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23/02/13

Quelle calamitate poltrone rosse...


Come tutti sapete, non è un mistero che tra le new entries della politica oltre a mrs Vezzali che ormai è dappertutto come il prezzemolo abbia fatto non poco rumore anche l’ingresso di Antonio Ingroia.
Proprio su questo, ho deciso per una volta di dire la mia.
Ingroia è un magistrato, formatosi alla scuola di Falcone e Borsellino, con idee molto chiare sul senso del dovere e sulla lotta alla mafia che ha sempre perseguito con grandissimo impegno.
Fatto sta che l’anno scorso, come scrive il giornale on line Squer:

Che Antonio Ingroia in questi anni non si sia risparmiato nel fare politica è cosa ormai risaputa, ma l’ex magistrato ha sempre affermato che la sua intenzione non era quella di seguire le orme di Antonio Di Pietro, entrato in politica dopo lo scandalo di Tangentopoli, bensì quello di “difendere la Costituzione”, partecipando dunque anche a eventi di partito e manifestazioni politiche pubbliche.
Candidandosi per la lista “Rivoluzione civile”, Ingroia compie dunque quel passo che da tempo era previsto da molti cronisti ed entra così nella vera e propria “arena politica”.

Questa mossa così, un po’ inattesa e un po’ no, ammetto che mi ha un po’ deluso.
Ma come, dopo tanti anni di impegno Ingroia sceglie di entrare in politica, dove (scusatemi se lo scrivo) c’è il marciume del marciume del nostro paese?!
E tutto quello che aveva deciso di fare come magistrato, e gli insegnamenti di Falcone e Borsellino dove sono finiti?
Tutto dimenticato, esattamente come Di Pietro ha scordato Tangentopoli?

Insomma, cos’ha la politica di tanto affascinante, c’è qualche feromone su quelle poltrone rivestite di rosso?
Me lo chiedo perché alla fine tutti, persino chi con la politica non ha niente a che vedere (ad esempio un’igienista dentale qualsiasi o ex presentatori televisivi) entrano in politica magari anche con il nobile fine di mettere a posto l’Italia, salvo che poi si perdono nel mezzo e non se ne fa più niente.

Indipendentemente da chi vincerà queste elezioni, mi sento di dire che la scelta di Ingroia mi ha deluso, sembra che non valga più la pena di combattere per la giustizia e i valori che un tempo venivano difesi con la vita.
Signor Ingroia, mi spiace scriverlo ma lei da Falcone e Borsellino non ha imparato niente: pensavo, come pensavano tanti, che fosse fatto di un’altra pasta e potesse fare la differenza; invece con questo suo gesto lei ha tradito quello in cui credeva e per cui ha combattuto finora.
E poi siamo noi giovani quelli senza valori…



3 commenti:

Audrey ha detto...

Xavier,
hai ragione..io sono disperata non so chi voltare, chi sia il meno peggio mah!!!!
Un abbraccio
mi raccomando amichetto

Jene ha detto...

L'odore dei soldi emana sempre un fascino tutto suo, peccato che una persona come Ingroia che aveva degli ideali alti abbia rinnegato tutto per un posto al sole del Cupolone.
Ti aspettiamo!

Melinda Santilli ha detto...

Hanno l'attack sulle poltrone, se ci si mettono sopra col sedere è finita, vi restano per sempre e non scollano più.
Sì anch'io sono un pò delusa dalla decisione di Ingroia, alla fine non credeva molto in quello che faceva.
Problemi suoi e della sua coscienza.
Un super baciottone e non annoiarti troppo!