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07/06/13

La leggenda della rosa


La rosa è uno dei fiori più antichi che esistono, secondo i ritrovamenti fossili effettuati negli Stati Uniti la sua comparsa sulla terra avvenne circa 4 milioni di anni fa anche se notizie più precise riguardo, soprattutto all'interessamento dell'uomo per queste piante, si hanno in epoche più recenti: 5.000 anni fa la rosa era coltivata dai Sumeri ma non è escluso che già l'uomo preistorico avesse scoperto le ottime proprietà nutrizionali dei suoi frutti dal gusto piacevole e ricchi di Vitamina C.

Nell'antico Egitto le rose erano consacrate alla dea Iside dove nei sarcofaghi di regine e sacerdotesse si trovavano corone di rosa abissina; presso gli antichi Greci era apprezzata tanto da essere decantata da Omero come simbolo della bellezza femminile e come ornamento degli scudi di Achille ed Ettore, era anche il fiore di Afrodite, dea dell'amore e Saffo la chiamava regina dei fiori.
Anche Erodoto (490 a.C.) ci parla di Rose ed in particolare di quelle del giardino di Re Mida il quale, esiliato in Macedonia, trasferì in quelle terre le piante dalla Frigia meglio note poi come rose di Damasco.


Nell'antica Roma per la rosa vi era una vera passione per questo fiore: nobili e patrizi le coltivavano e le usavano per ornare i banchetti.
Con la caduta dell’impero romano bisogna arrivare fino al Medio Evo, per ritrovare, nel Vecchio Continente, un vivo interesse per la rosa in particolare coincidente con l’arrivo dalle crociate della Rosa gallica officinalis che venne usata come pianta medicinale e per questo coltivata prima nei giardini dei conventi, e nei primi Orti Botanici definiti Giardini dei Semplici come quelli di Padova e Pisa, fondati nel 1540.
In seguito grazie alla capacità dei suoi petali di conservare il profumo anche dopo l’essiccazione, vennero trasferiti in Francia nella regione di Provins, per la produzione di profumo acqua di Rose e della Conserva di Rose di Provins.

Famose anche nel mondo arabo e in oriente, le rose attraversarono i secoli accompagnando opere d’arte e letteratura.
E’ proprio per merito di Giuseppina Bonaparte che la Francia è ancora oggi il paese in cui si possono ammirare splendidi giardini dedicati alla rosa: uno di questi, a Sud di Parigi, è quello di Hay les Roses nato per volontà di un grande appassionato di rose, Jules Gravereux, a fine 800 la cui forma, a triangolo rettangolo crea un gigantesco ventaglio fiorito decorato da un medaglione centrale costituito da una vasca circondata da aiuole di rose e prato.
L’altro famosissimo giardino di rose francese, Bagatelle, si trova nel cuore della capitale a Bois de Boulogne dove ogni anno dal 1909 si tiene il Concorso Internazionale di Rose Nuove.
Ci sono molti altri giardini dedicati alle rose, anche in Italia a Firenze, Cavriglia in Val d’Arno, Pavia e Padova.



La Rosa è simbolo di completezza, raggiungimento totale del fine e della perfezione.
Ad essa si associano le idee collegate a queste qualità: il centro mistico, il giardino dell'Eros, il Paradiso di Dante, l'emblema di Venere, la persona amata.
Sempre connesso al simbolismo della rosa è l'ordine cavalleresco assoldato da Re Artù al fine del ritrovamento del Graal: l'ordine de La Rose Noire.

Per quanto riguarda le leggende, ci sono tanti miti sull’origine delle rose: nella mitologia greca, ad esempio, ci sono due versioni molto suggestive.
La prima narra che Afrodite dopo essere uscita dalle onde marine, avrebbe fatto cadere a terra una goccia d’acqua dalla sua pelle e da quella goccia sia nata la prima rosa.
La seconda versione attribuisce invece la nascita della rosa a Chloris, la dea greca dei fiori che, dopo aver trovato in un bosco il corpo senza vita di una ninfa racchiusa nel tronco di un albero chiese aiuto ad Afrodite.
Mossa a pietà la dea le donò la bellezza, Dioniso, dio del vino, le aggiunse il nettare per donarle un dolce profumo ed infine le tre Grazie le diedero fascino, gioia e luminosità. 
Zephir, il dio del vento dell’est, spazzò via le nuvole così che Apollo, dio del sole, potesse con i suoi raggi riscaldarla e permetterle di fiorire.

In ogni caso queste rose erano tutte bianche: un giorno però Afrodite, correndo incontro ad Adone che era stato ferito mortalmente dal geloso Ares, inciampò su un cespuglio di rose e si punse con le sue spine.
Le rose, vergognandosi per l’offesa recata alla dea, arrossirono all’istante e rimasero rosse per l’eternità.

Per quanto riguarda le rose gialle la leggenda sulla loro origine risale addirittura alla storia del profeta Maometto e della sua favorita Aisha.
Poiché Maometto sospettava che gli fosse infedele chiese all’Arcangelo Gabriele di aiutarlo a scoprire la verità. L’Angelo gli disse di bagnare le rose e, se queste avessero cambiato colore, i suoi dubbi sarebbero stati fondati.
Quando Maometto tornò a casa, Aisha gli offrì delle rose rosse, lui le ordinò di lasciarle cadere nel fiume e le rose divennero gialle.


Una leggenda sulle rose è addirittura legata alle origini delle Dolomiti e spiega perchè queste montagne al tramonto si tingono di rosa. 
Sul Catinaccio, si intravede fino a primavera inoltrata una grande chiazza di neve racchiusa in una specie di catino.
Dice la leggenda che lì, un tempo, c’era il giardino di rose di Re Laurino che regnava su un popolo di nani minatori, alla ricerca di cristalli, argento ed oro. Egli inoltre, possedeva due armi magiche: una cintura che gli forniva una forza pari a quella di 12 uomini ed una cappa che lo rendeva invisibile.
Un giorno il re dell’Adige invitò tutti i nobili del circondario ad una gita di maggio per scegliere un marito alla figlia, tutti tranne Re Laurino che decise allora di partecipare come ospite invisibile.
Quando vide la fanciulla se ne innamorò all’istante, la caricò in groppa al suo cavallo e fuggì – Tutti lo inseguirono schierandosi in breve davanti al Giardino delle Rose. Re Laurino allora indossò la cintura, che gli dava la forza di dodici uomini e si gettò nella lotta.
Quando si rese conto che nonostante tutto stava per soccombere, indossò la cappa e si mise a saltellare qua e là nel giardino, convinto di non essere visto.
Ma i cavalieri riuscirono ad individuarlo osservando il movimento delle rose sotto le quali Laurino cercava di nascondersi. Lo afferrarono, tagliarono la cintura magica e lo imprigionarono.
Laurino si girò verso il roseto che lo aveva tradito e gli lanciò una maledizione: nè di giorno, nè di notte alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo.
Laurino però dimenticò il tramonto e così da allora accade che il Catinaccio, sia al tramonto sia all’alba, si colori come un giardino di ineguagliabile bellezza.
(Bolzano.net)


Un’altra leggenda invece racconta della rosa e del diavolo, spiegando come mai questo fiore è diventato rosso.
Tanto tempo fa, il diavolo che come sappiamo viene dall’inferno, portò sulla terra un fiore speciale, fu chiamata rosa per il suo colore che incantava e allo stesso tempo ingannava.
Tante persone la videro in uno splendido giardino, ma nessuno la raccolse, tranne un uomo che era definito dal mondo, avaro. Perché il suo amore per il denaro era immenso. Nonostante ne avesse tanto, lo desiderava più di qualsiasi cosa.
Quando la raccolse, dalla rosa spuntò una spina, una goccia di sangue uscì dal dito e i petali della rosa s’infuocarono.
L’uomo spaventato e ferito la lasciò cadere per terra e scappò.
Un altro uomo la vide per terra, ma i petali non erano bruciati così curioso la raccolse, vide la spina e non la toccò, ma quest’uomo era molto superbo, apprezzava se stesso molto più degli altri, non sapeva il significato dell’umiltà e così spuntò un'altra spina.
Anche lui dopo essersi punto e aver visto la rosa infuocata l'abbandonò.
Un altro uomo la raccolse, la sua ira a vanvera nascondeva il perdono di ogni cuore. Senza ragionare, ma con il cuore infuocato come la rosa dalla quale spuntò un’altra spina e fu abbandonata.
Poi la raccolse un uomo lussurioso che pensava solo al lusso, esagerando e godendosi l’amore senza sentimenti.
La stessa cosa successe e ancora la rosa fu abbandonata.
Quando passò di lì un uomo molto grasso che mangiava tanto, la rosa riconobbe l’ingordigia e non solo nel cibo, così successe la stessa cosa.
Passò un po’ di tempo e la rosa non appassì, rimase con le cinque spine e cominciò a cambiare colore, era rosa ma con sfumature rosse.
Le spine avevano ritoccato il colore, per far capire che chi l’aveva toccata si avvicinava al rosso e al diavolo.
Quando la raccolse un uomo che sentiva la gioia del prossimo con tristezza, provando solo invidia, spuntò la sesta spina e la rosa rimase abbandonata come prima.
La prese in mano un uomo che nell’accidia, perse il coraggio di affrontare la vita sentendo noia e tristezza. La pigrizia lo faceva rinunciare a tutto con l’indifferenza nelle cose che fanno parte della vita. Spuntò la settima spina pungente che fece abbandonare la rosa.
Infine, un uomo che aveva nel cuore amore sincero ed eterno, passeggiava nel giardino mano nella mano con la sua amata donna. Vide il fiore per terra e lo prese in mano per regalarlo all’amata e questa volta non spuntò nessuna spina.
Entrambi sorrisero felici e quando si baciarono, la rosa che stava già cambiando colore, s’infuocò senza provocare dolore o paura e divenne rossa.
Da quel giorno la rosa fu così chiamata simbolo d’amore, perchè sconfigge il male.
(Neteditor.it)


Nella letteratura il romanzo più noto che riguarda anche questo bellissimo fiore è Il nome della rosa di Umberto Eco.
Un posto d’onore alla rosa è stato persino attribuito in un manga, con il famoso personaggio di Oscar François de Jarjayet meglio nota come Lady Oscar, la Rosa di Versailles.
Per quanto riguarda invece la Storia, va ricordato il movimento della Rosa Bianca fondato dai fratelli Sophie e Hans Scholl, che si opposero fieramente alla dittatura di Adolf Hitler sacrificando le loro vite insieme a Christoph Probst.


 La rosa profonda

La rosa,
la rosa immarcescibile
che non canto,
quella che è peso e fragranza
quella dell’oscuro giardino della notte fonda,
quella di qualunque giardino e qualunque sera,
quella che risorge dalla tenue
cenere per l’arte dell’alchimia,
la rosa dei persiani e di Ariosto
quella che è sempre sola,
quella che è la rosa delle rose,
il giovane fiore platonico,
l’ardente e cieca rosa che non canto,
la rosa irraggiungibile.

(Luis Borges)


22 commenti:

Jene ha detto...

Carissima Jena Junior, complimenti per questo post: è così ricco di dettagli che ci hai lasciato a muso aperto!
Belli i riferimenti storici, le leggende e anche le attinenze culturali.
La parte che ci è piaciuta di più è stato l'accenno ai giardini parigini: per caso li hai visti?
Un abbraccio zamposo

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
che bel post!!! Ecco perchè la rosa gialla è associata alla gelosia, per colpa di Maometto. Le mie preferite sono quelle rosse e rosa, le trovo bellissime. Quante leggende sono associate alle rose...Gran bel post ;)
un abbraccio

N4ND0 ha detto...

Quante cose che non sapevo e pure le rose è il mio fiore preferito, mia nonna in vita ha messo su un roseto fantastico nel suo giardino e questa passione l'ha tramandata a me :)

Le Chat Noir ha detto...

Me l'avevi detto, scommetto che le tue rose sono bellissime anche se sto ancora aspettando di vedere le foto :-)
Tvb

Le Chat Noir ha detto...

Certo che sì!
Grazie per il vostro commento, mi sto esaltando :-)
Un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Vedi questi uomini gelosi cosa combinano?!
Sono contento che il post ti sia piaciuto, vedrai il prossimo... :-)
Un abbraccio

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Una bella lezione di storia e post ricco di dettagli.
Saluti a presto.

❀~ Simo ♥~ ha detto...

Un post incantevole!

Beatris ha detto...

Bellissimo e interessante post!
Quante cose si imparano ogni giorno...
La rosa è un fiore speciale, profumato, delicato, vellutato e con le sue spine sa farsi amare profondamente!
Un abbraccio e buona serata da Beatris

Antonella ha detto...

Ciao Xavier , hai scritto un post stupendo ricco di tante notizie che non conoscevo.
Io amo molto le rose bianche e quelle color crema, alla mia mamma, invece, piacevano quelle gialle...ma di qualsiasi colore siano sono , comunque, un fiore splendido.
Naturalmente ho apprezzato molto la parte mitologica del post.
Un grandissimo abbraccio.
Antonella

Betty ha detto...

Bellissimo post Xavier, le leggende sono nuove per me...
Si vede che metti il cuore in ogni cosa che fai.
Un abbraccio, ciao

briciole di vita ha detto...

che bel post! Leggende affscinanti. Pensa che nel mio giardino non ci sono rose perchè mia madre non tollera tutto ciò che ha le spine. mah....

Buona serata

Gloria

ps: Antonella ed io domani sera andremo a vedere "Orfeo ed Euridice" poi ti aggiorniamo.

adriana ha detto...

Bellissimo questo post con tutte queste leggende che non conoscevo, è sempre un piacere leggerti.
Ciao buon fine settimana

Melinda ha detto...

Conosco molte delle leggende che hai raccontato, ma quella di Maometto ad esempio non la sapevo!
Bello questo post, spero ne pubblicherai presto altri così.
Un super bacione

IdgieRuth Threadgoode ha detto...

Con questo post ci hai illuminato a 360 gradi anche sulla regina dei fiori, è stato un piccolo viaggio molto bello!
Un abbraccio
Idgie e Ruth

Gianna Ferri ha detto...

Post rilassante, grazie!

Le Chat Noir ha detto...

Grazie, grazie, grazie, grazie a tutti voi :)
un abbraccio e buon fine settimana!
Xavier

Beatris ha detto...

Buona domenica!
Beatris

Beatrice Portinari ha detto...

Pensa che c'è stata persino la famosa guerra delle due Rose...
Mamma mia quante storie intorno a questo fiore!
Non vedo l'ora che torni a casa, devo mostrarti le nuove rose del giardino.
TVB

RobbyRoby ha detto...

ciao
buona settimana. La rosa è veramente un bellissimo fiore.

Baby ha detto...

È un post meraviglioso. Pensa che le tue parole saranno ascoltate anche dai bambini di una scuola primaria...Ti sembrerà forse una piccola cosa, ma credimi invece è grande...

Xavier Queer ha detto...

Grazie, è un onore.
Torna a farmi visita quando vuoi!