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04/03/13

Parole superflue


A tradimento ho deciso oggi,
martedì 24 giugno,
di assassinare alcune parole
Amicizia è condannata
al rogo, per eresia;
la forca spetta
ad Amore perché illeggibile;
non sarebbe male il vile randello,
per apostasia, per Solidarietà;
la ghigliottina come un lampo,
deve fulminare Fratellanza;
Libertà morirà
lentamente e con dolore;
la tortura è il suo destino;
Uguaglianza merita la forca
per essersi prostituita
nel peggior bordello;
Speranza è già morta;
Fede soffrirà la camera a gas;
il supplizio di Tantalo, perché disumana,
se lo prende la parola Dio.
Fucilerò senza pietà Civiltà
per la sua barbarie;
berrà la cicuta Felicità.
Resta la parola Io. Per essa,
per la tristezza, per la sua atroce solitudine,
decreto la peggiore delle pene:
vivrà con me fino
alla fine.
Maria Mercedes Carranza


Il primo giovedì di Luglio del 2003, la poetessa colombiana Maria Mercedes Carranza si tolse la vita nel suo appartamento di Bogotà. Aveva svolto, con la sua abituale puntualità, la sua giornata di lavoro come direttrice della Casa di Poesia Silva, istituzione unica nel mondo, che lei stessa aveva fondato e tramite la quale tanto aveva fatto per la poesia ed i poeti.
Quella stessa sera con un gruppo dei suoi amici più cari, aveva condiviso poesia, come sempre. Parlarono anche del dramma della Colombia, un paese sommesso all'orrore di varie guerre civili sovrapposte. Maria Mercedes ripeté la frase che era già in lei come una litania: "Questo paese ci sta ammazzando!", ma nessuno dei suoi amici notò in lei nessun segno dell'imminente suicidio.
Maria Mercedes aveva sofferto sulla propria pelle carne le conseguenze della violenza colombiana. Diversi tra i suoi migliori amici morirono assassinati, nel corso degli ultimi dieci anni. Due delle sue amiche più strette avevano perso la vita a causa della situazione del paese. Persino suo fratello Ramiro era stato sequestrato anno e mezzo prima ed i sequestratori non si siano degnati neppure di dare notizie sul suo stato di salute, mentre le autorità erano completamente disinteressate di questo rapimento, per loro scomodo. Gli sforzi angosciosi di Maria Mercedes per riuscire ad avere un qualche contatto coi sequestratori fallirono tutti. L'intellighenzia colombiana non fece altro che formulare frasi gentili di commiserazione. Alcuni, più onesti, si limitarono a non firmare gli appelli per la libertà del rapito, per paura delle rappresaglie dei sequestratori. Altri, più vigliacchi, smisero di parlare con Maria. Così, il poeta che organizzava congressi di poesia per la pace, la scrittrice che era stato membro dell'Assemblea Costituente in 1991, la giornalista che si era battuta più di una volta per la vita e la libertà di altri compatrioti, rimase sola col dramma del fratello rapito, forse morto, sola col silenzio e l'incertezza, con la scoperta desolante di vivere in un paese di poeti che cantano belle metafore sulla vita e diritti umani, ma che non rischiano un atomo della loro tranquillità per difendere concretamente la vita ed i diritti umani del prossimo in carne ed ossa, sull'orlo del sacrificio. Solamente un piccolo gruppo di intellettuali si mantenne vicina a Maria Mercedes in questa fase terribile. Lo so perché parlai con lei per telefono varie volte da quando fu sequestrato suo fratello. So che sentimenti di sorpresa, rabbia e impotenza l'invasero subito, constatando che la solidarietà era solo una parola di uso retorico nella bocca di tanta gente nella quale ella aveva riposto fiducia ed affetto e negli ultimi mesi della sua vita la desolazione si era impadronita di lei.
Il suicidio di Maria Mercedes è una lezione terribile. Poco prima della sua morte scrisse questa poesia che contiene le chiavi dal suo dramma, cioè, le chiavi del dramma colombiano.
di Carlos Vidales


13 commenti:

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
questo post è favoloso, purtroppo il mondo è pieno di ingiustizie e in tanti popoli troppa gente ha pagato un prezzo elevato per vivere, per esprimere le proprie opinioni ecc...
Si parla troppo poco di queste tragedie, dovremmo denunciarele molto di più, anche se a molti non interessana, perchè le cose che accadono in posti lontani ed in epoche lontane (anche se vicine), sembrano non toccare le coscenze di molti.
Un abbraccio e buona giornata

Jene ha detto...

Una poesia che colpisce al cuore, non conoscevamo questa scrittrice e ti ringraziamo per avercela fatta scoprire.
Bravo Jena Junior!
Un abbraccio zamposo

Melinda Santilli ha detto...

Grazie Xav, senza di te non conoscerei tanti poeti!
La storia di questa donna è davvero molto triste e profonda, mi ha colpito.
Un baciotto

Beatrice Portinari ha detto...

Bravo Falco, con questo post hai trasmesso tantissime emozioni diverse.
TVB

Antonella ha detto...

Ciao Xavier, una storia terribile che non conoscevo nei sui particolari.
Spesse volte si rimane soli proprio nei momenti in cui si sente più forte il bisogno di aver accanto qualcuno che a parole era stato amico e aveva condiviso i nostri stessi ideali.
Quando si tratta di smetterla di teorizzare e di sporcarsi un po' le mani con realtà scopriamo sempre di essere soli.
Ciao, un grande abbraccio.
Antonella

Antares ha detto...

E' una storia che colpisce duro come un pugno nello stomaco, fa capire come la solitudine e l'indifferenza possono uccidere.
Un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Bisogna sempre ricordarsi che gli altri siamo anche noi...
Un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

A me l'ha fatta scoprire il mio prof di letteratura, davvero un grande.
Un abbraccio :)

Le Chat Noir ha detto...

Grazie Mel ma il merito non è mio ma di chi mi fa scoprire questi gioielli davvero preziosi.
Bacius

Le Chat Noir ha detto...

Grazie nonna :)
Bacio Bacio TVB

Le Chat Noir ha detto...

E proprio in questi momenti che si dovrebbe scoprire la forza interiore che è dentro ad ognuno di noi ma a volte non succede e si viene risucchiati nel grande buco nero della depressione.
Un mega abbraccio :)

Le Chat Noir ha detto...

Hai detto bene solitudine e indifferenza...
Bacio

Sam ha detto...

Questa storia e questa poesia mi hanno fatta emozionare, non conoscevo la scrittrice che hai presentato.
Grazie e un abbraccio