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27/01/14

Ero un ragazzo felice

Piero da Terracina era un ragazzo come tanti, se fosse nato oggi non avrebbe avuto bisogno di raccontare la sua storia.
Ma Piero è nato negli anni più bui del Novecento, Piero è ebreo: questa è la sua testimonianza.


Ero un ragazzo felice, l'ultimo di una famiglia di otto persone, protetto dall'affetto di tutti. Tre giorni prima avevo compiuto 10 anni. il 15 novembre come tutti gli altri giorni entrai in classe e mi diressi verso il mio banco ed ebbi la sensazione che i miei compagni mi osservassero in modo insolito. L'insegnante fece l'appello ma non chiamò il mio nome; soltanto alla fine mi disse che dovevo uscire e alla mia domanda: 'Perché? Cosa ho fatto?' Mi rispose : 'Perché sei ebreo.
Mi sentii smarrito, provavo rabbia e mi rendevo conto che stavo subendo una terribile ingiustizia. Ero stato educato all' amore per lo studio e mia madre non tralasciava occasione per ricordarmi che riuscire nello studio era il mezzo per riuscire nella vita e pensai subito alle sue parole. Andai con il pensiero al mio futuro e mi vedevo costretto a dover svolgere i lavori più umili per vivere. E poi gli amici. Erano tutti lì in quella classe. Avrei potuto averli ancora come amici? No, non fu possibile. Non è mai arrivata una telefonata di un genitore per avere notizie. Tutti spariti. Ci sarà pure stato qualcuno che non era fascista, eppure nessuno ha mai mostrato indignazione per quello che stava accadendo ma neppure solidarietà. Evidentemente era una cosa che non riguardava la gente,ma riguardava gli altri e gli altri eravamo noi Ebrei.

Passai subito alla scuola ebraica che era stata organizzata in tutta fretta per accogliere quel gran numero di ragazzi cacciati dalle scuole di ogni ordine e grado (anche non governativa, recitava la legge). Non fu certo difficile formare un corpo insegnante molto valido per il fatto che tutti i docenti ebrei dalle elementari all'università avevano dovuto abbandonare anch'essi la scuole pubbliche e si erano improvvisamente trovati senza lavoro.

Il primo anno, in quinta elementare, fu un anno di transizione. Molti disagi anche per la mancanza di spazi adeguati. Nacquero però subito tra i correligionari, che in precedenza non avevo mai frequentato tranne i miei cugini, delle nuove amicizie e alcune delle mie amicizie di oggi sono ancora quelle nate allora. Poi l'anno successivo le medie, in quella che era certamente una scuola diversa, non solo per la capacità che gli insegnanti dimostravano nella disciplina che erano chiamati ad insegnare, ma anche per la loro qualità di educatori. Alcuni conoscevano le nostre famiglie e se lo ritenevano necessario ci seguivano anche al di fuori della scuola. Ho un ricordo molto bello dei miei insegnanti e in particolare del preside, il professor Cimino, un giovane professore non ebreo che era stato nominato dal Ministero. Entrava spesso nelle classi e ci incitava a studiare perché, diceva, voi e soltanto voi dovete e potete dimostrare che, malgrado quello che vogliono far credere non siete inferiori agli altri giovani della vostra età e queste parole erano per noi uno stimolo molto importante.


Ma quella scuola funzionò soltanto fino all'anno scolastico 1942/44. Poi con l' 8 settembre e l'occupazione tedesca ci fu il precipitare degli eventi: la fuga dalle nostre case braccati dai fascisti, la consegna, me e i miei familiari insieme a migliaia di nostri correligionari, ai loro alleati tedeschi per essere portati a morire per gas nei lager dell'est e per essere dati alle fiamme nei forni crematori. Fummo traditi per 5000 lire a persona da un ragazzo fascista che tra l'altro corteggiava mia sorella. 8 persone totale 40.000 lire. A quei tempi era una bella cifra. Vennero  7 SS in pieno assetto di guerra, urlando cose incomprensibili. Eravamo tutti insieme per festeggiare la pasqua ebraica.

Fummo portati a Fossoli,  e poi ad Auschwitz.
Quando siamo stati liberati, pesavo 38 chili. Io camminavo, ma erano tanti quelli che non si tenevano in piedi. Dopo un po' li crollai, dopo fui portato dai russi in un ospedale militare.  In seguiti fui portato nell''ospedale di Leopoli. Lì ripresi a piangere e presi coscienza di quello che era stato perpetrato da persone normali ai nostri danni.

Dopo qualche tempo fui mandato in un sanatorio nel mar Nero. Li ho ripreso ad avere amicizie, lì sono nati alcuni affetti come quell' infermiera che mi ha curato. Sono rientrato in Italia dopo un anno. Fu in Unione Sovietica che ripresi a vivere ..ricordo ancora oggi la mia prima partita a pallone...

Arrivato in Italia mi sono sentito solo con il peso della solitudine. Amici ebrei mi hanno offerto un lavoro, allora non sapevo fare nulla, ma ne avevo bisogno, alcuni cugini scampati mi hanno offerto il sostegno. Quello che è stato determinante per il mio recupero sono stati gli amici, che mi hanno fatto sentire un ragazzo come loro. Uno che è stato ad Auschwitz non può più essere una persona normale. Ho ripreso a lavorare, questo mi ha fatto fare dei progressi.
Pensando a me stesso… le gioie le apprezzo di più degli altri. I dolori li accetto… ma non accetto ancora la perdita della mia intera famiglia ad Auschwitz.
(www.trangoloviola.it)




30 commenti:

Melinda Santilli ha detto...

Ciao Xav, anche tu hai scelto una testimonianza molto toccante, avevo sentito parlare di Piero da Terracina ma non conoscevo tutta la sua storia e mi ha commosso.
Grazie per aver tenuto anche tu vivo il ricordo di questo giorno.
Un abbraccio e salutami particolarmente tuo nonno

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Una testimonianza che ci fa capire tutto l'orrore di quei terribili giorni.
Saluti a presto.

Audrey Borderline ha detto...

Ciao Xavier,
ovviamente, come sempre, ho pianto.
Come te sono molto sensibile all'argomento, non perchè ho un nonno ebreo ma perchè quando, per la prima volta, ho scoperto il termine nazismo una sorta di rabbia e dolore mi hanno colpita.
Ero piccola avevo all'incirca 6-7 anni e da quel giorno ho deciso di leggere tutto ciò che trovava sull'argomento e vedere tutti i film che potevo e anche i documentari. Più mi informavo e più non capivo il perchè, più non capivo il perchè e più stavo male. Io credo che tutto questo male non si possa dimenticare mai e spero che non si ripeta più.
Un abbraccio e buona giornata

MikiMoz ha detto...

Un pensiero ai deportati di ogni epoca e di ogni nazione.

Moz-

Chat Noir ha detto...

Ma non c'è un perchè... la "follia" lucida di chi ha deciso arbitrariamente di sterminare un intero popolo non ha bisogno di perchè, lo ha fatto e basta!
un abbraccio

Chat Noir ha detto...

Forse un pensiero è poco, penso si possa fare molto di più!

Chat Noir ha detto...

Pensa che siamo ancora molto lontani dal capire veramente cos'è stato quell'orrore.
un saluto

Chat Noir ha detto...

Io terrò sempre vivo il ricordo di quella tragedia, è un mio dovere morale.
un abbraccio

Gianna Ferri ha detto...

Caro Xavier, la testimonianza di Piero è molto toccante e significativa.

So che anche tu hai un testimone diretto,il tuo caro nonno.

Ti avrà raccontato in modo dettagliato tutto ciò che di brutto ha vissuto e dovuto sopportare.

Tu sei giovane, e puoi portare avanti la memoria di quel periodo orrendo.

Un abbraccio affettuoso.

RobbyRoby ha detto...

Questi orrori non si possono dimenticare.
Mi ha commosso questo tuo post.
Ciao

Nella Crosiglia ha detto...

Una morsa al cure, un pugno nello stomaco..basta vedere le foto oltrechè soffermarsi su quelle parole...
Sembra una cosa impossibile tanto è enorme , gigantesca, tanto inghiotte tutto e inorridisce....
Povera gente, povera umanità, povero mondo!
Che tristezza gattino mio...+++++

ellie ha detto...

Queste testimonianze toccano sempre profondamente, non riesco neanche lontanamente a immaginare come sia vivere con il ricordo vivo sulla pelle di quell'orrore.
Un abbraccio

Francy NeverSayBook ha detto...

Queste testimonianze sono sempre toccantie tristi. Ti spalancano gli occhi, qualsiasi cvosa tyu stia facendo...ti distraggono e ti fanno pensare...ti fanno pensare a gente cose, che hai tutto ciò che ti serve -soprattutto il cibo-, che hai la possibilità di sorridere, che non sei costretto a lavorare fino all'esaurimento di tutta la tua forza o ancor di più, che DEVI goderti le piccole cose quotidiane...
Xavier, si vede che questo argomento ti è molto vicino -davvero- e mi scuso per averti 'deluso' per così dire ma spero che tu mi creda che quando dico che le poche righe che ho scritto le ho scritte col cuore, almeno questo. Sono imperdonabile, ok.
Un saluto, Francy

LeJene Son Tornate ha detto...

Grazie Xavier per aver condiviso questa bellissima e cruda testimonianza con noi: non c'è ancora una spiegazione per l'Olocausto, un intero popolo distrutto in nome di ideali assurdi che sono stati appoggiati da una nazione che ora si definisce "civile".
Un abbraccio zamposo

Olgica T ha detto...

Hai ragione è un dovere morale ricordare!Buon pomeriggio da Olga .- .

Chat Noir ha detto...

In qualche modo sto portando avanti la memoria di quelle voci che non ci sono più e dei pochissimi superstiti che ancora testimoniano l'orrore dell'olocausto.
un abbraccio

Chat Noir ha detto...

Non si devono dimenticare!
Un abbraccio

Chat Noir ha detto...

Per fortuna che c'è ancora chi si indigna e non resta indifferente!
Un abbraccio

Chat Noir ha detto...

Posso spiegartelo, chi vive con il ricordo dell'orrore ancora vivido nella mente in realtà non vive... sopravvive!
Un abbraccio

Chat Noir ha detto...

Francy, comincio con chiederti scusa per essere stato polemico.L'olocausto mi tocca molto da vicino, mio nonno è uno dei pochi sopravvissuti a genocidio nazista ecco perchè divento molto spigoloso quando se ne parla.
Un abbraccio e grazie!

Chat Noir ha detto...

Condividere significa dare un senso a tutte quelle vite spezzate!
Un abbraccio

Chat Noir ha detto...

Grazie Olga!
Un abbraccio

Francy NeverSayBook ha detto...

Ora capisco i tuoi interventi con molta più chiarezza, Xavier. Mi dispiace che tutto ciò abbia colpito la tua famiglia così da vicino, davvero :( soprattutto per quello che deve aver vissuto tuo nonno: cose che non posso nemmeno immarginare...non sei tu a dover chiedere scusa, anzi mi hai fatto avvicinare ancor più a tutto questo orrore e al tuo blog....sono ancor più consapevole del fatto che tutto ciò che scrivi te lo detta il cuore :3
Francy

Letizia Scanga ha detto...

è sempre molto toccante leggere certe testimonianze, non riesco a concepire e a immaginare tanta violenza verso persone indifese... è una cosa che mi lascia ogni giorno amaro in bocca e un nodo al cuore e allo stomaco...
Non riesco a esprimere quanta stima io abbia per i sopravvissuti che sono riusciti ad andare avanti, riconoscere ancora l'amore, crearsi un futuro e continuare a vedere del buono nelle persone... avendo passato un periodo così devastante emotivamente e fisicamente!
Un abbraccio

http://essereincompresielasortedituttinoi.wordpress.com

Chat Noir ha detto...

Per chi è sopravvisuto, andare avanti è un dovere morale nei confronti di chi invece è morto... vedere il buono nelle persone... non è questo, piuttosto è non soccombere all'odio, alla sete di vendicarsi, perchè i "macigni" che portano sulle spalle sono fin troppo pesanti... essere dei sopravvissuti a quell'orrore e vivere da "morti", il senso di colpa diventa opprimente e ogni giorno rivivono l'inferno, senza pace, senza sosta; un lento stillicido che li consuma!
Un abbraccio

Chat Noir ha detto...

Grazie Francy!

Beatris ha detto...

Una testimonianza piena di orrore che tocca nel profondo, una vera morsa nel cuore!
Buona giornata da Beatris

RobbyRoby ha detto...

ciao
questo è stato il post migliore che ho letto durante la settimana appena passata. Fatto qua post: http://haylin-robbyroby.blogspot.it/2014/02/top-of-post-03-febbraio-2014.html

Lufantasygioie ha detto...

sono arrivata qui,grazie al post di Robbyroby.
Leggere questa testimonianza mi ha fatto male all'anima e il mio essere non comprende come tutto questo sia potuto accadere.Tante storie ho letto,tanti libri,tante testimonianze,ma lo sgomento e l'orrore che ogni volta provo ,quando leggo queste storie è sempre presente.Una domanda che mi pongo spesso è "ma perchè tutto questo?"....ma non ho ancora trovato una risposta esauriente.
lu

Chat Noir ha detto...

Grazie per aver commentato nel mio blog.
Dare una risposta alla tua domanda è impossibile, perchè non ci sono risposte che posso spiegare o giustificare l'Olocausto... neppure mio nonno che ha vissuto sulla sua pelle questa tragedia ci è riuscito. Se vuoi leggere la sua testimonianza puoi farlo qui
Un saluto!