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06/05/13

Cibo che mangi, inganno che trovi


Come mi è venuto in mente di parlare di questo argomento?
Perché qualche giorno fa è venuta a trovarci un’amica di nonna e sapete come sono le persone anziane, devono sempre portare qualcosa ai piccoli di casa.
Sapendo che sono celiaco e pensando di farmi piacere mi ha portato i biscotti valsoia al cioccolato e quelli alle nocciole, che come dice la confezione sono “frollini alla soia con gocce di cioccolato/nocciole dolcificati solo con fruttosio”.
Per chi non lo sapesse la valsoia è la marca di Marina che dice no al colesterolo.

E ora la sorpresa... Ero tutto felice perché avevo proprio voglia di mangiare un biscotto, visto che non mi capita mai, quando prima di aprire la confezione mi metto a leggere come sempre l’etichetta e cosa vedo?
Frollini al cacao, ingredienti: farina di frumento, fruttosio (19%), margarina, olio di palma, acqua, gocce di cacao (10%), massa di cacao, farina d’avena, estratto di soia in polvere (3%), agenti lievitanti: carbonato acido d’ammonio, carbonato acido di sodio, sale, aromi naturali (con frutta a guscio).
Può contenere tracce di altri cerali contenenti glutine, tracce di latte, uova.
(se al cacao sostituite la granella di nocciole, avrete gli ingredienti dei frollini di soia alle nocciole).

Alla faccia dei frollini di soia!
La soia è solo un pallido fantasma in questa ricetta.
Alla faccia di Marina che dice no al colesterolo: tra margarina e olio di palma Marina ha le arterie intasate dal colesterolo!
Ma la parte che mi è piaciuta di più è stata: tracce di altri cerali contenenti glutine; no perché per caso frumento e avena sono magicamente diventati privi di glutine?
Altro che tracce, questi biscotti sono delle bombe al glutine.
E pensare che la soia, essendo un legume, è privo di glutine quindi se i biscotti fossero stati veramente prodotti SOLO con soia allora sarebbero stati adatti anche a me che sono celiaco e se non ci fossero stati presenti margarina e olio di palma anche Marina si sarebbe salvata dal colesterolo.



Inutile dire che l’amica di mia nonna c’è rimasta male, ma non è colpa sua: è stata tratta in inganno dall’ennesima pubblicità ingannevole.
Gli ingredienti d’altra parte sono scritti talmente in piccolo che una persona anziana non può leggerli chiaramente e il nome stesso del prodotto contribuisce a trarre in inganno il consumatore.
Valsoia bontà e salute? No, non credo proprio!

Un po’ come facevano tante aziende alimentari che fino al 2012 inserivano la dicitura “senza glutine” in prodotti che contenevano più di 100 ppm per molecola (considerate che 20 ppm è la soglia limite) o come altre che spacciavano prodotti pseudo dietetici come prodotti approvati dalla comunità medica.

Ingannare i consumatori: trucchi del commercio alimentare
Se la Scheda Nutrizionale Informativa presente nella confezione del prodotto alimentare elenca tutte le sostanze contenute nel prodotto, come possono ingannare i consumatori? Ecco alcuni dei modi più comuni:
Uno dei trucchi più comuni è quello di distribuire gli zuccheri presenti tra molti ingredienti così che le quantità di zuccheri non compaiono nei primi tre dell’elenco. Per esempio un’azienda può usare una combinazione di saccarosio, fruttosio, sciroppo di cereali, sciroppo di grano, zucchero di canna non raffinato, destrosio e altri zuccheri per essere sicura che nessuno di essi sia presente in quantità sufficiente da arrivare nelle prime posizioni dell’elenco degli ingredienti (ricordate che gli ingredienti sono elencati in ordine di proporzione nel prodotto, con i più presenti elencati per primi).
Questo inganna i consumatori sul fatto che il prodotto non è fatto in realtà principalmente da zucchero mentre i principali ingredienti potrebbero essere differenti tipologie di zucchero. E’ un modo per spostare artificialmente lo zucchero più giù nella lista degli ingredienti, non informando sul contenuto reale di zucchero presente nell’intero prodotto.
Un altro trucco consiste nel gonfiare l’elenco con minuscole quantità di ridondanti ingredienti.



Nascondere ingredienti dannosi
Un terzo trucco consiste nel nascondere ingredienti dannosi dietro nomi dal suono innocente, che fanno credere al consumatore che siano sani. L’estremamente cancerogeno nitrito di sodio (conservante E250), per esempio, suona perfettamente innocente, ma è ben documentato che è causa di tumori al cervello, cancro al pancreas, cancro al colon e molti altri tipi di cancro.
Carminio suona come un innocente colorante per alimenti, ma in realtà è fatto con le carcasse frantumate di scarafaggi rossi della cocciniglia.
Naturalmente, nessuno mangerebbe yogurt alle fragole se sulla etichetta ci fosse indicato “colorante rosso per alimenti a base di insetti”.
Allo stesso modo, estratto di lievito suona come un ingrediente salutare, ma in realtà è un trucco usato per nascondere il glutammato monosodico (MSG, un esaltatore chimico di sapore, per dare gusto ai cibi eccessivamente elaborati) senza avere l’obbligo di indicarlo nell’etichetta.
Praticamente tutti gli ingredienti idrolizzati contengono alcune quantità di glutammato monosodico nascosto.

Non essere ingannati dal nome del prodotto 
Sapete che il nome del prodotto alimentare non ha nulla a che fare con ciò che c’è dentro?
Aziende alimentari fanno prodotti come “Guacamole Dip” (salsa di avocado) che non contiene avocado! Sono fatti, invece, con olio di soia idrogenata e colorante chimico verde. Ma ingenui consumatori comprano questi prodotti, pensando di prendere salsa di avocado, in realtà stanno comprando colorante verde, squisito dietetico veleno.
I nomi dei cibi possono includere parole che descrivono ingredienti che nel cibo non ci sono per niente. Un cracker al formaggio, per esempio, non deve necessariamente contenere del formaggio. Qualcosa di “cremoso” non deve contenere la crema.
Un prodotto alla frutta, non ha bisogno di contenere nemmeno una singola molecola di frutta. Non fatevi ingannare dai nomi dei prodotti stampati sulla confezione. Questi nomi sono ideati per vendere i prodotti, non per descrivere gli ingredienti contenuti in essi.

La lista degli ingredienti non include gli inquinanti
Non c’è la necessità, nell’elenco degli ingredienti, di includere i nomi degli inquinanti chimici, metalli pesanti, bisphenol-A, PCBs (bifenile policlorurato), perclorato o altre sostanze tossiche trovate nei cibi. Come risultato abbiamo che la lista degli ingredienti non elenca quello che in realtà c’è nel cibo, elenca soltanto quello che i produttori vogliono che tu creda che ci sia nel cibo.
Richieste per elencare gli ingredienti nei cibi furono prodotto da uno sforzo congiunto tra il governo e l’industria privata. All’inizio, le aziende alimentari non volevano fosse obbligatorio indicare tutti gli ingredienti. Chiesero che gli ingredienti fossero considerati “proprietà riservata” e che elencarli, svelando così i loro segreti modi di produzione, avrebbe distrutto i loro affari.
E’ un’assurdità, naturalmente, poiché le aziende alimentari volevano soltanto tenere all’oscuro i consumatori su quello che in realtà c’è nei loro prodotti. E’  per questo che non è ancora richiesto di elencare i vari inquinanti chimici, pesticidi, metalli pesanti e altre sostanze che hanno un notevole e diretto impatto sulla salute dei consumatori. (Per anni, le aziende alimentari hanno combattuto duramente contro l’elenco degli acidi grassi, ed è solo dopo una protesta di massa delle associazioni di consumatori che la FDA alla fine ha obbligato le aziende ad includere nell’etichetta gli acidi grassi).

Manipolare la quantità delle porzioni
Le aziende alimentari hanno capito anche come manipolare la porzione del cibo al fine di far apparire i loro prodotti privi di ingredienti nocivi come gli acidi grassi (saturi).
La FDA, ha creato un sotterfugio per riportare gli acidi grassi nell’etichetta: Ogni cibo che contiene 0.5 grammi di acidi grassi o meno per porzione è permesso, sull’etichetta, dichiararlo a contenuto ZERO di acidi grassi. Questa è la logica della FDA dove 0.5=0.
Ma matematica confusa non è il solo trucco giocato dalla FDA per proteggere gli interessi commerciali delle industrie che dichiara di controllare.
Sfruttando questo trucchetto dei 0.5 grammi, le aziende arbitrariamente riducono le porzioni dei loro cibi e livelli ridicoli – giusto per tenere gli acidi grassi sotto i 0.5 grammi per porzione. Così loro dichiarano in grande sulla confezione “ZERO Acidi Grassi”. In realtà, il prodotto può essere pieno di acidi grassi (trovati in oli idrogenati), ma la porzione è stata ridotta ad un peso che può essere appropriato solo per nutrire uno scoiattolo, non un essere umano. 

Conclusione?
Leggere le etichette, sempre e ovunque, non comprare nessun prodotto di cui non si è sicuri al cento per cento, punire chi fa pubblicità ingannevoli severamente.
La salute del consumatore va sempre tutelata!
Se volete approfondire l’argomento e conoscere le sostanze pericolose inserite nei cibi, questo è un ottimo link da dove cominciare.




12 commenti:

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
purtroppo tutto ci che scrivi è sacrosanta verità.
Alcune cose però non le sapevo e mi hanno lasciata costernata. Tante volte è capitato anche ai miei di farsi trarre in inganno sulle cose senza glutine, perchè spesso non specificano e con il prontuario di perdono perchè molte volte non trovano il prodotto riportato nella lista.
Si, andrebbero denunciati e puniti con multe salatissime, perchè quello che fanno è un attentato alla salute.
Un abbraccio e complimenti per il post

Jene ha detto...

Alla faccia della salute, queste etichette ingannevoli sono un vero pericolo: noi consumatori dobbiamo stare sempre più attenti prima di prendere i prodotti.
Meglio la sana cucina genuina della savana!
Un abbraccio zamposo

Le Chat Noir ha detto...

Bisogna prestare molta attenzione ai prodotti che comperiamo e leggere sempre le etichette per evitare di cadere in trappole truffaldine.
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Non metto in dubbio la genuinità della cucina della savana... noi poveri cristi siamo circondati da tranelli e imboscate alimentari e non.
un saluto

ellie ha detto...

ma non ci si può fidare proprio di niente e nessuno!! nemmeno di quello che mangiamo!! mi è passata la fame...
un abbraccio

Antonella ha detto...

Ciao Xavier, io non ho problemi però ho un attenzione molto alta nei confronti delle cose che compero e che di conseguenza mangio...ovviamente non è abbastanza perchè l'inganno è sempre a portata di ...etichetta.
Cerco di non comprare mai alimenti pronti ma certo le materie prime le devo comperare...bisogna vigilare attentamente su queste cose, stiamo parlando della nostra salute!
Bravo, ancora una volta hai scritto un post importante che aiuta a sensibilizzare tutti su questo argomento.
Un abbraccio.
Antonella

Melinda ha detto...

Di questo argomento si era iniziato a parlare quando frequentavo il liceo, mi ricordo ancora alcune puntate di Report o di Mi manda Lubrano (non so se tua nonna vedeva questo programma, ma se ne parlava spesso), poi chissà come mai è finito nel dimenticatoio e così le aziende hanno prosperato giocando spesso sulla buona fede delle persone.
Pensa che adesso mascherano anche i nomi e le dosi, come hai dimostrato tu.
Io giro sempre con una lista di ingredienti "no" e a costo di perdere 20 anni a fare la spesa controllo tutto.
Un baciotto

Le Chat Noir ha detto...

Dobbiamo sempre tenere gli occhi aperti...
un saluto

Le Chat Noir ha detto...

Dobbiamo essere i primi a tutelare la nostra salute e dobbiamo denunciare pubblicamente chi imbroglia.
un saluto e un abbraccio :)

Le Chat Noir ha detto...

I programmi di denuncia sono scomodi per le multinazionali e le grandi aziende perchè mettono in piazza i loro "panni sporchi". Fai bene a controllare meticolosamente gli alimenti che compri, bisogna difendersi da chi imbroglia.
un saluto

IdgieRuth Threadgoode ha detto...

Verissimo, infatti se hai notato anche i libri denuncia sono spariti in favore dell'aumento delle pubblicità che sponsorizzano i "cibi sani" delle multinazionali.
Stiamo attenti, prima che un giorno ci cresca la coda!
Un abbraccio

robby roby ha detto...

interessante questo post. Molto importante questo argomento.
Io mi chiedo cosa mettono nel cibo dei cani visto cosa mettono nel nostro. Ciao.