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31/08/13

Il diritto di scegliere di morire

Come ho scritto qualche giorno fa, mia nonna Beatrice non sta affatto bene e purtroppo non sappiamo se le condizioni di salute miglioreranno: se così non dovesse essere, ha deciso che andrà fuori dall’Italia.
Perché?
La risposta è una sola, semplice e crudele: in Italia non c’è diritto a una morte dignitosa.
La morte, la dipartita, l’addio alla vita, insomma chiamatelo un po’ come volete è ancora una cosa senza dignità e piena di sofferenza: sarà a causa del forte retaggio cattolico del nostro paese (che tuttavia come dimostrano i dati, non è più tanto condiviso), fatto sta che una persona non è libera di scegliere se e come morire.
Se è invalido e soffre atrocemente, malato terminale, in stato comatoso, se ha firmato per la non rianimazione poco importa allo stato italiano: secondo un barbaro codice deve soffrire fino in fondo.
In vista di cosa non si sa, in quanto nessuno è mai tornato indietro per dirci se tanta sofferenza ha avuto una ricompensa ultraterrena.




Vi riporto un articolo trovato nel web che dovrebbe far riflettere molte coscienze:
“Non voglio più soffrire, questa e’ una sofferenza fine a se stessa: solo io ho il diritto di decidere su me stessa”. E’ stanca e molto malata Piera Franchini. La sua è la storia di un viaggio: quello che l’ha portata fino in Svizzera, meta dove è riuscita a realizzare la scelta di praticare l’eutanasia. Il video è duro e toccante. Piera racconta le fasi della sua malattia: “Sono morta il 13 aprile, quando il chirurgo mi ha detto per la prima volta che non c’era nulla da fare”. E così la scelta di partire verso un Paese dove è riconosciuta la possibilità della dolce morte.

A.A.A MALATI TERMINALI CERCASI” - “Piera ci ha contattato in risposta al nostro spot  ‘A.A.A. malati terminali cercasi‘, racconta Marco Cappato,  esponente del partito radicale e membro dell’Associazione Luca Coscioni. “Era devastata da una malattia al fegato – spiega Cappato – le immagini del video sono del 27 ottobre 2012. Il giorno dopo l’ho accompagnata in Svizzera, in un paesino vicino Zurigo.
Lei ha dato la sua disponibilità per lo spot e il giorno dopo eravamo in clinica per la prima visita. Ce ne è stata una seconda ed è stato dato l’ok. Ma Piera, da poco operata di trachea, ha chiesto di non ingerire il liquido previsto dalla clinica e ha preferito un’endovena. Dopo un consulto di qualche ora, si é deciso di dare un nuovo appuntamento a Piera, che é tornata in Svizzera autonomamente a novembre per ricevere l’eutanasia”. Cappato ricorda “le polemiche nate in seguito allo spot ‘AAA malati terminali cercasi”, con cui l’associazione chiedeva ad alcune persone in stato terminale di diventare testimonial di una campagna a favore dell’approvazione di una norma ma oggi secondo lui “ancora di più emerge la necessità di una proposta di legge per la liceità dell’eutanasia. Con questa proposta – conclude – vogliamo andare in Parlamento“.   

LA LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE - Proprio per questo è stata presentata una raccolta di firme per arrivare alla presentazione di una legge di iniziativa popolare in Parlamento. Il fine è quello dilegalizzare l’eutanasia in Italia. La campagna “Eutanasia legale” è partita dall’Associazione Luca Coscioni. “Diciamo ‘no all’esilio dell’eutanasia – insiste Marco Cappato – per questo chiediamo una raccolta di firme, sarà un’iniziativa popolare come per aborto o divorzio”.
Tra i firmatari, finora, tanti volti noti. Tra questi ci sono Marco Pannella, Umberto Veronesi, Marco Bellocchio, Ricky Tognazzi, Alessandro Cecchi Paone, Antonella Elia, Furio Colombo, Vittorio Feltri, Silvio Garattini, Mario Morcellini.
“I pazienti cercano di riprendersi i loro diritti – precisa Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni – che vuol dire ricevere o rifiutare una determinata cura. In Italia, invece, c’è una sottrazione dei diritti fondamentali della persona. Basta con l’espatrio all’estero per queste ragioni, la nostra – conclude – è una campagna politica“. 

I DATI - Sono una trentina in tutto gli italiani andati in Svizzera per non fare più ritorno.
Connazionali “che muoiono in esilio”, così li definisce Emilio Coveri, presidente di Exit Italia, Associazione per il diritto a una morte dignitosa.
Nell’ultimo anno sono stati 2-3 al mese, ma si tratta “di un numero in aumento, soprattutto a seguito delle discussioni che sono maturate in Italia sulla legge che riguarda il testamento biologico”. E Carlo Troilo, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, aggiunge: “Sono 80-90 mila i malati terminali che muoiono ogni anno, soprattutto di cancro: il 62 per cento muore grazie all’aiuto dei medici con un’eutanasia clandestina. I dati, forniti dall’Istituto Mario Negri, sono stati confermati da Ignazio Marino”. Per Capponi, anche i cattolici sono d’accordo alla dolce morte. “Nel Nordest, il 70% degli elettori della Lega e il 71% dei cattolici sarebbe a favore dell’eutanasia. Questi dati – riflette – ci fanno capire che c’è un problema dei dirigenti politici e della loro rappresentatività rispetto ai propri elettori. Le Istituzioni sono scollegate dal resto del Paese – termina – basterebbe lasciare i singoli parlamentari liberi di scegliere”.




Io spero tanto che nonna Beatrice possa ritornare a stare meglio, però non voglio nemmeno che muoia soffrendo e per questo appoggio la sua scelta di lasciare il paese e trovare una morte dignitosa quando arriverà il suo momento.
In questo weekend nelle principali piazze italiane ci saranno degli stand per raccogliere firme per proporre il cambiamento della legge sull’eutanasia: questo è il link per informarvi.
Scegliete in coscienza, ma ricordate che il diritto all'autodeterminazione è sacrosanto, che non si appartiene a nessuno Stato e a nessuna istituzione religiosa e come scrisse Paolo Flores D’Arcais: poiché la tua vita appartiene a te, solo a te spetta decidere quando e come porvi fine. È un diritto personale inalienabile, che fonda ogni altro diritto e senza il quale ogni altro diritto può essere revocato in dubbio.




26 commenti:

  1. Io sono assolutamente a favore dell'eutanasia, ritengo che il diritto a nascere così come quello di morire devono essere sacrosanti e insindacabili: un paese che volutamente accorda la politica del dolore non è un paese civile.
    Auguri a nonna Beatrice, tengo le dita incrociate per lei e tanti bacioni.

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    1. Grazie Mel, porterò i tuoi saluti alla nonna e sono d'accordo con te, non c'è civiltà quando il diritto di gestire la propria vita non viene rispettato.
      Un abbraccio

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  2. Ciao Xavier,
    spero che tutto ciò non serva a nonna Beatrice, perchè mi auguro che guarisca a stia bene, non conosco il suo male, ma vi sono vicina perchè hai una super nonna.
    Io andrò sicuramente in piazza a firmare, perchè sono a favore dell'eutanasia da quando ho 12 anni, appena ho capito cosa fosse, appena sono riuscita a decifrare la parola eutanasia, ho capito che è una cosa giusta.
    Io credo che uno stato non possa comandare sulla sofferenza degli altri o sulla voglia di smettere una lotta, ancora peggiori sono poi i casi come quello di Eluana Englaro e della sua famiglia, un calvario durato anni.
    L'eutanasia ovviamente non dev'essere un modo facile di farla finita, ma un essere accompagnato versa la soglia della porta quando ormai non vi è più altra strada ed è giusto cosi.
    Abbraccia Beatrice da parte mia per favore ;)
    e ovviamente abbraccio anche te, se hai bisogno ci sono :D

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    1. Spero anch'io che nonna Bea si riprenda, più di una volta ha sorpreso tutti!
      Anche io penso che l'eutanasia non debba essere una scorciatoia, ma un diritto di morire senza dolore e dignitosamente che lo stato dovrebbe garantire.
      Un abbraccio

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  3. Non ho parole Xavier, per definire ciò che provo leggendo questo tuo tristissimo post, io spero ancora che le condizioni della tua nonna possano migliorare, io non mi arrendo molto facilmente… ma dinnanzi alle malattie… non so… bisogna avere tanta forza per lottare… ma anche tanta per lasciarsi andare...
    Hai scritto molte verità in questo post, nelle religioni purtroppo non è tutto esatto, contengono anche molte contraddizioni e cose sbagliate, bisognerebbe sempre ragionare con il cuore.
    Ho visto il video di Piera con le lacrime agli occhi… lei dice: “a cosa serve il mio dolore? A nessuno… nessuno!” Ed ha pienamente ragione!
    Un fortissimo abbraccio a te e alla tua nonna Beatrice, vi porto nel cuore...

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    1. Grazie Betty, averti vicino mi fa davvero tanto piacere.
      Sì, il dolore fine a se stesso è paragonabile a una tortura: noi condanniamo genocidi, massacri, pena di morte ma costringere un malato ad agonizzare e morire di dolore non è un crimine anche questo?
      Un bacione grandissimo

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  4. Ciao Xavier, sono tanto rattristata da quello che ci stai dicendo di nonna Beatrice, spero tanto che possa riprendersi, la malattia e la sofferenza che ne segue sono purtroppo il lato scuro della vita. Io spero tanto che Beatrice possa tornare a stare a bene e che il tuo resti un discorso astratto.

    Personalmente sono contraria a qualsiasi forma di eutanasia, credo nella vita e la ritengo "sacra" e penso che non spetti a noi decidere quando porvi fine. Io non firmerò, ma questo non significa che io non riconosca ad ognuno il diritto di decidere.

    Un grande, affettuoso abbraccio a te e alla tua nonna.
    Antonella

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    1. Ciao Antonella,
      grazie per il tuo pensiero, non lo condivido ma lo rispetto.
      Sai, come ho spiegato ad Adriana, ho visto mio fratello morire nel dolore, pieno di aghi e tubi, senza dignità, l'ho visto vomitare sangue, ho visto i medici dargli la morfina e questa non faceva effetto: quando è morto non era più lui, era solo un corpo consunto dal dolore, un viso scavato dalla sofferenza senza più l'ombra della grande persona che era stato.
      Così dico, chi si arroga il diritto di decidere come dobbiamo morire, quando, come e perchè?
      Un Dio a cui personalmente non credo dal momento che sono ateo e non sono nemmeno battezzato? I suoi ministri?

      Allora, nel rispetto delle religioni, se uno è credente agisca secondo la sua coscienza ma la religione non deve interferire col libero arbitrio, con l'autodeterminazione e con le leggi di uno stato.
      L'Italia non può non approvare questa legge solo perchè si definisce stato cattolico, non è Dio a governare l'Italia.

      Pensiamo agli antichi, li definiamo barbari e incivili ma per loro l'eutanasia era un diritto; pensiamo ai nostri animali che scegliamo di non far soffrire e reclamiamo diritti giusti per loro.
      E per noi esseri umani?
      Noi dobbiamo soffrire ma perchè? A chi giova, a quattro cretini in sottana che predicano bene, razzolano male e si definiscono ministri di Dio?
      Allora non siamo diversi dai nazisti, da chi vuole la pena di morte o da chi tortura le altre persone.
      Che la scelta di vivere e terminare la propria vita con dignità (dico dignità perchè quando un malato terminale piange e invoca la morte gli hanno negato la dignità) diventi un diritto di tutti, poi la scelta spetterà ai singoli.
      Un abbraccio

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  5. Xavier...auguro ogni bene a Beatrice.

    Non so dire altro.

    Un abbraccio ad entrambi.

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  6. Io ho visto mia madre morire per la sofferenza, mia nonna lo stesso, mia zia....insomma...ho visto la sofferenza e so cosa significa, ad ogni modo la religione afferma che la vita non è nostra di per se, ma che la vita è un dono di Dio e noi siamo solo dei semplici custodi per poi poterla restituire quando dice Dio. Visto che un giorno io sarò solo, e se dovessi ammalarmi chiederei l'eutanasia, senza dubbio. Spero che la fata non abbia mai bisogno di ricorrere all'autanasia. TVB

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    1. Spero anche io, visto che la fata è una lottatrice!
      Sì, so benissimo quanto hai sofferto nel vedere soffrire tua madre e tua nonna senza poter fare nulla.
      Sarebbe tutto più umano se solo stato e religione riconoscessero che decidere della propria vita è un diritto e non un lusso.
      TVB

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  7. Se posso essere sincera di questo post la cosa tristissima è che lo abbia scritto tu così giovane e con tutto un futuro lunghissimo davanti, dopo questo anch'io sono per l'eutanasia (specialmente dopo aver visto la sofferenza e la degradazione della mia mamma) perchè una persona deve avere la possibilità di terminare la sua vita con dignità e senza sofferenza.
    un abbraccio

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    1. Il mio percorso di vita mi ha portato a queste riflessioni, ho perso mio fratello a causa di un tumore al cervello, aveva metastasi in tutto il corpo ed è morto nel dolore perchè la morfina non faceva più effetto.
      Così non è terminare la vita in modo dignitoso, non è nemmeno vivere e ti capisco quando parli di tua madre.
      Un abbraccio

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  8. Ciao Xavier, le tue considerazioni sono molto valide e noi Jene siamo tutti d'accordo.
    Non è giusto che una persona non possa gestire la propria vita e la propria morte secondo coscienza e secondo le sue volontà, dal momento che l'individuo appartiene solo a se stesso, non a un sistema politico nè tanto meno a un credo religioso.
    Un abbraccio zamposo a te e alla nonna Bea.

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    1. Ciao Jene,
      porterò i vostri auguri a nonna Bea che lotta con tutte le sue forze. Per il resto condivido tutto,
      un abbraccio

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  9. Hai scelto un argomento davvero controverso nel nostro paese. Sono anni che il partito Radicale si batte per veder riconosciuto il diritto alla dolce morte.
    Mi trovo pienamente d'accordo con tutto quello che hai scritto, trovo irrispettoso per la sacralità della vita far morire tra sofferenze atroci le persone e trovo assurdo che per vedere riconosciuto questo diritto bisogna finire sui giornali, in televisione o ricorrere ad un tribunale (vedi i vari Welby, Englaro, Nuvoli...). Ogni individuo deve potersi autodeterminare in ogni istante della sua esistenza senza dover finire sotto processo se il suo pensiero non corrisponde a quello di chi invece ha deciso in nome di un dio di soffrire fino all'ultimo respiro credendo in una vita ultra terrena.
    Un abbraccio piccolo grande uomo!

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  10. Sono rattristata da ciò che ho letto!
    Ho visto moltissimi miei cari morire nella sofferenza e so cosa significa il dolore ma ritengo la vita sacra, un dono di Dio, per cui sono contraria all'eutanasia ma rispetto il pensiero e il diritto di decidere di ognuno di noi.
    Auguro alla nonna Beatrice tutto il bene possibile!
    Un abbraccio forte, ti siamo vicini in tanti!
    Beatris

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    1. Anch'io rispetto il tuo pensiero ma non lo condivido, non c'è scritto nel vangelo e neppure nella bibbia che bisogna morire soffrendo e perdendo la dignità. La vita è un dono di dio per chi crede, per chi non crede la vita è sua!

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  11. Ognuno deve sentirsi libero di gestire la propria vita e anch'io sono favorevole all'eutanasia.
    Comunque spero che tua nonna migliori le sue condizioni e possa tornare a casa.
    Saluti a presto.

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  12. Mi spiace moltissimo per tua nonna e ti faccio tanti auguri di buona guarigione.

    Per quanto riguarda l'eutanasia in questi casi non posso che trovarmi d'accordo. Infatti come dici tu nel post, nel mio paese, in Svizzera, questa cosa è possibile.
    Io credo che ogni persona è libera di scegliere cosa fare della propria vita, in questi casi di dolore inimmaginabile è giusto poter offrire loro un modo dignitoso per andarsene.

    Un abbraccio
    Giuls

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  13. Hai gia' avuto moltissime parole di conforto, alle quali mi unisco anch'io.Chiedendo se in cielo c'e' qualcuno, che la tua dolcissima nonna Beatrice, si riprenda presto, e che torni a star bene e ti abbracci ancora per tanto tanto tempo.
    Io condivido l'eutanasia, perche' deve esserci dignita' anche e sopratutto nella morte.
    Ti sono vicina tenero Xavier, a te come a tutti i tuoi cari.
    Un abbraccio forte dal profondo del cuore.
    Ti voglio bene
    Paola

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    1. Grazie Paola, porterò i vostri saluti a nonna Bea. Ti ho scritto una mail!
      Un abbraccio a te e Marco :)

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