e Manzoni tanto vale, purtroppo, restare su Manzoni, che almeno non ti fa disimparare a scrivere in italiano e non ti rimpicciolisce il cervello. Che poi I promessi sposi siano roba che sa di stantio già a cominciare dal titolo, figurati se non lo penso pure io! Ma provo una grande pena per il tuo amico André: se legge quella roba lì solo perché parla di motuzze, figuzze e di altri problemi suoi, molto meglio farebbe a non leggere. Vuole roba moderna ma non lobotomizzata? Che si legga Aleksandar Hemon, Scott Heim, Peter Cameron, Michel Houellebecq, Charles Bukowski, Irvine Welsh, Cormac McCarthy, Gary Shteyngart, Martin Amis, Nicola Pez… ehm, no, questo non lo posso dire, per la vecchia storia del chi si loda s’imbroda… :-)))

ri-abbraccio!!

cristiana2011-2 ha detto...

Tutto fa 'brodo', cioè cultura. L'importante è cercare di analizzare e scegliere tra ciò che più si avvicina alla nostra verità interiore.
Hai ragione, la scuola è decrepita ed è difficile trovare un insegnante che sappia coniugare la letteratura del passato con quella moderna, estrapolando da ambedue ciò che è più utile per avere una buona visione d'assieme.
Cristiana

MikiMoz ha detto...

Due cose:
1) la dicitura "eterno dodicenne" è mutuata proprio da Stand by me, infatti mi dichiaro tale proprio in seguito ad un post-manifesto che scrissi sul blog. Grande storia, viva Gordie, l'amico perfetto.

2) sono d'accordo con te su tutto. Appunto non toglierei mai Manzoni e meno che mai Dante (anzi!) ma appunto, a scuola devono entrare anche film e fumetti, nuove forme d'espressione e d'arte. Preservando la classicità, ovviamente.

Moz-

Antonio C. ha detto...

Ieri ero un po' sconcertato per lasciare un commento a questo stimolante post ma prima di (non) rispondere alla tua bellissima domanda, permettimi una digressione.
Quando abitiamo una casa viviamo nelle sue stanze, le arrediamo secondo il nostro gusto, coloriamo le sue pareti, mettiamo le tende alle finestre, qualche piantina sul tavolo, dei quadri ai muri e poi la libreria, dove mettere i libri? Raramente capiterà di pensare alle fondamenta di quella casa, a quello che regge la casa... con questa metafora non intendo dire solo che la letteratura sono le fondamenta della casa, questo è solo una parte del suo significato, l'altra parte, di gran lunga più importante è che la letteratura sorregge e costituisce il tuo apparato emotivo, quello che ti fa provare una certa emozione, che ti permette di dargli un nome, che ti fa essere consapevole dei tuoi sentimenti. Zio Scriba dice una cosa bellissima, la cultura deve avere l'orgoglio di essere anche anacronistica, ma quell'anacronismo, e qui rientrano anche gli invisi Renzo e Lucia, non è un tempo che non c'è più ma, al contrario, un tempo che c'è sempre, un archetipo fatto di sfumature psicologiche a volte difficili da seguire e da capire perché ogni tempo ha un diverso codice di lettura ma il testo da leggere è sempre e solo la vicenda umana. La letteratura sfida il tempo non perché i critici lo hanno deciso. Non è vero che qualunque opera ignota spolverata da una vecchia biblioteca diventa un classico, fosse così ce ne sarebbe uno al giorno. La letteratura sfida il tempo perché produce sempre nuovi significati, non si lascia mai leggere del tutto, mai definitivamente. Questo è il mio personalissimo metro per capire se ho in mano una grande opera. Lessi i promessi sposi molti anni fa durante una febbre, tu dirai che li lessi proprio perché avevo la febbre e forse è vero. Ero alle superiori e al mio istituto non c'era l'obbligo di lettura del Manzoni, era un istituto professionale dove si dice che si studi poco, io in compenso ho letto tanto. I miei amici del classico erano costretti e lo odiavano, e forse il problema dei classici è nel modo di insegnarli. La vicenda, i personaggi del Manzoni saranno poco "al passo con i tempi" ma le loro sfumature psicologiche, i loro sommovimenti emotivi sono attuali ed è quell’attualità che i docenti dovrebbero essere in grado di far vedere. La scuola ha bisogno di docenti che li facciano vivere quei personaggi anziché affossarli nei paludamenti dell’intoccabilità, c’è bisogno che Lucia si confronti con Sam di Noi siamo infinito o con Lolita di Nabokov, che Renzo parli con il giovane Holden, che l’Innominato e don Abbondio si misurino con l’accattone di Pasolini e con don Giovanni Percolla di Brancati. C’è bisogno di una letteratura comparata aperta alle novità che faccia vedere come la letteratura classica vi sia sottesa e soprattutto che la letteratura di tutti i tempi è continua apertura di mondi. L’essere al passo con i tempi non può essere il solo criterio della letteratura perché altrimenti rimarremmo in un eterno presente. Democrazia significa che in libreria trovo anche i libri di Moccia ma se ho imparato a capire quanti mondi apre una pagina di Manzoni, di Dostoveski, di Proust, Cervantes, allora mi basterà leggere due righe di Moccia per capire che potrei impegnare meglio il mio tempo. Un abbraccio.

Francy NeverSayBook ha detto...

Ciao Xavier ^^ E' da così tanto tempo che non passo ma nella mia Home di blogger non mi spuntano nemmeno fuori i tuoi post O.o Sono venuta a dare un'occhiata e mi sono messa a girare per i tuoi pensieri. E ho trovato questo articolo. Bello e vero. Incredibile. Per me hai ragione. Sono giovane anch'io e non riesco ad entrare nell'ottica de I Promessi Sposi proprio perché non è attuale, per niente. Non metto in dubbio che sia un classico ecc.. Ma non dobbiamo essere forzati di leggerlo dalla scuola, come se il ministero pensasse di inculcarci cultura in questo modo. Dovrebbe essere attualizzato, tutto, non solo questo romanzo dell'Ottocento. Ci si dovrebbe soffermare sulle differenze, sui loro pensieri, sul cambiamento della società....
A me è piaciuto tantissimo Noi siamo infinito :P