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22/05/13

Qual è il tuo problema? Incontro con i serial killer



Come ormai avrete capito, sono un ragazzo eclettico dalle svariate passioni: lettura, disegno, mitologia, cucina, studio...
Ma non avete ancora conosciuto il mio lato oscuro, ovvero la mia passione per i serial killer e le loro menti malvagie ma eccezionali.
Non fate facce strane: non sono un serial killer, semplicemente voglio capire cosa scatta nella mente di una persona e perché ritenga lecito eliminare altre persone.
Prima di cominciare a parlarvi dei serial killer più famosi, ho pensato di iniziare questa nuova rubrica parlandovi della storia dei serial killer.

I serial killer o assassini seriali sono sempre esistiti nella storia anche se le prime documentazioni su di loro arrivano in forma di favola o leggenda.
Gilles de Rais ad esempio è divenuto celebre grazie a Perrault con il nome di Barbablu; mentre le cronache ungheresi narrano della controversa vita di Erzsebet Bathory divenuta suo malgrado la prima serial killer donna della storia.
Il più famoso serial killer dell’età vittoriana fu poi Jack the Ripper, su cui ancora aleggiano moltissimi misteri.
Resi in seguito famosi dai giornali, dai libri o dal cinema, i serial killer sono diventati sempre più noti.
Ma esattamente, chi sono i serial killer e come uccidono?

Il serial killer è in genere un uomo giovane: al momento del suo primo delitto ha in media ventinove anni.
È generalmente un soggetto di razza bianca (per l'83% dei casi), che, se eterosessuale, attacca di preferenza le donne (55% circa).
Uccide le sue vittime in un territorio ben definito, una città o uno Stato, nelle vicinanze del luogo in cui abita nel 63% dei casi.
È nomade nel 29% dei casi e può assassinare una persona in diversi stati, infine, può uccidere in casa propria o sul posto di lavoro, nell'8% dei casi per gli uomini, nel 29% dei casi per le donne.

Relativamente alla tassonomia dell'omicidio seriale, il punto di riferimento rimane la classificazione operata dal Crime Classification Manual, il manuale di ripartizione del crimine violento creato dagli agenti dell'F.B.I.
Secondo questo modello classificatorio, le cause che spiegano i diversi tipi di omicidio sono interpretabili in base a vari fattori; il fattore primario è quello principalmente responsabile del comportamento omicidiario seriale, mentre quello secondario ha un ruolo causativo di minore importanza.
È necessario sottolineare come il comportamento omicidiario seriale è in ogni caso sempre il risultato della mescolanza tra i vari fattori.


I criteri in base ai quali classificare l'omicidio seriale in relazione al movente sono i seguenti:

-omicidio seriale per guadagno personale: in questa categoria di omicidio seriale, l'assassino commette una serie di delitti prevalentemente allo scopo di entrare in possesso di un'eredità o per incassare polizze di assicurazione stipulate sulla vita delle vittime.
I più frequenti sono gli omicidi seriali in ambito coniugale. È questa una delle categorie in cui le donne assassine sono in numero maggiore e si tratta, in genere, di persone che hanno una vita privata insoddisfacente e nessun lavoro oppure uno scarsamente retribuito.


-omicidio seriale situazionale: gli omicidi seriali di questo tipo non sono premeditati ma vengono compiuti nell'atto di commettere un altro reato oppure mentre il soggetto sta cercando di mettersi in fuga dopo il reato stesso

-omicidio seriale motivato da erotomania: in questo tipo di omicidio seriale, la causa scatenante è data da una particolare fissazione dell'assassino, appunto l'erotomania.
L'assassino vagheggia un amore idealizzato, che lo porta a ritenere inadeguati tutti i suoi amanti. Gli esempi di omicidio seriale di questo tipo sono piuttosto rari e messi in atto prevalentemente da donne.

-omicidio seriale provocato da una conflitto: questo tipo di omicidio si verifica quando, a seguito di una lite tra due persone, una perde il controllo ed uccide l'altra; la stessa sequenza si verifica in diverse occasioni.
Il fattore principale è in questo caso di tipo relazionale, cioè la risultante di un'interazione negativa, di durata variabile, tra l'autore e la vittima.

-omicidio seriale per vendetta simbolica: in queste ipotesi, l'assassino uccide una serie di vittime contro le quali vuole vendicarsi, perché pensa di aver subito un grave torto e lo ingigantisce fino a farlo diventare insostenibile, in maniera del tutto irrazionale.
Il serial killer uccide però dei soggetti che, personalmente, non gli hanno fatto nulla ma che rappresentano un'autorità che lui vuole punire per un comportamento che ritiene scorretto nei suoi confronti.

-omicidio seriale con movente irrazionale: è il tipo di omicidio seriale tipico dei soggetti schizofrenici paranoici.
L'omicidio sembra essere motivato da un movente irrazionale, conosciuto solo dalla mente dell'assassino.
La giustificazione preferita da questi serial killer è quella di udire delle voci, che ordinano di commettere gli omicidi.

-omicidio seriale motivato da estremismo: l'assassino seriale che compie questo tipo di omicidio è motivato dalla fede in una serie di idee basate su un particolare sistema politico, religioso e sociale. Questo tipo di assassino può agire da solo, ma più spesso, fa parte di un gruppo politico, religioso, economico o militare.

-omicidio seriale per eutanasia: in questo caso l'assassino seriale sceglie come vittime persone che, secondo lui, stanno soffrendo ingiustamente: è convinto che sia suo dovere alleviare le sofferenze del prossimo, anche se, nella maggior parte delle volte, il vero motivo è la sensazione di potere e controllo che l'assassino ottiene dal suo delitto.
I casi di omicidio seriale di questo genere sono piuttosto numerosi e vedono coinvolti come colpevoli sia uomini che donne, soprattutto personale sanitario.
Gli omicidi sono commessi in modo da far pensare ad una morte naturale: tra i metodi più usati c'è l'iniezione di sostanze tossiche o velenose ed il soffocamento.
È molto difficile scoprire questo tipo di omicidio seriale, in quanto i sintomi provati dalle vittime sono compatibili con un decesso per cause naturali.

-omicidio seriale per il controllo del potere: il soggetto sceglie l'omicidio come attività che gli permette di manifestare il suo bisogno di onnipotenza.
Spesso si tratta di omicidi seriali particolarmente brutali nell'esecuzione, in cui l'assassino provoca un notevole grado di sofferenza alla vittima.
Di questa categoria fanno parte i sadici, i narcisisti e i missionari, killer che ritengono di avere una missione ben precisa da compiere.

-omicidio seriale sessuale: questo tipo di omicidio seriale implica un elemento sessuale che sta alla base delle azioni che conducono alla morte della vittima.
Il genere di atto sessuale e il suo significato simbolico variano a seconda della personalità dell'assassino ed i serial killer sessuali vengono identificati perché nell'acting out delle proprie fantasie lasciano una firma caratteristica sul corpo delle vittime e sugli altri elementi della scena del delitto.
Di questa categoria fanno parte ancora una volta i serial killer sadici e i necrofili.

-omicidio seriale a movente misto: ci sono diversi casi di omicidio seriale in cui il movente varia da un delitto all'altro. Le vittime possono essere alternativamente persone del nucleo familiare, conoscenti o sconosciuti.
Questi omicidi, spesso, proprio a causa della variabilità del movente, sono scarsamente pianificati.



22 commenti:

  1. E' una lettura impegnativa ma molto interessante.Grazie!

    Ciao Xavier e lieto giorno!
    Luci@

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    1. Forse perchè in ognuno di noi c'è un angolo oscuro...
      un abbraccio

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  2. Ciao Xavier, anch'io subisco il "fascino negativo" delle personalità deviate dei serial killer quindi accolgo la tua nuova rubrica con entusiasmo e curiosità. Il post introduttivo è molto ben fatto, attendo con ansia il racconto che di volta in volta ci proporrai.
    Ciao, un abbraccio.
    Antonella

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    1. Grazie Antonella, vedrai che non ti deluderò-
      un abbraccio :)

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  3. Non conoscevo la storia di Erzsebet Bathory, mi è venuta la pelle d'oca a leggere tutto quello che ha fatto!
    Malgrado l'argomento inquietante è molto interessante!

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    1. Di Erzsebet parlerò più avanti.
      Benvenuta nel mio blog :)
      un abbraccio

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  4. Ciao Xav, ma io adoro questo tuo lato oscuro!
    Anche a me hanno sempre affascinato i misteri della mente, quindi leggerò con grande interesse tutti i post di questa nuova rubrica.
    Complimenti per l'analisi accurata che hai fatto dei diversi tipi di delitti, si vede che sei molto informato, e anche per i cenni storici.
    Che dici, c'è un pò di serial killer in ognuno di noi?
    Un bacione

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    1. Tutto può essere... ma speriamo di no.
      un abbraccio :)

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  5. Molti film hanno trattato questo argomento e hai citato alcuni nomi famosi.

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    1. Se continuerai a leggermi parlerò anche di personaggi meno famosi.
      un saluto

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  6. Ciao Xavier,
    quante cose che hai scritto e non sapevo.
    Anch'io spesso sono curiosa e mi cervello per capire cosa succede nella testa di certa gente per arrivare a tanto, mah!!!
    buona giornata un abbraccio

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    1. Audrey credimi solo alcuni di loro erano veramente malati di mente.
      un abbraccio :)

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  7. Ma sei sicuro di avere solo 17 anni?
    Questo lato oscuro ha sempre affascinato anche me, infatti sono una divoratrice di libri di quell'argomento.
    Penso che ognuno di noi ha un angolino buio e spaventoso...

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    1. In effetti di anni ne ho 16 i 17 li compirò alla fine di Dicembre :)
      un abbraccio

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  8. In ogniuno di noi, convive un lato oscuro,magico o esoterico.Io adoro la magia,i tarocchi,lo spiritismo, insomma tutto quello che alla fine ,una mente razionale cerca di evitare.
    Forse cercare di leggere altri lati di noi stessi,denota una mente fertile e attiva, un'intelligenza duttile e variegata.....peccato che nella maggior parte dei casi alla fine finiamo per passare per stravaganti o nel peggiore dei casi per matti.Io credo anche in quello che non posso vedere,ma se dico che non credo in Dio, ma credo che gli gnomi possano esistere.....posso assicurarti che risco a trovare da sedermi anche sul treno per i pendolari in orario di punta!!!
    ( dopo questa confessione...sei ancora mio amico??? )
    Purtroppo nei serial killer molte volte alberga davvero la follia pura,spesso la realta' supera la fantasia.Ti sei fatto una domanda...secondo te' perche' la maggioranza dei serial killer e' di sesso maschile?
    Io mi sono fatta una teoria,credo che sia per un fatto dettoato dall'istinto che in tutti noi ancora sopravvive...le femmine in ogni specie sono programmate per dare la vita, per proteggere la prole, non per uccidere, e se arrivano a tanto e' sempre per difesa personale e per difendere un loro affetto.
    Forse non e' cosi.
    Un abbraccio a presto
    Paola

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    1. In questo excursus cercherò di dimostrare che non tutti sono malati mentali...
      un abbraccio a te e Marco :)
      TVB

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    2. Infatti, anch'io non credo che tutti siano dei malati mentali,anzi, moltissime volte sono persone di un'intelligenza superiore.Ma pero' perche' far sfociare il loro bisogno di farsi notare, di far sentire la loro voce..nell commettere omicidi a catena e con rituali nel portarli a termine?in fondo una mente sana, non lo farebbe mai, la maggior parte di noi, cerca altre vie.
      Ho letto che esiste una patologia che si chiama : follia lucida.Il malato e' una persona perfettamente lucida, in grado di intendere e volere,ma in determinati frangenti si avvale di comportamenti tali da diventare pericolosa, e commette atti violenti,perfettamente consapevole della loro cridelta' e consapevole di stare commettendo un atto contro natura e contro la legge...ma che nello stesso tempo non sono in grado di porvi termine.
      Affascinante come sempre la mente umana!!
      Un abbraccio affettuoso anche a te!!

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    3. Quello di cui tu parli è il raptus, ovvero un "momentaneo black out mentale" in cui una persona può anche arrivare ad uccidere ma senza conservarne il ricordo in seguito, quello a cui io mi riferisco è che ci sono persone che uccidono per il gusto di uccidere, perchè vedere la paura negli occhi delle vittime gli regala deliri di onnipotenza, che programmano il modo in cui uccidere le loro vittime e le scelgono e sono perfettamente in grado di porvi termine, infatti ci sono serial killer che dopo aver ucciso un numero di vittime che ritenevano adeguato per anni non sono più stati attivi, quindi non si tratta di "lucida follia" che è sono una scusante per evitargli la giusta pena ma di consapevole crudeltà.
      un saluto :)

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  9. Sono anche io una appassionata della mente umana e delle sue oscurità. Ho una serie intera di libri del dott. Picozzi sulle strutture mentali dei killer seriali: affascinante e poco conosciuta la teoria della" follia a due."
    La parte oscura della nostra mente è molto misteriosa.
    Un abbraccio

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    1. Grazie Keiko, cercherò i libri di Picozzi.
      un abbraccio

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