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04/11/13

Non c'è nulla di queer come una serie...

Queer as Folk.
E’ un modo di dire inglese praticamente intraducibile in italiano, in quanto ogni buon vocabolario etero è propenso a tradurlo come strano come la gente, ma in realtà sarebbe gay come la gente in quanto queer viene anche usato per definire le persone omosessuali.

Queer as Folk è in assoluto una delle serie più belle e controverse della televisione...
Ho scritto una? Perdonatemi, dovevo scrivere due.
Chi conosce bene queste serie immagino che non sia affatto sorpreso, ma per i nuovi adepti mi affretto a spiegare di cosa si tratta.
Nato prima nel Regno Unito e poi ripreso (personalmente direi stravolto) negli Stati Uniti, Queer as Folk sono due serie che raccontano le vite e le peripezie quotidiane di un gruppo di amici gay.
Fino a qui tutto bene, non fosse che ci sono delle piccole pecche (chiamiamole così) che sembrano delle pennellate di Pollock su un quadro di Leonardo da Vinci.




La prima fra tutte è l’azzardato riferimento storico.
In linea teorica siamo nel post 1997 per lo UK e addirittura negli anni 2000 per lo USA.
Salvo che ci sono degli elementi che NON fanno riferimento a questi decenni, bensì ai lontani (non voletemi male ma io sono giovane!) anni 70 e 80: dal cellulare grande come una mattonella con tanto di antenna (parabolica azzarderei, cacchio ma chi li ha mai visti quei cellulari, ci vuole uno zaino solo per quelli!), alle videocassette con tanto di videoregistratore, alla famosa proposizione 14 (o 128, chiamatela come volete perché varia a seconda degli Stati federali americani) che doveva impedire le legal partenership fra gay ed è pre Milk (il famoso Harvey Milk che ha dato vita alla lotta per i diritti gay nel 1970), alle magliette iper aderenti con pantaloni di pelle (nonna Bea mi ha confermato che era un orribile modo di vestire anni 80), alla cocaina che scende come la neve una puntata sì e l’altra pure.
Ma va beh, perdoniamo queste sviste, d’altra parte quale sceneggiato non le ha?

Vorrei concentrarmi invece sulle differenze fra le due serie e su quello che le ha rese così tanto diverse, anche se poi per me sono belle entrambe (sì, posso dire che per fortuna sono riuscito a vederle perché queste serie esistono sottotitolate!).


-la casa di produzione: Red production per il Regno Unito e Showtime per l’America. Salvo che la Showtime appartiene alla Walt Disney e come continuerò sempre a sottolineare finchè esisto, la Walt Disney ha la stessa apertura mentale della Barilla verso gli omosessuali.
Va bene che esistano, a patto che vivano una vita molto, molto, molto e molto sofferta, quasi che essere gay sia una colpa.
Walt Disney? Ma vaffanculo, torna a fare i cartoni animati che è meglio!
E comunque Topolino è gay, il mio amico Malanova dice che ha una voce da frocissima e che dopo secoli che sta con Minnie è improbabile che ancora non abbia combinato niente!

-durata delle serie: un anno per quella inglese, cinque anni per l’americana. Al che si capisce che gli americani hanno intrinseco il senso della tragedia: più lunga è meglio è.
Esattamente come i giapponesi e poi dicono di non avere niente in comune.

-la location: Manchester contro Pittsburgh.
Ci avete creduto, vero? Sorpresa, in realtà della piccola e bellissima cittadina di Pittsburgh non vediamo assolutamente niente in quanto le riprese sono state fatte tutte a Toronto! (Le sole girate a New York mostrano uno scorcio di Twin Towers, il che rende impossibile il fatto che la serie sia così recente come vogliono far credere).
Un po’ come un film che piace tanto a mio papà, Gli amici del bar Margherita, dove l’ambientazione sarebbe Bologna ma tutte le riprese sono state fatte a Cuneo.
No dico, ma chi volete prendere in giro? E’ come girare un docureality su Babbo Natale ambientato in Giamaica.

-lo stile di vita: grazie nonna Bea che mi hai aiutato in questo punto.
L’ho già scritto sopra ma qui lo ripeto, lo stile di vita e dunque l’ambientazione reale della serie è tutta a cavallo fra gli anni 70 e 80: lo si capisce dagli abiti, dalla vita da disco, dalla tecnologia (perché non l’ho detto, ma siamo a sistemi operativi precedenti windows 95 e pensate che io quell’anno ancora non ero nato!), dalla musica, dalle leggi... Eh sì, perché dovete spiegarmi negli anni 2000 che senso ha andare a sottoscrivere una legal partnership in Canada dal momento che in Usa non c’erano praticamente problemi.
Il problema semmai erano le nozze, ma qui la Corte Suprema si è proprio pronunciata recentemente.


-l’estetica: va beh, che certi gay siano malati di estetica non lo nego, anzi direi che questo è uno dei problemi che rende alcuni fra noi gay dei veri stupidi.
Perciò mi dico: ma possibile che in entrambe le serie, ma soprattutto in quella americana, i gay devono essere tutti strafighi e iper fisicati?
Oh ma uno basso, calvo, con la pancetta, uno timido, uno che non schiocca le dita e ha tutti i manzi ai suoi piedi...
Sì accidenti, uno normale come noi non esiste?! Per forza che poi il format non è reale al 100%!
E cazzo hanno tutti paura di invecchiare, ma che è?! Andate a parlare col maestro Yoda, che lui di invecchiamento ne sa qualcosa!

-le lesbiche: ho conosciuto ragazze lesbiche, una è anche una mia cara amica virtuale, ma giuro con la croce sul cuore e tutto quello che volete che non sono acide e stronze come quelle americane.
Fortunatamente sono come quelle inglesi: ragazze incasinate ma simpaticissime!

-l’amore: il cardine della serie doveva essere l’amore cambia le persone.
In particolar modo doveva cambiare la vita di Stuart Alan Jones (protagonista della serie UK) e Brian Kinney (protagonista della serie USA).
E’ accaduto? Sì, si può dire di sì: al cento per cento in quella inglese, al cento per cento in quella americana con un altro cento per cento di tragicità dolorosa per Brian.
Al che non si è ancora capito bene perché questo povero uomo sia destinato al dolore e alla sofferenza fino alla fine: nato sotto il segno della sfiga, non quello dei pesci.



-il sesso: okay che sono giovane e ho l’ormone che ormai è impazzito, ma il troppo stroppia sul serio!
Mi sono ritrovato a preferire la serie inglese dove dopo un inizio bollente il sesso è completamente passato in secondo piano (meglio ancora non c’è più) per concentrarsi sull’evoluzione dei personaggi, mentre in america...
Nonna Bea mi ha spiegato che in confronto alle scene di sesso di questa serie, il film 9 settimane e mezzo è una cosa per educande dell’Ottocento.
Ve lo dico come ragazzo gay: okay, sono giovane ma la mia giornata è fatta di studio, scuola e casa. Il sesso ancora non so nemmeno cosa sia, forse un domani chissà...
D’altra parte non credo che tutti gli etero passino la giornata a pensare al sesso, altrimenti chi lavora, chi va a scuola?
Ammetto che però se il professore di matematica andasse a cercare sesso tutto il giorno non mi dispiacerebbe, almeno sarebbe meno acido, ma questa è un’altra storia.

-la discriminazione al contrario: ma se devono essere due serie gay che devono far capire il mondo gay anche agli etero, perché fate sembrare gli etero solo come dei violenti omofobi o dei deficienti che non capiscono niente?
E cazzo, magari dare qualche chance anche ai personaggi etero non era male.
Non sono tutti così negativi, per fortuna! E non tutti sono omofobi, anche fra gli etero ci sono gli intelligenti, non sono tutti come Giovanardi! (uno per tutti, ce ne sarebbero tanti altri…)

-lo spirito della crocerossina: la serie inglese è molto equilibrata, nel senso che ci sono cose belle e cose brutte senza eccessi (per forza, gli inglesi sono sempre equilibrati… In questo senso sono proprio tristi, non c’è rischio che vadano fuori dalle righe neanche se è Papa Francesco a chiederlo).
La serie americana invece vive sulle sfighe dei personaggi: Aids, cancro, sfortune di ogni tipo. E lì vince chi ha lo spirito della crocerossina e aiuta tutti con un sorriso ebete dipinto sul volto: in questo caso il personaggio di Michael che alla fine è risultato inviso non solo all’attore stesso (che ha ammesso di non sopportarlo più) ma anche ai fan che sono arrivati a scrivere lettere di protesta e minaccia (sempre esagerati, questi americani!).

-la tragedia: la serie americana vince per il tasso di tragicità mille a zero su quella inglese.
Ebbene sì, dalla pura ispirazione del format siamo arrivati allo stravolgimento totale: per fare felici le loro mille associazioni del cavolo i produttori americani hanno completamente rovinato la serie arrivando persino a porre la coppia principale (Brian e Justin) in secondo piano già dalla seconda stagione, in favore di un’altra coppia che era nata come secondaria.
Non solo, ogni puntata americana deve per forza avere una componente di dolore, è come se gli spettatori non fossero contenti se le cose per questi poveri personaggi non vadano male ogni santa volta (un po’ come nella serie Grey’s Anatomy che piace tanto a mia mamma): edifici che esplodono, studenti che ti spaccano la testa con una mazza da baseball, incidenti d’auto, morti improvvise, ci lasciamo/ riprendiamo/ lasciamo di nuovo...
Ma la tragicità culmina nella fine delle serie USA, quando Brian è costretto a separarsi da Justin con un finale degno di Via col vento: praticamente darsi una martellata sulle ginocchia e andare a correre la maratona di New York è meglio.
Sembrano i testi delle canzoni di Tiziano Ferro: sfiga e dolore assicurati.



Il mio giudizio su queste serie è diviso tra cuore e cervello.
Il cuore si emoziona per entrambe le serie, passando sopra tutti i difetti e palpita per ogni storia d’amore come farebbe una casalinga di fronte a Beautiful o Un posto al sole (o Dallas, così suggerisce nonna Bea).

Il cervello invece è razionalmente giusto e non sospende le sue riserve.
Punto primo, se è vero che la rappresentazione della sessualità è piuttosto franca, anzi direi eccessiva, non si può dire lo stesso per i personaggi che nella serie americana vengono divisi in due categorie: i melensamente buoni che gli deve andare bene tutto (vedi Michael) e quelli che si fanno un culo tanto per cambiare e alla fine pagano anche per quello che non hanno mai fatto (vedi Brian).
Michael è alla fine il classico tipo per cui dici vedi che se ti mettono la testa nel cesso fanno bene, perché niente niente tu porti sfiga agli altri?
E’ pazzesco, lui è sempre quello giusto al momento giusto che dice e fa la cosa giusta.
Cazzo è, un alieno? Fa anche paura...

Punto secondo: la serie inglese riesce a farti capire che è vero, l’amore può farti cambiare se tu tieni davvero alla persona che ami; con quella americana arrivi a chiederti se alla fine ne è valsa la pena perché ti trovi come il mulo del maestro Rabarta e non è così piacevole.

Punto terzo: dopo aver visto la serie americana non solo ti viene voglia di spaccare il televisore (che diventa il povero capro espiatorio della tua rabbia) ma anche di dire ehi, ma la mia vita non deve necessariamente essere triste e sfigata perché sono gay, andate un po’ a quel paese tutti quanti! Datemi la mia parte di felicità!





(grazie a MesserMalanova per l'aiuto audio/video)

Perciò alla fine cosa posso dire?
Se vi piace l’argomento guardate entrambe le serie, più col cervello che col cuore mi raccomando e scrivete ogni dubbio su un foglio, scommetto che diventeranno ottimi argomenti di discussione con gli amici.
Su quanto poi possano contribuire Queer as Folk per il progresso della causa gay sinceramente non lo so: diciamo che anche qui Regno Unito batte America uno a zero.
Che dire, americani miei, la prossima volta piuttosto che rovinare un format fate come il mulo del maestro Rabarta, intesi?
Ecco, giusto appunto per voi produttori americani ho una sua massima: c'è chi commette lo stesso errore all'infinito, e a lui diremo: "Se non capisci che sei imbecille, leggi almeno il labiale"







33 commenti:

  1. Ciao Xavier,
    non mi avevi scritto che avresti postato qualcosa su QAF e sono felicissima per questo post, è bellissimo!
    Innanzitutto grazie per l'appunto sulle lesbiche, in effetti la rappresentanza USA non mi ha mai resa contenta (e grazie anche per il "cara amica", ti voglio bene!)...
    Ma non è questo il punto, il punto è come hai detto tu la drammaticità a volte brutale della serie americana che sembra lanciare questo messaggio "se non soffri non va bene".
    Personalmente io amo tutte e due le serie, ma mi incazzo tantissimo quando Brian o anche Justin, che ne passa sempre una, devono per forza stare male: la mazza da baseball, le famiglie contro, il tracollo finanziario, il cancro, i tradimenti, lo scoppio del Babylon, i tira e molla...
    Mi fanno venire in mente Big e Carrie, un'altra coppia votata al martirio!
    Poi sì, anche gli anacronismi non sono poi tanto piacevoli: ma quale 2004 se poi sta gente fa le cose che faceva mia mamma da ragazza?!

    Ho visto di recente una bella intervista a Craig (o meglio il nostro Vince) che ha detto bene: la serie UK narra la storia e l'evoluzione di tre persone, è improbabile e impossibile un paragone con quella USA che invece ha voluto porre l'accento non tanto sull'evoluzione dei personaggi ma sulla difficoltà di essere gay.

    Dai, chiudo questo commento con due battute, vediamo se ti ricordi a quale serie appartengono:
    -"Niente passeggeri, se mi tradisci io ti uccido"
    -"Vieni e te ne vai, vieni e poi te ne vai o vieni e rimani?"
    Tantissimi baci e viva per sempre QAF!

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    1. Appunto, perchè dobbiamo per forza soffrire, perchè siamo gay? Ma non c'è scritto da nessuna parte che dobbiamo condurre un'esistenza travagliata con storie che finiscono male, amicizie che lasciano il tempo che trovano... non dobbiamo pagare colpe karmiche per i mali del mondo!
      Vediamo un pò se mi ricordo bene: la prima frase la dice Stuart a Vince nell'ultima puntata (tra l'altro è stata la più bella dichiarazione d'amore che qualcuno potesse fare), la seconda la dice Briana Justin mostrandosi come mamma l'ha fatto (e per l'amor del cielo, anch'io vengo e rimango con uno così!).
      Baci

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  2. "la Walt Disney ha la stessa apertura mentale della Barilla verso gli omosessuali": semplicemente vangelo, una verità indiscutibile che spiega come mai QAF americano sia andato a puttane nel giro di 83 (pochi vero?) episodi!
    Dai cazzo, 'tte tu sai quanto io sia un appassionato e difenda sempre a spada tratta entrambe le serie, ma gli autori americani hanno decisamente calcato la mano (oltre che aver modificato post produzione la serie, che doveva avere molti meno episodi e finire in modo diverso, con un happy end molto simile a quello della serie britannica): non posso guardare gli episodi con una mano sui gioielli di famiglia tutte le volte per allontanare la sfiga!

    Poi sai, avendo qualche anno in più di te ('tte tu dammi del vecchio e la passerai brutta, bischerino) mi sento di dirti che non è vero che tutti noi gay viviamo in modo negativo e difficile l'omosessualità: certo, c'è sempre quella fetta che deve martirizzarsi altrimenti non è felice, ma non siamo così.
    E non siamo più quelli delle dark room, della cocaina, del tutto subito e del tutto facile.

    Bravissimo, ottimo post, mi è garbato di molto. E ora vado un pò dal mio Justin (il sempre amatissimo mio Lago) che ti saluta!

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    1. Io non direi mai che sei vecchio, perchè se dicessi che sei vecchio sarebbe come dire che è vero che sei vecchio, quindi non dire mai che sei vecchio...
      Ciao Ray, soffri anche tu della sindrome Stuart/Brian: che è, stai per toccare i 30 e entri in crisi?
      Comunque non direi mai che sei vecchio e approvo tutto il tuo commento!

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  3. Non conoscevo queste serie.
    Ti auguro un buon inizio di settimana.

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    1. Peccato, devi informarti!
      Un saluto e buon inizio settimana

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  4. Ciao Xavier,
    la cosa è un po' contorta da spiegare, io non conoscevo questa serie o meglio in Italia non l'avevo mai sentita nominare, poi leggendo il tuo post e guardando le immagini e l'auto audio/video del tuo amico mi sono resa conto di aver visto qualche puntata quest'estate quando sono stata in Inghilterra.
    Io non sono un mostro con l'inglese, quindi come te l'ho vista sottotitolata per capire meglio, solo che ho visto delle puntate centrali quindi è stato un po' complicato per me capire le varie storie ecc. anche se mi aveva lasciato una bella impressione.
    Esaustiva ed interessante la tua analisi, complimenti!!!
    Buona giornata
    un abbarccio

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    1. Grazie Audrey, se ti interessa su youtube trovi tutte e due le serie in italiano, me l'ha detto Malanova: ovviamente non sono sottotitolate quindi non le guardo, ma se ci tieni a vederle (fidati, ne vale la pena) chiederò a Malanova di darmi i link così te li passo.
      Un abbraccio

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    2. ah si grazie mille ;)
      e di grazie anche a Malanova

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  5. Analisi dettagliata e sentita delle due serie televisive che non conosco, ma come fai ad essere così preparato su tantissimi argomenti?

    E quanto tempo impieghi a scrivere un post?

    Le nonne aiutano sempre i "nipotini"

    Buon inizio settimana, Xavier.

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    1. Ciao Gianna,
      ora ti svelo l'arcano mistero! In realtà sono un alieno con una super intelligenza...
      Scherzi a parte, io i post li programmo sempre con largo anticipo (eccetto quelli scritti sul momento se magari mi capita qualcosa di cui devo assolutamente parlare!) perchè lo studio è difficile coordinarsi.
      Poi non mi piace rimanere alla superficie delle cose, un argomento lo devo sviscerare, cercare di capire i perchè e i per come, sentire più campane (bella battuta!)...
      Non mi fermo quindi a wikipedia, vado a vedere siti stranieri, leggo riviste, libri, chiedo (sì sono un rompiscatole perchè faccio sempre tante domande) e alla fine dopo essermi fatto una mia opinione scrivo.
      Ecco perchè mi arrabbio quando faccio dei post e poi trovo commenti senza senso, ma di questo parlerò un'altra volta.
      Quanto tempo impiego per un post? A volte anche settimane, a volte un paio d'ore, dipende dall'argomento: la ricerca richiede impegno.
      Un abbraccio

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    2. Per me sei un alieno con super intelligenza e lo dico sinceramente.

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  6. Come non ricordare queste due serie che sono uno dei vangeli per la comunità gay di tutto il mondo? Chi non si è scatenato sulle note delle colonne sonore (vedi You think you are a man dei Full Frontal), chi non ha pianto e riso con i protagonisti, chi non ha fatto sue tante citazioni?
    Xavier hai scritto un post che ci è molto gradito, noi Jene amiamo tutti incondizionatamente Queer as Folk.
    Anche se purtroppo, hai scritto bene, la razionalità si impone e litiga col cuore: ma dai, ci sono a un certo punto tante di quelle contraddizioni che non sai dove andare a parare e purtroppo tutte e due le location sembrano tagliate fuori dal mondo.
    Essere gay non significa solo pensare al sesso e alla propria omosessualità: secondo noi questo messaggio doveva essere chiarito meglio.
    Un abbraccio zamposo e complimenti a Malanova per i video!

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    1. Ormai Malanova è il mio tecnico audio/video personale, grazie a lui avete potuto vedere i bellissimi video!
      Avete ragione Jenacce, gay non significa improntare la propria vita sulle frivolezze e sul sesso: vi dirò, per me essere gay non è un pensiero o uno status, è come avere i piedi, è parte di me. Sono così, punto e basta: cerco di realizzarmi come persona, non come "persona gay", non sono la mia omosessualità come non sono la mia invalidità.
      Sono Xavier, punto e basta.
      Un saluto alla savana

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  7. non posso dire nulla perchè non conosco questa serie! pero' ti lascio volentieri un saluto!

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  8. Ciao Xavier, non conosco queste serie di telefilm, a dire la verità non so neanche se le hanno pubblicate le reti italiane, ma mi piacerebbe vederle eccome! Quindi quando avrò u po’ di tempo le cercherò su Youtube come hai consigliato a Audrey
    Il tuo post è molto esauriente come al solito, e ti faccio i miei complimenti per l’impegno e il tempo che ci dedichi… faccio solo tanta fatica a leggere (vista la mia alta miopia) post lunghi quando il testo si trova su immagini, (come in questo tuo blog e in quello di Melinda) specie se è colorato, ma questa è un’altra storia...
    Un abbraccio Xavier

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    1. Betty avresti potuto dirmelo che facevi fatica a leggere, avrei cambiato subito lo sfondo del blog. Ora che lo so ti renderò tutto più leggibile!
      Un grande abbraccio :)

      p.s. provvederò a darvi link delle due serie

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    2. Lo so Xavier, ma mi sembrava di essere un po' "rompi"...
      Comunque non mi sembra il caso di farti cambiare lo sfondo che è molto bello, solo per me, magari potresti aggiungere uno sfondo in trasparenza solo sotto il testo che dici?
      Grazie di cuore e scusami... :-)

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    3. Ho preferito cambiare look, un abbraccio!

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    4. Wow!!! Mi piace un sacco il nuovo look Xavier e leggo anche bene.
      Ottima scelta, anche perchè ti rappresenta in pieno
      Un bacio, buona serata e grazie! :-)

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  9. A parte il fatto che queste serie Tv non sapevo neanche esistessero, devo complimentarmi con te per il grande lavoro di dettaglio che hai fatto, adesso posso dire di saperne qualcosa anch'io.
    Buon inizio settimana, Stefania

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  10. Ciao Xa,
    informatissima sulle serie televisive tanto quanto un elefante assiduo frequentatore di un negozio di cristalli...ho reso l'idea?

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    1. Anche io non seguo praticamente nessuna serie, questa ha fatto eccezione in primis perchè era sottotitolata e poi perchè un/una gay deve PER FORZA vedere Queer as Folk, è la Bibbia :)

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  11. Ecco i link che mi ha passato Malanova delle due serie:
    https://www.youtube.com/user/Scarscar7 (per la serie USA)

    https://www.youtube.com/user/QasFUK (per la serie UK)

    Buona visione!

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    1. Un grazie a Malanova e a te di cuore :-)
      Ora me li segno

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  12. My sunshine, what's the meaning of: "e per l'amor del cielo, anch'io vengo e rimango con uno così!".
    Hey, I'm your ONLY Brian Kinney, is it loud and clear?
    Well, i read with attention your post, in my opinion both the series are very good but the american series is too much painful and sad for me.
    In my opinion, love never means pain.
    I love you, my sunshine!

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    1. My darling, I know you're my only man, my lover and my boy, but Brian is always Brian!
      I love you

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  13. Probabilmente sono uno dei pochi eletti etero sulla faccia della terra che conosce a memoria entrambe le serie, grazie a Ray che mi ha indottrinato!
    Bellissime entrambe, avrei gradito un lieto fine in quella americana, meno castronerie (vedi il cellulare, ma anche le videocassette, l'anno 2004, le proposizioni, il matrimonio...), meno etero rincoglioniti (santo cielo, non siamo tutti come Chris Hobbs o mister Taylor) ma sono comunque degne di nota.
    Mi piace il disegno che hai fatto e usato come sfondo.
    Un abbraccio,
    Malanova

    ps: dì al tuo Kinney di non essere geloso, la gelosia è una brutta bestia :-)

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  14. Parlando dal punto di vista femminile io ho adorato The L word!
    Ma proprio tanto! Con tutti i suoi "drama" tutti in rosa :D
    Un bacione

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  15. non ho molto tempo per scrivere qua ...perchè sento i richimami di la ....ma ora che l'ho letto vado a vedere anche io su yt.....ma mi chiedo sono io che sono stata cecata o la propaganda a questa serie non ci è mai stata? ...non l'ho mai sentita .....cmq a parte questo hai fatto una bella critica ai film ....oltre ad essere attentissimo ai particolari che molte volte mi sfuggono .....forse perchè mi faccio prendere dalle storie che manco li guardo ......quindi davvero complimenti ......me la segno nelle bozze prima di perdere il titolo un'abbraccio al volo ora ......

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    1. Queer as Folk UK e USA, come The L word, sono tre serie cult ma le conosci solo se sei sintonizzato su radio LGBT!
      Scherzi a parte, essendo serie gay, difficilmente le trovi i tv e altrettanto difficilmente vengono pubblicizzate. Trovi in dvd la serie inglese di Queer as Folk e anche The L word (vai su Ibs a vedere), per Queer as Folk Usa ti devi accontentare della rete.

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