Followers

20/04/13

A ciascuno il suo...


Ferrara, via dell’Ippodromo. All’alba del 25 settembre 2005 muore a seguito di un controllo di polizia Federico Aldrovandi, 18 anni.
Dopo due anni di coperture e reticenze, durante i quali le versioni ufficiali sposavano la tesi della morte per overdose e dell’innocenza dei tutori dell’ordine, il 20 ottobre 2007 è iniziato il processo a quattro agenti, a novembre 2008 il “colpo di scena”, agli atti del processo una foto che mostrerebbe inequivocabilmente come causa di morte sia un ematoma cardiaco causato da una pressione sul torace, escludendo ogni altra ipotesi. Su questa immagine è acceso il dibattito, nelle ultime udienze della fase istruttoria, tra i periti chiamati a deporre dai legali dalla famiglia e quelli della difesa. Infine, il 6 luglio 2009, la condanna degli agenti.
Il giudice: «Ucciso senza una ragione», imputati condannati a 3 anni e mezzo per eccesso colposo in omicidio colposo.
Altri agenti condannati nell’ambito del processo-bis, per i depistaggi dei primi giorni di indagine; una poliziotto condannato anche nel processo-ter.
Il 9 ottobre 2010 il Viminale risarcisce alla famiglia due milioni di euro. L’10 giugno 2011 si chiude il processo d’appello con la conferma delle condanne. Durissima la requisitoria della pg: “In quattro contro un’inerme, una situazione abnorme”. Gli agenti fanno ricorso in Cassazione che il 21 giugno 2012 rigetta, le condanne sono definitive (ma c’è l’indulto).
Pg: “Schegge impazzite in preda al delirio”. A inizio 2013 poliziotti in carcere per scontare i 6 mesi di pena residua, Lino Aldrovandi a Zeroincondotta: “Non voglio nemmeno pensare che non li licenzino, devono buttarli fuori”.
A marzo 2013 provocazione del Coisp, un sindacatino di polizia che strappa il proprio quarto d’ora di notorietà manifestando sotto le finestre dell’ufficio di Patrizia Moretti in favore di due assassini.
(Zic)

Articoli come questo, mi si lasci la licenza del francesismo, mi fanno girare i coglioni, non riesco a leggerli: sono spazzatura.
Troppo facile dare addosso alle Forze dell’Ordine, è come sparare sulla Croce Rossa.
Conosco bene questo ambiente perché mio padre è uno di quelli che rischia la vita ogni giorno anche per permettere a certe persone di parlare a sproposito.
Tutti a difendere Federico, ma vediamo un po’ chi era realmente questo santo:

Sabato 24 settembre 2005 per Federico Aldrovandi, un diciottenne di Ferrara, è un giorno come tanti altri. Primogenito di Lino Aldrovandi e Patrizia Moretti, Federico vive con i genitori e il fratello minore Stefano.
 Quella sera il ragazzo ha in programma una trasferta a Bologna per assistere a un concerto al Link, uno dei locali più noti della città. Dopo il lavoro in una pizzeria da asporto, Federico incontra gli amici e insieme si dirigono verso il capoluogo emiliano. Il concerto però viene annullato. I ragazzi decidono comunque di trascorrere la serata a sballare e bere all’interno del locale.
Quel che è certo è che Federico assume anche della droga, Lsd, popper, hashish e altro.
Verso le 5 del mattino il gruppo di amici fa rientro a Ferrara. Federico si fa lasciare nei pressi di via Ippodromo, non lontano da casa.
Ha ancora voglia di stare in giro. Prova a contattare sul cellulare alcuni suoi amici (che si scoprirà dopo in possesso di altra droga), ma non riceve risposta.
Alle 5.47 la sala operativa della Questura viene allertata da parte di alcuni residenti di via Ippodromo, che riferiscono la presenza di un ragazzo che urla frasi sconnesse e tira calci qua e là. Sul posto giunge una volante della polizia con a bordo due poliziotti i quali, non riuscendo a calmare il giovane, chiamano prima un'altra volante e poi una pattuglia dei carabinieri.
Alle 6.04 viene chiamata anche un’ambulanza del 118. Tra il ragazzo e le forze dell’ordine c’è una colluttazione, al termine della quale i poliziotti hanno la meglio: riescono a immobilizzare Federico in posizione prona e gli mettono le manette ai polsi. Federico a questo punto è fermo, immobile, sembra svenuto.
Quando arriva l’ambulanza, per Federico non c’è più nulla da fare, è morto.
(Cronaca Nera)



Un bravissimo ragazzo, non c’è che dire, da proporlo come figlio modello dell’anno.
A parte che secondo me non sono stati i poliziotti ma tutta la droga che si era calato a ucciderlo, proviamo per un momento a vedere la situazione dal punto di vista opposto.


Se fosse stato il figlio modello a uccidere un poliziotto?
Di sicuro nessuno avrebbe scritto articoli strappalacrime, partecipato a talk show, messo il nome del poliziotto su magliette e cappellini; anzi la reazione sarebbe stata la seguente: se la sono cercata, dei “porci in meno”.
Perché è così che vengono chiamati i poliziotti, è inutile girarci intorno:
molti cittadini italiani non hanno rispetto delle Forze dell’Ordine però poi pretendono da loro la luna e anche il resto dell’universo.
Se fosse morto il poliziotto, per tantissime persone il dolore dei familiari del poliziotto sarebbe valso meno del dolore della famiglia di Federico e il motivo è facile: tutti per Caino, ma mai nessuno per Abele e in questo caso Caino non è il poliziotto, ma il diciottenne fatto come una scimmia che gira per le strade come una bomba a orologeria pronta a esplodere, perché una persona sotto gli effetti dell’alcol e della droga è un pericolo per sé e per gli altri.

Ma cambiamo ancora orizzonte: se il ragazzo dell’anno in preda ai fumi dell’alcol e della droga avesse ucciso un bambino o un passante (sì perché esistono persone che escono anche verso le 5/6 del mattino di casa, non è un fatto così inusuale) cosa sarebbe accaduto?
Che il ragazzo se la sarebbe cavata perché incapace di intendere e volere e i giornali avrebbero attaccato le Forze dell’Ordine dicendo ecco, non erano lì a fare il loro dovere.

Non posso dire che non mi dispiaccia che un ragazzo di diciotto anni sia morto, perché una vita spezzata è sempre un dolore, ma nessuno aveva puntato una pistola alla testa di Federico obbligandolo ad assumere sostanze stupefacenti e a ubriacarsi: sapeva benissimo quello che stava facendo, non è stato capace di darsi un limite e non pago voleva sballare ancora.

I poliziotti ritenuti colpevoli della morte di Federico hanno subito un processo e stanno pagando per le loro colpe, se di colpe si può parlare, così ora mi viene da dire ai genitori di Federico: se vostro figlio è arrivato a questi livelli, forse dovreste cominciare a mettervi in discussione.
Se qualcosa in quel ragazzo non è andato, se aveva così tanto bisogno dello sballo, la responsabilità è solo vostra: fatevi un'esame di coscienza prima di puntare il dito e a ognuno le sue colpe.
Come diceva Pirandello: a ciascuno il suo.


17 commenti:

Manuela ha detto...

Purtroppo è troppo facile puntare il dito verso coloro che sono chiamati ad agire per il bene della collettività e come te sono indignata!!!

pensierinviaggioo.blogspot.it

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
mia sorella dice che è perfettamente d'accordo con te.
Io invece concorso con te, ma voglio precisare che spesso le forze dell'ordine, almeno in Italia, non sono tutta questa voglia di giustizia. Io vedo molto abuso di potere, non rispettano le regole per primi(anche le più stupide). Esp. l'altro giorno stavo attraversando la strada sulle strisce pedonali, ero già a metà e un Finanziere a momenti non mi uccideva(non aveva la sirena accesa). Un mio amico per essersi trovato al momento sbagliato, nel posto sbagliato, si è preso una sacco di botte per estorcere una confessione che non poteva fare perchè non sapeva. Credo perciò che come ogni categoria di mestiere, persone ecc.. al suo interno abbia gente valida, ma anche marcio.
Per il ragazzo, che ovviamente è colpevole, per aver assunto lo schifo non ci sono scusanti, ma questo non da a nessuno il diritto di spezzare una vita. Se è morto per le droghe, allora e colpa sua e anche della sua famiglia, ma se non è cosi, quello è abuso di potere. Ovviamente concordo sul tuo discorso, perchè la gente su certi argomenti è perbenista e fa del moralismo insulso.
Un abbraccione enorme ;)

Le Chat Noir ha detto...

E' più facile dare la colpa agli altri e sentirsi assolti dai propri errori.
Grazie per essere passata :)
Xavier

Le Chat Noir ha detto...

Il buono e il cattivo c'è ovunque, se tu pensi che in Italia le forze dell'ordine non rispettano la giustizia ricordati cosa avviene in Francia, Germania o Stati Uniti, in questi paesi le forze dell'ordine usano mezzi molto più duri.
Sono più che convinto che il ragazzo in questione sia morto per tutte le sostanze stupefacenti e l'alcol che aveva mandato giù.
Ringrazia tua sorella poi se vuoi ti dirò via mail cosa fa mio padre!
Un abbraccio :)
Xav

Fioredicollina ha detto...

Sicuramente le forze dell ordine sono sempre sotto pressione e rischiano la vita per due lire, come si diceva una volta....a volte si fa presto a criticare, ma poi bisogna vedere
io spero che il processo sia stato equo.non mi sbilancio.

nella mia città ora sono stati arrestati poliziotti corrotti , il buono e il cattivo c'è da tutte le parti, oggi + che mai dico ' che amarezza'.....ciao caro amico

Melinda ha detto...

Ciao Xav,
come sai non sono una buonista e ho seguito il caso Aldrovandi con attenzione.
Mi sembra che si sia scelta dal punto di vista mediatico la strada facile, perchè dare addosso a dei poliziotti che si sono trovati in una situazione di pericolo è molto facile specie quando non si conoscono le dinamiche dell'accaduto.
Mi lasciano perplessa i genitori del ragazzo che lo dichiarano innocente e sorvolano sul fatto che fosse pieno di droga e alcol, ma che educazione gli hanno impartito?!
Un baciotto

Le Chat Noir ha detto...

Come dicevo a Audrey il buono e il cattivo esiste ovunque ma prima di puntare il dito in casi come questo occorre farsi un esame di coscienza perchè il ragazzo non era certo il santo che viene dipinto.
Ciao Fiore :)

Le Chat Noir ha detto...

A questa tua ultima domanda posso rispondere solo i genitori che puntando il dito contro i poliziotti cercano in qualche modo di assolversi e tacitare i sensi di colpa.
un abbraccio :)

Jene ha detto...

Anche noi Jene non possiamo non dirci dispiaciuti per la morte di un giovane, tuttavia questo ragazzo non si è comportato in modo responsabile e questo discolpa in parte le forze dell'ordine che stavano facendo comunque il loro dovere e non andrebbero mai disprezzate.
Un abbraccio zamposo!

Antonella ha detto...

Ciao Xavier, io per prima cosa ti dico che sei bravo e coraggioso, sì coraggioso perchè sostenere certe idee non è facile soprattutto quando è così semplice la strada di dare sempre addosso al poliziotto, ed è anche molto più " politicamente corretto. "
Ti do ragione su tutta la linea, ci sono persone che ogni giorno sono sulle strade a rischiare la vita per persone che come tal Federico girano per la strade delle città imbottiti di alcool e di droghe, persone che sono dedite al loro dovere di tutori dell'ordine e che vengono osteggiate in tutti i modi, se non intervengono e non reagiscono ci lamentiamo che non sono capaci di fare il loro lavoro, quando intervengono e reagiscono tutti a buttargli la croce sulle spalle. Nel caso specifico, invece di manifestare,al posto dei genitori di Federico, qualche domanda in più comincerei a pormela, evidentemente nell'educazione di questo ragazzo qualche cosa non ha funzionato...e non è certo colpa dei poliziotti.
Non hai idea di quante discussioni ho già sostenuto su questa brutta storia...ma alla fine per tutti è più facile prendersela col poliziotto o carabiniere di turno.
Ciao Xavier, un bacio.
Antonella

ellie ha detto...

che questione delicata... certo, siamo sempre pronti a puntare il dito contro le forze dell'ordine: quando servono non ci sono e se ci sono esagerano. trovo che ci sia totale mancanza di rispetto nei loro confronti, si santifica sempre il "povero ragazzo" che magari, come in questo caso, tanto santo non era. sono abbastanza certa che sia stata tutta quella droga a fargli male. però a volte ci sono veramente degli abusi di potere... bisogna sempre stare attenti e studiare la situazione a 360 gradi, come hai giustamente fatto tu in questo post.
un abbraccio

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
mia sorella ti saluta e dice che non devi ringraziarla, da quando ti ha scoperto vuole sempre vedere tutti i post dei tuoi blog ;)
Si, concordo con te, in certe nazione sono senza freno.
Il problema è che polizia, carabinieri, finanza ecc... dovrebbero essere visti come un'ancora di salvezza, persone alle quali rivolgersi per sentirsi protetti; purtroppo (a causa di certi elementi), spesso vengono visti in modo pauroso e negativo.
Per questo io non mi fido più di molti di loro, se vuoi in privato ti dico altre storie spaventose che non posso scrivere a causa di processi in atto.
Certo, se ti va di dirmelo, lo leggo volentieri ;D
Abbraccione e buona domenica

Le Chat Noir ha detto...

Grazie Ellie, ho cercato di essere il più obiettivo possibile.
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

E' più facile perchè in questo modo si evita di guardare in faccia il proprio fallimento educativo.
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Se proprio di colpe vogliamo parlare allora facciamolo ma partiamo a monte del problema ovvero la famiglia che ha fallito il progetto educativo del ragazzo.
un abbraccio alla savana

Guerisoli Paola ha detto...

Concordo con te al 100%.In Italia hanno piu' protezione i carnefici che le vittime! Aldovandi e tutti quelli come lui...come coloro che hanno assaltato la camionetta dei Carabinieri al G8 di Genova.....tutti bravi ragazzi!!! ...pensa un po' se fossero stati dei delinquenti!!
Siamo capaci tutti a fare i buonisti quando non ci toccano sul vivo.Io vorrei vedere come si reagirebbe se venisse fatto del male a noi stessi o ad uno della nostra famiglia, ad un amico.....io personalmente diventerei una belva!!
E Basta!! a difendere i carcerati, e tutti i delinquenti cercando sempre alibi alle loro azioni !!! Uccidi, stupri,rubi,spacci, fai del male ai bambini o ad un animale indifeso.....dovrai pagare per il tuo reato,senza sconti di pena o scuse! E a volte a certa gente una bella passata di legnate non fa male!!
Difendo e difendero sempre le forze dell'ordine ,che da sempre per una miseria di stipendio ,mettono a repentaglio la propria vita, per senso d'abnegazione, altissimo senso civico e per vocazione, e che per colpa di qualche coglione di giornalista o di opinionista nelle trasmissioni tv..passano per degli aguzzini.
Chi ha esagerato paghi,ma tutti gli altri no.

Le Chat Noir ha detto...

Perchè alla fine tutti dimenticano Abele per portare in trionfo Caino... che vada a farsi fottere Caino e tutti i suoi seguaci.
Ciao Paola, un saluto a Marco :) TVB!
Xav