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17/04/14

Perchè preoccuparsi del nucleare quando è la diossina che miete più vittime?

Lo so, è un periodo in cui sono un po’ polemico e controcorrente, che posso dirvi la leucemia mi ha schiarito ancora di più le idee su come gira il mondo e così ho pensato in occasione della Pasqua che so che moltissimi italiani festeggeranno all’insegna del solito buonismo cattolico di scrivere un post su un problema molto attuale e anche molto sottovalutato.
Il problema ha un nome, diossina, e ha anche un perché sul fatto che venga ignorato da tante persone, per spiegarvelo vi faccio un paragone: fa più figo donare per la colletta alimentare della Croce Rossa oppure donare 20 centesimi all’Africa senza sapere se arriveranno davvero a chi ne ha bisogno?
Fa più figo donare all’Africa, non fate gli ipocriti.
Così la risposta al quesito diossina è semplice: non se ne parla perché è più di moda parlare del nucleare e di Chernobyl, riempirsi la bocca di tante cazzate senza sapere davvero di cosa si sta parlando.


Cos’è la diossina?
Il suo nome tecnico è 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-pi-diossina (TCDD) derivato a sua volta dal triclorofenolo (un composto in cui è presente l’etere ciclico dell’alcool bifunzionale) altamente tossico usato per i diserbanti, il cemento, si trova nelle acciaierie di seconda fusione, nei rifiuti urbani e nel PVC.
Cosa significa?
Che il composto è altamente disperdibile nell’aria e soprattutto nelle acque e nel terreno a causa delle molecole di carbonio e di ossigeno in formula bruta (ovvero non discinte nella catena O2 ma ancora ferme a O4 e quindi non respirabili dall’uomo).
La TCDD in particolare, la famosa diossina di Seveso, è altamente cancerogena e quando si attacca a un essere vivente ha un ciclo di emivita pressochè infinito, ovvero si attacca come un parassita fino a quando non uccide “l’ospite”.

Vi propongo due articoli molto attuali sull’argomento:

Seveso
Quella del 10 luglio 1976 è una data scolpita nella memoria degli abitanti di cinque popolose cittadine brianzole (Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Meda e Seveso: una conurbazione che conta quasi 150.000 abitanti, quanto la terza città della Lombardia) che, dalle 12.37 di quel giorno, furono investite dalla nube tossica prodotta dal surriscaldamento di un reattore per la produzione di triclorofenolo della ditta ICMESA di Meda, una controllata del gruppo Hoffmann-La Roche di Basilea. A causa di quel surriscaldamento la reazione chimica sfuggì di controllo e produsse una quantità tutt’ora imprecisata di TCDD, la più tossica delle diossine.


Se ancora oggi non sappiamo con esattezza la quantità di sostanza tossica che fu riversata su case e campi, quello che invece è certo è che quella diossina non si è spostata da lì: a ribadirlo sono le analisi preliminari dei terreni effettuate dalla società autostradale Pedemontana nel 2008, che confermando esiti analoghi ottenuti da analisi condotte dall'agenzia per la protezione dell'ambiente fra il 1997 e il 1999, certificano concentrazioni di TCDD superiori alle soglie critiche tollerate nei terreni di quelle che nel 1976 furono dichiarate “zona B” e “aree di rispetto” (la zona A, nei comuni di Seveso e Meda immediatamente sottovento al reattore, è l'unica ad essere stata bonificata e oggi vi crescono gli alberi del parco naturale “Bosco delle Querce”). Le analisi dei terreni sono state effettuate per una ragione ben precisa: nel cuore della grande area inquinata presto dovrebbero partire a breve i cantieri della più gigantesca autostradale prevista in Lombardia, la Pedemontana.
E la speranza che la diossina, dopo un così lungo periodo, fosse scomparsa, decomposta o dissolta, è stata duramente smentita dai risultati di quelle analisi. Ancora oggi il suolo di quel territorio risulta gravemente contaminato, e l’unica ragione per cui fino ad oggi non si è riproposta un’emergenza sanitaria è per il fatto che le molecole tossiche sono intrappolate negli strati superiori del terreno. 















Ma che ne sarà della diossina nel momento in cui dovessero partire i cantieri di Pedemontana, che prevedono enormi sbancamenti di terreno per realizzare 8 corsie autostradali, giganteschi svincoli e stazioni di servizio proprio lungo il tracciato del fall-out della nube tossica?
Semplice, quella diossina si solleverà per aria insieme alle polveri dei cantieri, tornando a essere un problema sanitario, in primo luogo per le maestranze impiegate nei cantieri e per i residenti dei quartieri vicini. Un grosso problema con cui però Regione Lombardia non ha molta voglia di confrontarsi: nei giorni scorsi infatti una mozione urgente presentata in Consiglio Regionale, circa la necessità di condurre un piano di caratterizzazione finalizzato alla bonifica delle aree interessate dal progetto autostradale, è stata respinta al mittente. Secondo Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio Regionale ma fino a pochi mesi fa assessore con delega ai trasporti e quindi principale promotore del progetto di Pedemontana, non c’è infatti nessuna urgenza di approfondire questi aspetti, per un’opera che ha problemi enormi anche sul versante della sostenibilità finanziaria, dal momento che il suo costo, vicino ai 5 miliardi di euro, ben difficilmente sarà coperto dai proventi della tariffa.
“La storia si ripete: nel 1976 i cittadini furono avvisati della gravità del pericolo solo otto giorni dopo l'incidente del gravissimo inquinamento a cui erano sottoposti, quando ormai le polveri tossiche si erano deposte al suolo - ricordaDamiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, che all'epoca viveva nel cuore della zona inquinata - Fu così impossibile mettere in atto ogni possibile misura di prevenzione per evitare gli oltre 200 casi di cloracne, oltre al rischio di malformazioni fetali e di tumori negli adulti oggi descritti dagli studi retrospettivi. Nel 2013 invece si arriva a negare, contro ogni evidenza, l'urgenza di caratterizzare i suoli e di verificare il progetto di Pedemontana prima che la parola passi alle ruspe del più grande cantiere della Lombardia. Un comportamento di gravissima irresponsabilità istituzionale, contro il quale chiediamo ai sindaci di mantenere un atteggiamento di fermezza per la tutela della salute, per evitare di dover sottoporre gli abitanti ad una nuova emergenza sanitaria”.
L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia Mario Petitto 02 87386480
Pubblicato il09 luglio 2013


Acerra
Nella giornata di sabato 7 settembre, si è svolta presso la Cattedrale di Acerra un sit-in di protesta allo scopo di sensibilizzare le istituzioni politiche, locali e nazionali, ad un maggior coinvolgimento in tema di tutela ambientale e sicurezza del territorio. Nella piazza gremita di cittadini, striscioni e fotografie di Tonia, 6 anni e mezzo, salita al cielo per una forma di cancro al cervello, denominato medullo blastoma.
L’aumento esponenziale dei morti dovute a cause tumorali e leucemie hanno, ancora una volta, acceso l’animo e la sensibilità del territorio di Acerra e dei paesi limitrofi quali Giugliano, Marigliano e Nola. Un territorio quello di Acerra, all’interno della cosi detta Terra dei Fuochi, che ha riscontrato il più alto aumento di patologie tumorali, oltre agli ormai irrisolti problemi legati all’economia ambientale.
Nell’area a confine tra Napoli e Caserta è stata dismessa da pochi anni l’industria tessile Montefibre; oltre a ciò greggi di pecore e agnelli prevalentemente esposti alla diossina ma anche cementifici, acque inquinate dei regi lagni, discariche abusive e dall’anno 2009 il tanto controverso termovalorizzatore. Secondo un noto studio, pubblicato nell’agosto 2004 dalla prestigiosa rivista scientifica The Lancet Oncoloy, l’indice di mortalità per tumore al fegato ha registrato nei territori di Acerra, Giugliano e Nola il più alti (sul numero di decessi, ben il 38, 4 % per gli uomini e il 20,8 delle donne).
Un ulteriore studio, condotto nel 2007 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) assieme allì’Istituto superiore di sanità (ISS) ha voluto monitorare in 196 comuni della Campania la mortalità per tumori e le malformazioni congenite nel periodo dal 1994 al 2002: un aumento delle patologie tumorali del 19 % nei comuni della Provincia di Caserta e nel 43 % nell’area di Napoli. Oltre ai dati legati alle patologie, è stata accertata nella zona di Acerra la presenza di diossina e di altre pericolose sostanze inquinanti.


La morte in città di due bambini per tumore nel solo mese di Agosto, ha portato la cittadinanza di Acerra a mobilitarsi per chiedere al Sindaco Raffaele Lettieri, all’Osservatorio ambientale di Acerra e a tutte le forze politiche di garantire appropriati studi sulle correlazioni tra inquinamento e patologie oltre ad un maggiore controllo ambientale per evitare fenomeni di inquinamento del suolo e dell’aria. Sembra a livello sanitario  sempre più probabile, una collaborazione tra i residenti di Acerra e Marigliano e l’istituto IRCSS A. Pascale per un controllo gratuito Pap/test per le donne al di sotto dei 45 anni d’età. Sempre secondo l’istituto di ricerca Pascale di Napoli,  la mortalità per tumore è aumentata negli ultimi anni del 15/20 per cento. Ad Acerra invece l’aumento ha superato all’incirca il 30 per cento dei casi, con picchi addirittura del 47 %.
I temi legati all’inquinamento ambientale sono diventati ormai di rilevante interesse per tutto il territorio campano al punto da essere oggetto di numerose indagini epidemiologiche. A livello epidemiologico è di enorme rilievo il Progetto Sentieri (studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento) che ha avuto come scopo nel 2010 quello di valutare il nesso di causalità tra esposizioni ambientali e cause specifiche di morte. I risultati sulle aree maggiormente contaminate dal’inquinamento e dai rifiuti, parlano di ben 9.960 morti nell’arco di sette anni.
A confermare l’allarme anche il Ministero della Salute, che per voce del ex ministro Renato Balduzzi, ha dichiarato in gennaio una vera e propria emergenza: la mortalità in Campania, e in particolare quella delle province di Napoli e Caserta è tra le più alte in Italia e sono in corso studi che verificano, in termini scientifici, il nesso di causalità tra inquinamento e patologie.
La dottoressa Migliorati, oncologa dell’Istituto Santobono di Napoli, descrive la triste sperienza dei quattro bambini di Acerra colpiti da tumore. Secondo la dottoressa Migliorati, diventa sempre più urgente la costituzione di un registro epidemiologico esteso su tutta l’area regionale. Attualmente nella regione con più alta mortalità tumorale, non esiste un registro dei tumori infantili per capire l'effettivo impatto ambientale.
(interno18.it)


Se poi volete approfondire ancora leggete questo, questo, questo, questo, questo e quest’altro post e pensate cinque minuti: bisogna preoccuparsi per il nucleare, ben sapendo che i rischi di un’esplosione come quella di Chernobyl attualmente sono minimi oppure bisogna pensare alla diossina che si sta infiltrando nel nostro paese come un cancro silenzioso?

A voi la scelta.


16 commenti:

  1. Appunto, ma perchè preoccuparsi?
    Tanto la diossina è come l'amianto, i nostri politici avevano detto che era innocuo, vedi te...
    Sai, per il nucleare non sono per niente preoccupata, è una risorsa e se usato con tutti i criteri può fare solo del bene.
    Ma la diossina?
    Sta ammazzando lentamente un sacco di persone, a Seveso gli alberi sembrano fatti di plastica tanta diossina hanno in quelle radici, è tutto contaminato e ad Acerra non parliamone, ho letto anche io delle statistiche agghiaccianti.
    Però di questo non si preoccupa nessuno, mi sembrano le tre scimmiette...
    Un abbraccio!

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    1. I casi tumori in Campania sono aumentati in maniera esponenziale, abbiamo sotto gli occhi i danni da diossina. L'immondizia bruciata produce diossina che si deposita nel terreno e raggiunge le falde acquifere e noi la ingeriamo con gli alimenti e l'acqua che beviamo, la respiriamo tutti i giorni. Bisogna essere più realisti a volte il male che sembra peggiore (il nucleare) risulta il male minore.
      Un bacio

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  2. L'uomo sta distruggendo la terra in cui vive...questi maledetti soldi ,aprono la vista pure ai ciechi ( mi scuso se uso questo termine )...migliaia di vite in ballo, tantissimi morti e nessuno che faccia qualcosa per evitare tutto questo....è una tristezza davvero infinita....e non solo....ho visto un intervista alle iene...ed anche coloro che hanno collaborato a tutto questo , vivono in quelle terre contaminate....bevono e mangiano quella roba ( forse pure noi la mangiamo inconsapevoli di quello che cè dentro ) e la danno anche ai loro figli :-( ....dove finiremo....


    un abbraccio Xavier...

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    1. La mangiamo, la respiriamo, la beviamo... dove finiremo? Ci distruggeremo definitivamente.
      Un abbraccio

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  3. Hai ragione si parla poco di diossina. Io sono contraria anche agli inceneritori. Qua a Cremona, anni fa, nonostante proteste e parere contrario dei cittadini è stato costruito l'inceneritore. Vero la diossina è molta tossica e provoca guai seri alla salute.

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    1. La diossina provoca molti più danni del nucleare, e ancora ci sono persone che negano l'evidenza. Le foto dei bambini che ho postato non sono vittime del nucleare ma della diossina.
      Un saluto

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  4. Questo e il male dell'Italia tutti vedono e pochi ne parlano e così pervade ancora il dio denaro
    ciao ti auguro una buona Pasqua

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    1. E' l'Italia delle tre scimmiette: NON VEDO, NON SENTO, NON PARLO.
      Auguri anche a te.
      Xavier

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  5. non puoi chiedermi se morire di diossina o di nucleare, io dico no a entrambe.
    energia pulita non è utopia, è solo scelta politica.

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    1. Non ho detto che l'energia pulita è un'utopia e che siamo in 8 miliardi su questo pianeta e l'energia alternativa non basta a soddisfare i bisogni dell'intera umanità e poi non parliamo dei costi, quanti possono permettersi i pannelli solari? Facciamo invece un'altro discorso, se non si vuole ricorrere al nucleare, allora bisogna ridimensionare le nostre "esigenze", quindi basta automobili, basta elettrodomestici, basta usare sostanze inquinanti per avere la casa calda in inverno...
      Ciao

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  6. Un'analisi terrificante...come sempre anche i giornalisti danno informazioni "adulterate" (del resto essendo di parte...) creando panico dove magari non c'è e minimizzando quello che disturberebbe la politica, il grave è che non è una questione di scelta in quanto non abbiamo questa possibilit, ma dobbiamo sottostare a tutto ciò che viene deciso in altri luoghi...sinceramente penso che sarebbe oltremodo difficile che gli uomini ridimensionassero le loro esigenze....
    abbraccio

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    1. Ogni volta che in Italia si verifica un fatto che porta a problematiche devastanti, i media e i politici fanno di tutto per spostare l'attenzione dei cittadini da quel fatto. Bisogna stare sempre in campana e non abbassare la guardia!
      Un abbraccio

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  7. Mi chiedo come andrà a finire senza interventi urgenti!
    Hai parlato di un grosso problema che le persone di potere nascondono dietro altri problemi...
    Un abbraccio da Beatris

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    1. Fare finta di non vedere è uno "sport" molto diffuso.
      Un abbraccio

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  8. Xavier, che devo dirti io? Io in Campania ci vivo. Non nella terra dei fuochi ma comunque in Campania (Irpinia).
    Sono terrorizzata per i miei figli, per il loro futuro.
    E il dramma è che non vedo come se ne potrà uscire, vista la situazione e come vengono gestite (o meglio, NON gestite) queste emergenze...

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    1. Si specula sulla pelle della gente, l'importante per i politici/mafiosi è riempirsi le tasche. L'Italia della VERGOGNA non ha mai fine.
      Un abbraccio

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