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01/06/13

Siamo tutti un pò patetici?


Oggi ho decido di riflettere su una parola che sento (certo, un sentire con licenza!) spesso pronunciare in modo negativo ed è patetico.
Sfogliando le pagine del dizionario di Italiani ho trovato il suo significato: che suscita compassione e commozione o tristezza.

Tuttavia, ho come l’impressione che venga utilizzato con estensioni troppo artificiose e azzardate.
Vi faccio degli esempi:
-se qualcuno piange e sta male gli si dice che è patetico
-se una persona è molto sensibile e si emoziona facilmente risulta patetica
-se una situazione è molto delicata e tende a suscitare emozioni, molti dicono con aria seccata che cosa patetica.

Ho ricordato così che la parola patetico deriva dal greco pathos che significa “profonda emozione”: dunque provare emozioni è qualcosa di socialmente non accettabile?
Anche Beethoven compose una sonata dal titolo Patetica proprio perchè doveva suscitare grandi e forti emozioni in chi l'ascoltava (così mi hanno spiegato).



Tutte le esperienze della nostra vita sono quindi collegate ad un vissuto emozionale, come è ormai scientificamente e psicologicamente dimostrato da anni di ricerca.
Le nostre azioni, quindi, sono determinate dalle emozioni nel bene e nel male.
In questo momento storico in cui la tendenza della società spinge verso un’autonomia esasperata dell’individuo, una maggiore competitività e un continuo isolamento le emozioni quindi non sono ben viste.
D’altra parte non bisogna dimenticare che anni e anni di cultura (ricordiamo ad esempio la cultura machista) ci hanno insegnato  che le emozioni vanno trattenute e non manifestate
Solo che se una persona finge per molto tempo di non avere emozioni, alla fine ha enormi difficoltà ad essere consapevole delle proprie emozioni e riconoscerle.

Abbiamo perso la capacità e la possibilità di stupirci.
Abbiamo scalato tutto, abbiamo esplorato tutto, non c’è angolo della terra dove l’uomo non abbia messo il suo piede, non c’è microcosmo o macrocosmo dove non siano arrivati i nostri microscopi o i nostri telescopi, non c’è pensiero che non sia stato pensato, non c’è romanzo od opera d’arte che non sia stata destrutturata e scomposta in ogni suo elemento, non c’è storia che non sia stata raccontata, non c’è moto dell’animo umano che la psicoanalisi non abbia smontato, non c’è nulla che non sia stato analizzato e razionalizzato.
Anche le grandi imprese individuali sono diventate dei fatti scientifici e tecnologici. 
(Il Borghese)

Insomma alla fine si è realizzato quello che scriveva Fromm: nella nostra società le emozioni in generale vengono scoraggiate. Benché senza dubbio il pensiero creativo, come ogni altra attività creativa, sia inseparabilmente legato alle emozioni, è diventato un ideale pensare e vivere senza emozioni. Essere emotivo è diventato sinonimo di instabile e squilibrato.

Non so personalmente voi, ma io mi rifiuto di diventare una persona che non prova emozioni e per questo ho deciso che nella mia vita andrò sempre controcorrente.
Non mi importa se ci insegnano che un ragazzo che piange è una femminuccia, se ci dicono che ridere ed essere pieni di vita significa essere superficiali e irruenti e se vogliono che siamo tutti conformati sulla stessa onda di sentimenti che sembrano preparati in tanti barattoli come le zuppe della Campbell fotografate da Andy Wahrol.

Io voglio vivere tutte le mie emozioni fino in fondo, voglio stupirmi, arrabbiarmi, ridere, piangere, annoiarmi, avere paura, essere sereno, insomma voglio vivere assaporando ogni momento bello e brutto, voglio arrivare al mio ultimo giorno senza dover pensare perché non sono mai stato me stesso?
E’ un’utopia, per caso?

Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
(Alda Merini)


15 commenti:

  1. Essere sempre se stessi e non conformarsi mai, in una falsa personalità.
    Saluti a presto.

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  2. ...per tacer de' fiorentini, che usano "patetica" per antipatica, stucchevole, affettata..."O come tu la sei patetiha"...ma loro la son di Firenze!
    Ciao Xavier:-)
    Marilena

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    1. Lor la son di Firenze maremma...
      un saluto :)

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  3. Ciao Xavier,
    allora dovresti passare le giornate con me, mi prendo tutti perennemente in giro. Esp. al cinema spesso piango, ma non ci posso fare nulla, mica posso soffocarmi. Credi è orribile avere tutti gli occhi puntati addosso,ti fa sentire giudicata. Spesso, però mi viene da piangere anche per cose belle, perchè mi emozionano in maniera forte e positiva e tutti a puntare il dito contro alla mia persona.
    Io credo che emozionarsi e piangere sia bellissimo e se la gente non ama questo mio modo di essere pazienza, io non posso cambiare o fingere, anche perchè non ci riesco.
    un abbraccio dalla tua amica patetica ;)

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    1. Tu non ti curar di loro...
      un abbraccio :)

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  4. Sai Xavier, se le parole si usano a sproposito i risultati sono evidenti.
    Provare emozioni è sano, meglio essere patetici che stronzi al cubo!
    Un abbraccio zamposo

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    1. Brave Jene :)
      un saluto alla savana

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  5. Mi è piaciuto questo excursus, sei stato molto bravo a raccontare la storia delle emozioni e anche a parlare di questo mondo dove tutti sembriamo dei surgelati.
    Sono d'accordo con te, largo all'essere patetici.
    Un bacione

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  6. Questo tuo post mi ha emozionato enormemente Xavier, e lo voglio dire… ho pianto…
    No, non mi vergogno a dirlo, ed esternerò sempre le mie emozioni…
    Le emozioni sono lo specchio dell’anima...
    Alcuni si vergognano di mostrare le proprie emozioni, ma penso sia una conseguenza ad altre cause, come la timidezza… la paura di essere giudicati, o per mancanza di autostima…
    Naturalmente alcune vanno tenute sotto controllo… come la rabbia…
    Quando le emozioni sono troppo represse diventa difficile sentirsi vivi.

    Quando un emozione forte arriva è come un potente colpo di vento che per un attimo riesce a distaccare la nostra anima dal corpo, ed è proprio in quell'istante che percepiamo di essere vivi.
    (Maicol Cortesi)


    Un grande abbraccio Xavier, e grazie per questo stupendo post

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    Risposte
    1. Esprimere quello che si prova è molto salutare ed evita le frustrazioni.
      Molto bella la citazione di Cortesi!
      Grazie per il tuo commento :)
      un abbraccio grande
      Xavier

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  7. Caro Xavier, spesso e volentieri le persone usano le parole a sproposito senza conoscerne il vero significato; i termini che sento usare, a volte, deturpano il senso di un discorso ( e qui dovremmo aprire un ampio discorso sulla grettezza, l'ignoranza, la pigrizia culturale; magari....facciamo un post ti va?).
    Rispetto alla sensibilità: NON VEROGNAMOCI MAI dei nostri sentimenti e della nostra capacità (perchè di capacità si tratta) di esprimere ciò che proviamo.
    I tuoi post sono sempre un ottimo spunto per riflessioni.

    Buona domenica

    Gloria

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  8. Grazie Gloria, hai detto bene mai vergognarsi di mostrare e provare sentimenti ed emozioni.
    Il post si può fare...
    Un abbraccio :)
    Xavier

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  9. Le emozioni sono un energia potentissima. Bisogna imparare a non soffrirne. L'eccessiva sensibilità fa male a volte, ne so qualcosa, si assorbe tutto e si vive attraverso anche le emozioni degli altri. Alcune sono così intense da stremarci. Sono d'accordo con te, anche io mi rifiuto di essere una macchina egoista e senza cuore. È proprio il sentimento che ci distingue dalla potenza animale. Abbiamo un potere incredibile e sarebbe assolutamente contro natura e uno spreco assurdo bloccare le emozioni. Bisogna imparare a riconoscere le varie sensazioni e incanalarle. Poiché esse sono la nostra forza!!

    Un saluto
    Giulia

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