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23/05/13

Giovanni non sei morto invano! Ora combattiamo noi al tuo posto!

Sono passati ventun’anni dalla morte di Giovanni Falcone, ventun’anni in cui la lotta alla mafia non è mai cessata e ha sempre preteso il suo triste tributo di sangue.

Oltre 800 scuole, 20 mila studenti e 13 Paesi europei con le loro delegazioni di giovani tornano a Palermo per commemorare le vittime della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992. "Le nuove rotte dell'impegno. Geografia e legalità" è il tema scelto quest'anno, che ha dato il titolo al concorso nazionale e alla cerimonia istituzionale che si svolgerà come di consueto nell'Aula Bunker del carcere Ucciardone di Palermo per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, le donne e gli uomini delle scorte (Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina), uccisi a distanza di pochi mesi in due attentati mafiosi. Stamattina centinaia di studenti delle scuole di Palermo e di tutta la Sicilia attenderanno al porto l'arrivo delle navi. Dopo la cerimonia di benvenuto, a cui parteciperanno Maria Falcone e molti rappresentanti delle istituzioni, gli studenti si divideranno nei vari luoghi simbolo della città. Molti andranno verso l'aula bunker del carcere dell'Ucciardone per assistere, dalle 10, al momento istituzionale e commemorativo della manifestazione. (Repubblica)

Iniziative come questa dovrebbero esserci ogni giorno e di mafia si dovrebbe parlare di più perché la mafia ha tante facce. Mafia è quando non si da lo scontrino in un negozio, quando ci sono raccomandazioni per i posti di lavoro, quando si chiude un occhio su un comportamento illecito, quando si abusa del proprio potere... I mafiosi di oggi girano con indosso completi firmati e al posto delle pistole hanno i libretti degli assegni, ma non significa che siano meno pericolosi di quelli di ieri. La differenza possiamo farla anche noi, cominciando con il tenere vivo il ricordo di chi è morto per garantirci un po’ di giustizia.




GIOVANNI FALCONE: PER NON DIMENTICARE




Un urlo nella sera, un urlo nella testa,
cinque colpi che tu senti in questa stanza;
hanno sporcato di sangue la tua festa
ma quando finirà questa mattanza…

L’hai sentito alla radio, ti han descritto la scena,
“Fujitivìndi … dassàtici ‘sta terra ai farabutti”
ma tu stavolta gridi a voce piena:
“E adesso ammazzateci tutti!”

Piangono i giovani, ma non sono piegati,
loro son stanchi di chi ruba la speranza.
Monta lo sdegno, ormai si son stancati:
hanno capito di questa lotta l’importanza.

Non c’è silenzio a Locri sulla sabbia,
la voce corre come in tutti i lutti,
ma non è un pianto, è un grande urlo di rabbia:
“E adesso, ammazzateci tutti!”

Vengono i giovani, a pulire il sangue,
vengono da Polistena, da Reggio,
col volto bello, pallido ed esangue,
hanno capito che la paura è il peggio.

Si abbracciano, conoscendosi per strada,
si abbracciano, fratelli in mezzo ai flutti,
sanno che solo il coraggio sarà rada:
“E adesso, ammazzateci tutti!”.

Siam dieci, cento, mille, e non siam tutti,
se avete tanto piombo, ammazzateci tutti!
Siam dieci, cento, mille, e non siam tutti,
se avete tanto piombo, ammazzateci tutti!

Siam dieci, cento, mille, e non siam tutti,
se avete tanto piombo, ammazzateci tutti!
Siam dieci, cento, mille, e non siam tutti,
se avete tanto piombo, ammazzateci tutti!

Brilla la pioggia della terra di Montalto,
piange anche il cielo su quel luogo profanato,
scivola come pianto di madre, sull’asfalto,
innocente del sangue lì versato.

Per pochi maledetti siamo sputtanati,
per pochi infami siamo sporchi e brutti,
noi invece siamo in tanti, e siam rinati:
“E adesso, ammazzateci tutti!”

Nessuno parli di odio, nessuno invochi morte,
Nessuno parli di sangue, nessuno invochi lutti,
chi tanto ha sofferto, non augura stessa sorte.
E se ci riuscite “Adesso, ammazzateci tutti!”

La guerra la vinciamo se rinunciamo ad odiare,
la guerra la vinciamo col lavoro uniti tutti.
‘Sta guerra la si vince con il coraggio di amare:
e voi mafiosi oggi avete perso: ammazzateci tutti!

Siam dieci, cento, mille, e non siam tutti,
se avete tanto piombo, ammazzateci tutti!
Siam dieci, cento, mille, e non siam tutti,
se avete tanto piombo, ammazzateci tutti!

Siam dieci, cento, mille, e non siam tutti,
se avete tanto piombo, ammazzateci tutti!
Siam dieci, cento, mille, e non siam tutti,
se avete tanto piombo, ammazzateci tutti!

11 commenti:

  1. Condivido tutto quello che hai scritto...tenere vivo il ricordo, non dimenticare mai per poter cambiare!
    Un abbraccio.
    Antonella

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    Risposte
    1. Si chiama coscienza sociale.
      Grazie Antonella!
      un abbraccio :)
      Xavier

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    2. Siamo d'accordo, la coscienza sociale è un valore aggiunto che non dev'essere perso, anzi dev'essere coltivato per migliorare il nostro paese.
      Un abbraccio,
      Idgie e Ruth

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  2. Ciao piccolo Falco, questo post lo farò leggere anche a tuo padre, ne sarà davvero orgoglioso.
    TVB

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  3. Ricordo ancora quella giornata e la terribile notizia della strage.
    Saluti a presto.

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  4. Doveroso ricordare il sacrificio di questo grande uomo, di sua moglia e della scorta!

    Buon pomeriggio!

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  5. La differenza la facciamo..la dobbiamo fare noi ogni giorno, credendoci.Possiamo sconfiggerla, possiamo farlo coi gesti di ogni giorno..non scendendo a compromessi..tenendo vivo il ricordo e tutti quelli come Falcone non saranno morti invano.
    Ciao Stefania

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  6. Ciao Xavier,
    non avevo visto la pubblicazione di questo post, per fortuna me ne sono resa conto oggi. Ovviamente concordo con le tue parole.
    Un abbraccio

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  7. Non dimenticare è un DOVERE, noi siamo parte del tessuto sociale e possiamo fare la differenza, diciano NO a compromessi, illegalità e corruzione, gridiamo SI alla giustizia, alla legalità voltiamo le spalle alla mafia perchè INSIEME siamo più forti e possiamo farcela.
    Grazie a tutti voi!

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  8. La loro verità adesso cammina con le nostre gambe, cerchiamo di stroncare la mafia dalle sue radici!
    Un bacione

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  9. Hai ragione, si fa ben poco contro la mafia… è un problema profondamente radicato...
    La mafia è insita in tutto purtroppo... in politica, nello sport, in famiglia… OVUNQUE!!!
    Penso che non si potrà sconfiggere un sistema scorretto se fa comodo a tutti.
    Un caro saluto a te Xavier

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