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10/03/14

E tu soffri di IAD?

Ultimamente penso che finiremo tutti come in Terminator, distrutti dalle macchine, lo capisco quando vedo persone totalmente dipendenti da computer, portatili, cellulari, I pad, I pod, I phone e I tutto che è il solo apparecchio che gli manca.
Così mi sono chiesto da dove venisse questo disturbo e cosa fosse ed ecco qui la risposta.

L’Internet Addiction Disorder (IAD) è una condizione caratterizzata da un forte ed insistente desiderio di connettersi al Web.
Il soggetto aumenta progressivamente il tempo in rete tanto da compromettere la propria vita reale; perde le amicizie reali, la cura del proprio corpo, le attivitá sportive e sociali, viene bocciato a scuola o viene licenziato.
Se non puó connettersi soffre, diventa irritabile fino a stati di agitazione o depressione.
Nei casi piú gravi l’assiduo utilizzo per molte ore, senza pause, puó indurre scompensi psicotici o portare alla morte (per complicanze cardiache). 
(escteam.net)



D’accordo, ancora non ho letto di persone (almeno non quelle che conosco) morte davanti al computer, ma ammettiamo che il problema c’è e persiste al punto che ci sono persone che arrivano ad allargare questo stato d’ansia anche verso gli altri.
Esempio?
Se oggi un utente normale non risponde a una mail, a un topic o a un commento, l’utente affetto da IAD comincerà a tartassarlo di messaggi finchè questo non sarà costretto a connettersi per disperazione.
Se vi sentite uno di questi due soggetti o siete un po’ curiosi, approfondiamo l’argomento insieme.

Le psicopatologie predisponenti
Le Dipendenze dalla Rete rappresentano un tassello che configura il quadro clinico di persone che presentano una precaria stabilità emotiva o in cui sono già presenti altri disturbi psicologici quali, ad esempio, depressione, disturbi bipolari o anche ossessivi-compulsivi.
In questi casi, infatti, il ricorso ad Internet sembra strettamente collegato ad un tentativo di compensare le difficoltà relazionali reali, ricercando nella Rete amici o relazioni sentimentali attraverso una via più veloce e che consente di superare delle insicurezze che, invece, sono amplificate dalle quotidiane relazioni faccia a faccia.
L'abuso nell'utilizzo delle informazioni disponibili in rete, infatti, può portare ad un sovraccarico cognitivo che satura il cervello, riducendo l'attenzione razionale; contemporaneamente il conseguente isolamento sociale sostiene il ricorso ad Internet per cercare occasioni di socializzazione virtuale che possono sconvolgere i delicati equilibri dell'identità, creando la possibilità di sperimentare ruoli e parti del Sé altrimenti non sperimentabili nella vita reale che, tuttavia, accrescono il numero di ore trascorso on-line, con il risultato che si può finire incollati ad una sedia e ad un monitor per giornate intere, rinunciando a salutari e reali esperienze di vita.

Bisogni vissuti nella rete tra emozioni e illusioni
Al di là delle diverse componenti che possono contribuire ad originare i diversi casi di rete-dipendenza, la caratteristica costante che fa da sfondo ad ogni Dipendenza da Internet è la capacità della rete di rispondere (o illudere di rispondere) a molti bisogni umani, consentendo di sperimentare dei vissuti importanti per la costruzione del Sé e di vivere delle emozioni sentendosi, al contempo, protetti.
Internet, infatti, annulla lo spazio e consente ciò che nella realtà non si può realizzare o che si può fare in molto tempo, viaggiando per ore ed interagendo più lentamente e spesso in strutture diadiche o in piccoli gruppi.


Prima tappa verso la rete-dipendenza o fase iniziale 
E' caratterizzata dall'attenzione ossessiva e ideo-affettiva a temi e strumenti inerenti l'uso della rete, che genera comportamenti quali controllo ripetuto della posta elettronica durante la stessa giornata, ricerca di programmi e strumenti di comunicazione particolari, prolungati periodi in chat.

Seconda tappa o tossicofilia 
E' caratterizzata dall'aumento del tempo trascorso on-line, con un crescente senso di malessere, di agitazione, di mancanza di qualcosa o di basso livello di attivazione quando si è scollegati.
Inizialmente ciò era accompagnato anche da un notevole aumento delle spese, che spesso rappresentava un lieve fattore di inibizione della tossicofilia, oggi pressoché irrilevante, date le numerose possibilità di rimanere a lungo collegati a basso costo. Restano, tuttavia, importanti indicatori di tossicofilia il malessere soggettivo off-line e l'abuso on-line, spesso anche nelle ore lavorative e nelle ore notturne, in cui si è disposti a rinunciare anche al sonno.

Terza tappa o tossicomania 
E' la fase in cui la rete-dipendenza agisce ad ampio raggio, danneggiando diverse aree di vita, quali quella lavorativa, delle relazioni reali e quella scolastico-lavorativa e in cui si rilevano problemi di scarso profitto, di assenteismo scolastico-lavorativo e di isolamento sociale anche totale.
La fase secondaria di questa dipendenza è il riversare l’ansia, l’astinenza e la dipendenza ad altri utenti conosciuti attraverso la rete arrivando in molti casi anche allo stalking.
(escteam.net)

A questo punto mi domando se esiste differenza fra la dipendenza da droga, alcol, gioco d’azzardo, pornografia e internet, perché sinceramente non mi sembra che esista e questo mi preoccupa.
Mi chiedo, è davvero necessario diventare internet dipendenti?
Sono ben felice di non esserlo, di essere capace di staccare la spina e di non usare la rete se non posso o semplicemente non voglio.
E voi soffrite di IAD o no?

Se siete curiosi, fate questo test e siate sinceri...


22 commenti:

  1. Di persone che soffrono di IAD purtroppo ne esistono più di quanto pensi, soprattutto i giovani oppure quelli che non riescono ad affermarsi nella vita normale.
    Così nascono fake, troll e rompipalle della rete, gente brutta da cui guardarsi sempre!
    Un abbraccio zamposo

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  2. Wow, ho fatto il test e mi dice che non c'è da preoccuparsi!
    Uso internet, ho un blog, ma ho anche una vita reale tutta da vivere.
    Secondo me però io sono meno a rischio rispetto alle nuove generazioni...
    Quanto al connettersi con i cellulari, io dico sempre che queste cose ora coprono i tempi morti di una volta :)

    Moz-

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  3. Ci manca solo l'I cazz e siamo a posto...
    guarda, io amo la tecnologia, mi affascina ma non ne sono per niente dipendente: non mi strappo i capelli se non ho la connessione, anzi in certi giorni non entro nemmeno in rete se non ne ho voglia e non mi dispero se non ho il cellulare in mano 24 ore su 24.
    Altro che morire per la tecnologia, ma ci faccia il piacere :-)
    Bacioni

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  4. Penso di non soffrire di IAD...mamma mia che brutta cosa.

    Ti abbraccio Xavier.

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  5. La cosa è MOLTO preoccupante.
    Anche perché, nel caso dei bambini, viene incoraggiata un po' da tutti - genitori, imbonitori politici, giornalistucoli - che li considerano più intelligenti solo perché in grado di sbocchinare gadgets interagendo con loro come scimmiette, e li chiamano "born digital".
    Io uso invece il termine "tecnoglioniti".
    Ovviamente c'è sotto una ragione di condizionamento culturale e di mercato: vogliono renderci tutti nonpensanti e app-anculo-dipendenti!

    Ciao! :)

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  6. Buongiorno Xavier e grazie per questo post...lo trovo molto utile....ho fatto il test e per fortuna risulto essere al 36%
    mi sento rincuorata da questo....Internet lo utilizzo tutti i giorni, sia per lavoro, sia per apprendere informazioni (vedi Dhuring / PMA , ect )....Avevo anche un po' paura a fare il test...ma per fortuna non rinuncio mai ad una bella passeggiata per stare sul pc....Usciamo spesso....il mio unico contatto con il web è solo attraverso il pc...niente Smartphone o altri aggeggi super-tecnologici....un cellulare a tastiera di quelli "antichi" , ma super funzionanti ^_^
    l'unica cosa che sbramo di avere come super-tecnologica è una reflex....
    Un abbraccio e buona giornata....
    Ps. sicuramente me lo chiederai e quindi rispondo in anteprima....il trattamento non ha dato gli esiti che speravo...la bimba continua ad avere puntine e grattarsi....Vi aggiornerò presto con un altro post...
    un bacione

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  7. Ciao Xavier, la dipendenza dalla rete ormai è trattata proprio come le altre dipendenze ( droga, alcol, gioco ecc. ) e purtroppo è sempre più in crescita il numero delle persone che soffrono di questa malattia e che hanno bisogno di aiuto. Nelle Asl della mia regione gli psicologi del Sert si occupano di questo problema ed è triste vedere quanti ragazzi diventano schiavi della rete.

    No, io non credo di essere dipendente, mi piace stare qui, mi piace avervi conosciuti ed avere con voi dei rapporti veri ma non a discapito della mia vita e delle mie relazioni reali, c'è spazio per tutto senza mai perdere di vista il senso della misura e della realtà.

    Ciao, un bacione.
    Antonella

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  8. Pare che io non corra rischi. ma voglio farlo fare alle mie nipoti (14/ 16 anni)che pare non vivano senza il cellulare.
    Simpatico questo tuo post, mi ha ricordato un libro di fantascienza (Asimov o Bradbury ?), che ipotizzava una futura umanità con arti distrofici e crani enormi, proprio a causa di marchingeni che inducono all'immobilità.
    Ciao!
    Cristiana

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  9. @Jene- Per fortuna non rientro tra le persone che sofffrono di IAD, il mio uso del pc è limitato, non ho IPad, IPhone, ITutto... preferisco, leggere, studiare e uscire insieme a Etienne e alla mia inseparabile macchina fotografica.
    Per quanto riguarda fake e troll, purtroppo ne so qualcosa, me ne sono beccato uno, una blogger che fingeva di essere un'altra blogger e che ho deciso di mandare definitivamente a fanculo. A buon intenditor...
    Un saluto alla savana :)

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  10. @Moz- Allora non preoccuparti, cerca di non avere tempi morti :)
    Xav

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  11. @Mel- l'ICazz l'hanno già inventato, lo usano certe persone che di cazzologia vivono e tu ne conosci qualcuna :)
    Un baciotto

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  12. @Gianna- Hai fatto il test?
    Un abbraccio

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  13. @Zio Scriba- Hai ragione, le nuove generazioni crescono a pane e ipertecnologia, non conoscono i congiuntivi, non leggono, sono affetti da analfabetismo cronico ma sono dei maghi del web.
    Il mio approccio con il web è iniziato alle superiori e sempre con un uso molto limitato.
    Ciao ciao

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  14. @Saesa- Ciao Sabrina, la tecnologia non è da demonizzare, purchè se ne faccia un uso corretto. I vedo certi miei compagni di scuola e non solo loro, anche molti adulti che sembrano dei veri rincoglioniti, incapaci di avere un pensiero e esprimere concetti, la vita nel web non deve sostituirsi alla vita fuori nel mondo reale.
    Un abbraccio

    p.s. a questo punto per la piccola credo che la biopsia sia proprio necessaria. Mi dispiace tanto!

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  15. @Antonella- Non sono solo i ragazzi ad essere schiavi della rete, recenti statistiche affermano che sono gli adulti tra i 30/60 anni a vivere completamente nel mondo virtuale.
    Bisogna dare sempre la giusta importanza a tutto quello che facciamo, se domani non dovessi più avere accesso alla rete la mia vita continurebbe tranquillamente.
    Un abbraccio :)

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  16. @cristiana2011-2
    Non siamo poi molto lontani dalla visione di Asimov.
    Sarà che sono sordomuto, ma il mio uso della rete e del cellulare che mi serve per inviare messaggi o comunicare con chi non conosce il LIS è davvero molto limitato.
    Preferisco occupare il mio tempo in un altro modo!
    Un abbraccio :)

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  17. Dipende dai giorni e soprattutto dai momenti, come tutte le cose bisogna mettere dei limiti.
    Saluti a presto.

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  18. Ciao Xavier, io uso molto il PC, sia per lavoro, che per girovagare... mi piace molto in mondo di internet, ma cerco sempre di staccare, e cosa molto strana quando sto lunghi periodi lontano, poi mi è difficile ricominciare ad usarlo, provo come un rigetto.
    Comunque ho fatto il test ed è risultato il 39%, e la domanda n.15 sugli amici, non la ritengo valida per me...
    Interessante post grazie.
    Un bacione grande

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  19. no non sono dipendente (infatti sto facendo fatica a seguire i tuoi tantisssimmmmissssimi post...scherzo), nel test mi si dice di usarla un po' di più per scoprire le potenzialità, ma a me va bene così.
    Però mi accorgo di fare un po' troppi ...giochini agli oggetti nascosti!!
    un abbraccio e grazie per i tuoi post sempre molto interessanti

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  20. Ho fatto il test e mi è uscito il 32%! Sarà schizzato su quando ho cliccato che mi piacerebbe fare tutto via internet ma non perché sono dipendente ma perché sono pigra!! Hahha
    Un abbraccio!

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  21. "Il tuo punteggio non mostra alcuna dipendenza da internet. Probabilmente ami la tecnologia, o quanto meno ne sei affascinato, anche se non la consideri nulla di assolutamente indispensabile. Sicuramente la tua vita potrebbe scorrere in maniera del tutto serena anche in assenza di una connessione ad internet!"

    Detto questo... ho notato sulla mia pelle... premettendo che solitamente mi collego in orario di lavoro (non dovrei dirlo) ma a casa raramente mi collego...comunque se sono in facebook e faccio scorrere la "bacheca" mi accorgo che dopo mi sento infastidita e a volte anche un pò giù... questo perchè in rete ognuno mostra ciò che vuole... e ti sbatte in faccia la sua "vita perfetta" inconsciamente a volte ti senti un pò invidioso forse... anche se non sarebbe giusto...
    questo è quello che noto io perlomeno... ma non mi considero in alcun modo dipendente... anzi credo che la tecnologia se usata in modo corretto è una grandissima innovazione e risorsa... ma viene utilizzata nel modo sbagliato... e io la considero causa di tanti mali...
    Un abbraccio

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  22. Grande Xavier!
    Post interessante!
    Io non mi ritengo in alcun modo dipendente, uso il pc per le mail di contatto con i miei figli e questo mio piccolo blog!
    Non è vita attaccati al computer!
    Un abbraccio da Beatris

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