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05/06/13

Globali ma divisi


L’Europa non è una scelta, è un imperativo categorico per sopravvivere nel mondo globale. Prima lo capiamo e agiamo di conseguenza e meglio sarà per tutti. Senza Europa, ma un’Europa vera, non si fermerà il nostro declino.
Questa frase di Squinzi riassume, pur parlando solo di una fetta del globo, quello che è stato l’errore più grande della storia contemporanea, cioè l’imposizione della globalizzazione che è diventata ufficialmente la dittatura del Terzo Millennio.

Con il termine globalizzazione si indica il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto principale è una decisa convergenza economica e culturale tra i Paesi del mondo.
Questa parola di uso recente, è stata usata dagli economisti a partire dal 1981, per riferirsi agli aspetti economici delle relazioni fra popoli e grandi aziende.
Il fenomeno invece va inquadrato soprattutto nel contesto dei cambiamenti sociali, tecnologici e politici, e delle complesse interazioni su scala mondiale che a partire dagli anni ottanta, in questi ambiti hanno subito una sensibile accelerazione.
A differenza dei secoli passati, in cui si parlava di globalizzazione solo a livello culturale (basta ricordarsi per esempio dell’Impero Romano), oggi quindi la globalizzazione è un fenomeno più ampio, voluto dalle banche che governano nell’ombra i paesi evoluti e arretrati del mondo.


Lo scopo delle banche mondiali e delle multinazionali è unicamente quello di estendere i loro artigli sull’intero pianeta. Si sono arrogati il diritto di vita e di morte sugli abitanti della Terra, quali veri e propri predatori.
E per riuscire a creare questa apocalisse, si sono comprati i governanti, i media, gli economisti…
Il bombardamento mediatico, la complicità dei governi, unitamente ad economisti “dotti”, che mai ammetteranno gli errori di questo infernale sistema degenerativo del capitalismo, sono riusciti a drogare la quasi totalità degli abitanti di questo pianeta.
Fino a qualche anno fa la popolazione veniva decimata da sanguinose guerre per la soddisfazione di qualche lurido assassino mentre oggi, con un metodo più raffinato e meno costoso per questi moderni dittatori, si provvede allo sterminio affamandola la popolazione. Si inventano crisi per giustificare agli occhi della gente questa loro “esigenza” per evitare rivolte.  
Non ci vuole la mente di un genio per capire quanto sta succedendo, basterebbe vedere le condizioni di vita dei popoli prima di questa “globalizzazione” e paragonarle alle attuali, per rendersi conto che quello che ci vogliono far credere altro non è che un colossale crimine contro l’umanità, altro che un beneficio. Alla pari delle cavallette si sono insediati nei governi dei paesi per svuotarli dei contenuti democratici, che questi paesi si erano dati: privatizzare le banche e gli enti statali, far fallire le grosse industrie nazionali affinché fallissero nel contempo piccole e medie imprese, precarizzare i lavoratori e creare una massa di disoccupati pronti a lavorare per pochi spiccioli e senza diritti. Privare gli Stati della sovranità politica ed economica, affidando alle banche mondiali la possibilità di creare il denaro, denaro prestato con interessi da usura, da indebolire i paesi al punto che mai riusciranno a saldarli quei debiti, nonostante queste nazioni strangolino la popolazione per far fronte al pagamento degli interessi. Affidare ai banchieri la facoltà di creare denaro dal nulla e al di fuori di ogni e qualsiasi regola, è stato come pretendere di spegnere il fuoco buttandovi sopra la benzina. Con questa “globalizzazione” quell’uno per cento di straricchi si arricchiranno sempre più in virtù della povertà del novantanove per cento degli altri uomini. 
(Freeskipper)


Siccome non posso fare un quadro completo di tutta la situazione mondiale, ho deciso di cercare di capire quali sono state le conseguenze di questo liberismo esasperato in Europa.
La globalizzazione ha condotto alla creazione di quella che è nota come l’Unione Europea: ma davvero l’UE ci ha fatto bene?

Tutti parlano dell’unione politica dell’Europa come dell’Unica Via di Salvezza per l’Euro.
Ma “unione politica” vuol dire “stato sovranazionale”, uno Stato unico, come gli Stati Uniti! Il sillogismo dominante è il seguente. L’Euro ormai c’è: uscirne sarebbe molto costoso e doloroso. Ma l’Euro non ce la fa senza l’unione politica. Ergo: bisogna fare l’unione politica, in fretta. Lo dicono Profondi Pensatori di destra e di sinistra: a ripeterlo, fai un figurone.
Eppure, questa storia non quadra. Non quadra per niente.
Io l’unione politica vorrei ancora farla, però liberamente, non perché costretto (dalla crisi). Né sono sicuro che oggi i popoli d’Europa desiderino unirsi, considerati i malumori e le incomprensioni che la pessima gestione della crisi ha suscitato.
Nel caso, vorrei poter discutere, scegliere anch’io che tipo di Stato, di regole, di istituzioni creiamo: altrimenti sentirei di aver perso la libertà.
Non mi piace la germanizzazione dell’Europa, men che meno la costituzionalizzazione dell’agenda neoliberista che Monti e Draghi, assieme alle destre EU, stanno promuovendo.
(Il fatto quotidiano)

Questo è uno dei tantissimi articoli, delle centinaia di voci che potete trovare in giro per il web.
Esattamente come il MES, anche l’UE è un modo inventato dalle banche e dalle multinazionali per tenerci tutti sotto il loro giogo.
Basta vedere quello che sta accadendo: è evidente che le crisi sono tutte volute, anzi quasi spinte per arricchire chi è già ricco e cercare di sottomettere i popoli alla “grande volontà europea”, eppure i media cercano di addormentarci raccontando che invece va tutto bene, che l’UE è la soluzione migliore.
Ma io mi chiedo, a chi è venuto in mente di riunire sotto la bandiera della globalizzazione stati tanto diversi con storie tanto complesse?
Passiamo dall’Italia e dalla Grecia che hanno una storia millenaria, a paesi come Francia, Regno Unito o Spagna che hanno una storia e una mentalità più recente a stati come Germania e Russia che hanno una storia, una cultura e una mentalità fin troppo discutibili.



E così questo discorso si può estendere a tutto il mondo: per arricchire pochi ricchi stronzi (passatemi il francesismo) si stanno annullando interi paesi, patrimoni di diversità che andrebbero valorizzati e non distrutti.
Ero fermamente convinto che globalizzare significasse qualcosa di positivo come far avanzare la ricerca medica, garantire a ogni paese la giustizia, la pace, un’adeguata istruzione, abbattere barriere religiose e pregiudizi e sì, anche facilitare la crescita economica di ogni singolo stato...
Invece mi sono dovuto bruscamente risvegliare da questo bel sogno per rendermi conto che non è così, la globalizzazione è solo una bella parola che copre il gioco meschino dei soliti potenti a scapito del resto del mondo.
Come ha scritto Joseph E. Stiglitz nel suo libro La globalizzazione e i suoi oppositori: la globalizzazione ha fallito in tutto: non  è riuscita a ridurre la povertà, non è riuscita ad assicurare la stabilità, ha distrutto ulteriormente l'ambiente, ha provocato morte e distruzioni attraverso guerre civili e colpi di stato.

E se volete rifletterci ancora un po’ su, ecco una canzone di Lucio Dalla che secondo me si adatta bene a questo contesto.


Com’è profondo il mare
Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Dei linotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Babbo, che eri un gran cacciatore
Di quaglie e di fagiani
Caccia via queste mosche
Che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

E' inutile
Non c'è più lavoro
Non c'è più decoro
Dio o chi per lui
Sta cercando di dividerci
Di farci del male
Di farci annegare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Con la forza di un ricatto
L'uomo diventò qualcuno
Resuscitò anche i morti
Spalancò prigioni
Bloccò sei treni
Con relativi vagoni
Innalzò per un attimo il povero
Ad un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lasciò cadere
A piangere e a urlare
Solo in mezzo al mare
Com'è profondo il mare

Poi da solo l'urlo
Diventò un tamburo
E il povero come un lampo
Nel cielo sicuro
Cominciò una guerra
Per conquistare
Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore
Doveva coltivare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Ma la terra
Gli fu portata via
Compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventato
In un palazzo,in un fosso
Non ricordo bene
Poi una storia di catene
Bastonate
E chirurgia sperimentale
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Intanto un mistico
Forse un'aviatore
Inventò la commozione
E rimise d'accordo tutti
I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti
Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio
Così da potersi guardare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo
Di questo mondo
Che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare

E' chiaro
Che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa
E' muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perchè lo protegge il mare
Com'è profondo il mare

Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l'oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare

ARTISTI PER LA DONAZIONE DEGLI ORGANI:
Lucio Dalla, Pia, Franco Battiato, Fiorella Mannoia, Iskra, Roberto Ferri, Marco Alemanno, Ron, Vincenzo Capezzuto, Massimo Ranieri, Sepideh Raissadat e Piccolo Coro Antoniano, Maddy Cattaneo, Alessandro Altarocca, Florence Donovan, Gianni Morandi, Fabrizio de André, Ivano Fossati, Anna Mazzamauro, Giuseppe Barbera, Grégory Lemarchal.
COM'E' PROFONDO IL MARE è tratto da "Ti amo anche se non so chi sei", disco nato per iniziativa di Marinella e Roberto Ferri con il supporto e la supervisione artistica di Franco Battiato. 
Lo scopo è quello di diffondere, attraverso la musica, la cultura della donazione di organi in un momento assai drammatico per i trapianti: negli ultimi due anni infatti le donazioni hanno registrato un diffuso calo su scala nazionale con conseguenze facilmente immaginabili.


15 commenti:

Betty ha detto...

Interessante post Xavier... c'è sempre da riflettere...
Ho trovato una frase in questo post, bellissima e dice tutto...

"Ti amo anche se non so chi sei"

Ti auguro una meravigliosa giornata!

Beatrice Portinari ha detto...

I cambiamenti quando sono imposti non portano mai niente di positivo: l'Europa, a differenza degli Stati Uniti, non ha radici comuni sufficienti per creare un'unione di popoli e nazioni.
Quel che è peggio è che poi questa globalizzazione, sia mondiale che continentale, sta portando alla distruzione dell'individuo in nome della ricchezza dei soliti noti.
TVB

briciole di vita ha detto...

Anch'io, caro Xavier, mi ero fatta abbindolare dal termine "globalizzazione"; avevo immaginato popoli uniti, aiuto reciproco, solidarietà e poi ho tristemente scoperto il bieco utilizzo, le manovre "tra le righe" ...e noi poveri illusi e idealisti a cadere ancora una volta dal pero.

buona giornata

Gloria

Le Chat Noir ha detto...

E io l'auguro a te!
Un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Infatti il divario fra ricco e povero è aumentato in maniera esponenziale.
TVB

Le Chat Noir ha detto...

Purtroppo gli squali sono sempre in agguato. Meglio essere un povero illuso che un cinico.
Un abbraccio

Gianna Ferri ha detto...

Ti leggo nei blog di amici comuni e sono venuta a conoscerti.

Interessante il tuo blog.

A presto.

Le Chat Noir ha detto...

Grazie Gianna e benvenuta nel mio blog.
un saluto

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
io ho sempre odiato il termine globalizzazione, perchè lo associavo a qualcosa di negativo. Credo fortemente che l'unione dei popoli sia un bene, ma non nel modo nel quale si stava agendo e si agisce.
Un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Infatti siamo ben lontani dalla vera globalizzazione.
un abbraccio :)

Melinda ha detto...

Ciao Xavier, ti dirò sinceramente che a questa bufala della globalizzazione all'inizio ci avevo creduto anche io come Gloria.
Quando andavo alle medie ci facevano leggere opuscoli sui vantaggi dell'UE, ci dicevano che l'unione europea ci avrebbe reso tutti più uniti, forti, ci avrebbe dato più valori...
Tutte parole belle sulla carta, ma poi non si è realizzato niente.
Un bacione

IdgieRuth Threadgoode ha detto...

Assolutamente, basta vedere che i paesi "civili" stanno tornando a essere paesi sottosviluppati nonostante la parvenza di ricchezza.
Bellissimo post, ti faccio i miei complimenti
Idgie

nella ha detto...

Che situazione orrenda caro amico mio Xavier...cosa faremo, come finiremo..chissà...
Come è profondo il mare!!!!

Le Chat Noir ha detto...

Sono cose che fanno arrabbiare anche me,
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Non lo so dove finiremo, siamo in mano a quattro st... upidi, mettiamola così.
Un abbraccio!