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28/05/13

C'erano una volta la Destra e la Sinistra... ora il nulla dilaga


L’idea di scrivere questo post mi è venuta un po’ alla volta, guardandomi intorno e cercando di capire come mai la situazione politica nel nostro paese funzioni così male.
Ne ho parlato con i miei genitori, con i nonni, ho scritto lunghe mail con le mie amiche Idgie e Ruth (le autrici del blog Limonata Speziata) e ho anche letto diversi articoli e libri prima di farmi un’idea personale.
L’argomento del post è: in Italia si può ancora parlare di Destra e Sinistra?

Cominciamo con un po’ di storia: questi due termini nascono durante la Rivoluzione Francese, quando nelle prime riunioni del parlamento a sinistra prendevano posto gli esponenti della corrente più rivoluzionaria e a destra invece si sedevano i componenti dei partiti filo monarchici.
Al centro trovavano collocazione coloro che con disprezzo venivano definiti i membri della palude, perchè la loro posizione riguardo le linee da seguire era mutevole e poco chiara.
Con la Rivoluzione Francese i termini di Destra e Sinistra fanno la loro comparsa per la prima volta sulla scena politica, configurandosi come elementi essenziali della democrazia i cui significati si arricchiranno di connotazioni nel corso del tempo.
Nel 1848 per esempio viene pubblicato il Manifesto del Partito Comunista di Marx, un libro che condizionerà la storia del secolo e mezzo successivo e finirà con l’influenzare la definizione degli ideali di Sinistra e per opposizione anche quelli di Destra: per Destra si intende una politica conservatrice, spesso collegata alla religione, capitalizzante e poco liberale; mentre con Sinistra una politica riformista, generalmente proletaria e poco religiosa.

E in Italia invece come andarono le cose?




Per circa un decennio dopo l’unificazione d’Italia, restarono al Governo gli uomini della Destra, eredi di Cavour.
Per distinguere i due schieramenti politici che si fronteggiano in Parlamento, si usano le definizioni rispettivamente di Destra Storica e Sinistra Storica.
Tuttavia in Italia non esistevano dei veri e propri partiti, la politica era legata alla singola persona e alla sua capacità di esercitare influenza.
Il nuovo stato che il governo era chiamato a formare doveva essere liberale, laico, moderato e liberista, secondo quella che era stata la politica di Cavour; doveva essere dotato di un apparato amministrativo e burocratico, inserito in un’economia di mercato aperta agli stati europei.
Per ottenere questi risultati, i governi attuarono una politica di accentramento, con una forte impronta statalista, deludendo le aspettative di autonomia soprattutto del meridione.
Dopo la dittatura fascista, Destra e Sinistra si fronteggiano nuovamente sulla scena politica italiana ma vengono subito interrotte dalla nascita del partito della Democrazia Cristiana che, guidato da Giulio Andreotti, governerà il paese per quasi vent’anni.
Arriva poi il partito socialista, di centro, e si arriva fino agli anni Novanta quando con l’esplosione di Tangentopoli, l’entrata in scena dei nuovi politici (per intenderci, è sempre il Nuovo che avanza: Berlusconi, Bersani, D’Alema, Fini, Casini, Prodi...) e le successive crisi (di cui soffriamo tuttora) l’intero panorama politico cambia drasticamente.

Da almeno quarant’anni ci sono ricerche riguardanti Destra e Sinistra, ricerche a volte assurde che provano a definire il partito da votare in base al carattere delle persone , l’ultima delle quali è stata svolta da Anthony Giddens che afferma: la discussione sul presunto superamento di concetti come “destra” e “sinistra” ha un difetto di fondo: induce a credere che, nel mondo di oggi, ci sia bisogno di meno politica di quella di una volta, ossia di meno ideologia, meno partiti, meno governo, come se tutto dipendesse dall’essere disponibili o contrari al cambiamento inteso come progresso generale dell’umanità. 

Secondo me questa è una teoria sbagliata, perché non tiene conto di una cosa.
Come infatti afferma Gaetano Rebecchini in altre parole, mentre una volta al termine “destra” venivano associati ruolo ed  istanze del singolo individuo ed al termine  “sinistra” veniva attribuito il ruolo del primato della collettività, oggi il paradigma  verrebbe ad invertirsi, privilegiando la “destra” il bene comune oggettivo, fondato sul principio di realtà, e promuovendo invece la “sinistra” desideri individuali,  prescindendo  anche dal beneficio che potrebbero apportare alla società.
Come si vede, dunque,  siamo di fronte a un quadro – politico, culturale e  sociale – totalmente nuovo. Quadro che si caratterizza poi  per due ulteriori aspetti salienti.
Primo,  la crescente  consapevolezza della sostanziale illusorietà di quanto viene proposto dalla tecnocrazia scientista: infatti lo sviluppo tecnico-scientifico, che in futuro avrebbe dovuto assicurare perenne felicità a tutta l’umanità  si sta rivelando un’utopia, una suggestione verso un nuovo anti-umanesimo che tende a ridurre la persona umana a mero strumento.
Quanto al secondo aspetto, questo emerge proprio dall’incapacità della  tecnocrazia scientista a fornire risposte convincenti alle domande ultime relative all’uomo stesso: quali il suo principio ed il suo fine e le ragioni  della sua esistenza.

Aggiungo personalmente che non bisogna dimenticare che in tutto il mondo, ma forse specialmente in Italia, la politica non è più una politica di partito ma una politica della persona dove vince chi si fa una migliore pubblicità e si accalappia la “fetta giusta” degli elettori e una politica di intenti comuni che si realizza in un unico dogma: chiunque salga al potere, basta che ogni partito abbia la sua fetta di torta da mangiare.

Piuttosto che di non politica, come afferma Giddens, c’è invece bisogno di una politica nuova che segua i veri bisogni dell’uomo e del mondo, quindi nel nostro caso che segua i bisogni dell’Italia e degli italiani.
L’unico modo per farlo è rinunciare all’idea che esistano ancora Destra e Sinistra, ammesso che in Italia siano mai realmente esistiti, ed esigere un completo cambiamento della classe politica: occorre una politica nata dal popolo, fatta con e per il popolo, non una politica di tecnocrati che non sono né di Destra o di Sinistra, ma solo del partito del mangia mangia.



Per concludere, mi affido alle parole del grande Giorgio Gaber:


 Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l'ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è, se c'é chissà dov'é.

Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente
è un po' a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

p.s. In ogni caso per le prossime elezioni vi consiglio un candidato che cambierà davvero il paese: vota e fai votare Cetto, un LaQualunque è per sempre!


14 commenti:

  1. Ma questo è uno spettacolo di post, una riflessione fra le più approfondite che abbia mai letto sulla politica!
    Sono d'accordo con te, come si può dire che esistono ancora destra e sinistra e soprattutto vista la politica centrista operata dalla DC se sono mai esistite?
    E' certo che la politica così com'è non può andare avanti, io non mi sento rappresentata da questa classe e non smetterò mai di protestare per far sì che le cose cambino.
    Chissà, la prossima volta sono indecisa tra Cetto e Frengo...
    Un bacione!

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    1. Grazie Mel, tu sei sempre troppo buona :)
      Accidenti, è difficile la scelta tra Frengo e Cetto...
      Un abbraccio

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  2. Lo sapevo che stavi pensando a un post del genere, piccola volpe furbetta, ecco perchè mi scrivevi tutte quelle mail chiedendomi link e risposte...
    Bravo, sono soddisfatta della tua riflessione.
    Purtroppo per come siamo ora non ci sono vie chiare da seguire, si auspica un serio rinnovamento istituzionale che però continua a essere rimandato con evidenti malcontenti...
    TVB

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    1. Ah ah ah, ti ho stupita, che bello!
      TVB

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  3. post molto interessante, soprattutto utile per farsi un bel ripassino di storia. comunque credo anch'io che più che destra o sinistra bisognerebbe avere dei politici che agiscono per il bene del paese, e non per i propri beni, ma questa sembra essere la vera utopia.
    un abbraccio

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    1. Sì, purtroppo è una super utopia e questo mi fa arrabbiare.
      Un abbraccio

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  4. Oddio…. Xavier… mi hai fatto morire dal ridere con la locandina del film Laqualunque con Antonio Albanese… perdonami, non dovrei perchè questo è un post che fa riflettere…
    Troppo belle le parole della canzone di Giorgio Gaber, come pure questo tuo post.
    Un caro abbraccio e buona serata

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    1. Sono molto contento di averti fatta sorridere,
      un abbraccio

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  5. La tua riflessione è impeccabile, hai davvero fatto un bel ragionamento e anzi ti ringraziamo per le lunghe mail che hai scambiato con noi perchè è stato molto stimolante rispondere a tutte le tue domande.
    La canzone di Gaber del resto è la chiusura migliore che potevi trovare.
    Un abbraccio grande
    Idgie e Ruth

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    1. Grazie a voi per essere state così gentili e pazienti,
      un abbraccio

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  6. Ciao Xavier,
    anch'io mi sono posta spesso questo interrogativo e mi sono sempre dette che alla fine, almeno oggi, è decisamente anacronistico parlare di destra e sinistra per una serie di motivi che non ti elenco altrimenti ti scrivo un papiro. Comunque credo che molta gente non sappia nulla di destra, sinistra e politica; secondo me molti si lasciano convincere e trascinare dai discordi e le promesse senza capire nulla.
    Bello il finale, molto simpatico ;)
    un abbraccio

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    1. Ciao Audrey, sono fermamente convinto anche io che oggi tantissime persone seguono la corrente e basta, altrimenti non avrei scritto questo post.
      Guarda, se vuoi parlare scrivi pure, io leggo ogni commento volentieri :)
      Un abbraccio
      Xavier

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  7. Hai fatto un'analisi molto accurata, veramente bravo. Le parole di Gaber (cantautore che ho sempre molto apprezzato) fanno una chiusa perfetta. Anch'io penso che purtroppo molta gente non segua la notizie, non si tenga aggiornato. Sta per il partito del qualunquismo e quando deve andare a votare si fa abbindolare bene bene da qualche bella promessa, senza usare la testa! E i risultati poi si vedono...
    Ciao:)

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    1. Infatti e io come ragazzo non sono per nulla soddisfatto!
      Un abbraccio!

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