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28/03/14

La danza del gambero... ovvero al rogo come Giordano Bruno

In Italia abbiamo un grosso problema, ed è l’omofobia diffusa.
Lo dicono i dati statistici raccolti qualche anno fa dall’Istat, e lo dice anche l’Ilga Europe, per voce del post di Jacopo Ottaviani di qualche mese fa, che pone l’Italia al 36mo posto nella classifica dei Paesi europei, con un indice di omofobia tra i peggiori del continente, con una performance che ci pone più vicino alla Russia che agli altri Paesi civili europei.
Di fronte a questi dati, un governo che si rispetti dovrebbe correre ai ripari, a cominciare dalle scuole pubbliche, dove il problema del bullismo, come del resto in tutte le scuole, è pane quotidiano per studenti e docenti. Ci si aspetterebbe insomma che qualcuno introduca negli istituti scolastici degli strumenti per affrontare il tema, coinvolgendo appunto studenti e docenti.

A questo riguardo, attraverso una serie di atti normativi nei mesi passati il governo ha autorizzato l’Unar, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, a realizzare azioni conformi a questa finalità. Cosa che l’ente ha fatto diffondendo un questionario e una serie di proposte operative per combattere l’ostilità alla diversità che si nasconde tra le pieghe della scuola.
Un’iniziativa, questa, che non viene da sola ma si accompagna a un monito del Consiglio d’Europa, che si augura che l’Italia prenda pronta ed efficace posizione sul problema del bullismo e più in generale dell’omofobia.
 (Il fatto quotidiano)

Ma insomma, che succede?
Proverò a spiegarlo perché scommetto che la maggior parte di voi, non per colpa sua ma proprio a causa di questo polverone mediatico, dei roghi e dei forconi, non ha capito o non sa niente.
L’Unar ovvero ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali ha deciso di mettere in atto una lodevole inziativa che ci avrebbe spinto almeno di dieci passi avanti nel grande cammino della civiltà.
Aveva agito secondo un protocollo d’intesa MIUR-Pari Opportunità che parla di approfondimento nelle scuole di “temi riguardanti la violenza di genere, la violenza nei confronti dei minori, la pedopornografia, il bullismo, l’omofobia, la bifobia e la transfobia” creando una bellissima serie di libretti e questionari da proporre nelle scuole primarie e secondarie per parlare appunto di tutti quei gravissimi problemi che esistono nel nostro paese ma che vengono ignorati o silenziosamente approvati in nome di una cultura machista, bigotta e violenta.

Ma che succede, allora?
Succede che l’Avvenire (quel simpatico giornale che si permette sempre di dire la sua e rimprovera lo Stato di aver speso 250mila euro sul progetto Unar, dimenticandosi però di prendere lui stesso dal governo milioni di euro godendo di privilegi inimmaginabili rispetto alle altre testate giornalistiche) inizia una splendida campagna diffamatoria in pieno stile medioevo.
Manco l’Unar fosse Giordano Bruno.
Così, come racconta sempre Il fatto quotidiano attraverso la voce di Matteo Winkler:

Tutto questo funziona, dunque? Abbiamo fatto contento il Consiglio d’Europa, preoccupato del nostro essere fuori da ogni standard minimo di protezione dei diritti delle persone omosessuali? Beh, non possiamo saperlo, visto che, come spiega bene questo post, l’Avvenire, Tempi e altri giornali non proprio gay-friendly, seguiti a ruota dai soliti esponenti politici di ogni fazione e livello, hanno scatenato contro l’Unar una vera e propria guerra mediatica, fatta addirittura di diffide legali firmate dall’associazione Giuristi per la Vita. 
Viene da pensare che l’omofobia non sia un problema per questo governo, come non lo è stato effettivamente per i precedenti, che prima hanno delegato l’Unar a svolgere una funzione così importante, e poi l’hanno lasciato solo ad affrontare il fuoco incrociato delle critiche, feroci quanto ingiuste, dei neocon di casa nostra.

Peraltro, nessuna delle argomentazioni sollevate è degna del minimo pregio. Sinceramente, sentirsi dire da sedicenti cattolici che parlare di omosessualità nelle scuole lede il loro diritto a educare i loro figli fa quantomeno sorridere, dal momento che, se l’omofobia esiste ancora oggi in Italia come problema diffuso e se migliaia di adolescenti vivono ancora nel buio dell’incertezza, del silenzio e dello sgomento di sentirsi “diversi”, lo si deve proprio a un’educazione familiare che non ha saputo e non sa dare risposte concrete ai propri figli. Un’educazione familiare tutt’altro che cristiana, mi sento di poter dire.

Inoltre, nessun diritto costituzionale viene leso. I genitori possono sempre educare i loro figli dicendo che l’omosessualità è una malattia, che i gay sono dei pervertiti dai quali stare lontano, persino educarli a menare le mani, ma ciò che non possono fare è scaricarsi dalle loro responsabilità morali, giuridiche e politiche nei confronti di tutti i ragazzi gay e tutte le ragazze lesbiche che, nel pieno della loro infanzia e adolescenza, aspettano con ansia delle risposte. Qualcuno di loro, nell’attesa, decide di farla finita.
Qualcuno dovrebbe ricordare a questi signori catto-censuristi che la censura non è un diritto, e soprattutto non è una risposta. È silenzio, e il silenzio non allevia la sofferenza o i problemi sociali, ma li alimenta. 
Che dire, infine, dei diritti degli studenti e delle studentesse di crescere in un ambiente sano, libero da istigazioni alla discriminazione, all’insulto e alla violenza? Sembriamo averlo dimenticato, ma anche i minori hanno dei diritti e, forse vale la pena di rammentarlo, sono persone dotate di sensibilità e cervello. Trattarli come dei minus habens è forse una delle cose che impedisce a questo Paese di crescere, civilmente ma soprattutto moralmente.

Così alla faccia dell’articolo 33 della Costituzione (e io dire anche alla faccia del primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo) il materiale non solo non è stato distribuito ma non è nemmeno quasi più scaricabile (a meno che non si vada sul sito Unar a cercare) e tutto il lavoro è andato a rotoli.
Cosa posso dedurre?
Che il nostro paese ha approvato questa linea di comportamento:

-sei omosessuale, bisessuale o transessuale? Cazzi tuoi, niente diritti ed è giusto spaccarti la testa con una spranga.

-sei vittima di atti di bullismo o di violenze da parte di un adulto? Prego, scegli fra una lametta, gas, pastiglie o un metro di corda ma non rompere i coglioni al governo che è troppo impegnato a farsi i cazzi suoi.

Questa io la chiamo la danza del gambero: per un passo avanti (ma quale cazzo di passo avanti, che l’Italia non sa fare un passo avanti nemmeno a morire) il paese ne fa dieci indietro.
Propongo all’Avvenire e a tutti coloro che più o meno silenziosamente (perché bisogna ricordare che l’Italia è anche un paese di conigli) l’appoggiano di farsi alla fine dell’anno un giro nei cimiteri: chissà se si accorgeranno che il numero di ragazzi e ragazze suicidi proprio per atti di violenza e bullismo sono aumentati.
Sapete qual è la mia profonda paura?
Che se ne accorgeranno, ma poi sfregheranno un fiammifero contro una lapide e si accenderanno una bella sigaretta fregandosene di tutto e di tutti.

In puro stile italiota.


16 commenti:

Melinda Santilli ha detto...

Bene, benissimo, avevo letto ieri della notizia e sono felice che tu ne abbia voluto subito parlare perchè qui c'è da incazzarsi come babbuini!
L'Unar scavalcato da un giornale di m***a come l'Avvenire e dai quattro bigotti?! Ma in che paese siamo, deficentolandia?!
Bullismo e omofobia sono piaghe che terrorizzano i giovani (e io lo so perchè di bullismo ne ho subito), non parlarne e calpestare i diritti delle persone non è un modo di risolvere il problema, anzi da solo adito a più violenza.
Ma d'altra parte mister Renzi non ha messo in programma niente per la comunità LGBT e per i ragazzi... chissà che combina monsieur Hollande, speriamo meglio :-)
Baci

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Sono mesi che ripeto che l'Italia è un paese intollerante, mente molti fanno finta di niente sugli scandali di qualche noto politico e delle atrocità commesse da qualcuno in tonaca.
Saluti a presto.

cristiana2011-2 ha detto...

Oggi ho toccato anch'io un tema che assomiglia al tuo, più che altro perchè mette in evidenza la poca umana compresnsione e misericordia che alberga nel nostro Paese, a cominciare dalle alte sfere clericali.
Cristiana

MikiMoz ha detto...

Per il sottosegretario vale più di ogni altra cosa il detto nomen omen.

Moz-

Claudia ha detto...

Ciao Xavier!
I genitori,almeno la maggior parte di loro non sanno "educare" i figli correttamente informandoli sulla vera natura dell'omosessualità',sono i primi a deriderla accantonando l'argomento come fosse una malattia contagiosa figuriamoci se diventasse argomento scolastico,sai le risatine....
Detesto tutti coloro che parlano sberleffano e quant'altro dell'argomento a riguardo poveri idioti,ottusi e ignoranti che ancora non hanno capito che tutti,tutti siamo persone che l'amore non ha sesso ma è AMORE e basta,non è una scelta e nemmeno un orientamento è natura e tutto quello che scaturisce da essa è da rispettare
Sulla pedofilia stendo un velo pietoso io li metterei in galera a vita e butterei pure la chiave.non posso essere fiduciosa sull'argomento che come dici sembra non interessare a chi di dovere
Un abbraccio :)
Claudia

Ale ha detto...

http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2013/11/07/Vitamina-nuova-arma-combattere-leucemia_9584030.html

Ho ricevuto questa mail da una naturopata che conosco, non so se ti può servire.

A presto, passa un tranquillo fine settimana, se puoi.

Zio Scriba ha detto...

Però, che amara, triste ironia, in quella parola "avvenire".
Un abbraccio.

maris ha detto...

Confesso che non sapevo nulla di questo progetto. E adesso che ho letto il tuo post e ho capito ciò che è successo sono davvero stranita: ma come è possibile? Io, che non nascondo di essere credente, cattolica e discretamente praticante, mi sento offesa dal comportamento retrogado e chiuso che la Chiesa assume di fronte a temi così attuali e importanti.
Il progetto mi sembra fosse proprio lodevole...e invece come tu hai scritto bene, in puro stile italiota è naufragato.
Che vergogna!

Xavier Queer ha detto...

L'Italia è in mano al clero e a politici cattobigotti che si preoccupano solo di riempirsi le tasche grazie alle tasse dei contribuenti vessati per poi spenderli in puttane, droghe e minorenni, famosa è la frase della poco onorevole Mussolini nipote: meglio fascisti che froci. Vorrei ricordare a questa "signora" che essere omosessuali non è una vergogna, noi non scopiamo le minorenni come suo marito per poi andare da Francesco a fare i finti pentiti.
Qui a Parigi per fortuna le cose vanno molto meglio che da voi, certo c'è ancora molta strada da fare ma direi che siamo a buon punto.
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

Lo so Vincenzo, leggo i tuoi post sempre con molto interesse... italiani popolo bue? A volte credo proprio che sia così.
Un saluto

Xavier Queer ha detto...

Andrò a leggere il tuo post, ricordati che l'ipocrisia è il "vangelo" più seguito.
Un saluto

Xavier Queer ha detto...

Mozzino mi aspettavo di più...
Xav

Xavier Queer ha detto...

Claudia condivido il tuo pensiero in toto.
Un abbraccio :)

Xavier Queer ha detto...

Grazie

Xavier Queer ha detto...

Già, un "avvenire" che si è arrestato ancora prima di nascere.
Ciao zio
Un abbraccio

Xavier Queer ha detto...

La Chiesa ha molti scheletri nell'armadio e crede ancora a "ragione" che l'ignoranza è l'arma migliore per assoggetare un popolo
Un abbraccio