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12/01/14

Trans... storia di Virginia

Indossi i tacchi e una gonna
per dare un volto alla tua identità.
Il trucco pesante, la  parrucca
per passeggiare nella tua intimità.
Qualcuno ti grida parole oscene,
qualcun altro ride sguaiato
al tuo passaggio.
Il passeggero di questa tua vita
ti accusa di fare teatro
e allora ti guardi allo specchio
e ti chiedi cos’è che fa di te
uno straniero.
Sei una donna
intrappolata in un abito
che non è il tuo,
un vestito che non puoi cambiare
un peccato che nessuno vuole amare.
Il tuo cuore piange il dolore
di chi non può volare
e nella luce fioca della notte
stille rosse di una vita
che si sta spegnendo,
diventano stelle luminose
nel tuo cielo ormai buio
e la mente
ricorda il canto
di una madre,
mentre le lacrime
si seccano sulle tue gote
ormai esangui!
(Xavier)

22 commenti:

  1. Quanta tristezza...quando impareremo ad accettarci e ad accettare le persone per quello che sono, senza pregiudizi e ipocrisie?

    Un bacione.
    Antonella

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    1. Quando non lo so ma sarà comunque sempre troppo tardi.
      Ricambio il bacio :)

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  2. Ciao Xavier,
    complimenti!!! sei stato molto bravo!!! I tuoi non sono versi facili e soprattutto non sono
    scontati. Non è semplice raccontare, in pochi versi, la vita di una persone, il suo dolore
    e l'ostilità della gente.
    Molto bella anche l'immagine è una delle tue magnifiche creature? se si è davvero bellissima e
    molto significativa.
    Buona domenica e bravo!!! bravo e bravo!!!
    un abbraccio

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    1. Ho voluto provare a raccontare la storia di Virgina e se ci sono riuscito mi fa piacere.
      L'immagine non è mia, l'ho trovata nel web ma trovo che con la poesia ci sta bene :)
      Un abbraccio

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  3. Semplicemente stupenda, questa poesia racconta in modo delicato la storia di tanti trans che potrebbero essere Virginia e che ogni giorno soffrono perchè il mondo "normale" li rifiuta e li considera deviati quando invece sono persone che stanno compiendo il difficile percorso di capire chi sono davvero.
    E' ispirata a una storia vera?
    Bacioni!

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    1. Sì è ispirata ad una storia vera, Virgina (ovviamente questo non è il suo nome) era un'amica di nonna Bea, dico era perchè stanca di un mondo che l'ha sempre rifiutata si è tolta la vita.
      La cosa triste e che a parte nonna Bea, io e quei pochi che si erano presi la briga di conoscerla veramente nessuno si ricorda di lei.
      Un abbraccio

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  4. Io sono uno che pensa che la natura non faccia sbagli, ma quando si è uomini in corpi di donna, o donne in corpi di uomini, non so...

    Moz-

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    1. Non è la natura che erra ma le persone che fanno sentire sbagliate le persone come Virgina, relegandole ai margini della società come dei reietti.
      Un saluto

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    2. Questo è vero, diciamo che non sono proprio fortunatissimi...

      P.s. mi avevi chiesto per le MozInterviste, puoi prenotarti qui con un commento, e ti metto in lista :
      http://mikimoz.blogspot.it/2013/05/pill-12-scaramanzie-prenotazioni.html?showComment=1389624073666#c3025019198300422047

      Moz-

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  5. Ciao Xavier la tua poesia e' molto bella..dimostra come sempre la tua profonda sensibilita'. Un abbraccio, Stefania.

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  6. Ciao caro Xavier. Belle e forti queste parole, posso solo lontanamente immaginare il dolore e il disagio di chi si sente nel corpo sbagliato... e quanto feriscano gli insulti e i rifiuti.
    Un abbraccio

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    1. Se queste parole riescono a scalfire l'ottusità di certa gente allora le persone come Virginia non dovranno più nascondersi.
      Un abbraccio

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  7. sei una persona molto sensibile e ciò si capisce anche da questa bellissima poesia

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  8. Quanta delicatezza in queste parole.
    Poesia davvero bella.

    Vale A

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  9. Triste,tristissima e bellissima, non ci sono altre parole.

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    Risposte
    1. E triste perchè Virginia era davvero una bella persona, ma l'ignoranza, il pregiudizio e il rifiuto l'hanno schiacciata fino a farle decidere di voler morire!
      Un abbraccio

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  10. Xavier, come sempre mi lasci senza parole: hai una sensibilità unica nel descrivere le storie delle persone...
    Mi hai fatto venire in mente un'amica mia e di Ray, anche lei ha sofferto tanto prima di poter vivere nel corpo che desiderava da sempre e anche ora che è passato tanto tempo, i suoi occhi hanno sempre un velo di malinconia.
    Penso che le persone "che si sentono in dovere" di discriminare e giudicare, dovrebbero guardare se stessi prima di parlare.
    Un abbraccio, Malanova

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  11. Gli umani sono il genere più presuntuoso ed egoista che può esistere, che tristezza. Saluti

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  12. Che tristezza la tua poesia Xavier, e la storia di questa donna… non oso immaginare il suo dolore… non essere amati per quello che si è, dev’essere una cosa terribile e insopportabile.
    Sei stato molto bravo e delicato nei tuoi versi, hai saputo racchiudere una vita intera in pochi e commoventi versi.
    L’immagine che hai scelto trovo sia molto rappresentativa.
    Un abbraccio grande…

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