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15/05/13

Intervista a Dante e Beatrice



Nomi:
Durante degli Alighieri, per tutti Dante
Beatrice Portinari, detta Bice

Quando e dove siete nati?
D: Entrambi a Firenze, io nel lontano 1265 e i grandi storiografi ancora non sanno dire se accadde fra il 22 maggio o il 13 giugno.
Ovviamente io solo lo so, ma preferisco che rimanga un segreto.

B: Di me si sa ancora di meno, alcuni pensano che io sia coetanea di Dante a causa della Vita Nuova ma in realtà ho quasi dieci anni meno di lui.

Cosa c’entra la Vita Nuova?
D: Quando scrissi quell’opera, inserii molti degli avvenimenti che riguardano me e Beatrice, quindi molti critici sono propensi a pensare che l’abbia scritto durante l’infanzia di Beatrice.

Non hanno pensato che tu potessi ricordare tutto anche dopo anni di distanza?
D: Probabilmente credevano che fossi grullo.

Beh, da dove cominciare... Dante, di te si sa tutto e anche di più...
D: Non me ne parlar che esco matto! Il mio pensiero è pari a quello di messer Leonardo: perché continuare a inventare tante cose non vere quando la vita che vissi è stata molto più interessante?
Ormai sono citato in libri che parlano di cospirazioni, sono anche diventato protagonista di thriller ambientati nei miei anni...
E poi si lamentano se devono leggere i miei testi.
Ecco, però una cosa l’apprezzo: come messer Roberto (Roberto Benigni, nda) ha saputo riportare in scena la Commedia, ha ben capito cosa volevo dire quando l’ho scritta.

E questo ci porta a una bella domanda, ma prima voglio chiedere a Beatrice di raccontarci della sua vita, che è avvolta nel mistero.
B: Mi piacerebbe che fosse una vita interessante e avventurosa, come quella di tante madonne della tua epoca, ma purtroppo la vita di noi donzelle era molto triste, comandata da troppi uomini.
Crebbi nella casa di famiglia, nel cuore di Firenze, senza poter studiare come avrei voluto fare e mio padre mi costrinse a sposare il suo amico Simone (Simone de Bardi, nel 1287 nda).
Lontana da Dante e dal suo amore, caddi in un profondo stato di tristezza e morii due anni più tardi insieme al bambino che aspettavo.



Mi dispiace tantissimo.
B: Ora non soffro più.
Io e il mio piccolo siamo qui, in quello che voi potete chiamare aldilà o paradiso, insieme a Dante e questa è la nostra felicità.

Dante, è vero che anche tu ti sei sposato?
D: Sì, era un matrimonio concordato da mio padre quando avevo 12 anni, con Gemma Donati.
Ma io non l’amavo e lei non amava me, così rimanemmo sempre buoni amici e io provvidi a crescere i suoi figli anche durante il mio esilio.

Allora non eri tu il padre.
D: Certo che no!

B: Sai, essere amici significava non condividere nessun letto, al contrario di quanto fanno tante persone della tua epoca.

Non me ne parlare, non li capisco proprio! Parliamo invece dell’esilio: guardando col senno di poi quello che è accaduto, cosa dici di quegli anni?
D: Erano anni bui quelli, pieni di intrighi, di guerre, di odio e violenza.
Il mio esilio è stato frutto di una contingenza di avvenimenti, a cui anche io ho partecipato.
Ora posso dire che è stato meglio così, altrimenti non avrei mai avuto tempo per comporre la Commedia o girare la nostra bella Italia.

Bene, parliamo della Commedia: come mai non la chiami Divina?
D: Perché quell’aggettivo lo diede Giovanni (Boccaccio, nda) alla mia opera.

Come mai hai deciso di inserirvi anche i personaggi incontrati nella tua vita?
B: Questo posso dirtelo io.
E’ esattamente quello che fanno ora i vostri comici o i vostri giornalisti, se vogliono parlare di fatti importanti senza annoiare il pubblico, devono per forza inserire personaggi noti a tutti.

Verissimo. Torniamo allora alla Commedia, qual è il vero motivo per cui l’hai scritta?
D: Ti sembrerà banale, l’ho scritta per amore.

Più che banale, mi sembra straordinario. Forse non lo sai, ma si dice che tu l’abbia scritta per tanti altri motivi...
D: E’ vero anche questo; l’ho scritta per dimostrare che il volgare era una lingua che poteva competere con il latino, per parlare di filosofia, di storia, di politica ma il vero nocciolo della mia Commedia è l’amore.
Dopo aver perso Beatrice volevo lasciarmi morire, la vita per me non aveva alcun senso e per qualche tempo cercai di porvi fine finché una notte sognai Beatrice, mi disse che ancora non era giunto il momento di ricongiungerci ma che lei mi amava e mi avrebbe aspettato.
Così al mio risveglio seppi cosa fare: avrei scritto un’opera colossale, che avrebbe cantato per sempre al mondo il mio amore eterno per lei.

E ci sei riuscito!
Io so di essere uno studente anomalo, ma lasciami dire che adoro la Commedia, trovo che sia una bellissima opera e non mi stanco mai di leggerla.
B: Non sei uno studente anomalo, sei una persona molto sensibile!
Mi dispiace sentire tante persone che trovano la Commedia noiosa...


Lasciamelo dire, quelle persone troverebbero noiose anche Topolino.
Bene, chiarito l’intento vero della Commedia parliamo di voi, come vi siete conosciuti?
B (ridendo): Galeotto fu il fazzoletto...

D: Sì, me lo ricordo ancora! Era un giorno di maggio e io mi trovavo accanto al ponte che ora chiamate Vecchio insieme al mio amico Guido (Guido Cavalcanti, nda) quando vidi Beatrice, che allora aveva nove anni e si era appena fatta giovinetta, camminare insieme ad alcune madonne.
Non sapevo chi fosse, ma volevo assolutamente conoscere il suo nome.

B: Anche io l’avevo visto, il suo sguardo mi aveva colpita e le guance erano diventate tutte rosse. Tenevo un fazzoletto in mano e lo lasciai cadere a terra, restando qualche passo indietro rispetto alle mie amiche.

D: Così raccolsi il fazzoletto, da vero gentiluomo, e glielo porsi domandandole il suo nome.

E…?
B: Sarebbe bello dire che tutto andò bene, come nelle favole, ma non fu così.
Continuammo a incontrarci di nascosto, con la complicità di Guido, e attraverso Dante imparai a leggere e a conoscere mondi che non avevo mai visto.

D: E io attraverso lei imparai cos’era l’amore vero.

Mi fate commuovere...
Un’altra domanda sulla Commedia: Dante, ti fa sorridere il pensiero che molte persone hanno creduto che il mondo da te descritto fosse reale?
D: Un po’ sì, ma è come per le favole.
Se si crede ancora a draghi e zucche che diventano carrozze, perché non credere a Malebolge e cerchie angeliche?

Bene, direi che quest’intervista è ormai giunta al termine...
Avete una frase per farvi ricordare?
D: L’amore che move il sole e l’altre stelle... Che non è Dio, come tanti pensano, ma per me è la mia Beatrice.

B: Non sono una poetessa, perciò mi affido alle parole di Consuelo Basile: l'immensità è l'amore che esplode in me quando allontanandoti il mio sguardo incessantemente continua a seguirti, mentre sei di spalle e cammini.
E senza esitazioni, né ragione né logica, il mio cuore sorridendo attraverso i miei occhi pensa: lo amo.




23 commenti:

Melinda ha detto...

Ciao Xav, quest'intervista dovrebbero leggerla tutti quegli studenti e quelle persone che ritengono Dante una palla completa così rivaluterebbero non solo il grande uomo che fu ma anche le sue bellissime opere.
In quest'intervista ho trovato tantissimo amore, mi ha fatto commuovere e ti faccio i complimenti per l'impegno che hai messo nel fare le ricerche per questo post.
Un bacione

fata confetto ha detto...

Ciao Xavier,
un tuffo nel passato di un grande personaggio e della sua ispiratrice, con il linguaggio di oggi.
Mi ha ricordato il testo di Stefano Benni "Le Beatrici", un vero spasso anche per un monologo teatrale.:-)
Marilena

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
con questa doppia intervista hai superato te stesso, complimenti!!! Oggi non faccio altro che complimentarmi con te e dirti bravo, ma è la verità.
Certo che queste tue interviste fanno riflettere sua quante cavolate si scrivano sui grandi personaggi, sulle mille invenzioni e storielle inventate; se realmente potessero parlare.
Un abbraccione
p.s. mia mamma ti saluta e manda un abbraccio

ellie ha detto...

davvero interessante questa intervista :-) l'amore muove tutto, e bravo Dante!
un abbraccio

Antonella ha detto...

Bellissimo Xavier, avrei voluto che non finisse mai questa intervista.
E' così piena d'amore che ti sembra di essere lì a respirarlo quell'amore.
Bravo...io sono sempre stupita dalla bravura che dimostri in queste interviste e di come entri a fondo nella psicologia dei personaggi.
Ti abbraccio forte.
Antonella

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Ottima e originale questa intervista.

Jene ha detto...

E questa sì che è un'altra bellissima intervista, Jena fiorentina ti fa tanto di cappello.
Hai dosato bene cultura, umorismo e storia, perchè non ti prendono subito come insegnante?
Un abbraccio zamposo

Alice S. ha detto...

Adoro questo tuo post! é sublime! Leggendolo, Dante e Beatrice, hanno magicamente preso vita davanti ai miei occhi e ti posso assicurare che, da grande amante dei libri (Ne ho letti molti, molto, molti..) e della Divina, mi era succeso pochissime altre volte, per questo è stata veramente una piacevole sorpresa. Condivido la tua passione per questo capolavoro unico ed eterno la cui lettura ha condizionato la scelta dei miei studi e di tutto il mio futuro, e ne sono felice perchè credo che ne sia valsa la pena, seguire le proprie passioni ci rende uomini migliori. Grazie per questo post, è sempre un piacere leggere ciò che scrivi.
A presto

Beatrice Portinari ha detto...

In quest'intervista hai messo, se posso dirlo, un impegno maggiore rispetto alle altre ricerche dal momento che la vita di Beatrice Portinari è per molti versi ancora un mistero.
Mi è piaciuta tantissimo, come d'altra parte sai che adoro tutte le tue interviste.
TVB tantissimo

IdgieRuth Threadgoode ha detto...

Ciao Xavier, con questa intervista ci hai toccato il cuore, è stata bellissima e piena di poesia.
Sarà che noi amiamo tantissimo Firenze, ma ci hai lasciate senza parole.
Un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

La Divina Commedia non è affatto una palla come pensano tanti ragazzi erroneamente, la colpa è dei professori che a scuola riescono a far diventare palloso tutto.
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Non ho letto il libro di Benni, andrò a curiosare tra i libri di nonna Bea sicuramente ci sarà.
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Grazie Audrey.
TVB :)

Le Chat Noir ha detto...

Grazie Ellie :)

Le Chat Noir ha detto...

Per scrivere queste interviste lascio che la fantasia mi trasformi in quel personaggio e la mia passione per la storia fa il resto.
un abbraccio e un bacio :)

Le Chat Noir ha detto...

Grazie Cavaliere :)
un saluto

Le Chat Noir ha detto...

Se lo dice Jena fiorentina ci credo :)
un saluto alla savana

Le Chat Noir ha detto...

Trascinare nella storia chi legge è difficile, sapere di esserci riuscito mi fa tanto tanto piacere, significa che ho raggiunto il mio scopo. Anch'io sono convinto che bisogna sempre seguire le proprie passioni non solo per essere migliori ma anche completi.
un abbraccio e grazie :)

Le Chat Noir ha detto...

Ho "subito" l'influsso benefico che si respira a casa.
TVB

Le Chat Noir ha detto...

Grazie, grazie, grazie :)
un abbraccio

adriana ha detto...

bellissima questa intervista , hai fatto rivivere Dante e Beatrice.
Io ho sempre amato la Divina Commedia, anche perchè , per un certo periodo ho avuto la fortuna di avere un prof. che la rendeva viva e la faceva apprezzare, forse se fosse così sarebbero in tanti a riprenderla e rileggerla anche dopo gli anni di scuola.
Bravo.

Le Chat Noir ha detto...

Purtroppo gli insegnanti di oggi sono poco motivati e di conseguenza motivano poco noi studenti.
un abbraccio

Stefyp. ha detto...

Caro Xavier i miei complimenti ..una bella intervista,affascina e coinvolge tutto quell'amore che traspare tra le righe. Un bella idea presentare Dante e Beatrice, li hai fatti rivivere.
Ciao Stefania