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30/05/13

Il grande fiume Po


Con il post di oggi voglio inaugurare una nuova rubrica che parlerà dei miti nei vari paesi del mondo.

Il mito è nato con la nascita dell’uomo stesso, all’inizio per spiegare fenomeni incomprensibili come il fuoco, i temporali, i fiumi, il vento e poi per creare gli epos cioè i patrimoni culturali ed eroici che caratterizzano i diversi paesi.
Ogni post riguarderà un mito e una regione del mondo diversa, ad inaugurare questa rubrica sarà il fiume più importante della nostra nazione, il Po.

Dedico questo post ad Antonella autrice del blog Il tempo ritrovato.

Come nacque il Po?
Una leggenda greca lo vuole figlio di Oceano e Teti, con il nome di Eridano; ma esiste una storia molto più bella e soprattutto tutta italiana che racconta come nacque il fiume.
Tanto tempo fa il buon Dio abbassò lo sguardo sulla Terra e sorrise.
In quell’istante nacqui io, il Monviso, e tutti gli altri monti che mi son qui d’intorno: Monte Granero, Rocca di Niera, Cima delle Lobbie e gli altri che vedi qui in fila.
Noi siamo, dunque, fratelli, ci teniamo per mano e così in fila formiamo le Alpi.
Quassù passa a volo qualche aquila, passano corvi e avvoltoi, ma non si fermano, perché quelli son gente vagabonda, senza casa né tetto, e per questo corrono per il mondo urlando e fischiando.
Così io sono qui, fermo e solo. Un giorno dissi:
– Oh, se avessi un figlio! Basterebbe un figlio a riempire la più vasta solitudine, cacciare la più grande malinconia. Guardai Monte Granero: lui ha un figlio e si chiama Torrente Pellice. Guardai Rocca di Niera: anche lei ha un figlio e si chiama Torrente Varaita.
Così dissi e subito una dolce voce – glo, glo, glo – si fece sentire entro le mie viscere e nacque mio figlio.
Io lo chiamai Marte, perché era ardito e fiero, ma poiché era piccolino, pensai che si poteva anche chiamare Martino.



Per lui preparai quel piano erboso che tu vedi qui sui miei fianchi e che voi chiamate ora Pian del Re. Sì, è proprio un bel piano da re e il mio Martino ci faceva i suoi giochi: si cambiava in pozze e rigagnoletti e faceva nascondino con i genietti delle montagne. Là dove il piano si inclina e precipita giù aveva scavato addirittura una misteriosa grotta. Voi, piccoli uomini, avete scoperto questa grotta e avete detto:
– Questa è la grotta del Rio Martino.
Un giorno vennero su dalla pianura gli uomini, non per chiedermi legname per costruir capanne, non per chiedermi pietre o altre cose che io possa dare, ma per chiedere acqua, acqua per ristorar la terra arsa, bruciata dalla gran vampa del sole. Le mandrie erano assetate e non avevano più erba da brucare. Io dissi loro:
– Andate da mio figlio Martino, che è là nella sua grotta e gioca coi genietti. Lui vi darà acqua per dissetarvi e per ristorare la terra.
Gli uomini andarono alla grotta e, pieni di buona creanza come sono gli uomini quando vogliono ottenere favori, bussarono alla porta.
La porta si aprì e il mio Martino irruppe fuori ridendo e gridando:
– Va bene, vi darò acqua, acqua quanta ne volete! – e corse a valle ad irrorare la terra, a dissetare uomini e armenti. Più acqua dava e più loro ne chiedevano:
– Ancora un po’ per il mio orto, ancora un po’ per il mio frutteto…
Il mio Martino, ridendo, diceva:
– Eccovi ancora il po’ che mi chiedete.
Quando non ebbe più acqua da dare, scesero dai monti tutti i torrenti per dare a lui quel po’ che gli occorreva per far tutti contenti.
Quella implorazione degli uomini che chiedevano: “Ancora un po’, ancora un po’…” fece loro dimenticare il primo nome del donatore e da quel giorno il mio Martino venne chiamato “il Po”.
(da “I racconti della montagna” di P. Reynaudo)

Intorno al fiume si raccontano poi tante storie, la prima è quella di Fetonte.
Figlio di Apollo e della ninfa Climene, il ragazzo fu allevato sulla Terra senza sapere la vera identità del padre ma tuttavia quando ne venne a conoscenza volle una prova che attestasse il legame tra lui e Apollo e decise così di chiedergli lasciargli guidare il carro del Sole per un giorno.
Apollo, a malincuore, gli concesse di farlo ma sbagliò perché il figlio a causa della sua inesperienza perse il controllo del carro avvicinandosi pericolosamente alla Terra. Per salvare il pianeta, Zeus fu costretto a fermare Fetonte lanciandogli contro un fulmine.
Il giovane morente precipitò tra le acque del fiume Eridano nell’odierna Crespino sulle Alfonsine.
Le sue sorelle ninfe, accorse sulle rive, piansero così tanto per il dolore che gli dei mossi a pietà le trasformarono in pioppi biancheggianti, quegli stessi pioppi che costeggiano le rive del grande fiume.


Un’altra storia racconta invece di un fiume Po geloso e possessivo, che cercò di ostacolare la storia d’amore di due giovani innamorati.
C’era una volta un barcaiolo di nome Slengher che viveva solo in una piccola capanna e sopravviveva traghettando da una sponda all’altra del fiume i mercanti. Un giorno l’uomo vide una giovane fanciulla che stringeva tra le mani il curnarett, un fiore a forma di corno, tipico delle zone fluviali; abbagliato dalla sua bellezza, ne rimase ammutolito.
Era rimasto vittima dell’incantesimo di Clepie, lo spirito che dimorava nelle profondità del fiume Po, perché aveva osato guardare la fanciulla che aveva scelto come sua sposa.
La fanciulla tuttavia era a sua volta innamorata di Slengher e decise di sfidare Clepie chiedendogli di sciogliere l’incantesimo e restituire la voce al povero barcaiolo.
Per liberare il suo amato la ragazza avrebbe dovuto parlare così tanto da non far riposare Clepie: se lo spirito avesse vinto lei sarebbe stata sua, in caso contrario, lui avrebbe consentito a ridare la voce al barcaiolo e gli avrebbe concesso la fanciulla. La sfida ebbe così inizio e dopo due giorni di interrotto parlare la fanciulla era esausta; invocò piangendo l’aiuto del fiume Po che si agitò costringendo lo spirito ad arrendersi.
Fu così che Slengher riacquistò la voce, sposò la sua amata e da quel giorno onorò sempre il fiume Po diventandone il guardiano.


L’ultima storia è molto triste e riguarda il Gorgo della Sposa.
Come sapete, nelle Polesine le acque del Po diventano tumultuose e formano grandi gorghi; il più grosso (misura ben sette ettari) è detto appunto il gorgo della sposa.
C’era una volta, tanto tempo fa, una giovane fanciulla di nobile famiglia che viveva nel comune di Trecenta in provincia di Ferrara.
La ragazza era innamorata di un coetaneo bello, ma molto povero, mentre invece i genitori avevano deciso che avrebbe sposato un nobile molto ricco e molto vecchio.
A nulla valsero i pianti della giovane, la famiglia fu irremovibile: cercò di fuggire dal paese pochi giorni prima delle nozze, ma quando raggiunse la casa dell’amato lo trovò morto.
Non ci mise molto a capire che era stato ucciso dalla sua famiglia e cadde in una cupa disperazione; il giorno delle nozze, mentre una carrozza la conduceva verso la città di Ferrara dove lo sposo e i genitori l’aspettavano, si porse per ammirare il fiume Po in cerca di consolazione e vide nell’acqua il riflesso dell’amato.
Senza pensarci due volte si gettò nelle acque del fiume, dove morì annegata raggiungendo il suo amato con cui visse per sempre felice e contenta.
La leggenda vuole che nelle notti di luna piena un velo nuziale torni a galleggiare sulle acque di quel gorgo, in memoria di quel giorno.


Esistono tantissime altre leggende che riguardano il nostro fiume, ma oggi il grande Po ha parlato abbastanza. Se volete approfondire la storia del nostro fiume vi consiglio il libro Il grande fiume Po di Guido Conti e per salutare l’ospite di questo post ecco una poesia di Bruno Cobianchi:


Alba sul Po

È un chiarore
che conserva il buio.
I pioppeti in golena,
appena freschi di boccioli,
sono ancora ombre.
La nebbia risale
con la luce
che accende il sole
che s'arrampica
per il cielo,
sempre più grande,
sempre più rosso,
sempre più impregnato
delle acque
del fiume arrossato.
I contorni dei pioppi
nella nebbia
rilanciano i colori tenui
della primavera.
È la natura
della vallata
che canta
al giorno che viene...
E nel frattempo
il sole
è diventato argento.


31 commenti:

Betty ha detto...

Bellissimo e interessantissimo post Xavier, sarebbe molto adatto da far leggere anche ai bambini...
l'ultima storia era molto triste...
Ti auguro una meravigliosa giornata e sempre con il sole nel cuore. ◕‿◕
Un abbraccio

Antonella ha detto...

Ciao Xavier, sono felicissima, mi hai fatto un regalo splendido, inaspettato e per questo ancora più gradito. Io amo i miti, le leggende, le storie antiche e tu parlando del "grande fiume" sei stato meraviglioso.

Da casa mia, nelle giornate invernali molto, molto fredde e limpide vedo il Monviso...per me rappresenta la "montagna sacra ". Naturalmente siamo stati alle sorgenti del Pò e siamo saliti al Rifugio Quintini Sella.

Grazie, un grosso bacio, ti voglio bene.
Antonella

❀~ Simo ♥~ ha detto...

Non conoscevo questa leggenda, grazie a presto

Jene ha detto...

E' stupenda questa nuova rubrica, a noi Jene gusta tantissimo!
E' bello conoscere la mitologia, perchè è il fondamento della cultura di un paese e poi il post di oggi che ha reso omaggio al fiume più bello d'Italia è il massimo.
Un abbraccio zamposo!

Le Chat Noir ha detto...

Grazie Betty, se vuoi puoi leggere questo post a chiunque, se può essere utile :)
L'ultima storia mi aveva molto colpito, è davvero malinconica ma a quanto sembra è successo davvero...
Un abbraccio grandissimo a te, Matteo e Mauro!
Xavier

Le Chat Noir ha detto...

Ciao Antonella,
non sai come mi hai reso contento con questo commento, speravo tanto che ti piacesse e sono davvero felice :)
Così hai fatto un giro alla sorgente del Po... occhio a Bossi che è gelosissimo, potrebbe dirti che il fiume è suo!
Un bacio grande,
Xavier

Le Chat Noir ha detto...

Ciao Simo,
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Grazie ragazzi, sono contento che sia piaciuto anche a voi,
un abbraccio

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
io adoro i miti e anche le legende e leggere questo post è stato davvero bellissimo oltre che interessante. Bellissima la tua dedica alla nostra amica Antonella ;)
Un abbraccio

Betty ha detto...

Ti ringrazio Xavier, magari se me lo concedi, lo copierò nel mio sito per bambini, sicuramente sarà per loro una cosa interessante... naturamente metterò un richiamo al tuo blog...
Un abbraccio e buona serata a te ;-)

Le Chat Noir ha detto...

Certo che puoi farlo, mi farà solo piacere. Visto che hai un sito per bambini se ti interessa ti preparerò dei wallpaper adatti per loro.
Un abbraccio :)
Xavier

Le Chat Noir ha detto...

Grazie bella, sto preparando qualcosa anche per te :)
un abbraccio

Betty ha detto...

Sarebbe meraviglioso Xavier, ma non vorrei rubarti tempo prezioso... sei davvero generoso.
Grazie di cuore, sei una persona speciale!

Grazia ha detto...

Mi piace la tua idea alla base della nuova rubrica. Apre un mondo sconfinato e bellissimo, anche misterioso. Non conoscevo queste storie del Po, belle, ma la poesia mi è piaciuta più di tutto. Aspetto nuove storie, curiosa....Ciao.

Antonella ha detto...

Fortunatamente quel giorno il proprietario non c'era...i pelosi hanno bevuto e bagnato le zampette nella sorgente e anche nel lago Fiorenza e hanno zampettato fino al rifugio. Un paesaggio splendido...Sara mica che bagnandosi nelle sorgenti i cani mi sono diventati leghisti?
Un bacio e ancora grazie.
Antonella

Fioredicollina ha detto...

Grazie per questo bellissimo ed istruttivo post: io sono nata in una città bagnata dal Po e quindi lo sento un pò mio !!!! :-)

adriana ha detto...

Pensa che io abito ...accanto al Po, ma non conoscevo quella prima storia.
Grazie di avermela fatta conoscere.
I tuoi post sono sempre molto belli, curati, informati, oserei dire quasi perfetti!
Ciao buon fine settimana

briciole di vita ha detto...

Grande Xavier! questo post "me lo sono bevuto tutto d'un fiato" (per restare in tema). Hai colto assolutamente nel segno con Antonella; lei ama ed apprezza molto il nostro territorio. A me è piaciuto molto.

Buona notte

Gloria

Beatris ha detto...

Grandioso questo tuo post, l'ho letto con molto interesse!
Sei bravissimo i miei complimenti!
Buona giornata e un forte abbraccio da Beatris

Melinda ha detto...

Ciao Xav,
ancora una volta mi hai stupita, che idea geniale è la tua!
La mitologia è bella, poi tu la rendi anche divertente e il gioco è fatto.
Mi è piaciuta tantissimo la storia del Po, un bacione :-)

IdgieRuth Threadgoode ha detto...

Bella questa rubrica tutta miti e leggende, la seguiremo con curiosità.
Intanto complimenti per tutte le informazioni, le leggende che hai trovato sono molto belle e ci sono piaciute!
Un abbraccio
Idgie e Ruth

Le Chat Noir ha detto...

Grazie a te per essere passata :)

Le Chat Noir ha detto...

Arriveranno le nuove storie, ti piaceranno sicuramente!
un saluto :)

Le Chat Noir ha detto...

Siete in tanti ad abitare vicino al Po... Ti ringrazio per essere passata, spero che anche i prossimi racconti siano di tuo gradimento.
un saluto :)

Le Chat Noir ha detto...

Grazie Gloria, le sorprese non sono ancora finite :)
un abbraccio :)

Le Chat Noir ha detto...

Grazie :)

Le Chat Noir ha detto...

Ti piaceranno anche le altre storie :)
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Grazie a voi, non perdetevi la prossima leggenda :)
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Nessun problema, per me è un divertimento crearli :)
un abbraccio

Stefyp. ha detto...

Quante belle storie ci hai raccontato sul Po. Non ne conoscevo nessuna, quindi ti ringrazio..sempre interessanti i tuoi post.
Sai anch'io sono saluta alle sorgenti del Po, sono luoghi bellissimi..pieni di pace.
Buona giornata, Stefania

Guerisoli Paola ha detto...

Che bellissima raccolta di racconti sul maestoso Po.Dalla casa di Marco lo vediamo il grande e silenzioso fiume.Marco e' molto legato, i ricordi delle lunghe passeggiate che faceva lungo le sue rive,i pescatori in attesa con le loro lenze, e la bruma che in autunno regala magiche immagini.Mi dice sempre, che vorrebbe portarmi con lui a condividere i suoi ricordi,ma la malattia non gli permette piu' di uscire.Ma io non dispero un giorno di riuscire a regalargli ancora questa emozione.Credo che l'amore sia la medicina piu' potente che possa esistere.
Un tenero e affettuoso abbraccio magico Maghetto!!
Grazie di esistere!! TVB!!!