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08/02/14

Ho conosciuto il dolore (dedicata a me)



Ho conosciuto il dolore
(di persona, s’intende)
e lui mi ha conosciuto:
siamo amici da sempre,
io non l’ho mai perduto;
lui tanto meno,
che anzi si sente come finito
se, per un giorno solo,
non mi vede o non mi sente.
Ho conosciuto il dolore
e mi è sembrato ridicolo,
quando gli do di gomito,
quando gli dico in faccia:
”Ma a chi vuoi far paura?”
Ho conosciuto il dolore:
ed era il figlio malato,
la ragazza perduta all’orizzonte,
il sogno strozzato,
l’indifferenza del mondo alla fame,
alla povertà, alla vita…
il brigante nell’angolo
nascosto vigliacco battuto tumore
Dio, che non c’era
e giurava di esserci, ah se giurava, di esserci…
e non c’era
ho conosciuto il dolore
e l’ho preso a colpi di canzoni e parole
per farlo tremare,
per farlo impallidire,
per farlo tornare all’angolo,
cosi pieno di botte,
cosi massacrato stordito imballato…
cosi sputtanato che al segnale del gong
saltò fuori dal ring e non si fece mai più
mai più vedere
Poi l'ho fermato in un bar,
che neanche lo conosceva la gente;
l’ho fermato per dirgli:
“Con me non puoi niente!”
Ho conosciuto il dolore
e ho avuto pietà di lui,
della sua solitudine,
delle sue dita da ragno
di essere condannato al suo mestiere
condannato al suo dolore;
l’ho guardato negli occhi,
che sono voragini e strappi
di sogni infranti: respiri interrotti
ultime stelle di disperati amanti
-Ti vuoi fermare un momento?- gli ho chiesto -
Insomma vuoi smetterla di nasconderti?
Ti vuoi sedere?
Per una volta ascoltami!! Ascoltami
…. e non fiatare! -
Hai fatto di tutto
per disarmarmi la vita
e non sai, non puoi sapere
che mi passi come un’ombra sottile sfiorente,
appena-appena toccante,
e non hai vie d’uscita
perché, nel cuore appreso,
in questo attendere
anche in un solo attimo,
l’emozione di amici che partono,
figli che nascono,
sogni che corrono nel mio presente,
io sono vivo
e tu, mio dolore,
non conti un cazzo di niente
(Roberto Vecchioni)

34 commenti:

  1. Semplicemente stupendo, tutto, dal brano di Vecchioni al quadro di Wiley che hai scelto... trovo che in un momento come questo, così delicato per te (e non sto parlando del web prima che qualcuno venga a farsi inutili paranoie) un messaggio così coraggioso è il segno che tu sei più forte di tutto, e che ce la farai sempre!
    Un mega bacione

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  2. Ho letto il testo della canzone piano piano e i miei occhi si sono riempiti di lacrime nate dal cuore!
    Meravigliosa!
    Un abbraccio e buona giornata da Beatris

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  3. Chi non l'ha conosciuto?
    L'importante è saper sempre reagire :)

    Moz-

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  4. Una canzone meravigliosa questa di Vecchioni, parole struggenti, piene di dolore ma anche di rivalsa… di vittoria
    Il dolore scava a fondo i suoi baratri dentro di noi… e più in profondità s’insinuerà… più l’amore potrà piantare le sue forti radici… perchè solo chi soffre veramente sa amare più degli altri.
    Ti rappresenta molto questo testo Xavier, tu sei una persona che ha sofferto e soffre ancora, ma affronti la vita con coraggio, forza e determinazione… affronti le tue battaglie come un guerriero senza spada… la cui arma è la saggezza, la cultura e la forza del cuore.
    Un forte abbraccio :-)

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  5. Conoscere il dolore serve, malgrado tutto, per riuscire ad apprezzare meglio gli attimi di felicità.
    Un abbraccio

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  6. @Mel, per quanto ti sforzi difficilmente riesci a capire fino in fondo quello che sto passando in questo periodo ma non perchè non ne sei capace, perchè non lo vivi.
    Tutto il casino di questi giorni mi ha fatto capire tante cose, ne sto traendo le giuste conclusioni e fatto i passi necessari. Non c'è bisogno che ti spieghi altro!
    Un abbraccio

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  7. @Beatris- questo testo non raggiunge tutti, solo chi ha provato dei grandi dolori lo sente suo... le tue lacrime sono significative!
    Un abbraccio

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  8. @Betty- per ora questa canzone mi rappresenta solo nel dolore profondo che sto provando. Il baratro si è aperto, è profondo e chi c'è caduto dentro sta passando giorni molto difficili (non si tratta di nonna Bea o di me).
    Non so se sono il guerriero che tu vedi, non mi sento saggio...al momento il mio stato d'animo oscilla tra l'incazzato/furioso e la delusione profonda.
    Un mega abbraccio

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  9. Chat Noir ha detto...
    @Moz... ti stai divertendo molto? Il teatrino che hai messo su sollazza il tuo ego?
    Ho letto tutto quello che hai scritto... non capisco una cosa, continui a rovesciare, rigirare, mescolare tutto e di più ma alla fine qual è il punto? Non vuoi vedere e capire, quindi non ti devo nessuna spiegazione perchè ho cazzi più importanti di cui occuparmi che non del casino che tirato su ad hoc. Goditi il palcoscenico!

    p.s non so se tu hai mai conosciuto il dolore profondo...

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  10. @ellie- conoscere il dolore fa apprezzare tante cose e soprattutto ti permette di capire chi sono le persone che ti stanno attorno.
    Un abbraccio

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  11. Una delle descrizioni più sincere sul dolore, non la conoscevo e conferma quanto tu sia una persona vera. Non so nulla e non penso hai molta voglia di esternare le tue sensazioni, non me ne lamento e ti abbraccio.
    Leggerlo mi ha fatto tornare questa poesia, te la lascio:

    E il dolore se n'è andato...
    Quando il dolore arriva,
    ci sono donne che lo inghiottono a sorsate amare.
    Altre invece lo sputano in faccia a chi glielo procura.
    Tutte però raccolgono i brandelli di se stesse.
    Come fare allora? Come gestire quel dolore che tante volte ci fa sentire così fragili e sopraffatte? Quali sono gli strumenti per interpretarlo e curarlo?
    Il dolore va prima di tutto liberato.
    Non però con una mitragliata sparata a caso, ma facendolo defluire.
    Una donna non può essere veramente libera, se non lascia libero il suo dolore passato, una volta per tutte.
    E non può essere veramente forte se non affronta con coraggio il suo dolore.
    Ci sono donne che non parlano delle loro ferite.
    Dicono «Sì, sì è il mio dolore» e chiudono il discorso. Mettono una pietra sopra perché è stato loro insegnato a reprimere, a nascondere.
    Ci sono altre donne invece che lasciano crescere quel dolore segreto a dismisura, occupando tutta la cella in cui si è imprigionato, come se volessero farlo esplodere.
    E infine ci sono donne che hanno trovato il coraggio di liberarlo, quel dolore.
    Sono scese giù negli scantinati bui dell'anima, con una lanterna in mano e le chiavi nell'altra.
    Hanno respirato quell'odore di muffa e di pietre marce, hanno girato la chiave nella toppa arrugginita e hanno detto con un cenno: «Forza, esci e vattene».
    E il dolore se n'è andato, ululando e guardandole per un'ultima volta.
    È svanito con il suo lezzo di luoghi chiusi.
    Negli occhi di queste donne c'era la voglia di ritornare forti e positive.
    Poi hanno desiderato subito l'aria fresca e sono corse fuori con tutta la forza delle loro gambe, saltando i gradini. Libere…
    (Simona Oberhammer)

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  12. @Xavier: divertirmi?
    Il casino l'ho tirato su io? Quando? Come?
    Dimmelo.
    Mi spieghi anche dove avrei rovesciato, rigirato, mescolato tutto?
    Incollami le frasi, perché davvero non lo so! E se me lo fai notare, possiamo parlarne da persone civili.
    Non sei tu magari che non vuoi vedere né capire?
    Io, comunque, aspetto ancora le risposte che non mi hai dato.
    Come ad esempio sulla frase del "prendete un bastone e picchiate Moz".
    Ma sono qui, sempre.
    Puoi commentare quanto e come vuoi, non ho bloccato i commenti.
    Anzi, ti sto proprio invitando a spiegarti... senza alcun rancore, sia chiaro.

    Moz-

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  13. @Moz: ho spiegato più volte, fin dal mio primo commento (e quando mai l'ho scritto!).
    Sono sbagliate perchè per me, visto il clima non civile e non aperto ai gay in cui viviamo, si può far pensare che l'omosessualità sia un modo di vivere sbagliato, che possa "passare".
    Cos'è che non capisci, che non ti è chiaro? E' già tutto spiegato, vuoi un'enciclica papale?
    Ora basta con questa storia, non me ne frega più niente, ho altri problemi che sono più importanti di questo casino!

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  14. Ho conosciuto il dolore profondo...e ti capisco e ti sono vicina.

    Abbraccio, Xavier.

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  15. I problemi più gravi li abbiamo tutti, purtroppo.
    Ma se abbiamo deciso di stare su un blog è anche per confrontarsi.
    Io, dopo che tu hai risposto in quel modo, ti ho portato tutti i dettagli del contesto in cui quella frase viene pronunciata, dicendoti che mai nessuno ha usato quella frase prendendola a sé, ma è sempre stata analizzata nel contesto.
    Ecco cosa ti chiedo e che né tu né Melinda mi avete spiegato: alla luce dell'oggettivo contesto di quella frase (sin dal trailer per chi non guarda il film), DOVE risulta pericolosa? Come fa a mandare un messaggio pericoloso e/o offensivo?

    Moz-

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  16. Sono parole bellissime, non conoscevo questo testo.
    Ma vedrai che prima o poi questo dolore andrà via...L'hai conosciuto ma non ci devi convivere per sempre.
    Buon week end
    la betty

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  17. @Lumi- Ora come ora non posso e non voglio esternare il mio dolore, ti ringrazio per la tua comprensione.
    Ho letto con molta attenzione lo scritto che mi hai lasciato, è vero il dolore andrebbe sempre esternato per potersene liberare per sempre, a volte non è possibile farlo subito, perchè ha bisogno di sedimentare, di essere metabolizzato e di dargli un significato. Quando tutto questo sarà avvenuto ne parlerò nel mio blog e chi avrà voglia di leggermi potrà farlo.
    Un abbraccio

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  18. Grazie Gianna, è un inferno da passare, una tappa obbligatoria!
    Un abbraccio

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  19. @la Betty- passerà, sicuramente ma che cicatrici lascerà?
    Un saluto

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  20. @Moz, le due frasi anche prese nel contesto per me lanciano un messaggio sbagliato: non ce lo vedi tu, non ce lo vedono altri... Non è un problema mio, dal momento che comunque non sono l'unico a pensarla così.
    Ma cosa ti da fastidio, che non butto tutto sul banale?
    Scusami se non ci riesco. Tu ci riesci?
    Bravo, sicuramente vivi meglio di me e quindi anche contestualizzando, te lo ripeto ancora, quelle due frasi lanciano messaggi sbagliati.
    Poi per favore, io parlo per me e non per Melinda (che mi ha soltanto difeso come farebbe un vero amico): tu e Pier non fate i giochini alla Missis Robinson, non insinuate cose non vere e se volete chiarimenti da Melinda chiedete a Melinda.
    E ora per favore con questa storia diamoci un taglio!
    Grazie

    08 febbraio

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  21. Non conoscevo questa canzone...anch'io ho provato la mia parte di dolore (come tutti...)e non ho avuto accanto grande solidarietà,, però trovo che le parole di questa canzone siano uno sprone a lottare e a non lasiarsi sopraffare dal dolore, cosa non facile!
    Un abbraccio

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  22. @Adry- lottare sicuramente... però lottare contro l'ignoranza, contro la paura del diverso, contro l'omofobia mascherata da finta tolleranza è davvero come combattere contro i mulini a vento. Vorrei che certe persone, invece di chiedere spiegazioni a me, queste spiegazioni le dessero a un'altra persona che in questo momento si trova in condizioni piuttosto critiche.
    Un saluto

    RispondiElimina
  23. Ok, io e te dobbiamo procedere per step.
    Ora hai chiarito che per te, nonostante il contesto, quella frase è sbagliata. Anche se il film insegna tutt'altro, anche se dal trailer viene subito anestetizzata e stigmatizzata. Ovviamente io non sono affatto d'accordo, ma son punti di vista.

    Adesso (step 3, sempre che hai voglia di rispondere) mi chiedo se, visto che pensi questo anche con la contestualizzazione, OGNI frase per te può essere pericolosa. Tipo quella riportata da me di Tarantino, o altre che leggerai (se vorrai) da domani sera in un racconto scritto da me un anno fa.
    E qui giungiamo al punto: un autore ha diritto o no di scrivere quel che vuole?
    Forse, adesso, ci siamo arrivati...
    Buona serata in ogni caso, e se in qualche modo (non voluto) ti ho offeso... ti chiedo scusa.

    Moz-

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  24. Qualcuno dice che il dolore sia una tappa necessaria nel corso di guarigione e che ci aiuta ad adattarci alle nuove situazioni. Ma prima c'era il calore di un essere umano poi si avverte il freddo vuoto. Quindi bisogna reimpostare la propria vita perchè quella di prima non c'è più del tutto. Ma il dolore ci aiuta a esterna Il dolore può essere una valvola di sfogo sono certa di una cosa però: reprimere il dolore fa male.
    Di dolori ce ne sono di infinite varietà ma tutti sono comunque il frutto della perdita di qualcosa dentro di noi.
    Un caro saluto
    A presto!

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  25. @Moz facciamola breve:
    punto uno: non tutto può essere contestualizzato e anche quando si può farlo, se delle frasi mandano messaggi che nella mente di soggetti labili possono essere interpretati per arrecare danno a altri, per quanto venga anestetizzata e stigmatizzata la frase (a mio parere in maniera del tutto superficiale) quella/e frasi devono essere considerate pericolose (ad esempio la canzone dei Beatles Helter Skelter, ha scatenato nella mente di Manson che era già malato di delirio di onnipotenza l’idea che uccidere era un sacrificio accettabile).

    Punto due: la censura e sbagliata, perché impedisce all’autore di potersi esprimere liberamente, a volte però è il minore dei mali. Se un autore scrive qualcosa che come ho scritto sopra può venire interpretato in maniera errata, deve ritenersi responsabile delle conseguenze che ne derivano e non può trincerarsi dietro la liberta di espressione, sarebbe troppo comodo e semplicistico.
    Nei due punti ho risposto a tutto, ma tu questo già lo avevi intuito da quello che avevo scritto, (evidentemente non hai letto o non hai voluto capire) semplicemente non hai voluto come scrivi tu smorzare i toni, anzi da Mel ti sei pure vantato che alzare polveroni ti piace, ecco perché hai continuato ad alimentare il fuoco di quella discussione. Tutto questo si può esprimere in due concetti: RESPONSABILITA’ CIVILE e RESPONSABILITA’ MORALE.
    Per quanto riguarda il racconto (ora secondo il tuo pensiero e non negare perché lo hai scritto a Mel, siccome tu scrivi racconti e A. scrive racconti, allora devo pensare che o siete la stessa persona o siete dei fake) verrò a leggerlo, commenterò? No non lo farò, perché potrebbe non piacermi e quindi dovrei lasciare un commento che non collimerebbe con quello della e sta sicuro che mi darete ancora addosso poi non hai bisogno del mio “stupido” commento, riceverai fin troppi “bravo, che bello” che incenseranno il tuo ego.
    Un’ultima cosa, mi riallaccio alla libertà dell’autore: come autore dei post del mio blog, mi arrogo il diritto di bloccare i commenti tutte le volte che lo ritengo necessario, non si accettano reclami! STEP FINITA.

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  26. Bella e struggente, come tante di Vecchioni.
    Vorrei poterti dire che non soffrirai più, ma sarei uno sporco bugiardo.
    Ti abbraccio forte forte.

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  27. Vedi, già che non hai interpretato nel modo giusto la cosa che ho scritto da Mel mi fa pensare di quanto tu parta prevenuto.
    Comunque, sai cosa disse una scrittrice, inviando una lettera?
    Dal momento che io invio questa lettera, non è più mia, ma di chi la riceve. Io so cosa c'è scritto, chi la riceve ci leggerà quel che vuole ma non è mia responsabilità.
    Io la vedo così, altrimenti nessuno potrebbe scrivere niente, nella vita.

    Per chiudere il discorso, ti invito a leggere il commento che è stato postato sul mio blog negli ultimi due post (i post incriminati).
    Il personaggio di Sara è tratto da un'opera teatrale lesbica, scritto da una lesbica.
    Discorso, forse, chiuso per davvero^^

    Moz-

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  28. @Zio- la sofferenza ovviamente fa parte del bagaglio a mano di ognuno di noi... però c'è sofferenza e sofferenza. La sofferenza che ti causa un soggetto che fa dell'intolleranza, dell'ignoranza la sua bandiera e maschera tutto con il falso perbenismo è decisamente più forte se poi ad andarci di mezzo è qualcuno che ami.

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  29. Dove avrei scritto una cosa del genere?
    Certo, so che questo commento lo cancelli e non lo pubblicherai, ma almeno sii onesto e dimmi dove ho scritto che qualsiasi cosa che non era d'accordo con le mie idee l'avrei censurata! Ti sfido, avanti!
    Sii onesto, oppure impara a leggere.
    E questo, dato che lo cancellerai come dici, avrò modo di scriverlo adesso sul mio blog.

    Moz-

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  30. @Moz qual è il modo giusto di interpretare una cosa, il tuo? Se è così ti eleverò al rango dell'onniscente GOD, ma siccome sei un fallace comune mortale come me, il tuo modo di interpretare ciò che accade non è quello giusto e solo uno dei tanti modi.
    Tu mascheri bene il conformista che c'è in te, giri e rigiri quello che ti si scrive, anzi fai finta di non capire... problema tuo non mio!
    Inoltre vorrei farti notare che quando in fondo a un post scrivi: "non pubblicherò nessun commento che contenga riferimenti ad argomenti passati o che offendono altre persone" attuti una CENSURA e non rispetti il libero pensiero di chi è autore del suo commento.

    "Dal momento che io invio questa lettera, non è più mia, ma di chi la riceve. Io so cosa c'è scritto, chi la riceve ci leggerà quel che vuole ma non è mia responsabilità."
    Questo si chiama lavarsene le mani e non assumersi le proprie responsabilità... lo fece anche Pilato condannando Cristo.
    Dovresti propormi testi gay, la lesbica è Mel non io.
    Togli pure il forse questa discussione termina definitivamente qui!

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  31. @Moz: ho capito che l'età ti fa perdere colpi ma ancora non hai l'Alzheimer. Questa arriva da "Tutta colpa di Freud?" targato Moz:
    "P.s. i commenti offensivi verso terzi, o con frecciatine e rimandi ad episodi successi altrove saranno -ahimé- cancellati. Mi affido alla vostra maturità, thanks! :)"

    E' censura, nero su bianco.
    E adesso basta ok? Mi affido alla tua maturità.

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  32. Se non sei arrivato a capire che quella frase l'ho messa soprattutto per tutalare te dopo l'incidente successo da Audrey, beh, mi dispiace veramente.
    Ti risulta che ho cancellato qualche commento?
    Ti risulta che quella frase significhi, come hai scritto, che ogni cosa che andava contro il mio pensiero l'avrei cancellata?

    NO: quella frase era un invito a non offendersi e a non tirare fuori ciò che di offensivo era successo altrove (le frecciatine, appunto...)

    Mi dispiace ma proprio non riusciamo a venirci incontro, a questo punto te lo domando chiaro e tondo: ti piace ancora confrontarti con me, hai ancora piacere a leggere le mie cose e ti fa piacere che io legga le tue?
    Se mi dici di no, e ne hai tutto il diritto, non sentirai più parlare di me, ma sappi che mi dispiacerà. Però dimmelo, almeno la finiamo qui...

    Moz-

    RispondiElimina
  33. @Moz-tutelare me? Non mi sono sentito tutelato ne da te e ne da Audrey. La tutela riguardava il delirio di Missis Robinson? Ci sta pensando chi ha l'autorità per farlo.
    Io sono sempre per il confronto, continuerò a leggerti, se avrò qualcosa da dire lo farò (per quanto riguarda te, è una tua scelta) ma ora ho bisogno che tutto sedimenti, perchè la mi testa è da un'altra parte.
    Ora per favore tregua!

    RispondiElimina
  34. Va bene, allora restiamo così.
    Discussione, finalmente, terminata :)

    Moz-

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