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18/04/13

Wake up America don't sleep!!!



WASHINGTON - Nascosto nell'immenso sottobosco umano e culturale dell'America, "l'altro terrorismo", quello Made in Usa, si annida come il serpente nell'erba.
Il terrorismo indigeno, grumo di milizie neonazi, ecologisti e animalisti violenti, "patrioti" anti-governativi, ribelli senza una causa, anti-abortisti, schegge di KKK e di reduci della guerriglia urbana, ha compiuto in questi decenni molti più attentati sul suolo americano di Al Qaeda o dei suoi satelliti.

Anche se dal settembre del 2001 la parola "terrorismo" proietta immediatamente immagini di fanatici con il turbante e l'AK47 imbracciato. La prudenza con la quale tutte le autorità americane, da Obama allo Fbi che conduce le indagini con 700 agenti dedicati, si riservano di indicare in quale direzione puntino, è la prova che essi conoscono bene l'esistenza e la velenosità del "serpente nell'erba". 36 ore dopo l'esplosione che ha ucciso e mutilato bambini e spettatori adulti lungo il rettilineo d'arrivo della Maratona sfregiandoli con sferette di acciaio, chiodi, schegge, esplosi da un ordigno dentro una pentola a pressione, la scelta dell'etichetta sembra dipendere più dai pregiudizi ideologici di chi l'appiccica che dai fatti. Come prova il bisticcio a distanza fra la Fox News di Murdoch, l'ammiraglia della destra, già schierata per la caccia al jihadista fanatico e la più moderata Cnn, che ricorda l'esistenza e la pericolosità della violenza doc americana. Anche la pentola a pressione, usata per stragi in Pakistan, in Afghanistan ma anche da fascisti croati, prova molto poco.

Le cifre, e i fatti, registrati negli ultimi decenni confermano che se nessun gruppo ha mai raggiunto l'apoteosi d'orrore delle Due Torri, non è stato certamente per mancanza di tentativi. Dei 95 attacchi classificati come "terroristici" dall'Agenzia per Sicurezza Nazionale, sei sono sicuramente attribuibili ad al Qaeda, ad Aqap, la filiale saudita della cupole terroristica e a Tehrik-i-Taliban, la cellula pakistana. Gli altri 89 sono opera di organizzazioni come il "Dipartimento della Giustizia" che non è il ministero, ma un gruppo che chiede giustizia contro l'oppressione del governo di Washington, del KKK, e di varie espressioni dell'animalismo e dell'ecologismo violento, l'Elf, il Fronte per la Liberazione della Terra, e l'Alf, Fronte per la liberazione degli animali.

Tanto il terrorismo di matrice straniera, quanto quello autogenerato hanno in comune il bersaglio: quel governo americano che è ai loro occhi la radice di ogni iniquità. Ma le milizie e i gruppetti violenti che hanno sparso bombe, ucciso, ferito, intimidito dall'interno si sparpagliano su un arco di ideologie che coprono tutto il ventaglio dell'odio. Gli assassini dei medici e delle infermiere che praticavano aborti legittimi nel nome della difesa della vita non hanno ovviamente nulla in comune con l'uomo che colpì il parco Olimpico di Atlanta nel 1994 con una bomba a chiodi e sferette, lo stesso tipo di ordigno usata a Boston per falciare alle gambe 133 persone, uccidere un bambino e due adulti e costringere i chirurghi ad amputazioni.



Ciascuno di queste dozzine di gruppi, di cellule, di milizie organizzate secondo criteri paramilitari e localizzate soprattutto nel Mid West e nel Lontano West, dall'Illinois al Montana, ha un totem da abbattere, e il proprio da innalzare. Gli isolati, come l'Unabomber che spediva pacchi esplosivi dal proprio nascondiglio, voleva colpire il complesso accademico-industrial-finanziario e furono necessari 20 anni per catturarlo. I super cristianisti del Sud aborrono l'empietà di una Washington che vuole imporre al popolo di Dio, quale loro credono di essere, atrocità come il diritto di scelta, i matrimoni gay. Se un punto di convergenza li unisce è la lotta armata contro lo strumento più odioso ed evidente utilizzato da ogni governo per negare la libertà ai "patrioti", come spesso si autobattezzano: le tasse. Quelle imposte che proprio il giorno 15 aprile di ogni anno sono dovute al moloch statale.

Una ricerca condotta dall'accademia militare di West Point lo scorso anno aveva negato l'aumento massiccio, eppure quasi inosservato, del terrorismo interno. Tra il 1990 e il 2011, gli attacchi, riusciti o falliti, di gruppi o individui di estrema destra negli Usa sono passati da 35 a 350 all'anno, decuplicati. Il picco, anche più alto, si nota sempre negli anni delle elezioni presidenziali, quando la campagna elettorale scatena quella follia e quell'odio che vedemmo infuriare attorno al debutto di Barack Obama sulla scena. La virulenza del terrorismo nazionale raggiunge il record storico nel 2008 con 550 attentati, scrive lo studio dell'accademia militare.

In questi mesi, molti fattori convergono per creare una possibile massa critica che gli investigatori, colti completamente di sorpresa, oggi studiano, insieme con la strada maestra del terrorismo islamista. La battaglia di Obama per limitare il commercio di armi da fuoco, il talismano dei "veri patrioti", che vedono nel proprio fucile l'erede diretto del moschetto impugnato dai ribelli anti britannici del '700. Le proposte di legge per un'amnistia agli immigrati senza documenti, altro tasto dolorosissimo per la destra violenta. L'aumento delle tasse, chiesto da Obama per sostenere lo stato sociale. L'avanzata inarrestabile della legalizzazione delle nozze omosessuali. Il puro, intossicante odio per quel "negro", e "alieno" alla Casa Bianca. Un potenziale witches'brew, un intruglio da streghe, capace di stuzzicare il serpente e spingerlo a uscire dall'erba, per mordere quell'America che essi amano al punto di odiare gli americani.
(Repubblica)



Forse, piuttosto che negare l’evidenza, sarebbe stato meglio se le forze dell’ordine avessero aperto prima gli occhi su questo fenomeno integralista tutto made in Usa che sta sconvolgendo il paese e falcidiando decine di persone.
Tasse, governo, medici a favore dell’aborto, ebrei, donne, gay, neri: basta scegliere un nemico da odiare e questi gruppi di squilibrati si sentono in dovere di compiere stragi.
Per cosa?
Per la supremazia della razza perfetta.

Sì, so che l’argomento sembra trito e ritrito eppure è così: nati negli anni 60, alcuni di questi gruppi si presentano come ispirati dalla filosofia nazista del Terzo Reich e promuovono la nascita di un nuovo ordine sociale d’impronta nazista.
Che poi a ben guardare è lo stesso andazzo che ha la Germania da 30 anni a questa parte, solo che fintanto che i neonazi se la prendono con le minoranze, allora il Cancelliere di turno chiude gli occhi.

Gli altri gruppi invece sono di matrice più “casalinga”, nel senso che nascono dal vecchio Klu Klux Klan e invocano anche loro la supremazia della razza bianca.

All’indomani della strage di Boston ho riflettuto ancora una volta sull’America, che mi sembra sempre di più un gigante dai piedi d’argilla, un paese che basa il suo potere sul consenso (diretto o indiretto) che le viene dato dagli altri paesi del mondo, ma che in realtà è debole e cade al primo soffio di vento.
Un paese che sacrifica i suoi ragazzi per mandarli a combattere in paesi che non vogliono e disprezzano la democrazia, una nazione che non riesce a proteggere i suoi cittadini da movimenti di squilibrati che vogliono affermare concetti che appartenevano a Hitler, un insieme di Stati che sembrano sempre più divisi e distanti gli uni dagli altri.

Il famoso sogno americano si è trasformato in un incubo: questo è l’inizio di una nuova era.
Good morning America!







12 commenti:

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
sai che nel tuo epilogo hai scritto quello che dico a tutti da una vita e che nessuno riesce a capirmi quando provo a spiegarlo?
Però odio sentire queste cose, pensare che la vita di gente innocente venga spezzata per cavolate, che i bambini paghino per le colpe dei grani è la cosa che mi fa incavolare di più.
Un abbraccio e buona serata

Enrico ha detto...

Bella riflessione. Gli americani in queste stragi piangono ed esaltano la patria e il loro dio. Ma quando c'è da cambiare atteggiamento, quando c'è da cambiare la realtà affinchè certi massacri non succedano più, nulla viene mutato.
Il loro imperialismo resta la norma, con il risultato che la guerra moltiplica gli attentati.
E, come hai detto tu, gli attacchi esteri sono solo la minoranza.
Il grande pericolo è il razzismo interno.
E un mercato di armi che ancora è privo di regole, poichè per la maggior parte degli americani (a vedere i voti in senato) uccidere è un diritto.

Beatrice Portinari ha detto...

Ciao piccolo Falco, se penso che questa è la stessa America che ho visto anni fa, quando si combatteva contro il VietNam, mi accorgo che non è cambiato molto.
Gli Stati Uniti sono un paese con fondamenta fragili e con tanti problemi, ecco perchè tragedie come quelle di Boston sono purtroppo all'ordine del giorno.
TVB

IdgieRuth Threadgoode ha detto...

Cosa ci si aspetta da una nazione che genera almeno un serial killer al mese, che permette ai ragazzi di andare armati a scuola, che si vanta di portare in giro "missioni umanitarie" e poi uccide civili senza pietà?
Bravo Xavier, hai scritto un bel post.
Un abbraccio
Idgie e Ruth

RainMan ha detto...

Ciao Xavier,
hai visto che alla fine son tornato?
Mi garba di molto il nuovo look del blog, non è che il bambino delle foto sei tu?
Il post è davvero pieno di riflessioni, personalmente sono allarmato da come gli Usa non riescono a gestire questa escalation di massacri, vedremo che provvedimenti prenderà Obama.
Un abbraccio
Ray

Le Chat Noir ha detto...

Negli Stati Uniti persino i neonati possiedono un'arma, sono troppo arroganti...
A presto :)

Le Chat Noir ha detto...

Evidentemente pensano di essere gli eletti di Dio!
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Grazie Ray e bentornato :)

Le Chat Noir ha detto...

L'America che ricordi tu non esiste più ora c'è questo misero fantasma.
TVB :)

Le Chat Noir ha detto...

Gli americani sono portatori di una verità alquanto distorta.
un abbraccio :)

❀~ Simo ♥~ ha detto...

E' sconvolgente quanto accaduto e accade nel mondo.....occorrono leggi severe sulla giustizia perchè non se ne può più!!!

Le Chat Noir ha detto...

Ma soprattutto occorre farle rispettare.
Un abbraccio