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18/05/13

La guerra è finita...


In questi giorni ho letto nel web un’altra notizia che mi ha fatto davvero pensare, non in termini positivi.

Nonostante i fatti di cronaca degli ultimi mesi facciano pensare il contrario, nel 2012 finora ci sono stati meno suicidi per motivi economici rispetto a quanto avvenuto tra il 2008 e 2010. Da gennaio a maggio di quest'anno sono state infatti 38 le persone che si sono tolte la vita per cause economiche, e si stima che entro la fine dell'anno saranno in totale circa 110. Meno quindi del 2010, dove erano state 187, e in calo del 5,5% rispetto all'anno precedente. E' questo uno dei dati presentati da Claudio Mencacci, presidente del Congresso della Società italiana di psichiatria, in corso a Milano, e direttore del dipartimento di Psichiatria dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano.
Quelli che invece sono in aumento sono i suicidi tra gli adolescenti legati all'abuso di alcol e droghe. Secondo le stime sono 30mila infatti i giovanissimi italiani che ogni anno, in preda al disagio di vivere, tentano di togliersi la vita, mentre si ipotizza che siano addirittura dieci volte di più i ragazzi e le ragazze che almeno una volta hanno pensato al suicidio. Sono circa 120 quelli che invece ogni anno riescono nel loro intento. “L'aumento dei tentati suicidi negli adolescenti – suggerisce Mencacci – è legato in modo esponenziale al consumo di sostanze stupefacenti, che aumentano l'impulsività”.

Secondo i dati presentati al congresso si stima che circa un milione di ragazzi e ragazze fra i 14 e i 18 anni faccia uso di alcol e droghe, rischiando di scivolare nell'abuso e nella dipendenza. Il 20 % dei giovani dai 15 ai 34 anni ha fatto o fa uso di ecstasy, il 23% ha provato la cannabis, il 2% la cocaina. Otto ragazzi su dieci bevono alcol, il cui consumo in giovane età si associa anche a un maggior rischio di abuso di sostanze, droghe e disturbi depressivi nella vita adulta e secondo l'Istat proprio fra i 14 e i 16 anni si stanno registrando i maggiori incrementi nel consumo di bevande alcoliche.
“Non abbiamo dati italiani precisi sui comportamenti a rischio in adolescenza – aggiunge Massimo Clerici, docente di psichiatria all'università di Milano-Bicocca – ma è vediamo che il consumo di alcol anche nel nostro Paese sta aumentando nella fascia d'età giovanile e che il primo incontro con un alcolico è sempre più precoce. Crescono inoltre i tentativi di suicidio e comportamenti parasuicidari ad alto rischio a cui purtroppo si dà ancora poca importanza, come la 'moda' di procurarsi volontariamente ferite e tagli. In tutti questi casi ci sono disturbi dell'autocontrollo e impulsività che possono essere acuiti dall'abuso di sostanze e da patologie mentali sottostanti”.

Alcol e sostanze spesso si sommano a disagi psicologici degli adolescenti, con conseguenze deleterie: gli esperti stimano infatti che uno su tre soffra di ansia, quasi il 15 % di disturbi dell'umore che nella maggioranza dei casi compaiono intorno ai 13 anni. In alcuni casi sono proprio le sostanze stupefacenti a portare a galla il malessere psichico, in altri accade l'inverso. Ma quando i fattori si sommano l'effetto può essere devastante e portare a comportamenti auto ed eteroaggressivi.
Così si ritiene ad esempio che dal 5 al 15% degli adolescenti pensi al suicidio, mentre ogni anno tenta di togliersi la vita circa l'1 % dei ragazzi; il 10% riprova nel giro di sei mesi dal primo tentativo, il 40% entro meno di due anni. I decessi per suicidio in Italia sono circa 120 ogni anno, con i ragazzi che si tolgono la vita sei volte più spesso rispetto alle ragazze; si tratta della terza causa di morte nella fascia d'età adolescenziale.
(quotidianosanità.it)


 Così mi sono ritrovato a pensare di nuovo: perché tanti ragazzi che come me si stanno affacciando alla vita, scelgono invece la morte?
Perché decidono di consumare alcol e droghe?

La causa principalmente imputata è la depressione, specie mascherata, poi l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti, che creano una apparente fuga dalla realtà ma che in definitiva tolgono gli stimoli ad un corretto e naturale approccio alla realtà stessa.
E poi le situazioni conflittuali personali e familiari, che rappresentano il terreno sul quale possono poi nascere altri e nuovi fattori di rischio.
Emerge anche il dato che la disponibilità di un mezzo atto a nuocere favorisca inevitabilmente la facilità nel compiere il gesto finale, che comunque dentro di se è già deciso.
(quotidianosanitario.it)

Insomma, alla fine noi ragazzi che sembriamo tanto forti e così sicuri di noi in realtà siamo tanti vasi di cristallo che vengono sbattuti con poca delicatezza nel mondo.
Sembriamo avere tutto e in realtà non abbiamo niente: basti pensare a quei ragazzi benestanti, che hanno computer, motorino, Iphone, compagnie e vestiti cool, playstation  blue ray e altre mille cose e poi dentro di sé hanno il vuoto assoluto, un vuoto che cercano di colmare sballando, correndo a grande velocità e finendo poi con lo schiantarsi.

Forse, come scrive Freud in uno dei suoi migliori libri tuttora molto discusso dal titolo Al di là del principio del piacere (un libro così forte nei suoi contenuti che ancora oggi la comunità psichiatrica si rifiuta in gran parte di prenderlo in considerazione e di discutere le sue tesi), questo fenomeno avviene perché in ogni persona durante la sua vita è trascinata da due impulsi: impulsi di piacere e impulsi di morte, quando i secondi prendono il sopravvento si giunge inevitabilmente a una tragica conclusione della vita.
Certo è che non mi sembra il caso che società, istituzioni assenti e famiglie cerchino di spingere i ragazzi verso queste pulsioni.
Basterebbe poco, ma mi sembra che in pochi adulti siano disposti a non pensare esclusivamente a se stessi per considerare anche noi ragazzi e insegnarci ad affrontare questa vita così difficile e piena di insidie.

Questa canzone dei Baustelle, che parla del suicidio di una ragazza amica del cantante Francesco Bianconi, mi sembra la perfetta descrizione del dramma che tanti ragazzi vivono senza mai essere presi davvero in considerazione:


Vivere non è possibile 
Lasciò un biglietto inutile 
Prima di respirare il gas 
Prima di collegarsi al caos 
Era mia amica 
Era una stronza 
Aveva sedici anni appena 

Vagamente psichedelica 
La sua t-shirt all'epoca 
Prima di perdersi nel punk 
Prima di perdersi nel crack 
Si mise insieme ad un nazista 
Conosciuto in una rissa 

E nonostante le bombe vicine e la fame 
Malgrado le mine 
Sul foglio lasciò parole nere di vita 
La guerra è finita 
Per sempre è finita 
Almeno per me 

Emotivamente instabile 
Viziata ed insensibile 
Il professore la bollò 
Ed un caramba la incastrò 
Durante un furto all'Esselunga 
Pianse e non le piacque affatto 

E nonostante le bombe alla televisione 
Malgrado le mine 
La penna sputò parole nere di vita 
La guerra è finita 
Per sempre è finita 
Almeno per me 

E nonostante sua madre impazzita e suo padre 
Malgrado Belgrado, America e Bush 
Con una bic profumata 
Da attrice bruciata 
La guerra è finita
Scrisse così.


15 commenti:

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
dalle nostre parti ci sono stati diversi suicidi, sia di ragazzi, ma anche di gente adulata che ha perso il lavoro, quindi penso che sia un fenomeno sempre crescente e che le statistiche si sbagliano, perchè almeno da noi il fenomeno è in aumento.
Per quanto riguarda i giovani e le droghe credo che molti seguano la moda, usando come pretesto problemi che non esistono dalle mie parti 4 ragazzi(2 femmine e 2 maschi), di 13 anni compravano droga che rivendevano di nascosto (avevano messo su un giro da paura) e con i guadagni si facevano di eroina. I genitori hanno dovuto denunciarli per farli rinchiudere, erano pesci grossi a soli 13 anni. Questo vuol dire che la società stà solo peggiorando e che stiamo andando inevitabilmente verso lo schifo.
Bel post, hai fatto bene a parlarne.
Un abbraccio

Jene ha detto...

Il suicidio giovanile è un devastante campanello d'allarme che dovrebbe far fermare gli adulti e farli riflettere: ma se gli adulti non vogliono fare gli adulti, dove si andrà a finire?
Un abbraccio zamposo

Melinda ha detto...

Ho letto il libro di Freud che hai citato e anche a me ha dato la stessa sensazione, che esistano cioè pulsioni negative, pulsioni thanatiche, che siano in eterna lotta con quelle erotiche (non intese come sessuali, ma come vitali) e quando esiste una società incapace di dare eros e benessere alle persone, le pulsioni di morte prendono il sopravvento creando un cocktail micidiale perc tutte quelle persone che già non hanno una personalità forte o sono in difficoltà.
Questi adulti che danno tutto ai giovani, che fanno i bambini e che lasciano soli i loro figli sbagliano di grosso, e i risultati si vedono.
Bellissima anche la canzone dei Baustelle, io sono una loro fan!
Un bacione

Stefyp. ha detto...

La paura di crescere..questa società così distante che ti propina modelli a cui ti senti in dovere di somigliare per non essere diverso..e se non ci riesci, allora beh, cerchi aiuto in qualcosa che ti dia l'illusione di essere forte e di avere il mondo ai tuoi piedi. Poi però, quando rientri nei tuoi panni, ti senti ancora peggio e ti crolla tutto addosso....che tristezza...
Ciao Stefania

Le Chat Noir ha detto...

Questo si chiama fallimento della società, grazie per il commento perchè certe cose bisogna dirle, non bisogna fare finta che non accadano.
Un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Questo dovete dirmelo voi, io non posso rispondere perchè non sono adulto.
Un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Appunto, i risultati si vedono, forse fra altri 1000 ragazzi morti suicidi magari qualcuno aprirà gli occhi o forse se ne fregheranno come fanno adesso.
Un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Non è la paura di crescere, è che voi adulti non ci avete dato modelli di riferimento validi. Per quanto sembriamo ribelli, noi ragazzi abbiamo bisogno di paletti fissi per diventare adulti, ma di voi grandi ne sono rimasti pochissimi che sono in grado di farlo, perchè per primi non sapete darvi voi dei limiti.
Genitori che fanno amici dei figli? Noi figli gli amici ce li abbiamo, vogliamo dei genitori, non degli amici.
Vogliamo dei no, non tutti sì.
Ognuno deve avere il suo ruolo, altrimenti si vedono i risultati.
Un abbraccio

IdgieRuth Threadgoode ha detto...

Mi viene in mente il mio ex marito, che non ha mai voluto prendersi una responsabilità che sia una: non voglio immaginare cosa sarebbe successo se avesse cresciuto lui le mie figlie.
Un abbraccio
Idgie

Beatrice Portinari ha detto...

Questo è un terreno su cui muoversi coi piedi di piombo, la fragilità di voi ragazzi è spaventosamente grande e basta un piccolo errore da parte nostra per farvi andare in mille pezzi.
Bisogna tutti fare del nostro meglio e voi dovete parlare di più, nessuno riesce a leggere nella testa degli altri.
TVB

Antonella ha detto...

Ecco penso anch'io che sia la mancanza di modelli di riferimento validi e condivisibili.
Se un adulto è un adulto insoddisfatto, incapace di autolimitarsi, privo di freni inibitori e di leggi morali che modello può mai essere per un adolescente.
Hai ragione, i genitori devono fare i genitori, i genitori non sono amici, sono molto di più. E a volte un no vale più di mille sì.
Mi piace che citi Freud e " Al di là del principio del piacere " , libro su cui ho studiato parecchio, come sugli altri testi di Freud, e che ogni tanto mi piace riprendere in mano.
Mi sorprendi sempre, non credo che molti ragazzi della tua età siano in grado di parlare di questo libro e di psicoanalisi in genere come fai tu.
Ciao, un grande abbraccio e buona giornata.
Antonella

Stefyp. ha detto...

Caro Xavier ha pienamente ragione..sì si sono persi di vista i ruoli..c'è bisogno dei no, non bisogna cercare di piacere ai figli accondiscendendo sempre a ogni loro capriccio. Voi giovani avete bisogno di una guida, non di confusione...
Un caro saluto.

Le Chat Noir ha detto...

Meglio non saperlo...
un saluto

Le Chat Noir ha detto...

Hai ragione, dobbiamo venirci incontro e dialogare di più.
TVB

Le Chat Noir ha detto...

E' merito della mia famiglia che fa di tutto per soddisfare la mia voglia sempre più crescente di sapere e capire.
un abbraccio