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24/03/13

Rien ne va plus


Secondo le statistiche pubblicata da Agicos per il periodo compreso tra il gennaio e l’ottobre del 2012, cresce in Italia il volume del gioco d’azzardo. Maggiore la ricchezza ridistribuita ai giocatori, passata da 62 a 70,2 miliardi di euro, mentre scendono di quattro punti percentuali i guadagni dello Stato, ma in aumento anche il numero delle giocate. Un incremento del 450% che porta l’Italia ad essere seconda solo all’Inghilterra in Europa, per la diffusione del gioco d’azzardo: 80 miliardi di euro il giro d’affari, praticamente il 4% del Pil del nostro paese.

Questa politica è quindi apartitica, spinta sia della destra che dalla sinistra, e sopratutto anche dal governo Monti, che proprio poco prima di rimandare gli italiani alle urne, ha deciso bene di provvedere al rilascio di 1000 nuove licenze per l’apertura di nuove agenzie di scommesse. Ora c’è da chiedersi se il nostro Paese non abbia alcuna altra specificità da sfruttare per rinascere, e se il gioco d’azzardo sia davvero l’ultima possibilità che ci resta. Soprattutto a fronte del pericolo che queste attività possono ingenerare sul territorio, considerando che sono nel mirino della criminalità organizzata. In questo senso le criticità del territorio siciliano, dovrebbero forse spingere a riflettere di più su questo tipo di proposte.

Che ne è poi della ludopatia? La nuova piaga sociale che fiacca il nostro paese e che addirittura il ministro Renato Balduzzi ha inserito nella lista delle malattie curabili presso le Asl? I dati sono sempre più allarmanti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che il 3% della popolazione sarebbe ludopatica. Solo di recente la Caritas di Milano ha condotto un’indagine in merito: il 58% degli addetti ai centri d’ascolto ha avvertito la sensazione si aver parlato con un ludopatico, mentre il 48% ne ha avuto la piena certezza. Il Comune in questi giorni ha deciso, per provare a limitare i danni, di chiudere le case da gioco entro l’una di notte.

I dati sono allarmanti un po’ ovunque in Italia. In Liguria per esempio si aprono al gioco d’azzardo i giovanissimi: nella fascia d’età tra i 10 e i 19 anni almeno 4 su 10 hanno provato una volta. In Piemonte, invece, si è scelti i casi più documentati, i ludopatici curati presso i Sert della Regione sono passati da 250 a più di 1000, tra il 2004 e il 2012. Basterà pubblicizzare il gioco d’azzardo in televisione, facendo seguire velocemente la frase “giocate responsabilmente”?
(Giulio Cavalli)

Sappiamo che l’Italia giace in acque tumultuose, ormai i mali di questo paese sono noti a tutti ma che si arrivi ad incentivare l’illegalità del gioco d’azzardo per colmare le casse dello Stato è andare decisamente fuori di testa.
L’articolo che ho scelto è solo uno fra i tanti che denunciano questa piaga, che come l’alcol e le sigarette, è ovviamente monopolizzata dallo Stato.
A che fine?
Facile, avere più entrate.
Potreste replicare: non si poteva scegliere su una politica di welfare, sugli incentivi per il lavoro, sul rinnovo dell’istruzione e su tante altre giuste iniziative?
No, ma certo che no! Troppo impegnativo, meglio puntare sul gioco d’azzardo che da una sicura dipendenza e fornisce un immediato guadagno allo Stato, attirando anche le lunghissime mani della mafia che ormai sono dappertutto.

Così in Lombardia si è presa una decisione molto seria:
Milano aderisce al manifesto dei Comuni contro il gioco d'azzardo. L'iniziativa è promossa da Terre di mezzo e Lega delle Autonomie locali, che organizzano la Scuola delle Buone Pratiche. Si tratta di una presa di posizione netta, con cui gli amministratori chiedono di essere messi in condizione di agire. Chiedono strumenti pratici che possano essere utilizzati dalla singole amministrazioni ma anche una nuova regolamentazione a livello nazionale.
Verrà presentato il manifesto a cui hanno già aderito 40 Comuni. «Con questo atto - spiega la vicesindaco Maria Grazia Guida - vogliamo ribadire il nostro impegno per contrastare i rischi derivanti dal gioco d'azzardo. Gli amministratori locali devono essere in prima linea anche perché lo Stato è troppo distratto, troppo attento a sostenere questo mondo. Dobbiamo impegnarci a prevenire e informare la cittadinanza sui rischi derivanti dal gioco. I Comuni, inoltre, devono intensificare i controlli sulle slot machine, molte infatti sono irregolari». Tra i primi firmatari vi sono il Comune di Corsico, Lecco, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Rho, Vanzaghello, Cornaredo, Paderno Franciacorta, Cavenago di Brianza.
(Il Giornale)
decisione che spero venga presto condivisa da tutto il resto del nostro paese, perché non si può accettare uno Stato che basa la sua crescita sull’illegalità.

E la Francia? Non va molto meglio:
La Francia ha fatto passi avanti nell’industria del gioco d’azzardo online. Quest’anno il governo francese ha aperto le porte alla regolamentazione del gioco d’azzardo online, cosa che nel paese non era mai accaduta prima.
Dopo aver legalizzato il gioco d’azzardo online all’inizio del 2010, le Autorità di Regolamentazione dei Giochi Online si sono mosse velocemente per cercare di autorizzare le più grandi compagnie mondiali del gioco d’azzardo. L’ultimo ad aver ottenuto la licenza per operare nel paese è stato Titan Poker.
L’Europa è il focolaio di alcuni dei giochi d’azzardo più importanti al mondo. Senza contare gli Stati Uniti, l’Europa è considerata il più grande mercato mondiale per il gioco d’azzardo, e la Francia è il secondo mercato di gioco d’azzardo più grande in Europa. Questo ha dato le vertigini al governo sull’entità delle entrate che possono essere prodotte attraverso le tasse del gioco d’azzardo su Internet.
La Francia era sottoposta alla pressione dell’Organizzazione del Commercio Mondiale per cambiare le leggi sul gioco d’azzardo. Diversamente da altri paesi, come gli Stati Uniti e il Portogallo, la Francia ha deciso di cedere a accondiscendere agli accordi commerciali dell’Unione Europea.
(Le Figaro)

Questa tendenza non mi piace, non è la strada giusta per risanare le economie dei paesi, mi ricorda quello che accadde in America durante il proibizionismo quando la mafia cominciò a spadroneggiare impadronendosi dei diversi mercati.
Il problema mafia è un cancro che trova terreno fertile tra i disperati e che sia lo Stato ad aprirgli ancora di più le porte diventando l’incentivatore dell’illegalità è inaccetabile.
Serviranno tutte le raccolte di firme, le proteste e le leghe anti gioco d’azzardo a fermare questo enorme problema?
Siamo come tanti piccoli Davide contro dei giganti Golia: come andrà a finire?
Si dice che Davide uccise Golia accecandolo con una fionda, speriamo che anche le nostre fionde possano atterrare il gigante del gioco d’azzardo.




7 commenti:

  1. Non ho mai giocato a soldi ritengo che quando uno comincia non riuscirà più a trattenersi...è una malattia legalizzata dallo Stato.

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  2. Esattamente come il tabagismo e l'alcolismo, da una parte lo Stato condanna e dell'altra incentiva...
    Buona domenica :)

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  3. Io odio il gioco, non gioco mai infatti.
    Purtroppo però vedo tanta gente che ripone tutte le sue speranze in queste cose rovinandosi la vita.
    La colpa è sia dello stato che incentiva creando un circolo vizioso assurdo, visto che prima ci guadagna dalla gente e poi spende soldi per curarla e disintossicarla. Però secondo me la colpa è anche delle persone, non si può vivere con queste illusioni. Un abbraccio e buona domenica

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  4. Sì, lo stato incentiva e come se incentiva....!
    E naturalmente si generano nuovi costi prodotti da famiglie rovinate che finiscono a carico dei Comuni e dei servizi sociali, costi per le Asl che mettono a disposizione psicologi ed educatori per anni, perchè dalla ludopatia non si esce con poche sedute da uno psicologo.

    Una vergogna lo Stato che diventa biscazziere. Una vergogna che va sommata a tutte le altre.
    Ciao Xavier, buon pomeriggio.
    Antonella

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  5. Ma questa assurdità è diffusa in tutto il mondo, lo Stato contro lo Stato...

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  6. Guardo ogni volta con sbigottimento, moltissime persone perlopiù anziane, che mentre io compro i biglietti dell'autobus, spendono decine e decine di euro per lotterie e slot.
    Mi fanno rabbia e pena insieme.
    non smettono fino a quando non hanno il portafoglio vuoto, ne vedo alcuni rigirare le tasche in cerca di altri soldi.
    Che pena.

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  7. Hai detto bene pena e rabbia, pena perchè pensano di poter vincere da dare una svolta alla vita e rabbia perchè non capiscono che lo Stato li sta derubando.
    un abbraccio

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