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22/09/13

E se Internet non ci fosse più?

Vi è capitato di sentirvi un po’ catastrofici?
Niente atomica, niente pandemia, oggi il nuovo cool catastrofico è immaginare il mondo senza Internet: così, da un giorno all’altro ci si sveglia e non c’è più niente.
Non immaginatevi idilliaci ritorni a carta, penna, francobollo, telefonia fissa e telegiornale serale: la verità è che saremmo in ginocchio perché quasi tutto il nostro mondo dipende dalla rete.
E non parlo di blog, siti o forum ma di cose molto più serie: aziende, archivi, documenti personali, bilanci sociali e tantissimo altro dipende al 90% da internet e se questo dovesse crollare non esiste un piano B.

Inutile dire che saebbe sempre meglio fare delle copie cartacee di salvataggio di qualsiasi cosa, qui il problema è più grave: il bimbo Internet è fuggito di mano ai suoi creatori, crescendo a dismisura e ora non è Internet al servizio del mondo, ma è il mondo che dipende da Internet.

"I due dati oggettivi della globalizzazione sono internet e il telefonino: il tempo reale del lavoro è legato al tempo di internet" dice Philippe Daverio , critico d'arte. Uno strumento insostituibile, dunque: "Tre quarti delle mie ricerche sono su internet: soltanto la Library of congress (la Biblioteca del Congresso Usa, ndr) permette l'accesso a 8 milioni di volumi online: quattro volte di più di tutte le biblioteche di Milano" osserva Daverio.
E immagina: "Saremmo tutti del 70 per cento più stupidi. Anzi, imbecilli: l'etimologia della parola è 'colui che non ha il baculum', il bastone della ragione".
Ai danni per la cultura si affiancherebbero, poi, i danni economici: "Oggi bastano dodici minuti per cercare il bilancio di una società e le informazioni più rilevanti" sottolinea Chicco Testa , imprenditore. "È un mondo che sarebbe difficile immaginare: rallenterebbe l'intera economia globale".



Internet ha popolato il mondo con più di cinquecento milioni di computer connessi: una rete fitta attraversata da conversazioni, dati finanziari, informazioni scientifiche. Che unisce gli angoli più remoti del mondo attraverso email e chat.
Modificando profondamente le abitudini collettive. Le transazioni internazionali non avvengono più nelle Borse, ma attraverso datacenter che permettono ai mercati finanziari di essere aperti 24 ore su 24: i tabelloni con le quotazioni segnate con il gessetto sono ormai un ricordo.
Monster.com negli Stati Uniti e Fayada in India sono alcuni dei siti più noti per trovare offerte di lavoro: gli annunci sui giornali rappresentano una parte limitata dell'offerta complessiva. 
(Panorama)

Siccome non sono in grado di fornire soluzioni alternativa e a questo panorama catastrofico e spero francamente che non accada mai qualcosa del genere, voglio parlarvi di un esperimento sociale avvenuto l’anno scorso.
Il 30 Aprile 2012, alle 23:59, il giornalista Paul Miller stacca il cavo Ethernet.

Inizialmente Paul aveva pensato di lasciare il lavoro e andare a vivere nella casa di famiglia, ma The Verge ha deciso di stipendiarlo perché raccontasse settimana per settimana la sua vita offline. Per posta, naturalmente.
L’obiettivo di Paul era quello di scoprire “che effetti avesse avuto internet su di lui negli anni”, in che modo si relazionava ad internet e quanto essere online facesse parte della sua vita.
All’inizio, pensò, “assaporerò la vita reale”, mi fermerò ad annusare il profumo di un fiore, ammirerò un tramonto e farò escursioni in bicicletta. Si è persino dato alla lettura di quasi ogni scritto della Grecia Classica.
E nei primi mesi fu effettivamente così, Paul godette di tutte quelle minuzie che la vita da criceto nella ruota delle e-mail e dei newsfeed non ci permette di godere appieno.
La cosa che gli mancava per apprezzare davvero il mondo che lo circondava era la noia.
L’unico vero effetto che Miller abbia avvertito a seguito dello switch-off era solo un grande senso di solitudine e di distacco, non dal mondo, ma dalle persone. Senza internet sei tagliato fuori, non c’è niente da fare.
Allo scoccare della mezzanotte del 1 Maggio 2013, Paul Miller è tornato online.
La redazione di The Verge aveva lanciato un hashtag su tutte le piattaforme sociali, #whatshouldPaulsee, grazie al quale gli utenti potevano segnalare a Paul tutto ciò che era accaduto su internet di significativo: un’app, un sito, un video, una notizia, qualsiasi cosa, cosicché il “ritorno alla civiltà” fosse meno faticoso.
(Leganerd)

Fosse per me, proporrei questo esperimento come oggetto di studio nelle scuole (che è sempre meglio che insegnare a spedire una mail o usare word, visto che ormai anche un bambino di 3 anni è in grado di farlo a occhi chiusi) per capire quanto profondamente ci ha cambiati Internet.

Poi tornerei a casa e proporrei una tabella di marcia al computer: uno spazio per te e uno spazio per me, perché è vero che senza Internet si è tagliati fuori, ma a esserne troppo dipendenti rischiamo di non fare più parte del mondo reale.


10 commenti:

❀~ Simo ♥~ ha detto...

Impossibile senza internet!!!!.....vorrebbe dire lavoro più stressante :(

Cavaliere oscuro del web ha detto...

La rete ci ha cambiati nel bene e nel male.
Serena domenica.

Gianna Ferri ha detto...

E se internet non ci fosse più?

Ci sarebbero i pro e i contro che già traspaiono dal tuo post, Xavier.

Bisogna fare giusto e saggio uso della rete...

Giuls A ha detto...

È molto interessante questo esperimento. Io credo che soffrirei di solitudine o passerei la vita al telefono fisso! mi mancherebbe non poter comunicare immediatamente con le persone a cui voglio bene.
Però come dici tu se continuiamo così si finisce ad esser tagliati fuori dal mondo reale. Come sempre l'equilibrio è la soluzione migliore.

Melinda Santilli ha detto...

Questo è davvero un grande interrogativo.
Penso che l'errore dell'uomo del XX secolo sia stato proprio quello di delegare tutto alla tecnologia: pensaci, alla fine siamo tutti, involontariamente o meno, dipendenti dalle macchine.
Gestiscono i nostri dati, il nostro lavoro (a volte fanno proprio il nostro lavoro), sono mezzi di comunicazione, ci affidiamo alle macchine praticamente per tutto.
Siamo diventato ultra moderni ma anche ultra fragili.
Purtroppo è impossibile concepire il mondo senza la tecnologia, ma dobbiamo dare un freno all'intelligenza delle macchine e smetterla di delegare tutto.
Personalmente mi sento un pò apocalittica, ma temo che un giorno potremo davvero trovarci in balia di macchine ribelli che prenderanno il sopravvento.
Un bacione

Audrey Borderline ha detto...

Ciao Xavier,
internet e cellulari hanno rivoluzionato il mondo modificando le persone, il loro modo di rapportarsi agli altri e anche i sentimenti.
Io credo che internet per tanti versi sia utile, ma per tanti altri nuoce gravemente alla salute e come dici tu nel finale di questo interessante post, essere troppo dipendenti ti taglia fuori dal mondo reale.
Buona serata un abbraccio e un salutino a nonna Beatrice

Lumi ha detto...

Quando Elton John propose di spegnere internet per 5 anni nessuno gli diede retta più di tanto, ma effettivamente senza sei tagliato fuori da tutto ormai. Giornali e tv danno notizie "incomplete", se vuoi veramente approfondire una notizia o argomento devi per forza collegarti.
Diciamo che siamo così abituati che annusare fiori in eterno ci stancherebbe presto. Aziende e posti di lavoro "devono" essere connessi per sopravvivere, ma purtroppo anche noi...
Un abbraccio gattoso

Betty ha detto...

Io penso che il troppo non va bene, occorre usare il giusto metro con tutto.
Ci sono tante cose da fare quando stacchiamo da internet, e ci sono altrettante cose interessanti nel web.
Io penso che si compensino, ma dobbiamo dare giusto valore al tempo e alle nostre priorità.
Un post molto interessante, bravo Xavier.
Un abbraccio e buona settimana :-)

foreverme ha detto...

è quasi impossibile ....stare senza internet ...perchè se vuoi uscirne non lo puoi fare ....ti costringono ad averlo....pensa che io ero sempre stata contraria ...ma per scuola ho dovuto cedere perchè se no sarebbe stato fuori dal calderone (parlo per mio figlio ).....le tesina per la terza media le ha fatte ancora come si facevano una volta ricercando su libri varie ....quindi in pratica erano proprio tutte farina del suo sacco.....la prima cosa che gli hanno chiesto ...bello questo sito me lo dici come si chiama? oppure l'anno successivo quando volevano relazioni o quant'altro solo ed esclusivamente tramite quessto mezzo.....ma la vecchia sana carta-...non poteva andare ?..come dice betty c'è il pro e il contro ...in internet come in ogni altra cosa .....poi dipende come sempre dall'uso che uno ne fa .....

Stefyp. ha detto...

Mio caro Xavier, spesso mi sono anch'io posta la tua domanda, e devo dirti che quando ci penso mi fa paura... il progresso è importante, ci fa andare avanti...ma ci vorrebbe una giusta misura. Invece si corre, si cerca di automatizzare tutto e poi un bel giorno..buumm..come si farà a recuperare tutto? Speriamo non accada mai..
Buona settimana, Stefania