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02/12/13

La famiglia è un'altra cosa!

Nucleo elementare della società umana, formato in senso stretto e tradizionale da genitori e figli, con l'eventuale presenza di altri parenti.
(dizionari.corriere.it)

Istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale.
Le funzioni proprie della famiglia comprendono il soddisfacimento degli istinti sessuali e dell’affettività, la procreazione, l’allevamento, l’educazione e la socializzazione dei figli, la produzione e il consumo dei beni. 
(treccani.it)


Queste sono le definizioni di famiglia che tuttora si tramandano a scuola e nella società.
Volete sapere cosa ne farei di queste definizioni? Presto fatto, le getterei nel gabinetto e tirerei l’acqua. Stop, fine imperitura delle cazzate, tabula rasa, si ricomincia da zero!
Ma chi l’ha detto che la famiglia è ancora quella proposta dalla Mulino Bianco, dalla Chiesa e da tutte le religioni monoteiste, dai governi che vedono nella famiglia solo una fabbrica per la procreazione di nuova forza lavoro per lo Stato?



Vi propongo la lettura di tre testi che ho trovato on line: il primo è uno stralcio di un tema scritto da uno studente (ho volutamente lasciato anche gli errori di cui non mi assumo nessuna responsabilità e anzi mi vergogno profondamente per la pessima figura fatta da quel ragazzo), il secondo è un articolo del sito L’Indro e il terzo è una bellissima citazione di Durkheim.

Famiglia, una parola grossa. Che cos'è la famiglia? Al mio modo di vedere e di pensare la famiglia è un'insieme di due persone che si amano e che per forza di questo amore fanno figli e mettono su una famiglia. Questo è per me il significato di famiglia. […]
Dopo aver parlato ampiamente dei divorzi e delle famiglie allargate, parlerei un pochino anche delle unioni omosessuali. Io sono abbastanza d'accordo, ma fino ad un certo.
Sono d'accordo perché ognuno è libero di condividere la propria vita o con una persona dello stesso sesso oppure diverso, questa libertà non deve essere assolutamente vietata, essi possono anche sposarsi fra di loro, ma non tollero assolutamente una cosa, cioé, gli omossessuali non devono adottare un figlio. Qualcuno mi chiederebbe perché. Come perché? Un bambino non può avere due padri e due madri, non può esistere né in cielo né in terra, i bambini devono avere un padre ed una madre. E poi questo argomento è sempre discusso dai politici che devono capire senza distinzioni fra sinistra e destra che gli omosessuali possono stare insieme ma avere figli in affidamento, assolutamente questo no!
(atuttoscuola.it)


 Tutti, chi più e chi meno, abbiamo esperienza di famiglia e sappiamo benissimo che non è certo il matrimonio e tenere unite le persone. 
Se così fosse non esisterebbero le famiglie allargate, nate da matrimoni successivi al primo e capaci di creare legami che vanno ben al di là di quelli creati dal sangue, ma che non per questo sono meno forti. Anzi. 
Scommetto che se potessimo scegliere i nostri parenti, invece di trovarceli "assegnati" dal destino, molti di noi avrebbero una famiglia completamente differente rispetto a quella in cui si trovano oggi.
Non è quindi il matrimonio a creare una famiglia. Il matrimonio crea diritti, la famiglia è un'altra cosa. La famiglia non è un concetto che esiste solamente nelle società in cui esiste il matrimonio, ma anche nelle società tribali esistono vincoli che possono tranquillamente essere paragonati alla famiglia, senza che una qualche cerimonia o un contratto di sorta li abbiano sanciti. 
"Essere di famiglia" significa trovarsi a proprio agio in un luogo, con un gruppo di persone, tanto da aprire il frigorifero e prendere una birra senza bisogno di chiedere il permesso a qualcuno. La famiglia sono i legami e in questo senso non c'è contratto che tenga. Legami intesi come rapporti di assistenza e di aiuto reciproco nonostante non ci sia alcun obbligo in merito, intesi come ascolto, come luogo in cui tornare la sera e sentirsi finalmente, dopo una giornata da incubo, a casa. Questa è la famiglia e tutti dovremmo aver diritto ad averne una.
Il mondo va avanti, come da sempre, e tutto cambia. E' cambiata la lingua che parliamo, noi donne possiamo votare (e magari tra un po' accadrà che non parleremo nemmeno più di femminicidio), le persone di colore non sono più costrette a sedersi in posti riservati sui mezzi pubblici.
Se ci pensiamo ora si trattava di limitazioni che venivano vissute come corrette, come "giuste", ma alla fine ci siamo accorti che la loro abolizione non ha affatto minato la società civile. Il mondo va avanti, le persone cambiano, anche la famiglia è cambiata e non ci possiamo fare nulla, se non prenderne atto e comportarci come esseri umani invece che come ottusi guardiani dell'ordine precostituito.
(lindro.it)


Émile Durkheim nel 1888 scrisse: non esiste un modo di essere e di vivere che sia il migliore di tutti. La famiglia di oggi non è né più né meno perfetta di quella di una volta: è diversa, perché le circostanze sono diverse.

Inutile dire che il primo brano, lo spezzone di un tema scolastico che sicuramente mia madre siglerebbe con un bel ragazzo mio, siccome non viviamo più nel medioevo sei pregato di sviluppare un pensiero più ampio e anche più grammaticalmente decente, mi ha stupito ben poco.
Sapete perché quel ragazzo ha scritto così tante cazzate?
Semplice: perché è stato influenzato dalla società odierna, una società globalmente ottusa, bigotta, ipocrita e ferma all’età della pietra.
Una società che ci ripropone il solito modellino di famiglia apparentemente felice: un padre, una madre, il primogenito figlio maschio etero portatore del sano orgoglio maschile e la secondogenita femmina con un sorriso ebete stampato sulla faccia, simile a quello di Heidi; per intenderci, la famiglia Mulino Bianco.
All’apparenza perfetta, ma se si scava sotto si scopre che il padre ha l’amante (maschio o femmina decidete voi, ricordate che però ultimamente i gay repressi sono più di quanti pensate), la madre si vota all’acol o allo shopping compulsivo per dimenticare che il suo matrimonio fa schifo, i figli sono due emeriti deficienti destinati a rifare nella vita gli stessi errori dei genitori.

Allora cos’è la famiglia, la vera famiglia?
Riporto qui la frase dell’articolo dell’Indro che più mi ha colpito: legami intesi come rapporti di assistenza e di aiuto reciproco nonostante non ci sia alcun obbligo in merito, intesi come ascolto, come luogo in cui tornare la sera e sentirsi finalmente, dopo una giornata da incubo, a casa. 
Questa è la famiglia e tutti dovremmo aver diritto ad averne una.
Ecco cos’è la vera famiglia.
Non è un contratto, non è una convivenza, non è un matrimonio, non sono dei figli.
La famiglia per me è un gruppo di persone che decide di propria spontanea volontà di stare insieme, di condividere gioie, affetti, dolori, difficoltà, che restano insieme, che si sostengono e che continuano sempre a essere famiglia possa anche il più grande meteorite del mondo cadere sulle Terra e realizzare la profezia dei Maya.




Se penso a un colore, per me la vera famiglia ha tutti i colori dell’arcobaleno perché può essere formata da amici, parenti, perfetti sconosciuti che decidono di condividere le loro vite, da coppie etero, gay o lesbiche, da coppie con o senza figli, da colleghi di lavoro, da studenti, da anziani, da giovani...
Insomma, da persone che si amano, a prescindere dai pregiudizi, dalla religione, dal sesso, dall’età e dal paese di provenienza.
Per questo io mi sento di lanciare questo messaggio, questa riflessione.
Il nostro sarebbe un mondo migliore se al posto di questo testo “uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.” nell’articolo 16 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo trovassimo invece questo testo
“uomini e donne hanno il diritto di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza, orientamento sessuale, età o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo alla famiglia che scelgono consapevolmente di fondare e dovranno prendersi cura l’uno dell’altro.”

E voi che famiglia siete? Monocolore Mulino Bianco o Arcobaleno?



25 commenti:

  1. Appena Ray torna a casa gli farò leggere questo post, sei stato... bravo? No, bravo è poco, meriti un 110 e lode!
    Bene, parliamo di famiglia: se davvero la famiglia fosse quell'obbrobrio etero da Mulino Bianco che ci impongono mi sparerei perchè la mia "famiglia tradizionale" non è delle migliori.
    Come sai, i miei genitori non hanno mai digerito la mia omosessualità e quindi i rapporti (specie con mia madre) sono ridotti ai minimi termini.
    Ma la mia vera famiglia l'ho trovata con Ray, ci siamo innamorati, abbiamo deciso di costruire insieme qualcosa di concreto e poi sono arrivati i nostri amici, on line e off line: tu, Melinda, Malanova, soltanto per citarne alcuni...
    Per me famiglia è una scelta consapevole, sono persone che si prendono cura le une delle altre senza essere costrette da vincoli e documenti: è amore dato senza chiedere nulla in cambio.
    Un abbraccio, Lago

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    1. Ciao Lago,
      la tua storia e quella di Ray la conosco bene. Tu sei stato adottato in toto dalla famiglia di Ray, tanto è vero che sua mamma stravede per te e poi ci sono tutti i vostri amici (grazie per avermi incluso!). Quella che tu hai citato è una vera famiglia, che famiglia è quella che non ti accetta e ti fa del male?
      Un abbraccio e salutami Ray!

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    2. Ciao bischerino, eccomi qui.
      Posso solo applaudire davanti al tuo post, cotanta riflessione l'è veramente degna di nota.
      Come sai, ho avuto la fortuna di crescere in una bella famiglia arcobaleno e open mind, sicchè non ho mai avuto nessun problema, ma per Lago non è stato lo stesso e questo è l'esempio calzante del fatto che non è il tipo di famiglia che non funziona, ma le persone che la compongono esattamente come hai detto.
      Non so se ci sono rimedi, o meglio secondo me ci sono per cotanta grullaggine, ma non sono proponibili su un blog bellino come il tuo!
      Un grande abbraccio!

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  2. Sono pienamente d'accordo con te, e riterrei praticamente inconfutabili le osservazioni tue e quelle della giornalista (credo) de lindro. E la penserebbe così anche tanta altra gente, se riuscisse ad avere il coraggio di liberarsi dell'ipocrisia e del bigottismo dietro cui si trincerano per la paura di mettersi in discussione e di cambiare.

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    1. Sì Cri, è una giornalista molto brava: sono convinto anch'io che finchè il bigottismo e l'ipocrisia la fanno da padrone non si va avanti, ma a quanto pare per troppe persone la facciata è più importante della sostanza e a tal proposito mi viene in mente un libro di Zola che secondo me dovrebbero leggere in molti "Dietro la facciata".
      E' bellissimo e molto educativo.
      Un abbraccio

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  3. Sul primo brano non mi esprimo proprio :S
    In ogni caso sono COMPLETAMENTE d'accordo con te... le famiglie mulino bianco non esistono, anzi come dici tu esistono all'apparenza ma poi dietro c è di tutto e di più....
    quindi no comment...

    Io ho una famiglia assolutamente arcobaleno... e sono felice così...

    Un abbraccio

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    1. Anche io sono contento della mia famiglia adottiva, non la cambierei per niente al mondo: mi accettano così come sono, mi sostengono, mi aiutano a crescere, mi amano.
      Alla faccia delle famiglie Mulino Bianco.
      Un abbraccio

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  4. Sì, mi trovi d'accordo.
    La famiglia è un nucleo di unioni, un insieme di gente dove poter crescere.
    Fa ridere pensare che qualcuno si oppone al far adottare un figlio da due genitori dello stesso sesso ma lascia tacitamente che in una famiglia tradizionale quel figlio sia vittima di abusi psicologici o fisici.
    Insomma, per me c'è una cosa di fondo: la società non è ancora del tutto pronta... è questo il problema.

    Moz-

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    1. So bene che questo è il problema, è un problema che riguarda molti paesi del mondo che come il nostro sono arretrati.
      Io sono stato adottato e per fortuna, perchè i miei genitori biologici erano due tossici con tutte le conseguenze che poi ne sono derivate per me (di cui ho già parlato in altri post), sono anche stato maltrattato dai miei genitori biologici...
      Insomma, uno la famiglia deve potersela scegliere!
      Un saluto

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    2. Non sapevo del tuo passato, insomma... hai una vita sicuramente da romanzo, nel bene e nel male!! XD
      In ogni caso, i parenti non puoi sceglierteli, gli amici sì... è questa la verità!^^

      Moz-

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  5. Io ho sempre pensato e SEMPRE sosterrò che i bambini appartengano a chi li cresce e non a chi li partorisce.
    Da piccola non ho avuto una famiglia, e penso che mi avrebbe dato immensa gioia se qualcuno mi avesse amata, qualcuno che mi avrebbe fatta sentire speciale, fare parte di una famiglia vera… e non importa se fossero stati 2 uomini due donne o una coppia classica, per me non avrebbe avuto nessunissima importanza, la cosa importante è l'amore che si riceve e quello che si dona...
    Un bacione Xavier, e buona settimana

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    1. E' arrivato due secondi fa :)
      Condivido appieno il tuo pensiero, i figli sono di chi li cresce con amore e non di chi li partorisce.
      Un abbraccio speciale a te, Matteo e Mauro, siete proprio una FAMIGLIA!
      TVB

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  6. Mi ritrovo esattamente nel commento di Betty.

    Siate felici

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  7. Da piccoli (almeno nel mio caso) si crede nella famiglia del mulino bianco, poi crescendo ti accorgi che anche i genitori non sono poi cosi perfetti come li avevi idealizzati, che anche altre famiglie non sono tutte rose e fiori, ognuno ha i suoi problemi o scheletri nellarmadio e ti risvegli da quel sogno...tu sei molto + giovane , ma io sono creciuta con obblighi di assistenza familiare che mi hanno profondamente segnata col senso del dovere, sensi di colpa, ma non do la colpa alla mia famiglia, allora era cosi,,, e qst cose ti segnano....vorrei un mondo in cui tutti si ripettassero e volessero bene indipendentemente se è parente o amico o conoscente o sconosciuto, che sia bianco, rosso, nero o giallo , etero o non etero, io ci credevo ...forse moriro' sperando ancora che possa avverarsi , chissà....io non so....ciao Xavier sei una bella persona.

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    1. Non sei sola, anch'io vorrei un mondo dove le differenze fossero dei valori aggiunti, dove non importa di che colore sei ma chi sei e cosa hai nel cuore... Continuiamo a sognare e crederci!
      Un abbraccio

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  8. Sei giovane, ma molto saggio. Io sono perfettamente d'accordo con il tuo concetto di famiglia e voglio un mondo libero da tutti quei dogmi, che hanno portato alla rovina l'umanità.
    Ognuno deve sentirsi libero di viver, purtroppo in questa società bigotta e piena di pregiudizi, che guarda la pagliuzza, ma non la trave, sembra veramente difficile.
    Ai miei figli cerco d'insegnare il rispetto verso tutti e soprattutto non omologarsi alla massa.
    Saluti a presto.

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    1. Grazie Cavaliere, come dice mia nonna io sono nato con la mente di un vecchietto ma meglio così piuttosto che non avere idee proprie.
      Anche i miei genitori mi hanno insegnato a rispettare il prossimo e ad avere sempre una propria visione del mondo, anche a costo di andare contro corrente e sono molto contento che l'abbiano fatto: vedrai che anche i tuoi figli lo saranno.
      Un abbraccio a te e alla tua famiglia

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  9. Post come sempre sublime Gattino mio....
    Non ho mai avuto una famiglia, padre svagato dalla sua importante professione, madre troppo indaffarata nei viaggi, aste e spese pazze per occuparsi di me, poi non voluta.
    Non ho mai imparato a capire cosa significa famiglia, se non con un compagno meraviglioso, che dopo anni di convivenza mi ha insegnato veri valori del ritrovarci, aiutarci, rispettarci, vivere sereni , condividere tutto anche i compromessi per renderci più felici ancora...
    E poi pufff..tutto svanito come una piuma al vento...
    Ma l'idea prima che mi è rimasta, sarà sempre quella del luogo dove si stava così tanto bene!
    Ora smetto altrimenti attacco con le lacrime!!!
    Bacio Xavier!...

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    1. Nellina bella, so che la perdita del tuo compagno ti ha segnato tantissimo, io soffro ancora per la perdita di mio fratello e ti capisco.
      Però, per quanto possa valere il mio pensiero, non sei sola e senza famiglia: hai una grande famiglia virtuale che ti ama, non sottovalutarla!
      E ci sono anche io che ti vogli tanto bene :)
      Un abbraccio grandissimo

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  10. sono stata adottata ....e per questo e altro ....posso dire la famiglia è quella su cui puoi contare ...quella che ti da amore e protezione ..qualsiasi colore credo politoco o religioso sesso o altro....la famiglia(fatta non da due persone ma anche da 3 4 5....) è solo frutto dell'amore .........

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    1. Condivido appieno il tuo pensiero :)

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  11. Ciao Xavier,
    io odio le famiglie del Mulino Bianco. Credo che non esistano e siano solo una squallida forzatura messa in scena per dimostrare un idillio che non vi è mai stato. Le famiglie vere hanno sempre, come dici anche tu, mille sfaccettature e colori. Le famiglie vere hanno sempre almeno un problema, un difetto o una cosa che non va, perchè non è semplice essere una famiglia e non è facile fare e dire sempre la cosa giusta. Quindi nelle vere famiglie si litiga e si fa pace, ci si allontana alcune volte per poi tornare. Detto questo credo che sia meglio nascere in un posto ove l'amore prevale, anche portando a piccoli errori, perchè spesso il troppo amore fa anche questo. Che crescere in un ambiente falso e costruito, ove prevalgono le menzogne, i beni materiali o qualsiasi altra cosa all'amore. I bambini amano chi li cresce, chi ha la sensibilità giusta per farli sentire protetti e coccolati non basta essere mamma e papà, serve altro per essere genitori.
    Ecco, la famiglia è quel posto, quell'angolo di pace ove ci si sente amati e protetti quindi non ha barriere, confini o pregiudizi.
    buona giornata un abbraccio

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    1. Proprio così, la famiglia deve essere il nostro porto sicuro.
      Un abbraccio :)

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  12. Posso sapere da dove deriva la citazione di Durkheim "Non esiste un modo di essere e di vivere che sia il migliore di tutti [...] La famiglia di oggi non è né più né meno perfetta di quella di una volta: è diversa, perché le circostanze sono diverse"?

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