Followers

11/02/13

E' iniziata la guerra del web: Microsoft vs Google


I big dell'informatica si fanno i dispetti? 
Sembrerebbe di sì a giudicare dalla schermaglia che nella serata di ieri ha visto coinvolti in Rete Microsoft e Google, che si sono sfidate a colpi di accuse su chi tra le due si diverta di più a spiare a spiare gli ignari utenti.
Ma procediamo con ordine. Tutto pare sia partito dalla “stizza” accumulata nelle ultime ore da Microsoft attraverso la controllata Skype, che, come ricorderete, lo scorso dicembre è finita sotto la lente della nostrana Autorità Garante della Privacy per via della denuncia di un anonimo connazionale, che segnalava l'impossibilità di disiscriversi in maniera definitiva dal servizio di chat dell'azienda di Redmond.
Ieri, appunto, la risposta ufficiale di Skype all'indagine avviata dall'organismo guidato da Antonello Soro, con una parziale ammissione di colpa: Skype, dal quartier generale del Lussemburgo, ha riconosciuto infatti che le indicazioni contenute nelle Faq relativamente alle modalità di cancellazione dal servizio non sono sufficientemente chiare, e che, in ogni caso, a disiscrizione avvenuta gli account “non vengono comunque distrutti per evitare che il loro nome possa essere utilizzato poi in malafede da altri utenti”.

Così dopo il motore di ricerca, il sistema operativo e i dispositivi hardware, la sfida tra Microsoft e Google si estende anche al servizio mail.
Su quest'ultimo, in particolare, il colosso di Redmond negli ultimi giorni ha adottato una strategia d'attacco. "Don't be scroogled", un poco equivocabile "non fatevi fregare", è lo slogan che mette dubbi sulla privacy e sul fatto che Big G legga parole e messaggi delle mail per abbinare annunci pubblicitari mirati. Ma da Google respingono le accuse al mittente.
(dal web)

Bene, bene, bene...
Adesso è scoppiata anche la lite tra Google e Microsoft, i due colossi della rete si comportano come bambini dell’asilo e si incolpano l’uno con l’altro di non rispettare la privacy dei clienti.
Da ragazzo non tanto esperto di informatica mi chiedo: ma anziché continuare a ingerire nei nostri dati chiedendo cose sempre più assurde (tra un po’ ci chiederanno anche le impronte della retina), perché non ci forniscono servizi e prodotti più semplici, veloci, efficienti e soprattutto a nostra scelta?

Prendiamo Google per cominciare: quasi tutti i blogger sono stati costretti a eseguire l’up su Gplus, senza che gli fosse permesso scegliere.
Lo stesso vale per la mail: si aggiorna senza far scegliere all’utente se desidera o meno le modifiche.
E il motore di ricerca stesso? Ormai trovare quello che si cerca sembra impossibile!

Ma ce n’è anche per Microsoft: non riesce a risolvere i bug dei sistemi operativi, aumenta i prezzi dei prodotti e chiude MSN costringendo i suoi utenti ad avere Skype (per forza, altrimenti come ammorta tutti i miliardi spesi?).

Ora, perché questi due testoni (c’è anche il testone Apple, ma al momento sembra non combinare cazzate) non cercano di ridurre i costi e di dare prodotti davvero utili per i loro utenti?
E nel frattempo sarebbe gradito se la smettessero di farsi i fatti nostri...


17 commenti:

ellie ha detto...

sarebbe troppo semplice e troppo onesto abbassare i costi e offrire servizi validi... meglio spalarsi merda a vicenda...

un abbraccio

Jene ha detto...

Questo è uno spaccato di come funzionano le cose tra i colossi finanziari del web: si accapigliano per niente e nessuno offre servizi agli utenti pensando davvero agli utenti.
Un abbraccio zamposo

Melinda Santilli ha detto...

In effetti è vero, il giorno in cui rinunceranno a qualche miliardo per darci servizi decenti (e parlo di tutte le case informatiche e non solo) sarà sempre troppo tardi.
Un abbraccio

Antonella ha detto...

Ciao Xavier, Ammetto la mia ignoranza in questo campo...non posso aggiungere niente, ad occhio credo che tu stia dicendo delle cose giuste...però scusami ma non è il mio campo!
Ciao, un abbraccio affettuoso.
Antonella

Grazia ha detto...

Caro giovane amico, come si fa a far arrivare queste tue parole ai suddetti cervelloni ? Tra l'altro la tua critica è costruttiva perchè dai loro anche giuste soluzioni. Speriamo che visto che non si fanno i fatti loro leggano ovunque, anche qui. A presto.

Audrey ha detto...

diciamo che hanno stancato un po' tutti, invece di progredire regrediamo a causa di mille sciocchezze...poi secondo me con i loro cambiamenti peggiorano le cose invece di migliorarle...vabbè
spero che tu stia meglio
un abbraccio

Antares ha detto...

Migliaia di euro spesi dagli utenti per servizi che fanno pena e poi si scopre questo?
Ma che roba!
Un abbraccio

Beatrice Portinari ha detto...

Se ci pensi è la classica guerra che c'è tra tutte le multinazionali, all'insegna di un non progresso e di un profitto sbagliato.
TVB

Il calesse ha detto...

Ciao Xavier,
grazie del tuo interessantissimo post!
Un caro abbraccio
Ciao:)
Luci@

Stefyp. ha detto...

Bella questa..ero all'oscuro di tutti questi giri, poveri noi.. e che possiamo fare? siamo nelle loro mani.
Ciao, Stefania

Le Chat Noir ha detto...

Per loro sarebbe davvero troppo...
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

Questo è uno spaccato di come funziona la moderna società...
ciao

Le Chat Noir ha detto...

Il giorno che accadrà nevicherà nel deserto e cresceranno palme ai due poli...
un abbraccio

Le Chat Noir ha detto...

TVB
Xavier

Le Chat Noir ha detto...

Chissà, non dico loro ma forse anche se ne dubito qualcuno leggerà questo posto e da cosa nasce cosa...
buona giornata

Le Chat Noir ha detto...

Grazie a voi per aver scritto, in effetti c'è da pensare e tenere sempre gli occhi aperti soprattutto quando questi giochi di potere vengono fatti sulla pelle degli utenti.

franzmari ha detto...

Hai colto nel segno!
Le aziende che citi nel post (e non solo quelle) sono arrivate a questo livello di impunità perché noi utenti glielo abbiamo permesso: abbiamo sacrificato la nostra privacy in nome della comodità e della spilorceria; presto (se non ci daremo una svegliata) cominceremo a pagarne le conseguenze.

Cosa possiamo fare? Leggere molto attentamente le condizioni di utilizzo dei vari servizi prima di accettarle, controllare a fondo le impostazioni per disattivare quelle lesive della privacy, scegliere servizi alternativi a quelli più blasonati, che siano meno invasivi. Qualche esempio? DuckDuckGo per le ricerche (non raccoglie informazioni personali né fornisce risultati in base alla cronologia delle ricerche effettuate o dei siti visitati), Jabber per la chat (per registrarsi basta scegliere un nome utente ed una password, senza dover fornire dati personali), Firefox o Chromium come browser (al posto di Internet Explorer/Google Chrome, che raccolgono dati sull'utente), Ekiga per le videochiamate e, in generale, scegliere software libero per i nostri dispositivi.