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24/05/13

L'omino furbo...


C’era una volta la società, un bellissimo posto dove le persone vivevano nel rispetto l’una delle altre e le Istituzioni garantivano benessere, giustizia e sicurezza.
Ma un giorno arrivò l’omino Furbo il quale pensò bene di essere al di sopra di tutto, anche della società e cominciò a comportarsi davvero molto male.

Iniziò con gesti molto piccoli, come gettare una cartaccia per terra, non rispettare la fila o non pagare il biglietto dell’autobus e in seguito, siccome nessuno lo fermava o lo puniva per questo suo comportamento, capì che avrebbe anche potuto fare di peggio.
Dopo un’abile scalata sociale all’insegna della disonestà e della menzogna, strinse amicizia con gente ancora meno raccomandabile di lui che apparteneva a un’associazione che c’è eppure non esiste, per potersi finalmente sedere sulle poltrone rosse di un posto chiamato Governo.

Se vi sembra una brutta favola, sappiate che invece si tratta della realtà e che c’è poco da stare allegri.
La situazione in molti paesi del mondo, anche se per ovvi motivi io parlo del nostro, è diventata così a causa della mancanza totale di coscienza sociale.
Secondo Durkheim la coscienza collettiva si differenzia dalla coscienza individuale ed è l’insieme di rappresentazioni, norme e valori, condiviso dai membri di una società, e come tale costituisce la dimensione sociale. 
Nel bene e nel male, dunque sono gli individui a creare la società: si può quindi dire che se la coda del pesce è marcia non si può pensare che la testa possa guidarlo come si deve.




Ed è quello che accade in Italia da tanto tempo, da ancora prima che io nascessi come dice sempre mia nonna.
Al posto della coscienza sociale ha preso posto la coscienza della paura e del lasciar perdere: la maggior parte delle persone, per paura di essere giudicata o presa di mira, finge di non vedere le ingiustizie che vengono quotidianamente commesse oppure ragione pensando è meglio lasciar stare, domani potrei fare anch’io così.
Così si va dal dipendente che arriva al lavoro alle 9 e alle 9 e mezza fa già la pausa caffè, oppure dal medico che in ospedale lavora male ma nello studio privato fa una visita coi fiocchi, al commerciante che se non richiedi la fattura fa lo sconto e non dichiara quanto ha guadagnato e scalino dopo scalino, si raggiungono i vertici di una società che funziona malissimo.

Come sapete, io sono ateo, ma trovo nella parole di Giovanni Paolo II un forte messaggio che dovrebbe scuotere tutte queste coscienza addormentate e che pensate, è stato scritto nel lontano (almeno per me) 1988:
Negare a una persona la piena libertà di coscienza e in particolare la libertà di cercare la verità, o tentare di imporle un particolare modo di comprendere la verità, va contro il suo diritto più intimo.
Ciò provoca, altresì, un aggravamento delle animosità e delle tensioni, che rischiano di sfociare o in relazioni difficili e ostili all'interno della società o persino in un conflitto aperto.
E' insomma a livello di coscienza che si pone e può essere più efficacemente affrontato il problema di assicurare una pace solida e duratura.

Se al posto della parola pace sostituiamo la parola società, il discorso calza a pennello: negare ai pochi cittadini onesti rimasti di voler costruire una coscienza sociale e una società giusta è il modo migliore per alimentare tensioni e per continuare a favorire un eterno malfunzionamento del nostro paese.

Mi piacerebbe tanto dire, al termine di questa mia riflessione, di aver trovato una cura efficace per risolvere il problema dell’omino Furbo e dell’assenza di coscienza sociale che esiste in Italia (e non solo), ma purtroppo non sono ancora capace di fare miracoli.
Tuttavia ho trovato una storia che risale ai tempi dei nostri antenati romani, per essere precisi ai tempi di Menenio Agrippa, e che mi sembra una bella base su cui cominciare a ripensare la società.
Per chi non la conoscesse, eccovi Le membra e lo stomaco:

una volta le membra dell’uomo vedendo il ventre ozioso, erano in dissidio con quello e cospirarono affinchè la mano non portasse il cibo alla bocca, affinchè la bocca non prendesse ciò che gli veniva dato e i denti non lo masticassero.
Ma mentre volevano domare il ventre, loro stessi vennero a mancare e così tutto il corpo arrivò all’estrema consumazione.
Alla fine il ventre non sembrò per niente essere una funzione pigra perché era quello che distribuiva i cibi assunti attraverso tutte le membra: semmai, erano ventre e membra ad agire senza un volere comune tentando di aver per sé solo il meglio senza doveri da adempiere.
Così le membra tornarono in pace con il ventre.
Ricordate, cittadini, che il senato e il popolo proprio come un corpo solo, periscono con la discordia e acquisiscono forza con la concordia.




13 commenti:

Melinda ha detto...

Bellissimo il paragone che hai fatto con la storia di Menenio Agrippa, è un esempio che calza a pennello!
Sì è vero, se il sistema centrale non funziona spesso è alle periferie che si deve guardare e qui fa tutto troppo schifo, il lassismo sembra che vada bene a un sacco di persone e quando parli di impegno e rispetto ti guardano come un alieno.
Un bacione

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
io li chiamo i furbetti del quartierino, tutte quelle persone che che come dici nel post non rilasciano fatture, non lavorano ma sfruttano le situazioni ecc. Anche se la colpa è anche di chi accetta e non denuncia queste cose.
Buona giornata un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Perchè manca l'educazione al rispetto delle persone e delle regole. Se fossero applicati severamente i regolamenti certi furbetti avrebbero ben poco da stare allegri.
un saluto :)

Le Chat Noir ha detto...

La colpa è di chi crede di essere al di sopra della legalità... per fortuna ogni tanto arriva qualcuno che colpisce i furbetti del quartierino con una mazza chiodata sui denti.
un abbraccio :)

adriana ha detto...

Io appartengo alla generazione del :grazie, prego, per favore...che nonostante tutto aveva un po' più di coscienza sociale, il brutto è che proprio queste generazioni hanno permesso a quelle venute dopo di ignorare ed evitare il rispetto delle regole.
Già all'epoca ai miei figli avevo insegnato che non si buttano le carte per terra, che si deve rispetto alla maestra ecc. ecc. ed erano guardati come alieni...immagina quindi dove arriveremo.

Antonella ha detto...

Ciao Zavier, ho discusso fino ad ora con una mia amica. Lei ce l'ha sempre con la politica: con gli stipendi alti, con i vitalizzi, con il loro modo di fare...giustissimo però io cercavo di farle capire che al punto in cui siamo la colpa di questa situazione è di tutti a partire dalla base, del cittadino e non solo per lo scontrino del bar non battuto ma anche per tutte le giornate di malattia di cui in realtà non si aveva diritto, per tutte le medicine, a carico del sistema sanitario, che andiamo a farci prescrivere dal medico anche se non ne abbiamo bisogno, per le visite specialistiche non necessarie, per tutte le volte che non abbiamo cura dei beni dello stato e quindi di tutti...Prima o poi, dovevamo pensarlo, il conto doveva arrivare...
Ciao un abbraccio.
Antonella

❀~ Simo ♥~ ha detto...

Il mondo è pieno zeppo di omini "furbi"
Buona serata

Betty ha detto...

Ciao Xavier, ti ringrazio per l’abbraccio sincero che mi ha lasciato nel post di Idgie e Ruth, ti avevo risposto, ma il commento è ancora in moderazione…
Vorrei ricambiare il tuo abbraccio con tutto il cuore...

Molto interessante questo post, io penso che la coscienza sociale non esista più, ognuno pensa solo a se stesso ormai… manca l’onestà, il rispetto delle regole, soprattutto verso il prossimo e l’ambiente.
I “furbetti” sono sempre più in aumento, e lo fanno sulla pelle dei meno fortunati…
Non so se riusciremo a rialzarci, ma sarà davvero dura…
Ciao, un abbraccio Xavier

Jene ha detto...

Ma di omini furbi è pieno il mondo, sembra che essere furbi sia un "must" quando invece questo atteggiamento andrebbe seriamente punito e fermato.
Un abbraccio zamposo

Le Chat Noir ha detto...

Anch'io sono un alieno, la mia famiglia mi ha educato al rispetto verso tutto e tutti...
un saluto

Le Chat Noir ha detto...

prima o poi i "furbi" si gabbano da soli.
un saluto

Le Chat Noir ha detto...

Ciao Betty, benvenuta nel mio blog!
Questa situazione è stata voluta dai governi sbagliati che hanno guidato l'Italia ma anche da chi poteva cambiare la situazione e non l'ha fatto proprio perchè si crede "furbo".
Secondo me si può ancora cambiare ma bisogna rimboccarsi davvero le maniche e darsi da fare.
Un abbraccio :)

Le Chat Noir ha detto...

Cominciamo noi a punire i "furbi" non votiamo i disonesti.
un saluto alla savana :)