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22/02/13

Notre Dame


Storia di una Cattedrale

L'imponenza gotica della Cattedrale di Notre-Dame domina la Senna e l'Ile de la Cité e tutta la storia di Parigi.
Il punto esatto di ubicazione della maestosa cattedrale è sempre stato culla e centro di religiosità oltre che il chilometro zero di tutta la Francia: i Celti e i Romani, che vi costruirono un tempio a Giove, poi sostituito nel tempo da una basilica cristiana e successivamente dalla chiesa romanica di St. Etienne, fondata nel 528 da Childeberto re dei Merovingi.
La storia della cattedrale è legata a Maurice De Sully, vescovo di Parigi che decise di sostituire la vecchia basilica con qualcosa di grandioso che rivaleggiasse con la basilica di St. Denis, posta allora fuori dalle mura della città.

Il risultato, finanziato dalle somme che Sully rastrellava senza distinzione tra i ricchi e i poveri di tutta Parigi durante le celebrazioni, fu straordinario: Notre Dame divenne la più bella e importante chiesa della città, destando l’ammirazione e l’invidia delle altre capitali europee.
Tra momenti cupi e di splendore, Notre Dame arriva fino alla Rivoluzione Francese, quando subisce i colpi più duri: i rivoluzionari la saccheggiano e la trasformano in un Tempio della Ragione.
Le statue dei 28 Re di Giudea vengono distrutte pensando che rappresentassero i sovrani di Francia; si salveranno solo 21 teste che oggi si trovano al Museo di Cluny. Quando Napoleone Bonaparte si fa incoronare nella Cattedrale nel 1804, le pareti della chiesa sono tappezzate di tende ed arazzi; non in gloria dell’imperatore ma per nascondere i buchi nelle pareti.
Questa volta la demolizione sembra certa, finché nel 1821 arriva il capolavoro di Victor Hugo: il romanzo Notre Dame de Paris, che salverà per sempre la Cattedrale riconsegnandola al suo eterno splendore.

Simbologia e curiosità
Prima di Notre Dame stessa, ciò che colpisce è il grande portale che raffigura in un ordine di archi tripartito Cristo, Maria (appunto, la Notre Dame de Paris), la Sapienza e la Filosofia.
Molteplici fregi si estendono da entrambi i lati del portico, divisi in due ordini, ciascuno composto da soggetti distinti: l’alchimista che cerca la verità divina nei metalli e nelle pietre (un auspicio affinché la struttura della cattedrale durasse nei secoli a venire), il Sole, Mercurio che simboleggia la saggezza, la Luna celebrata dagli angeli, i segni zodiacali, la salvezza delle anime pure e la dannazione dei dannati, una piccola celebrazione dedicata ai templari, la processione dei Santi e i Beati e infine le stagioni.


La facciata ovest
La facciata più famosa di Notre Dame è quella ovest; partendo dal basso sono visibili tre portoni che rappresentano, da sinistra verso destra il Portale del Giudizio Universale, il Portale della Vergine e il Portale di Sant’Anna.
Il portale della Vergine è sovrastato da tre figure di Profeti e di Re.
Al centro c’è la deposizione della Vergine dopo la sua morte e ancora sopra l’Incoronazione.
Il portale centrale rappresenta il Giudizio Universale, con Cristo circondato da due angeli, da Maria e da San Giovanni che in modo caritatevole lo pregano di salvare le anime: sopra e alla destra di Cristo ci sono le anime salvate; a sinistra quelle che i demoni stanno portando all’inferno.
Il portale di Sant’Anna è invece un libro di pietra: vi è rappresentata la vita di Maria, dalla nascita all’educazione, fino all’Annunciazione e la visita dei Re Magi.
Subito sopra i portali c’è la Galleria con le copie dei Re dei Giudei e ancora più in alto il rosone della Vergine.
La facciata ovest è dominata da due torri: attenzione, anche sembrano uguali, la sinistra è un po’ più alta: questo serviva a bilanciare il peso della cattedrale perché la parte destra del terreno su cui è stata edificata era meno solida a causa delle precedenti costruzioni.

La facciata sud
Della facciata sud, quella che affaccia sulla Senna, spicca la cripta gotica dove è conservato il Tesoro della Cattedrale e il rosone con un motivo a losanghe ripetute; il portale sottostante è dedicato a al martirio di Saint Etienne, con le mirabili scene dell’arresto, del processo e della lapidazione. 

Gargoilles e Chimere, i mostri di Notre Dame
I mostri che dall’alto di Notre Dame scrutano gli uomini non hanno solo una funzione decorativa come si è pensato per lungo tempo-
La parola gargouille da cui deriva gargoyle, in francese indica l’estremità dei condotti di scolo della acque piovane ed è proprio questa la funzione che svolgono da sempre a Notre Dame.
Oggi il nome indica prevalentemente i mostri fantastici creati da Viollet-le-Duc durante uno dei tanti rifacimenti di Notre Dame.
I mostri sono spettacolari e vale la pena andarli a guardare da vicino; basta riuscire a salire senza fatica i 387 gradini della torre nord!
Anche se i turisti chiamano tutte le figure di Notre Dame Gargoilles, in realtà ci sono anche le Chimere sulla facciata ovest: sono animali fantastici come i Gargoille ma in questo caso non hanno alcuna utilità funzionale.
La più famosa delle chimere è Stryge, uno spirito maligno che vive solo di notte e ha il compito di difendere la cattedrale dai suoi profanatori.

L’interno della Cattedrale
La prima cosa che scolpisce entrando in Notre Dame è la penombra in cui è avvolto l’interno della cattedrale, voluta apposta per richiamare i fedeli al raccoglimenti e avvicinarli a Dio.
Notre Dame è lunga 135 metri, larga 48 e alta 35: la navata centrale è fra tutte una vera meraviglia della prospettiva e della simmetria.
Proseguendo verso l’organo, il più grande d’Europa, la luce si fa più forte ed entra dal rosone della parte ovest, ricostruito come gli altri da Viollet-le-Duc dopo la rivoluzione.
I rosoni sono dei libri in vetro: raccontano le storie del Vecchio Testamento, santi, vergini, demoni e tutto quanto serviva ad educare alla religione il popolo che non sapeva leggere. 
Un ultimo appunto va alle campane, che proprio in questo periodo sono state sostituite, la campana maggiore di Notre Dame de Paris non suona mai: solo nelle occasioni veramente solenni si può ascoltare il suono che molti descrivono come puro e perfetto.
Secondo la leggenda raccontata dai parigini, quando dopo la rivoluzione si decise di rifondere la campana per rifarla le donne di Parigi gettarono nel metallo fuso i loro gioielli in argento ed oro; da qui verrebbe la purezza del suono.



Le leggende di Notre Dame

Le serrature indemoniate
Magia e stregoneria sono legate alle leggende di Notre-Dame de Paris in modo indissolubile.
Prima di entrare nella cattedrale di Notre Dame bisogna guardare le ante dei portali laterali, dove le magnifiche serrature finemente decorate sono considerate dei veri e propri capolavori.
Queste serrature furono ordinate ad un abile fabbro chiamato Biscornet, che davanti all’importanza del lavoro, ebbe un momento di panico e si sentì incapace di realizzare l’opera. La leggenda vuole che fece, allora, appello all’aiuto del Diavolo.
Quando le serrature furono montate sui portoni vennero contemplate con grande timore: in che modo Biscornet aveva potuto immaginarle e come aveva potuto lavorarle con tanta abilità?
Poiché Biscornet era il solo a poterle aprire, il giorno dell’installazione, andarono a cercarlo e lo trovarono svenuto accanto alla forgia.
Per aprire le porte fu necessario aspergerle di acqua santa e si narra che in quel momento il diavolo gridò talmente forte che la cattedrale tremò.
Quello che è certo è che Biscornet, prostrato dalla paura e dai rimorsi, morì poco tempo dopo portando con sé il suo segreto.
Da quel giorno il segreto delle serrature di Notre Dame è andato perso e nessuno lo ha mai ritrovato.

La Festa dei Folli
E’ noto a tutti che ogni cosa nasconde un rovescio della medaglia, è questo il caso di Notre Dame de Paris, la cui santità ci seduce al punto di farci percepire solamente pietà, bontà, giustizia divina e trasporto dell’anima.
Ma sapevate che una volta all’anno (alcuni dicono a Natale, altri a Pasqua) si organizzava a Notre Dame la Festa dei Pazzi?
A questa festa partecipavano diaconi, preti, chierichetti, penitenti, uomini e donne, appena vestiti o completamente nudi che percorrevano la città praticando degli strani rituali: alcuni si bucavano le carni con dei chiodi e segnavano il loro passaggio con il sangue, altri benedicevano gli spettatori con termini osceni ed eseguivano danze lugubri, altri ancora mangiavano minestra in un angolo dell’altare o bruciavano sterco di animali al posto dell’incenso.
Nel corso della serata si beveva, ci si insultava, ci si batteva davanti la chiesa e persino i preti, ubriachi, insultavano la folla scagliandogli contro pietre e rifiuti.
Ogni tanto questa strana processione faceva tappa in luoghi di prostituzione e spesso tutto terminava nell’orgia e nell’eccesso.
Queste riunioni, per quanto possa sembrare incredibile, si protrassero fino al XVI secolo con la benedizione del re stesso per evitare che i disordini e il malcostume si diffondessero nella città: era insomma una valvola di sfogo come gli antichi Baccanali.
La Festa dei Pazzi durava una giornata intera ma l’indomani tutto era dimenticato e la chiesa tornava alla normalità: la minima blasfemia o il più piccolo sacrilegio venivano puniti secondo le dure leggi della giustizia divina.
Si racconta la storia di un penitente che, non essendo ancora tornato al suo stato normale, disse una parola di troppo che pagò duramente: gli fu inchiodata la lingua sulla scrivania!

Nomi e fatti
Oltre alle leggende, anche i grandi uomini della storia francese hanno legato il proprio nome alla cattedrale: da Carlo Magno che secondo Hugo ne depose la prima pietra, a Napoleone Bonaparte che volendo sottolineare il primato dello Stato sulla Chiesa qui s'incoronò imperatore e ancora, al generale Charles de Gaulle, che di fronte all’altare ringraziò Dio per la liberazione di Parigi durante la seconda guerra mondiale. 
Trascurata dai sovrani (l'unico ad essere stato incoronato fu Enrico VI d'Inghilterra, diventato re di Francia nel 1431 mentre gli altri furono costretti a optare per Saint Denis), la cattedrale rimane comunque al centro di alcune importanti vicende storiche: nel 1185 la convocazione della terza Crociata da parte di Eraclio di Cesarea, diversi matrimoni reali e la già citata incoronazione di Napoleone Bonaparte il 2 dicembre 1804 ad imperatore.


Quasimodo: il vero simbolo di Notre Dame

Quasimodo, l’eroe di Notre Dame, sarebbe esistito veramente.
Le prove che sia stato un personaggio in carne ed ossa a stimolare la fantasia di Victor Hugo arrivano dalla Tate Britain di Londra dove Adrian Glew, un impiegato delle celebre galleria avrebbe rintracciato tra i diari di un oscuro scultore inglese del XIX secolo, Enric Sibson, tracce della sua esistenza.

È il 1822 e lo scultore si trova a Parigi dove fervono i restauri della chiesa di Notre Dame, pesantemente danneggiata dalla bufera della Rivoluzione Francese.
L’attenzione di Sibson viene catturata da un capomastro, un certo Trajean (se preferite Traiano): un uomo gobbo che guidava gli altri scalpellini.

L’accertato coinvolgimento di Victor Hugo nel lavoro di restauro di Notre Dame hanno indotto il funzionario della Tate a concludere che lo scrittore probabilmente aveva avuto modo di conoscere Trajean e che sia stata proprio la sua figura a fornire lo spunto per il romanzo pubblicato nel 1831.

Le prove di questo avvenimento, secondo Glew, le avrebbe lasciate per iscritto lo stesso Victor Hugo. Un aneddoto poco noto vuole che il protagonista de Les Miserables, il suo romanzo più celebre, venisse battezzato in una prima versione con l’insolito nome di Jean Trajean; successivamente cambiato per un’erronea traduzione in Jean Valjean.

Ma se Quasimodo sia esistito davvero o no a noi poco importa: ciò che conta è che con la sua figura Victor Hugo ha consegnato alla Storia un eroe a tutto tondo, capace di un amore che va oltre l’aspetto esteriore e supera la morte.
E con Notre Dame de Paris, Hugo ha anche salvato la Cattedrale simbolo della città e regalato a tutti noi un’opera immortale che ancora oggi suscita grandi emozioni e un enorme successo.



4 commenti:

Melinda Santilli ha detto...

Io adoro alla follia Notre Dame, per me insieme al Duomo di Milano è la cattedrale gotica per eccellenza e con questo post ho scoperto tante cose che non conoscevo!
Ma dì un pò, è vero che i Gargoyles parlano coi piccioni?
Un baciotto

Antonella ha detto...

Ciao, ma che bello incontrarti comunque con i tuoi post.
Questo è bellissimo, me lo sono già letta due volte hai proprio catturato la mia attenzione : amo l'arte e mi piacciono le leggende un po' cupe.

Dovrò proprio visitare Parigi!

Ciao, Xavier, mi raccomando sta sereno.
Un bacio. Antonella

Stefyp. ha detto...

Ma quante cose interessanti ci hai raccontato! Bellissimo questo post.
Ho avuto modo di vedere Notre Dame da vicino ed imponente e veramente bella, ma non sapevo tutto quello che ci hai riportato. Grazie, non hai tralasciato niente.
Ciao Stefania.

Audrey ha detto...

Ciao Xavier,
un post bello ed interessante, ma soprattutto completo. Bravissimo, ho letto il tutto con tanto piacere.
Io amo Quasimodo, ho visto la rivisitazione di Cocciante tantissime volte e so anche i brani a memoria ;)
un bacione